<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:podcast="https://podcastindex.org/namespace/1.0">
    <channel>
        <generator>RedCircle VERIFY_TOKEN_c69b2f82-92e6-41e2-b8d6-95db490e84e0  -- Rendered At Tue, 21 Apr 2026 05:44:55 &#43;0000</generator>
        <title>Il podcast del Collettivo Militant</title>
        <link>https://redcircle.com/shows/il-podcast-del-collettivo-militant</link>
        <language>it-IT</language>
        <copyright>Collettivo Militant</copyright>
        <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
        <itunes:summary>La battaglia delle idee. Libri, musica e cultura contro il pensiero unico. Militant è un collettivo politico comunista, formato da compagni dei movimenti antagonisti romani.</itunes:summary>
        <podcast:guid>c69b2f82-92e6-41e2-b8d6-95db490e84e0</podcast:guid>
        
        <description><![CDATA[La battaglia delle idee. Libri, musica e cultura contro il pensiero unico. Militant è un collettivo politico comunista, formato da compagni dei movimenti antagonisti romani.]]></description>
        
        <itunes:type>episodic</itunes:type>
        <podcast:locked>no</podcast:locked>
        <itunes:owner>
            <itunes:name>Collettivo Militant</itunes:name>
            <itunes:email>collettivo.militant@gmail.com</itunes:email>
        </itunes:owner>
        
            
            <itunes:new-feed-url>https://feeds.redcircle.com/c69b2f82-92e6-41e2-b8d6-95db490e84e0</itunes:new-feed-url>
            
        
        <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/9a3ff9b1-d8d8-4376-b05f-c5284abbd731_13389173-1615197290080-c53cc6024d99.jpg"/>
        
        
        
            
            <itunes:category text="News">

            
                <itunes:category text="Politics"/>
            

        </itunes:category>
        

        
        <itunes:explicit>yes</itunes:explicit>
        
        
        
        
        
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Senza Stato: il fallimento del progetto  nazionale palestinese</itunes:title>
                <title>Senza Stato: il fallimento del progetto  nazionale palestinese</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                
                <description><![CDATA[<p><span>Da quando la Resistenza ha lanciato l&#39;operazione &#34;Tufan Al-Aqsa&#34; in tutto il mondo milioni di persone sono scese in piazza contro l&#39;aggressione genocidiaria dello stato di Israele e per sostenere la liberazione della Palestina. Le strade si sono riempite di giovani e giovanissimi che, in molti casi, proprio grazie all&#39;eroica lotta del popolo palestinese, hanno iniziato a mobilitarsi, a politicizzarsi e a prendere coscienza della realtà che li circonda, spesso andando oltre il semplice sostegno umanitario e rivendicando invece la totale legittimità della Resistenza stessa.</span></p><p><span>Da questo punto di vista il libro che venerdì prossimo presenteremo al Granma rappresenta uno strumento importante per chiunque voglia provare a comprendere le differenze e le divisioni politiche e sociali che pure attraversano la società palestinese, tanto in Palestina quanto nella diaspora. In &#34;Senza Stato&#34; l&#39;Autrice ricostruisce infatti la genesi dell&#39;Autorità Nazionale Palestinese indagando non solo le ragioni del fallimento degli Accordi di Oslo, ma anche le radici economiche e politiche di quel fenomeno che proprio alla luce del comportamento dell&#39;ANP in questi mesi non possiamo che definire collaborazionismo. E lo fa poggiando su una robusta impalcatura di fonti, bibliografia e documenti che pongono il rigore di questo testo ben al di fuori della pletora di istant book che hanno riempito gli scaffali delle librerie in questi ultimi tempi.</span></p><p><span>Ne discutiamoo con l&#39;Autrice stessa e con gli esponenti romani delle strutture della diaspora palestinese, UDAP e GPI, che fin dall&#39;inizio sono stati il motore più coerente, conseguente ed instancabile delle mobilitazioni di questi mesi a sostegno della Resistenza e della lotta al sionismo.</span></p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;span&gt;Da quando la Resistenza ha lanciato l&amp;#39;operazione &amp;#34;Tufan Al-Aqsa&amp;#34; in tutto il mondo milioni di persone sono scese in piazza contro l&amp;#39;aggressione genocidiaria dello stato di Israele e per sostenere la liberazione della Palestina. Le strade si sono riempite di giovani e giovanissimi che, in molti casi, proprio grazie all&amp;#39;eroica lotta del popolo palestinese, hanno iniziato a mobilitarsi, a politicizzarsi e a prendere coscienza della realtà che li circonda, spesso andando oltre il semplice sostegno umanitario e rivendicando invece la totale legittimità della Resistenza stessa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;Da questo punto di vista il libro che venerdì prossimo presenteremo al Granma rappresenta uno strumento importante per chiunque voglia provare a comprendere le differenze e le divisioni politiche e sociali che pure attraversano la società palestinese, tanto in Palestina quanto nella diaspora. In &amp;#34;Senza Stato&amp;#34; l&amp;#39;Autrice ricostruisce infatti la genesi dell&amp;#39;Autorità Nazionale Palestinese indagando non solo le ragioni del fallimento degli Accordi di Oslo, ma anche le radici economiche e politiche di quel fenomeno che proprio alla luce del comportamento dell&amp;#39;ANP in questi mesi non possiamo che definire collaborazionismo. E lo fa poggiando su una robusta impalcatura di fonti, bibliografia e documenti che pongono il rigore di questo testo ben al di fuori della pletora di istant book che hanno riempito gli scaffali delle librerie in questi ultimi tempi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;Ne discutiamoo con l&amp;#39;Autrice stessa e con gli esponenti romani delle strutture della diaspora palestinese, UDAP e GPI, che fin dall&amp;#39;inizio sono stati il motore più coerente, conseguente ed instancabile delle mobilitazioni di questi mesi a sostegno della Resistenza e della lotta al sionismo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
                <enclosure length="89070863" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/3194447c-47ef-4ace-9282-272f2596f1bd/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">86f58228-0a7d-448e-a018-c9093a23a610</guid>
                <link>http://www.militant-blog.org</link>
                <pubDate>Mon, 31 Mar 2025 13:50:32 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2025/3/31/13/b92f9a30-eeb5-46f0-aa69-5cd8520c93c1_pale2.jpg"/>
                <itunes:duration>5566</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Lotte di classe culturali - Presentazione del libro &#34;Guerre culturali e neoliberismo&#34; di Mimmo Cangiano</itunes:title>
                <title>Lotte di classe culturali - Presentazione del libro &#34;Guerre culturali e neoliberismo&#34; di Mimmo Cangiano</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                
                <description><![CDATA[<p>Le migrazioni di massa, le seconde e terze generazioni di subalterni, alimentano da decenni negli Stati uniti delle tensioni culturali per il riconoscimento e l’affermazione dell’alterità nella metropoli occidentale.</p><p>Un fenomeno che è divenuto visibile anche in Europa, costretta a confrontarsi con l’altro da sé senza vera capacità di comprensione del fenomeno.</p><p>Di che segno sono le “guerre culturali” che si stanno combattendo in Occidente?</p><p>Sono segni della decadenza culturale capitalistica o momenti di una molteplice lotta di classe che, nel suo continuo riproporsi, prende strade e forme post-novecentesche, ma non pacificate?</p><p>Ne parliamo con:</p><p>Mimmo Cangiano (autore del libro)</p><p>Alessandro Barile (storico)</p><p>Ilenia Rossini (storica)</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Le migrazioni di massa, le seconde e terze generazioni di subalterni, alimentano da decenni negli Stati uniti delle tensioni culturali per il riconoscimento e l’affermazione dell’alterità nella metropoli occidentale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un fenomeno che è divenuto visibile anche in Europa, costretta a confrontarsi con l’altro da sé senza vera capacità di comprensione del fenomeno.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Di che segno sono le “guerre culturali” che si stanno combattendo in Occidente?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sono segni della decadenza culturale capitalistica o momenti di una molteplice lotta di classe che, nel suo continuo riproporsi, prende strade e forme post-novecentesche, ma non pacificate?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ne parliamo con:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mimmo Cangiano (autore del libro)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alessandro Barile (storico)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ilenia Rossini (storica)&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
                <enclosure length="111183830" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/abbbf9b1-f670-4e91-8dbf-4bb89a713bb2/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">41170a8a-2359-4789-b3d2-ad4afd69c146</guid>
                <link>http://www.militant-blog.org</link>
                <pubDate>Tue, 10 Dec 2024 11:15:49 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2024/12/10/14/4dd34f90-d29c-42d1-9d45-ae7dcea2a374_17423857-ab98-40ed-a5d3-491319853e6e_cangiano.jpg"/>
                <itunes:duration>6948</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Comunismo e rivoluzione nell&#39;italia del novecento</itunes:title>
                <title>Comunismo e rivoluzione nell&#39;italia del novecento</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                
                <description><![CDATA[<p>Comunismo e rivoluzione nell’Italia del secondo Novecento</p><p>Presentazione del libro Una disciplinata guerra di posizione. Studi sul Pci, FrancoAngeli 2024</p><p>Renato Caputo e Paolo Cassetta discutono con l’autore del libro Alessandro Barile</p><p>Luogo e data</p><p>Granma – via dei Lucani 11</p><p>Sabato 16 novembre 2024, ore 18.00</p><p>A più di cento anni dalla sua fondazione, ma anche a più di trenta dal suo scioglimento, il Partito comunista italiano continua ad alimentare l’interesse della ricerca storica. Attraverso una serie di studi sulla cultura politica del partito e dell’intreccio con la sua politica culturale, il libro intende ricostruire la peculiare “guerra di posizione” che il partito nuovo togliattiano andò edificando nel trentennio successivo alla Liberazione, fino a quando – cioè – le molteplici contraddizioni apertesi con il “boom economico” deflagrarono nello scontro con un “altro comunismo”, quello della mobilitazione degli anni settanta</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Comunismo e rivoluzione nell’Italia del secondo Novecento&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Presentazione del libro Una disciplinata guerra di posizione. Studi sul Pci, FrancoAngeli 2024&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Renato Caputo e Paolo Cassetta discutono con l’autore del libro Alessandro Barile&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Luogo e data&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Granma – via dei Lucani 11&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sabato 16 novembre 2024, ore 18.00&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A più di cento anni dalla sua fondazione, ma anche a più di trenta dal suo scioglimento, il Partito comunista italiano continua ad alimentare l’interesse della ricerca storica. Attraverso una serie di studi sulla cultura politica del partito e dell’intreccio con la sua politica culturale, il libro intende ricostruire la peculiare “guerra di posizione” che il partito nuovo togliattiano andò edificando nel trentennio successivo alla Liberazione, fino a quando – cioè – le molteplici contraddizioni apertesi con il “boom economico” deflagrarono nello scontro con un “altro comunismo”, quello della mobilitazione degli anni settanta&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
                <enclosure length="125916055" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/78c945ec-668c-492b-b4a8-87827eb8c597/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">bd0225f1-489c-4dfb-be77-2fd1044d842f</guid>
                <link>http://www.militant-blog.org</link>
                <pubDate>Tue, 19 Nov 2024 10:11:14 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2024/11/19/10/4e923da7-350d-4dfe-9dc8-51230b4ea30a_spoty-cop.jpg"/>
                <itunes:duration>7869</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Lenin, il rivoluzionario assoluto</itunes:title>
                <title>Lenin, il rivoluzionario assoluto</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                
                <description><![CDATA[<p>Presentazione del libro: &#34;Lenin, il rivoluzionario assoluto&#34;</p><p>con l&#39;autore Guido Carpi, Paolo Cassetta e Lorenzo Lang (Segretario del Fronte della Gioventù Comunista)</p><p>Lenin, questo sconosciuto. Molto probabilmente anche per le nuove generazioni di militanti politici, così come per la grande massa di giovani proletari, la vita ed il pensiero di Lenin sono oggi largamente ignote o, al massimo, vengono considerati come un inutile orpello ideologico, la testimonianza di un mondo che non c&#39;è più.</p><p>Per la politica mainstream e gli ambienti accademici Lenin è invece diventato quasi un tabù, una figura da evocare, eventualmente, solo per associarla alle “tragedie” del Novecento. Dopo l&#39;Ottantanove e la dissoluzione dell&#39;Urss la damnatio memoriae della borghesia si è puntualmente abbattuta su chi più di tutti l&#39;ha fatta tremare, e a quella ciclopica storia di emancipazione sociale e di riscatto politico diede inizio.</p><p>Così, se in questi anni di permanenti crisi economiche e politiche abbiamo potuto assistere ad un certo rinnovato interesse per le idee di Marx, Lenin rimane invece un nome impronunciabile. E non potrebbe essere altrimenti, perché se il Moro di Treviri può essere in qualche modo edulcorato e piegato alla giustificazione del presente, con Lenin questo è impossibile.</p><p>Lenin e il suo pensiero sono inaddomesticabili, egli incarna l&#39;idea stessa della rivoluzione. Un&#39;arma teorica e pratica indispensabile per chiunque ancora oggi coltivi l&#39;ambizione di “trasformare lo stato di cose esistenti” e non si limiti a commentarlo.</p><p>Per questa ragione, a 100 anni dalla sua scomparsa, sabato 3 febbraio presenteremo l&#39;ultima fatica editoriale di Guido Carpi, “Lenin: il rivoluzionario assoluto”, e ne discuteremo con l&#39;autore insieme a Paolo Cassetta e a Lorenzo Lang, segretario del Fronte della Gioventù Comunista.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Presentazione del libro: &amp;#34;Lenin, il rivoluzionario assoluto&amp;#34;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;con l&amp;#39;autore Guido Carpi, Paolo Cassetta e Lorenzo Lang (Segretario del Fronte della Gioventù Comunista)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lenin, questo sconosciuto. Molto probabilmente anche per le nuove generazioni di militanti politici, così come per la grande massa di giovani proletari, la vita ed il pensiero di Lenin sono oggi largamente ignote o, al massimo, vengono considerati come un inutile orpello ideologico, la testimonianza di un mondo che non c&amp;#39;è più.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per la politica mainstream e gli ambienti accademici Lenin è invece diventato quasi un tabù, una figura da evocare, eventualmente, solo per associarla alle “tragedie” del Novecento. Dopo l&amp;#39;Ottantanove e la dissoluzione dell&amp;#39;Urss la damnatio memoriae della borghesia si è puntualmente abbattuta su chi più di tutti l&amp;#39;ha fatta tremare, e a quella ciclopica storia di emancipazione sociale e di riscatto politico diede inizio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Così, se in questi anni di permanenti crisi economiche e politiche abbiamo potuto assistere ad un certo rinnovato interesse per le idee di Marx, Lenin rimane invece un nome impronunciabile. E non potrebbe essere altrimenti, perché se il Moro di Treviri può essere in qualche modo edulcorato e piegato alla giustificazione del presente, con Lenin questo è impossibile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lenin e il suo pensiero sono inaddomesticabili, egli incarna l&amp;#39;idea stessa della rivoluzione. Un&amp;#39;arma teorica e pratica indispensabile per chiunque ancora oggi coltivi l&amp;#39;ambizione di “trasformare lo stato di cose esistenti” e non si limiti a commentarlo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per questa ragione, a 100 anni dalla sua scomparsa, sabato 3 febbraio presenteremo l&amp;#39;ultima fatica editoriale di Guido Carpi, “Lenin: il rivoluzionario assoluto”, e ne discuteremo con l&amp;#39;autore insieme a Paolo Cassetta e a Lorenzo Lang, segretario del Fronte della Gioventù Comunista.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
                <enclosure length="77784293" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/895effe8-f10e-4edc-88db-2595a2002467/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">e5c53d57-d86d-40dd-a470-9a0c6d955faf</guid>
                <link>http://www.militant-blog.org</link>
                <pubDate>Tue, 06 Feb 2024 15:43:17 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2024/2/6/15/04e6e011-fa33-4321-868c-4df14c4890ee_5476680_2493381374198718_2437961296987052664_n.jpg"/>
                <itunes:duration>4861</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Vaccini: tra promesse, speranze e illusioni</itunes:title>
                <title>Vaccini: tra promesse, speranze e illusioni</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                
                <description><![CDATA[<p><span>Un anno fa mancavano le mascherine e i respiratori, a settembre non c&#39;erano abbastanza tamponi e reagenti, oggi sono i vaccini ad essere ancora pochi tanto da mettere a rischi la campagna vaccinale perfino nei paesi ad alto reddito. Per parafrasare Antoine de Saint-Exupéry: l&#39;essenziale è invisibile agli occhi del mercato. Ne parliamo nella nostra &#34;mesa redonda&#34; con Luca De Crescenzo, divulgatore scientifico e militante del Fronte Comunista, e con Francesco Caputo, biologo e militante del collettivo La Città Futura.</span></p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;span&gt;Un anno fa mancavano le mascherine e i respiratori, a settembre non c&amp;#39;erano abbastanza tamponi e reagenti, oggi sono i vaccini ad essere ancora pochi tanto da mettere a rischi la campagna vaccinale perfino nei paesi ad alto reddito. Per parafrasare Antoine de Saint-Exupéry: l&amp;#39;essenziale è invisibile agli occhi del mercato. Ne parliamo nella nostra &amp;#34;mesa redonda&amp;#34; con Luca De Crescenzo, divulgatore scientifico e militante del Fronte Comunista, e con Francesco Caputo, biologo e militante del collettivo La Città Futura.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
                <enclosure length="52170919" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/9619ec22-9c2f-4748-922a-5806625f9bb4/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">39b081d9-d1f7-4b18-a820-0ad92f8e0140</guid>
                <link>http://www.militant-blog.org</link>
                <pubDate>Tue, 20 Apr 2021 13:09:22 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/4/20/13/37cd59c9-9ba6-48db-87a1-329814e9629c_copertina_podcast.jpg"/>
                <itunes:duration>3260</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Le prove che il sistema scolastico italiano fa schifo: la scuola delle (in)competenze.</itunes:title>
                <title>Le prove che il sistema scolastico italiano fa schifo: la scuola delle (in)competenze.</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Di scuola e di riforma della stessa se ne parla da decenni e, con la pandemia, è tornata prepotentemente nel dibattito quotidiano. Tra le prime dichiarazioni del neo-premier Draghi la scuola non è mancata e lo stesso neo-ministro dell&#39;Istruzione Bianchi è chiamato ora a decidere come andranno indirizzati i miliardi del Recovery Fund relativi all&#39;istruzione, che definiranno per davvero la &#34;scuola di domani&#34;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo deciso di parlare dell&#39;argomento andando a chiedere spiegazioni a chi nella scuola ci lavora tutti i giorni e conosce la ricaduta pratica di parole come &#34;didattica delle competenze&#34;, &#34;autonomia scolastica&#34;, &#34;valutazione&#34;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Primo episodio della rubrica &#34;La mesa redonda&#34;, dialogo con Giuseppe, docente e militante del Fronte della Gioventù Comunista.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Di scuola e di riforma della stessa se ne parla da decenni e, con la pandemia, è tornata prepotentemente nel dibattito quotidiano. Tra le prime dichiarazioni del neo-premier Draghi la scuola non è mancata e lo stesso neo-ministro dell&#39;Istruzione Bianchi è chiamato ora a decidere come andranno indirizzati i miliardi del Recovery Fund relativi all&#39;istruzione, che definiranno per davvero la &#34;scuola di domani&#34;.</p>
<p>Abbiamo deciso di parlare dell&#39;argomento andando a chiedere spiegazioni a chi nella scuola ci lavora tutti i giorni e conosce la ricaduta pratica di parole come &#34;didattica delle competenze&#34;, &#34;autonomia scolastica&#34;, &#34;valutazione&#34;.</p>
<p>Primo episodio della rubrica &#34;La mesa redonda&#34;, dialogo con Giuseppe, docente e militante del Fronte della Gioventù Comunista.</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Di scuola e di riforma della stessa se ne parla da decenni e, con la pandemia, è tornata prepotentemente nel dibattito quotidiano. Tra le prime dichiarazioni del neo-premier Draghi la scuola non è mancata e lo stesso neo-ministro dell&amp;#39;Istruzione Bianchi è chiamato ora a decidere come andranno indirizzati i miliardi del Recovery Fund relativi all&amp;#39;istruzione, che definiranno per davvero la &amp;#34;scuola di domani&amp;#34;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo deciso di parlare dell&amp;#39;argomento andando a chiedere spiegazioni a chi nella scuola ci lavora tutti i giorni e conosce la ricaduta pratica di parole come &amp;#34;didattica delle competenze&amp;#34;, &amp;#34;autonomia scolastica&amp;#34;, &amp;#34;valutazione&amp;#34;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Primo episodio della rubrica &amp;#34;La mesa redonda&amp;#34;, dialogo con Giuseppe, docente e militante del Fronte della Gioventù Comunista.&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="33836303" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/942dd41c-9dfe-4a6c-94d3-f60836481ce9/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">c73464a2-9dc8-41af-96d0-e84e4edb6d55</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Le-prove-che-il-sistema-scolastico-italiano-fa-schifo-la-scuola-delle-incompetenze-ervpd3</link>
                <pubDate>Wed, 03 Mar 2021 14:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/e2010190-f8dc-4756-8bc7-fee7fdb6b468_13389173-1615211611173-1bf74d755eb2c.jpg"/>
                <itunes:duration>2114</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Crisi, diseguaglianze e povertà: intervista a Francesco Schettino</itunes:title>
                <title>Crisi, diseguaglianze e povertà: intervista a Francesco Schettino</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Primo episodio della rubrica &#34;La battaglia delle idee. Libri, musica e cultura contro il pensiero unico&#34;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La crisi economica che stiamo vivendo è davvero “figlia” dell’epidemia, oppure era già in gestazione? Le misure messe in campo dai governi serviranno davvero a far “ripartire l’economia, o invece si tradurranno in un aumento dei profitti solo per i soliti noti? Ma soprattutto cosa dovrà aspettarsi dal futuro chi vive del proprio lavoro?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto, o quasi tutto, quello che avreste voluto sapere sulla crisi, ma non avete mai osato chiedere, in un’intervista con Francesco Schettino, economista marxista e autore, insieme a Fabio Clementi, di “Crisi, disuguaglianze e povertà” per i tipi de “La città del sole”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Iscriviti al nostro canale YouTube: Militant Tube&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Primo episodio della rubrica &#34;La battaglia delle idee. Libri, musica e cultura contro il pensiero unico&#34;.</p>
<p>La crisi economica che stiamo vivendo è davvero “figlia” dell’epidemia, oppure era già in gestazione? Le misure messe in campo dai governi serviranno davvero a far “ripartire l’economia, o invece si tradurranno in un aumento dei profitti solo per i soliti noti? Ma soprattutto cosa dovrà aspettarsi dal futuro chi vive del proprio lavoro?</p>
<p>Tutto, o quasi tutto, quello che avreste voluto sapere sulla crisi, ma non avete mai osato chiedere, in un’intervista con Francesco Schettino, economista marxista e autore, insieme a Fabio Clementi, di “Crisi, disuguaglianze e povertà” per i tipi de “La città del sole”.</p>
<p>Iscriviti al nostro canale YouTube: Militant Tube</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Primo episodio della rubrica &amp;#34;La battaglia delle idee. Libri, musica e cultura contro il pensiero unico&amp;#34;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La crisi economica che stiamo vivendo è davvero “figlia” dell’epidemia, oppure era già in gestazione? Le misure messe in campo dai governi serviranno davvero a far “ripartire l’economia, o invece si tradurranno in un aumento dei profitti solo per i soliti noti? Ma soprattutto cosa dovrà aspettarsi dal futuro chi vive del proprio lavoro?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutto, o quasi tutto, quello che avreste voluto sapere sulla crisi, ma non avete mai osato chiedere, in un’intervista con Francesco Schettino, economista marxista e autore, insieme a Fabio Clementi, di “Crisi, disuguaglianze e povertà” per i tipi de “La città del sole”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Iscriviti al nostro canale YouTube: Militant Tube&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="60229172" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/2ebe968e-d22e-489d-a077-1605941e774d/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">4d7b48c6-0ff7-40bd-b778-28098c41cfd9</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Crisi--diseguaglianze-e-povert-intervista-a-Francesco-Schettino-ervp59</link>
                <pubDate>Thu, 25 Feb 2021 14:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/ec8dc5b1-d27a-4f6f-8cd9-60cc5c9860f3_13389173-1615211311845-3e909e3d77204.jpg"/>
                <itunes:duration>3764</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>PCI: cosa è stato e cosa ne rimane - Intervista integrale a Paolo Persichetti</itunes:title>
                <title>PCI: cosa è stato e cosa ne rimane - Intervista integrale a Paolo Persichetti</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Le radici della lotta armata e la rottura col PCI&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Le radici della lotta armata e la rottura col PCI</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Le radici della lotta armata e la rottura col PCI&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="25343373" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/abffbea7-3a84-4de0-aa34-2100428354a6/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">a008a0cd-077d-44a6-b8d2-ed696f185723</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/PCI-cosa--stato-e-cosa-ne-rimane---Intervista-integrale-a-Paolo-Persichetti-ervov4</link>
                <pubDate>Fri, 12 Feb 2021 14:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/112161bc-83a3-425e-9fa8-ca676b4f92b6_13389173-1615210996289-0e810f88b6f49.jpg"/>
                <itunes:duration>1583</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>PCI: cosa è stato e cosa ne rimane - Intervista integrale ad Alberto Burgio</itunes:title>
                <title>PCI: cosa è stato e cosa ne rimane - Intervista integrale ad Alberto Burgio</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;L’uso di Gramsci in Togliatti e il mancato incontro fra Gramsci e il ‘68&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>L’uso di Gramsci in Togliatti e il mancato incontro fra Gramsci e il ‘68</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;L’uso di Gramsci in Togliatti e il mancato incontro fra Gramsci e il ‘68&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="47871791" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/5091fc27-d841-47be-834d-bfb0109d763d/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">bfe1fc5f-30f5-4350-b757-43684db5f16a</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/PCI-cosa--stato-e-cosa-ne-rimane---Intervista-integrale-ad-Alberto-Burgio-ervoev</link>
                <pubDate>Fri, 12 Feb 2021 14:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/e6d69b1e-e108-4ae0-9d46-f4abb16556ec_13389173-1615210263149-899bd3a3f4615.jpg"/>
                <itunes:duration>2991</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>PCI: cosa è stato e cosa ne rimane - Intervista integrale a Oreste Scalzone</itunes:title>
                <title>PCI: cosa è stato e cosa ne rimane - Intervista integrale a Oreste Scalzone</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Il rapporto fra &#39;68 e PCI&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Il rapporto fra &#39;68 e PCI</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Il rapporto fra &amp;#39;68 e PCI&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="36245002" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/aeab5228-d2e2-4a8c-a9a3-9f731215b389/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">4b575ea4-4e05-4229-b300-95e82ffb359c</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/PCI-cosa--stato-e-cosa-ne-rimane---Intervista-integrale-a-Oreste-Scalzone-ervoib</link>
                <pubDate>Fri, 12 Feb 2021 14:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/13e5e039-1f3e-4f53-a48d-be1aeaf380e9_13389173-1615210433299-ecae90e0b5eef.jpg"/>
                <itunes:duration>2265</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>PCI: cosa è stato e cosa ne rimane - Intervista integrale ad Aldo Agosti</itunes:title>
                <title>PCI: cosa è stato e cosa ne rimane - Intervista integrale ad Aldo Agosti</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;La scissione di Livorno e il rapporto con la Terza Internazionale. Le affinità e le divergenze col partito nuovo di Togliatti&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>La scissione di Livorno e il rapporto con la Terza Internazionale. Le affinità e le divergenze col partito nuovo di Togliatti</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;La scissione di Livorno e il rapporto con la Terza Internazionale. Le affinità e le divergenze col partito nuovo di Togliatti&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="38613159" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/807fe5c3-e46b-4a8a-8d3d-8bdc98c7edb8/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">8d35c208-2042-4755-b262-75accc4f337f</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/PCI-cosa--stato-e-cosa-ne-rimane---Intervista-integrale-ad-Aldo-Agosti-ervo0o</link>
                <pubDate>Fri, 12 Feb 2021 14:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/c7f88a90-a089-446f-b1d0-6b834358c47c_13389173-1615209810997-25f023edf4a36.jpg"/>
                <itunes:duration>2413</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>PCI: cosa è stato e cosa ne rimane - Intervista integrale a Vincenzo Miliucci</itunes:title>
                <title>PCI: cosa è stato e cosa ne rimane - Intervista integrale a Vincenzo Miliucci</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Il rapporto fra&amp;nbsp;PCI e Autonomia Operaia&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Il rapporto fra PCI e Autonomia Operaia</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Il rapporto fra PCI e Autonomia Operaia&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="27121789" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/714853a0-1946-4243-92a4-6618141bcd7f/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">48d1a312-5ea2-428f-b251-fedcb47fdc86</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/PCI-cosa--stato-e-cosa-ne-rimane---Intervista-integrale-a-Vincenzo-Miliucci-ervonf</link>
                <pubDate>Fri, 12 Feb 2021 14:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/948dd181-3158-439a-93eb-8391a62b0c57_13389173-1615210790833-b65d7b8f42226.jpg"/>
                <itunes:duration>1695</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>PCI: cosa è stato e cosa ne rimane - Intervista integrale ad Alberto Burgio</itunes:title>
                <title>PCI: cosa è stato e cosa ne rimane - Intervista integrale ad Alberto Burgio</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Gli anni della clandestinità e il ruolo durante la resistenza&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Gli anni della clandestinità e il ruolo durante la resistenza</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Gli anni della clandestinità e il ruolo durante la resistenza&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="30489704" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/618606a7-80f2-407d-b5c7-072f26647639/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">1af49da1-6396-4ec5-85d8-de40fd1aadc1</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/PCI-cosa--stato-e-cosa-ne-rimane---Intervista-integrale-ad-Alberto-Burgio-ervo7j</link>
                <pubDate>Fri, 12 Feb 2021 14:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/eb71da8f-9ce9-48f5-accc-f29debb436dc_13389173-1615210008185-a2bcdde2a63cd.jpg"/>
                <itunes:duration>1905</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Cercando nuove rotte #3 - intervista a Giulio Palermo</itunes:title>
                <title>Cercando nuove rotte #3 - intervista a Giulio Palermo</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;La crisi epidemica si è rapidamente intrecciata con una crisi economica che tutti gli analisti non faticano a definire come &#34;senza precedenti in tempo di pace&#34;. Il rischio, nemmeno troppo remoto, è che a pagarla siano sempre gli stessi. Continua con Giulio Palermo il ciclo di interviste per provare a tracciare rotte alternative e praticabili nell&#39;immediato.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>La crisi epidemica si è rapidamente intrecciata con una crisi economica che tutti gli analisti non faticano a definire come &#34;senza precedenti in tempo di pace&#34;. Il rischio, nemmeno troppo remoto, è che a pagarla siano sempre gli stessi. Continua con Giulio Palermo il ciclo di interviste per provare a tracciare rotte alternative e praticabili nell&#39;immediato.</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;La crisi epidemica si è rapidamente intrecciata con una crisi economica che tutti gli analisti non faticano a definire come &amp;#34;senza precedenti in tempo di pace&amp;#34;. Il rischio, nemmeno troppo remoto, è che a pagarla siano sempre gli stessi. Continua con Giulio Palermo il ciclo di interviste per provare a tracciare rotte alternative e praticabili nell&amp;#39;immediato.&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="66404937" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/54074e5e-c60a-4a9e-96fb-f65437fdbf43/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">837356af-ad56-4d14-85d1-fb6b2236dbc0</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Cercando-nuove-rotte-3---intervista-a-Giulio-Palermo-ervnq0</link>
                <pubDate>Thu, 07 May 2020 13:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/be877cca-2df5-4ecb-bbfa-2170ceaf34a2_13389173-1615209534871-69e8cc521ccc.jpg"/>
                <itunes:duration>4150</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Cercando nuove rotte #2 - intervista a Marco Bersani</itunes:title>
                <title>Cercando nuove rotte #2 - intervista a Marco Bersani</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;La crisi epidemica si è rapidamente intrecciata con una crisi economica che tutti gli analisti non faticano a definire come &#34;senza precedenti in tempo di pace&#34;. Il rischio, nemmeno troppo remoto, è che a pagarla siano sempre gli stessi. Continua con Marco Bersani il ciclo di interviste per provare a tracciare rotte alternative e praticabili nell&#39;immediato.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>La crisi epidemica si è rapidamente intrecciata con una crisi economica che tutti gli analisti non faticano a definire come &#34;senza precedenti in tempo di pace&#34;. Il rischio, nemmeno troppo remoto, è che a pagarla siano sempre gli stessi. Continua con Marco Bersani il ciclo di interviste per provare a tracciare rotte alternative e praticabili nell&#39;immediato.</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;La crisi epidemica si è rapidamente intrecciata con una crisi economica che tutti gli analisti non faticano a definire come &amp;#34;senza precedenti in tempo di pace&amp;#34;. Il rischio, nemmeno troppo remoto, è che a pagarla siano sempre gli stessi. Continua con Marco Bersani il ciclo di interviste per provare a tracciare rotte alternative e praticabili nell&amp;#39;immediato.&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="35092689" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/31803f1e-f6d8-4428-adaf-fb7644cb36de/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">8df57184-50ee-42c0-8474-847e3729848e</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Cercando-nuove-rotte-2---intervista-a-Marco-Bersani-ervn9p</link>
                <pubDate>Sun, 19 Apr 2020 13:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/f948ea04-6dd9-4ab6-b658-d6c24b6f3a0c_13389173-1615209265316-11461e41456d2.jpg"/>
                <itunes:duration>2193</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Cercando nuove rotte #1 - intervista a Marco Veronese Passarella</itunes:title>
                <title>Cercando nuove rotte #1 - intervista a Marco Veronese Passarella</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;La crisi epidemica si è rapidamente intrecciata con una crisi economica che tutti gli analisti non faticano a definire come &#34;senza precedenti in tempo di pace&#34;. Il rischio, nemmeno troppo remoto, è che a pagarla siano sempre gli stessi. Con l&#39;incontro con Marco Veronese Passarella iniziamo così un piccolo ciclo di interviste ad economisti eterodossi per provare a tracciare rotte alternative e praticabili nell&#39;immediato.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>La crisi epidemica si è rapidamente intrecciata con una crisi economica che tutti gli analisti non faticano a definire come &#34;senza precedenti in tempo di pace&#34;. Il rischio, nemmeno troppo remoto, è che a pagarla siano sempre gli stessi. Con l&#39;incontro con Marco Veronese Passarella iniziamo così un piccolo ciclo di interviste ad economisti eterodossi per provare a tracciare rotte alternative e praticabili nell&#39;immediato.</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;La crisi epidemica si è rapidamente intrecciata con una crisi economica che tutti gli analisti non faticano a definire come &amp;#34;senza precedenti in tempo di pace&amp;#34;. Il rischio, nemmeno troppo remoto, è che a pagarla siano sempre gli stessi. Con l&amp;#39;incontro con Marco Veronese Passarella iniziamo così un piccolo ciclo di interviste ad economisti eterodossi per provare a tracciare rotte alternative e praticabili nell&amp;#39;immediato.&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="42004480" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/52d21913-915a-426f-bb42-ae71be2e44bd/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">86f339bc-55b1-4aa8-a8eb-1faf114c241d</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Cercando-nuove-rotte-1---intervista-a-Marco-Veronese-Passarella-ervn41</link>
                <pubDate>Sat, 11 Apr 2020 13:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/935b27f1-291a-48c5-9cef-53c5eba1c34c_13389173-1615209074360-68078423209e1.jpg"/>
                <itunes:duration>2625</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Epidemia e Lavoro. Intervista a Marta Fana e Riccardo De Angelis</itunes:title>
                <title>Epidemia e Lavoro. Intervista a Marta Fana e Riccardo De Angelis</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;&#34;La curva discendente dell&#39;epidemia sta per incontrare la curva ascendente della crisi sociale e la situazione rischia di diventare esplosiva&#34;... recitava più o meno in questo modo l&#39;ultima relazione del Copasir sulla situazione italiana. Perchè contrariamente a quello che ci stanno raccontando non siamo affatto tutti sulla stessa barca, così come non è vero che &#34;andrà tutto bene&#34;. Migliaia di lavoratori hanno già perso il posto, altri rischiano di perderlo a breve e molti di quelli &#34;fortunati&#34; che lo conserveranno dovranno fare i conti con i slari decurtati dalla cassa integrazione. Bisogna incominciare a mobilitarsi, e bisogna farlo da subito senza aspettare il ritorno alla &#34;normalità&#34;. Ne parliamo con Marta Fana (ricercatrice e coautrice di &#34;Basta salari da fame&#34;) e Riccardo De Angelis (Lavoratore Telecom e sindacalista).&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>&#34;La curva discendente dell&#39;epidemia sta per incontrare la curva ascendente della crisi sociale e la situazione rischia di diventare esplosiva&#34;... recitava più o meno in questo modo l&#39;ultima relazione del Copasir sulla situazione italiana. Perchè contrariamente a quello che ci stanno raccontando non siamo affatto tutti sulla stessa barca, così come non è vero che &#34;andrà tutto bene&#34;. Migliaia di lavoratori hanno già perso il posto, altri rischiano di perderlo a breve e molti di quelli &#34;fortunati&#34; che lo conserveranno dovranno fare i conti con i slari decurtati dalla cassa integrazione. Bisogna incominciare a mobilitarsi, e bisogna farlo da subito senza aspettare il ritorno alla &#34;normalità&#34;. Ne parliamo con Marta Fana (ricercatrice e coautrice di &#34;Basta salari da fame&#34;) e Riccardo De Angelis (Lavoratore Telecom e sindacalista).</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&amp;#34;La curva discendente dell&amp;#39;epidemia sta per incontrare la curva ascendente della crisi sociale e la situazione rischia di diventare esplosiva&amp;#34;... recitava più o meno in questo modo l&amp;#39;ultima relazione del Copasir sulla situazione italiana. Perchè contrariamente a quello che ci stanno raccontando non siamo affatto tutti sulla stessa barca, così come non è vero che &amp;#34;andrà tutto bene&amp;#34;. Migliaia di lavoratori hanno già perso il posto, altri rischiano di perderlo a breve e molti di quelli &amp;#34;fortunati&amp;#34; che lo conserveranno dovranno fare i conti con i slari decurtati dalla cassa integrazione. Bisogna incominciare a mobilitarsi, e bisogna farlo da subito senza aspettare il ritorno alla &amp;#34;normalità&amp;#34;. Ne parliamo con Marta Fana (ricercatrice e coautrice di &amp;#34;Basta salari da fame&amp;#34;) e Riccardo De Angelis (Lavoratore Telecom e sindacalista).&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="63961547" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/c2be3405-e09b-4040-a37b-11479dabfa21/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">af676464-6190-49c9-bdf3-593645f87d5b</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Epidemia-e-Lavoro--Intervista-a-Marta-Fana-e-Riccardo-De-Angelis-ervk1e</link>
                <pubDate>Thu, 02 Apr 2020 12:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/de19baf0-8c6c-4d43-99e5-b12752cae9f2_13389173-1615207742556-11d47e575a65c.jpg"/>
                <itunes:duration>3997</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Effetti collaterali del COVID 19 - Con Vladimiro Giacchè e Vittorio Agnoletto</itunes:title>
                <title>Effetti collaterali del COVID 19 - Con Vladimiro Giacchè e Vittorio Agnoletto</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Cercheremo di analizzare insieme i riflessi economici e la gestione sanitaria dell&#39;emergenza legata al nuovo coronavirus. Ospiti Vladimiro GIacchè e Vittorio Agnoletto .&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Cercheremo di analizzare insieme i riflessi economici e la gestione sanitaria dell&#39;emergenza legata al nuovo coronavirus. Ospiti Vladimiro GIacchè e Vittorio Agnoletto .</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Cercheremo di analizzare insieme i riflessi economici e la gestione sanitaria dell&amp;#39;emergenza legata al nuovo coronavirus. Ospiti Vladimiro GIacchè e Vittorio Agnoletto .&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="98725720" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/ccef323e-efff-433a-82f4-b1f4bcdd739f/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">553f8531-3d26-4318-a0eb-2da2afd4d3d7</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Effetti-collaterali-del-COVID-19---Con-Vladimiro-Giacch-e-Vittorio-Agnoletto-ervjof</link>
                <pubDate>Sat, 21 Mar 2020 13:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/bd614ea8-6da6-4bb0-9ce5-7e029ea6fd24_13389173-1615207104425-37ebeed289fd1.jpg"/>
                <itunes:duration>6170</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Faster, pussycat! Kill kill! Presentazione di Zapruder</itunes:title>
                <title>Faster, pussycat! Kill kill! Presentazione di Zapruder</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Faster, Pussycat! Kill! Kill! Dalla guerriera all’avvelenatrice, dall’amazzone alla contestatrice, dalla collaborazionista alla soldata alla lottarmatista… Nonostante gli specifici contesti e le diverse prospettive, le donne che agiscono violenza compaiono e scompaiono nella storia sfidando lo stereotipo – consolidato, ma falso e fuorviante – che vedrebbe una netta cesura tra “essere portatrici di vita” e “dare la morte”. Con il provocatorio titolo di un film che precedette di poco gli anni della contestazione, tanto disturbante quanto iconico e rappresentativo, «Zapruder» tenta di offrire con questo numero uno spaccato su alcune delle storie di coloro che sono state ingiustamente definite come “poche feroci” e sullo specchio deformante della tradizione attraverso cui è stata letta la loro esperienza. Intervengono all&#39;iniziativa: Ilenia Rossini, curatrice del numero; Barbara Balzerani, militante comunista; Silvia De Bernardinis, storica.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Faster, Pussycat! Kill! Kill! Dalla guerriera all’avvelenatrice, dall’amazzone alla contestatrice, dalla collaborazionista alla soldata alla lottarmatista… Nonostante gli specifici contesti e le diverse prospettive, le donne che agiscono violenza compaiono e scompaiono nella storia sfidando lo stereotipo – consolidato, ma falso e fuorviante – che vedrebbe una netta cesura tra “essere portatrici di vita” e “dare la morte”. Con il provocatorio titolo di un film che precedette di poco gli anni della contestazione, tanto disturbante quanto iconico e rappresentativo, «Zapruder» tenta di offrire con questo numero uno spaccato su alcune delle storie di coloro che sono state ingiustamente definite come “poche feroci” e sullo specchio deformante della tradizione attraverso cui è stata letta la loro esperienza. Intervengono all&#39;iniziativa: Ilenia Rossini, curatrice del numero; Barbara Balzerani, militante comunista; Silvia De Bernardinis, storica.</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Faster, Pussycat! Kill! Kill! Dalla guerriera all’avvelenatrice, dall’amazzone alla contestatrice, dalla collaborazionista alla soldata alla lottarmatista… Nonostante gli specifici contesti e le diverse prospettive, le donne che agiscono violenza compaiono e scompaiono nella storia sfidando lo stereotipo – consolidato, ma falso e fuorviante – che vedrebbe una netta cesura tra “essere portatrici di vita” e “dare la morte”. Con il provocatorio titolo di un film che precedette di poco gli anni della contestazione, tanto disturbante quanto iconico e rappresentativo, «Zapruder» tenta di offrire con questo numero uno spaccato su alcune delle storie di coloro che sono state ingiustamente definite come “poche feroci” e sullo specchio deformante della tradizione attraverso cui è stata letta la loro esperienza. Intervengono all&amp;#39;iniziativa: Ilenia Rossini, curatrice del numero; Barbara Balzerani, militante comunista; Silvia De Bernardinis, storica.&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="96227578" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/69d0cccc-cf23-49aa-aa4e-ff15ff024eb5/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">e678bfdf-7a87-4954-9ecc-c2fecbf18768</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Faster--pussycat--Kill-kill--Presentazione-di-Zapruder-ervjfb</link>
                <pubDate>Sat, 15 Feb 2020 13:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/1df2a786-e44f-4310-8b06-d74e05b20e3d_13389173-1615206643509-7e074eb4556f2.jpg"/>
                <itunes:duration>6014</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Presentazione del libro: La linea del Fuoco, l&#39;Argentina da Peron alla lotta armata- con Manolo Morlacchi (autore)</itunes:title>
                <title>Presentazione del libro: La linea del Fuoco, l&#39;Argentina da Peron alla lotta armata- con Manolo Morlacchi (autore)</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Presentazione del libro con: Manolo Morlacchi (Autore) Nel corso degli anni, la verità sui desaparecidos argentini e sui crimini della giunta militare è lentamente venuta a galla. Tra il 1976 e il 1983 si stima che oltre 40.000 oppositori, o sospettati tali, scomparvero senza lasciare traccia. Per quanto la pratica della sparizione come forma di repressione del dissenso sia stata un fenomeno tristemente noto in buona parte dell&#39;America Latina, l&#39;Argentina fu il Paese più colpito a causa di una forte spinta sociale determinata dalla formazione di alcuni movimenti popolari &#34;scomodi&#34; come il PRT (Partido Revolucionario de los Trabajadores), un&#39;organizzazione d&#39;ispirazione marxista-leninista che, a conclusione di un quinquennio di opposizione politica nelle strade e nelle fabbriche, si dotò nel 1970 di un proprio esercito (l&#39;ERP) per portare avanti la lotta armata. L&#39;organizzazione arrivò a contare diverse migliaia di militanti, prima di essere annichilita dai militari nel 1976 e poi definitivamente sciolta nel 1979. Manolo Morlacchi è stato in Argentina per riavvolgere il nastro della storia e ascoltare le voci dei protagonisti di quella stagione (tra cui il fondatore dell&#39;ERP, Julio Santucho, fratello del leader Mario Roberto, il segretario generale Luis Mattini e Mario &#34;Indio&#34; Paz, comandante della Compagnia del Monte). Nel ricostruire la parabola dell&#39;ERP, questa indagine ripercorre le sorti di un Paese intero che, dopo l&#39;iniziale illusione progressista del peronismo, si ritrovò stritolato nella morsa dal regime di Videla.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Presentazione del libro con: Manolo Morlacchi (Autore) Nel corso degli anni, la verità sui desaparecidos argentini e sui crimini della giunta militare è lentamente venuta a galla. Tra il 1976 e il 1983 si stima che oltre 40.000 oppositori, o sospettati tali, scomparvero senza lasciare traccia. Per quanto la pratica della sparizione come forma di repressione del dissenso sia stata un fenomeno tristemente noto in buona parte dell&#39;America Latina, l&#39;Argentina fu il Paese più colpito a causa di una forte spinta sociale determinata dalla formazione di alcuni movimenti popolari &#34;scomodi&#34; come il PRT (Partido Revolucionario de los Trabajadores), un&#39;organizzazione d&#39;ispirazione marxista-leninista che, a conclusione di un quinquennio di opposizione politica nelle strade e nelle fabbriche, si dotò nel 1970 di un proprio esercito (l&#39;ERP) per portare avanti la lotta armata. L&#39;organizzazione arrivò a contare diverse migliaia di militanti, prima di essere annichilita dai militari nel 1976 e poi definitivamente sciolta nel 1979. Manolo Morlacchi è stato in Argentina per riavvolgere il nastro della storia e ascoltare le voci dei protagonisti di quella stagione (tra cui il fondatore dell&#39;ERP, Julio Santucho, fratello del leader Mario Roberto, il segretario generale Luis Mattini e Mario &#34;Indio&#34; Paz, comandante della Compagnia del Monte). Nel ricostruire la parabola dell&#39;ERP, questa indagine ripercorre le sorti di un Paese intero che, dopo l&#39;iniziale illusione progressista del peronismo, si ritrovò stritolato nella morsa dal regime di Videla.</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Presentazione del libro con: Manolo Morlacchi (Autore) Nel corso degli anni, la verità sui desaparecidos argentini e sui crimini della giunta militare è lentamente venuta a galla. Tra il 1976 e il 1983 si stima che oltre 40.000 oppositori, o sospettati tali, scomparvero senza lasciare traccia. Per quanto la pratica della sparizione come forma di repressione del dissenso sia stata un fenomeno tristemente noto in buona parte dell&amp;#39;America Latina, l&amp;#39;Argentina fu il Paese più colpito a causa di una forte spinta sociale determinata dalla formazione di alcuni movimenti popolari &amp;#34;scomodi&amp;#34; come il PRT (Partido Revolucionario de los Trabajadores), un&amp;#39;organizzazione d&amp;#39;ispirazione marxista-leninista che, a conclusione di un quinquennio di opposizione politica nelle strade e nelle fabbriche, si dotò nel 1970 di un proprio esercito (l&amp;#39;ERP) per portare avanti la lotta armata. L&amp;#39;organizzazione arrivò a contare diverse migliaia di militanti, prima di essere annichilita dai militari nel 1976 e poi definitivamente sciolta nel 1979. Manolo Morlacchi è stato in Argentina per riavvolgere il nastro della storia e ascoltare le voci dei protagonisti di quella stagione (tra cui il fondatore dell&amp;#39;ERP, Julio Santucho, fratello del leader Mario Roberto, il segretario generale Luis Mattini e Mario &amp;#34;Indio&amp;#34; Paz, comandante della Compagnia del Monte). Nel ricostruire la parabola dell&amp;#39;ERP, questa indagine ripercorre le sorti di un Paese intero che, dopo l&amp;#39;iniziale illusione progressista del peronismo, si ritrovò stritolato nella morsa dal regime di Videla.&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="123032555" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/739ade70-6518-4189-a16f-a6e02022c6f4/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">5b12094d-3d8e-4bd6-a3db-dd606e88f84f</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Presentazione-del-libro-La-linea-del-Fuoco--lArgentina-da-Peron-alla-lotta-armata--con-Manolo-Morlacchi-autore-ervgld</link>
                <pubDate>Fri, 17 Jan 2020 13:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/622094ae-0786-4a8b-84c2-63a2f9b2d90d_13389173-1615205532454-01474902b30c2.jpg"/>
                <itunes:duration>7689</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Seminari su Gramsci: Le categorie fondamentali del pensiero gramsciano - Relazione di Alberto Burgio</itunes:title>
                <title>Seminari su Gramsci: Le categorie fondamentali del pensiero gramsciano - Relazione di Alberto Burgio</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Prosegue la serie di incontri sull&#39;attualità del pensiero di Antonio Gramsci con un incontro tenuto dal professor Alberto Burgio sulle categorie di base del pensiero gramsciano. Dopo aver analizzato criticamente la genesi del pensiero gramsciano in relazione al dibattito in seno all&#39;internazionale dei primi anni venti, ci soffermeremo su alcuni aspetti filosofici del pensatore sardo con l&#39;intento di fornire un&#39;introduzione ragionata al suo pensiero. Le categorie fondamentali del pensiero gramsciano.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Prosegue la serie di incontri sull&#39;attualità del pensiero di Antonio Gramsci con un incontro tenuto dal professor Alberto Burgio sulle categorie di base del pensiero gramsciano. Dopo aver analizzato criticamente la genesi del pensiero gramsciano in relazione al dibattito in seno all&#39;internazionale dei primi anni venti, ci soffermeremo su alcuni aspetti filosofici del pensatore sardo con l&#39;intento di fornire un&#39;introduzione ragionata al suo pensiero. Le categorie fondamentali del pensiero gramsciano.</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Prosegue la serie di incontri sull&amp;#39;attualità del pensiero di Antonio Gramsci con un incontro tenuto dal professor Alberto Burgio sulle categorie di base del pensiero gramsciano. Dopo aver analizzato criticamente la genesi del pensiero gramsciano in relazione al dibattito in seno all&amp;#39;internazionale dei primi anni venti, ci soffermeremo su alcuni aspetti filosofici del pensatore sardo con l&amp;#39;intento di fornire un&amp;#39;introduzione ragionata al suo pensiero. Le categorie fondamentali del pensiero gramsciano.&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="117712352" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/c11996ce-93cb-4452-9b0e-16ae732f317a/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">ae3c816a-d4d6-4880-97ac-5b8155ae86f0</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Seminari-su-Gramsci-Le-categorie-fondamentali-del-pensiero-gramsciano---Relazione-di-Alberto-Burgio-ervgd1</link>
                <pubDate>Sat, 21 Dec 2019 13:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/de991bab-f399-42ca-bb7d-d4c05752d6c7_13389173-1615204996109-faa7705e8910f.jpg"/>
                <itunes:duration>7357</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Presentazione del libro: I dieci anni che sconvolsero il mondo - con Raffaele Sciortino (autore del libro), Fulvio Lorefice (dottore di ricerca in storia contemporanea)</itunes:title>
                <title>Presentazione del libro: I dieci anni che sconvolsero il mondo - con Raffaele Sciortino (autore del libro), Fulvio Lorefice (dottore di ricerca in storia contemporanea)</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Presentazione del libro I dieci anni che sconvolsero il mondo Crisi globale e geopolitica dei neopopulismi con: Raffaele Sciortino (autore del libro) Fulvio Lorefice (dottore di ricerca in storia contemporanea) I dieci anni che sconvolsero il mondo sono gli anni della prima crisi effettivamente globale che continua a investire gli assetti usciti vincenti, e apparentemente privi di alternative, emersi dalla rivoluzione neoliberista dell&#39;ultimo trentennio. La crisi si caratterizza per aver investito in profondità e successione strettissima i meccanismi della globalizzazione finanziaria, lo scontro geopolitico che ne è seguito a scala mondiale, in particolare tra Stati Uniti e Cina, e le dinamiche della strutturazione e della soggettività delle classi sociali. È solo in questo quadro complessivo che può essere affrontato il fenomeno emergente in Occidente dei neo-populismi, ben oltre la riduttiva contrapposizione fra denigrazione politico-mediatica e facili attese, fra preoccupati e apologeti. Quali gli elementi di rottura, e in quale direzione vanno? Il libro interroga i neo-populismi collocandoli sul filo del tempo, attraverso l&#39;intreccio dialettico tra il Sessantotto e gli assemblaggi della globalizzazione. È in gioco la trasformazione non contingente della lotta di classe dalle forme novecentesche del movimento operaio classico a quelle attuali degli iper-proletari senza riserve.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Presentazione del libro I dieci anni che sconvolsero il mondo Crisi globale e geopolitica dei neopopulismi con: Raffaele Sciortino (autore del libro) Fulvio Lorefice (dottore di ricerca in storia contemporanea) I dieci anni che sconvolsero il mondo sono gli anni della prima crisi effettivamente globale che continua a investire gli assetti usciti vincenti, e apparentemente privi di alternative, emersi dalla rivoluzione neoliberista dell&#39;ultimo trentennio. La crisi si caratterizza per aver investito in profondità e successione strettissima i meccanismi della globalizzazione finanziaria, lo scontro geopolitico che ne è seguito a scala mondiale, in particolare tra Stati Uniti e Cina, e le dinamiche della strutturazione e della soggettività delle classi sociali. È solo in questo quadro complessivo che può essere affrontato il fenomeno emergente in Occidente dei neo-populismi, ben oltre la riduttiva contrapposizione fra denigrazione politico-mediatica e facili attese, fra preoccupati e apologeti. Quali gli elementi di rottura, e in quale direzione vanno? Il libro interroga i neo-populismi collocandoli sul filo del tempo, attraverso l&#39;intreccio dialettico tra il Sessantotto e gli assemblaggi della globalizzazione. È in gioco la trasformazione non contingente della lotta di classe dalle forme novecentesche del movimento operaio classico a quelle attuali degli iper-proletari senza riserve.</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Presentazione del libro I dieci anni che sconvolsero il mondo Crisi globale e geopolitica dei neopopulismi con: Raffaele Sciortino (autore del libro) Fulvio Lorefice (dottore di ricerca in storia contemporanea) I dieci anni che sconvolsero il mondo sono gli anni della prima crisi effettivamente globale che continua a investire gli assetti usciti vincenti, e apparentemente privi di alternative, emersi dalla rivoluzione neoliberista dell&amp;#39;ultimo trentennio. La crisi si caratterizza per aver investito in profondità e successione strettissima i meccanismi della globalizzazione finanziaria, lo scontro geopolitico che ne è seguito a scala mondiale, in particolare tra Stati Uniti e Cina, e le dinamiche della strutturazione e della soggettività delle classi sociali. È solo in questo quadro complessivo che può essere affrontato il fenomeno emergente in Occidente dei neo-populismi, ben oltre la riduttiva contrapposizione fra denigrazione politico-mediatica e facili attese, fra preoccupati e apologeti. Quali gli elementi di rottura, e in quale direzione vanno? Il libro interroga i neo-populismi collocandoli sul filo del tempo, attraverso l&amp;#39;intreccio dialettico tra il Sessantotto e gli assemblaggi della globalizzazione. È in gioco la trasformazione non contingente della lotta di classe dalle forme novecentesche del movimento operaio classico a quelle attuali degli iper-proletari senza riserve.&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="146054164" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/20e5d2ba-bba5-4642-b749-c6d21f34663a/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">ce72f6d1-6d34-464c-a103-c5bfc52c6b95</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Presentazione-del-libro-I-dieci-anni-che-sconvolsero-il-mondo---con-Raffaele-Sciortino-autore-del-libro--Fulvio-Lorefice-dottore-di-ricerca-in-storia-contemporanea-ervg6h</link>
                <pubDate>Fri, 29 Nov 2019 12:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/406c3d79-6a8a-48bd-8752-4635a037a804_13389173-1615204649170-462e50e576819.jpg"/>
                <itunes:duration>9128</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Presentazione del libro Etnoregionalismi - Con Adriano Cirulli (Autore), Raffaella Fittipaldi (Univrsità di Firenze)</itunes:title>
                <title>Presentazione del libro Etnoregionalismi - Con Adriano Cirulli (Autore), Raffaella Fittipaldi (Univrsità di Firenze)</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Autonomismi, indipendentismi e altre rivendicazioni territoriali continuano a rappresentare una realtà socialmente e politicamente rilevante anche nell’odierno mondo globalizzato, come dimostrano i casi della Catalogna e della Scozia. Nella prima parte, il volume sintetizza alcuni dei principali approcci teorici che fissano le coordinate interpretative necessarie a inquadrare e comprendere meglio la complessità, ambivalenza e varietà delle forme ideologiche e organizzative attraverso cui si esprimono questi fenomeni. La seconda parte fornisce una proposta di chiarimento concettuale per contribuire al superamento della confusione terminologica che spesso riguarda le analisi dei movimenti e dei conflitti etnoterritoriali, focalizzandosi poi su alcuni dei principali problemi che interessano gli etnoregionalismi contemporanei, e il relativo dibattito scientifico, con una particolare attenzione al contesto europeo.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Autonomismi, indipendentismi e altre rivendicazioni territoriali continuano a rappresentare una realtà socialmente e politicamente rilevante anche nell’odierno mondo globalizzato, come dimostrano i casi della Catalogna e della Scozia. Nella prima parte, il volume sintetizza alcuni dei principali approcci teorici che fissano le coordinate interpretative necessarie a inquadrare e comprendere meglio la complessità, ambivalenza e varietà delle forme ideologiche e organizzative attraverso cui si esprimono questi fenomeni. La seconda parte fornisce una proposta di chiarimento concettuale per contribuire al superamento della confusione terminologica che spesso riguarda le analisi dei movimenti e dei conflitti etnoterritoriali, focalizzandosi poi su alcuni dei principali problemi che interessano gli etnoregionalismi contemporanei, e il relativo dibattito scientifico, con una particolare attenzione al contesto europeo.</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Autonomismi, indipendentismi e altre rivendicazioni territoriali continuano a rappresentare una realtà socialmente e politicamente rilevante anche nell’odierno mondo globalizzato, come dimostrano i casi della Catalogna e della Scozia. Nella prima parte, il volume sintetizza alcuni dei principali approcci teorici che fissano le coordinate interpretative necessarie a inquadrare e comprendere meglio la complessità, ambivalenza e varietà delle forme ideologiche e organizzative attraverso cui si esprimono questi fenomeni. La seconda parte fornisce una proposta di chiarimento concettuale per contribuire al superamento della confusione terminologica che spesso riguarda le analisi dei movimenti e dei conflitti etnoterritoriali, focalizzandosi poi su alcuni dei principali problemi che interessano gli etnoregionalismi contemporanei, e il relativo dibattito scientifico, con una particolare attenzione al contesto europeo.&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="83603957" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/225ec747-9bd2-4aa4-a0c5-f412cb9ceb3d/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">c951f3f2-a855-4358-9aaf-999e208857b3</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Presentazione-del-libro-Etnoregionalismi---Con-Adriano-Cirulli-Autore--Raffaella-Fittipaldi-Univrsit-di-Firenze-ervfka</link>
                <pubDate>Thu, 14 Nov 2019 12:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/8db377e6-a0f6-4f00-abe8-97115e08d86d_13389173-1615204240111-ca542fdb98264.jpg"/>
                <itunes:duration>5225</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Seminari su Gramsci: Gramsci e la rivoluzione in occidente - Relazione di Paolo Cassetta con introduzione del Collettivo Militant</itunes:title>
                <title>Seminari su Gramsci: Gramsci e la rivoluzione in occidente - Relazione di Paolo Cassetta con introduzione del Collettivo Militant</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Gramsci e la rivoluzione in occidente nel dibattito della terza internazionale Primo di due incontri sull&#39;attualità del pensiero gramsciano Relazione di Paolo Cassetta&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Gramsci e la rivoluzione in occidente nel dibattito della terza internazionale Primo di due incontri sull&#39;attualità del pensiero gramsciano Relazione di Paolo Cassetta</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Gramsci e la rivoluzione in occidente nel dibattito della terza internazionale Primo di due incontri sull&amp;#39;attualità del pensiero gramsciano Relazione di Paolo Cassetta&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="67448163" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/e4625736-5585-47c4-bca7-62b3b76abc6d/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">47abef41-50ad-42da-9529-8142223915f8</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Seminari-su-Gramsci-Gramsci-e-la-rivoluzione-in-occidente---Relazione-di-Paolo-Cassetta-con-introduzione-del-Collettivo-Militant-ervf4i</link>
                <pubDate>Fri, 25 Oct 2019 11:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/4b121eef-e4b9-4682-b8a4-a6d43de60552_13389173-1615203560359-f49d0965dae97.jpg"/>
                <itunes:duration>4215</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Presentazione dei libri: Il Tramonto della città e Airbnb città - Con Alessandro Barile, Luca Alteri e Sarah Gainsforth</itunes:title>
                <title>Presentazione dei libri: Il Tramonto della città e Airbnb città - Con Alessandro Barile, Luca Alteri e Sarah Gainsforth</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;La gentrificazione e la turisticizzazione dei centri storici, l&#39;abbandono delle periferie. Due Facce della stessa medaglia nella città che viene messa a profitto Il Tramondo della città di Alessandro Barile, Luca Raffini, Luca Alteri Airbnb città merce di Sarah Gainsforth&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>La gentrificazione e la turisticizzazione dei centri storici, l&#39;abbandono delle periferie. Due Facce della stessa medaglia nella città che viene messa a profitto Il Tramondo della città di Alessandro Barile, Luca Raffini, Luca Alteri Airbnb città merce di Sarah Gainsforth</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;La gentrificazione e la turisticizzazione dei centri storici, l&amp;#39;abbandono delle periferie. Due Facce della stessa medaglia nella città che viene messa a profitto Il Tramondo della città di Alessandro Barile, Luca Raffini, Luca Alteri Airbnb città merce di Sarah Gainsforth&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="103795983" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/2a291cad-3609-45eb-a734-f63977d4bcf8/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">ff6e94b1-15fd-4e75-8159-3fb08281a0d3</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Presentazione-dei-libri-Il-Tramonto-della-citt-e-Airbnb-citt---Con-Alessandro-Barile--Luca-Alteri-e-Sarah-Gainsforth-ervevg</link>
                <pubDate>Fri, 11 Oct 2019 11:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/a0405d90-0d85-4b95-8ee7-835000010a3b_13389173-1615203268591-15c7f83cc12fa.jpg"/>
                <itunes:duration>6487</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>L&#39;enigma degli anni settanta - Relazione di Paolo Cassetta</itunes:title>
                <title>L&#39;enigma degli anni settanta - Relazione di Paolo Cassetta</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;La quinta edizione del Festival Achtung Banditen alla Sapienza di Roma cadeva nel quarantennale del Settantasette. Impossibile non legare direttamente questi due momenti, tornando a riflettere sugli anni Settanta. Lo abbiamo fatto costruendo un momento di dibattito che si è rilevato, alla fine, una delle migliori iniziative culturali e politiche a cui abbiamo potuto assistere in questi anni. Per la prima volta dopo tanto tempo è stato possibile ragionare di anni Settanta distanti tanto dal liquidazionismo regressivo quanto dall’estasi acritica, ambedue fenomeni tipici di questi tempi: ne è uscita fuori una discussione finalmente originale, stimolante, divertente, profonda. Riportiamo qui l&#39;intervento di Paolo Cassetta sul movimento del 1977 e sugli studenti medi durante quell&#39;anno di lotte.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>La quinta edizione del Festival Achtung Banditen alla Sapienza di Roma cadeva nel quarantennale del Settantasette. Impossibile non legare direttamente questi due momenti, tornando a riflettere sugli anni Settanta. Lo abbiamo fatto costruendo un momento di dibattito che si è rilevato, alla fine, una delle migliori iniziative culturali e politiche a cui abbiamo potuto assistere in questi anni. Per la prima volta dopo tanto tempo è stato possibile ragionare di anni Settanta distanti tanto dal liquidazionismo regressivo quanto dall’estasi acritica, ambedue fenomeni tipici di questi tempi: ne è uscita fuori una discussione finalmente originale, stimolante, divertente, profonda. Riportiamo qui l&#39;intervento di Paolo Cassetta sul movimento del 1977 e sugli studenti medi durante quell&#39;anno di lotte.</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;La quinta edizione del Festival Achtung Banditen alla Sapienza di Roma cadeva nel quarantennale del Settantasette. Impossibile non legare direttamente questi due momenti, tornando a riflettere sugli anni Settanta. Lo abbiamo fatto costruendo un momento di dibattito che si è rilevato, alla fine, una delle migliori iniziative culturali e politiche a cui abbiamo potuto assistere in questi anni. Per la prima volta dopo tanto tempo è stato possibile ragionare di anni Settanta distanti tanto dal liquidazionismo regressivo quanto dall’estasi acritica, ambedue fenomeni tipici di questi tempi: ne è uscita fuori una discussione finalmente originale, stimolante, divertente, profonda. Riportiamo qui l&amp;#39;intervento di Paolo Cassetta sul movimento del 1977 e sugli studenti medi durante quell&amp;#39;anno di lotte.&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="25090089" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/281af09c-3b94-4ba4-9625-622093818367/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">bb9d4d44-d29e-44db-9659-5cb03ad4d6e8</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Lenigma-degli-anni-settanta---Relazione-di-Paolo-Cassetta-ervemj</link>
                <pubDate>Fri, 05 May 2017 11:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/d7e23b7f-92bc-453e-aca1-71dec062dc53_13389173-1615202776920-f4f0e0444555b.jpg"/>
                <itunes:duration>1568</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Seminario: la questione del Partito nelle tre internazionali operaie (secondo incontro) - con Domenico Moro</itunes:title>
                <title>Seminario: la questione del Partito nelle tre internazionali operaie (secondo incontro) - con Domenico Moro</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Secondo incontro dei 2 seminari dedicati alla questione organizzativa comunista e la questione del Partito nelle tre internazionali operaie con Domenico Moro e il Collettivo Militant&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Secondo incontro dei 2 seminari dedicati alla questione organizzativa comunista e la questione del Partito nelle tre internazionali operaie con Domenico Moro e il Collettivo Militant</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Secondo incontro dei 2 seminari dedicati alla questione organizzativa comunista e la questione del Partito nelle tre internazionali operaie con Domenico Moro e il Collettivo Militant&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="122502164" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/b3f0c53a-f563-4fde-adea-ecabaf59f620/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">be39133c-d586-45c1-8106-ee32d267f45c</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Seminario-la-questione-del-Partito-nelle-tre-internazionali-operaie-secondo-incontro---con-Domenico-Moro-ervejf</link>
                <pubDate>Sun, 23 Nov 2014 12:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/c2b8a7e6-5859-48ae-8f82-2a31ae23ad92_13389173-1615202630272-ae533a6043bb.jpg"/>
                <itunes:duration>7656</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Seminario: la questione del Partito nelle tre internazionali operaie (primo incontro) - con Domenico Moro</itunes:title>
                <title>Seminario: la questione del Partito nelle tre internazionali operaie (primo incontro) - con Domenico Moro</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Primo incontro dei 2 seminari dedicati alla questione organizzativa comunista e la questione del Partito nelle tre internazionali operaie con Domenico Moro e il Collettivo Militant&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Primo incontro dei 2 seminari dedicati alla questione organizzativa comunista e la questione del Partito nelle tre internazionali operaie con Domenico Moro e il Collettivo Militant</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Primo incontro dei 2 seminari dedicati alla questione organizzativa comunista e la questione del Partito nelle tre internazionali operaie con Domenico Moro e il Collettivo Militant&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="153205446" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/27aa7208-49d0-44aa-98fc-0e3e8f7d4a0f/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">8e1b0e9f-8f74-4909-87c5-4451a5c617ee</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Seminario-la-questione-del-Partito-nelle-tre-internazionali-operaie-primo-incontro---con-Domenico-Moro-erve91</link>
                <pubDate>Mon, 10 Nov 2014 12:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/3bb13dee-c364-46db-a00a-7f1a7d9476d5_13389173-1615202264532-cabfa22adf7fd.jpg"/>
                <itunes:duration>9575</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Presentazione del libro: Noi saremo tutto a Genova. Nuova composizione di classe, conflitto e organizzazione</itunes:title>
                <title>Presentazione del libro: Noi saremo tutto a Genova. Nuova composizione di classe, conflitto e organizzazione</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Presentazione con Collettivo Noi Saremo Tutto Genova, Collettivo Militant, BPM, Portuali di Genova, PRC, UDS, Emilio Quadrelli e Falce e Martello&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Presentazione con Collettivo Noi Saremo Tutto Genova, Collettivo Militant, BPM, Portuali di Genova, PRC, UDS, Emilio Quadrelli e Falce e Martello</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Presentazione con Collettivo Noi Saremo Tutto Genova, Collettivo Militant, BPM, Portuali di Genova, PRC, UDS, Emilio Quadrelli e Falce e Martello&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="135033417" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/39651143-46fc-4912-a788-f00be045dbcf/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">3348ab00-9d8b-42a2-aea8-af9a1053d804</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Presentazione-del-libro-Noi-saremo-tutto-a-Genova--Nuova-composizione-di-classe--conflitto-e-organizzazione-ervdsa</link>
                <pubDate>Thu, 31 Oct 2013 12:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/bbdbed74-7041-41b4-809e-59d81602e532_13389173-1615201823440-e9801c1773e6b.jpg"/>
                <itunes:duration>8439</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Seminari su Lenin: L&#39;estremismo, malattia infantile del comunismo. - Relazione di Francesco Piccioni con introduzione del Collettivo Militant</itunes:title>
                <title>Seminari su Lenin: L&#39;estremismo, malattia infantile del comunismo. - Relazione di Francesco Piccioni con introduzione del Collettivo Militant</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;No Lenin No Party. “Seminari sul Leninismo”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Relazione interna del gruppo di studio sul contenuto del testo e una con un ospite esterno. In questo secondo appuntamento il &#34;L&#39;estremismo, malattia infantile del comunismo&#34;.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>No Lenin No Party. “Seminari sul Leninismo”.</p>
<p>Relazione interna del gruppo di studio sul contenuto del testo e una con un ospite esterno. In questo secondo appuntamento il &#34;L&#39;estremismo, malattia infantile del comunismo&#34;.</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;No Lenin No Party. “Seminari sul Leninismo”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Relazione interna del gruppo di studio sul contenuto del testo e una con un ospite esterno. In questo secondo appuntamento il &amp;#34;L&amp;#39;estremismo, malattia infantile del comunismo&amp;#34;.&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="94501407" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/c8b8c2ec-95b4-4180-b3bd-0a3ea359670c/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">23707a9b-d603-49aa-b415-4e2b06c12a8d</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Seminari-su-Lenin-Lestremismo--malattia-infantile-del-comunismo----Relazione-di-Francesco-Piccioni-con-introduzione-del-Collettivo-Militant-ervdnm</link>
                <pubDate>Thu, 24 Oct 2013 11:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/c494015d-9b11-4741-9295-b873337da306_13389173-1615201589303-5fd7cd5c6003.jpg"/>
                <itunes:duration>5906</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Seminari su Lenin: L&#39;imperialismo, fase suprema del capitalismo - Relazione di Luciano Vasapollo con introduzione del Collettivo Militant</itunes:title>
                <title>Seminari su Lenin: L&#39;imperialismo, fase suprema del capitalismo - Relazione di Luciano Vasapollo con introduzione del Collettivo Militant</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;No Lenin No Party. “Seminari sul Leninismo”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Relazione interna del gruppo di studio sul contenuto del testo e una con un ospite esterno. In questo terzo appuntamento il &#34;L&#39;imperialismo, fase suprema del capitalismo&#34;.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>No Lenin No Party. “Seminari sul Leninismo”.</p><p>Relazione interna del gruppo di studio sul contenuto del testo e una con un ospite esterno. In questo terzo appuntamento il &#34;L&#39;imperialismo, fase suprema del capitalismo&#34;.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;No Lenin No Party. “Seminari sul Leninismo”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Relazione interna del gruppo di studio sul contenuto del testo e una con un ospite esterno. In questo terzo appuntamento il &amp;#34;L&amp;#39;imperialismo, fase suprema del capitalismo&amp;#34;.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
                <enclosure length="101014883" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/60a452f8-ba40-4d69-b70e-df045f1ccffc/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">97881c13-c16a-4d07-8ce8-ec869e583a28</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Seminari-su-Lenin-Limperialismo--fase-suprema-del-capitalismo---Relazione-di-Luciano-Vasapollo-con-introduzione-del-Collettivo-Militant-ervdg7</link>
                <pubDate>Thu, 19 Sep 2013 11:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2022/4/8/9/a3d3808d-5d24-4a11-850f-0a885ee83252_eb67a86f5_13389173-1615201218226-5d18aa81c899f.jpg"/>
                <itunes:duration>6313</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>La tortura è di Stato - Intervista a Paolo Persichetti</itunes:title>
                <title>La tortura è di Stato - Intervista a Paolo Persichetti</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Intervista a Paolo Persichetti che abbiamo realizzato come contributo per la campagna “La tortura è di Stato: rompiamo il silenzio!“. Una delle ragioni per cui è nato questo comitato, come recita il nome stesso, sta nella sua volontà di rompere il silenzio. E di farlo attivamente. Quel muro di silenzio complice e di omertà che ha, nei fatti, coperto e protetto l’applicazione di queste pratiche nei confronti di molti militanti delle organizzazioni rivoluzionarie. E di buttare giù con esso tutti i tabù, le paure e gli spettri che, a distanza di decenni, ancora sopravvivono. La rottura del muro di silenzio come primo passo, condizione preliminare per la crescita di un’ampia mobilitazione di massa in grado di porre una barriera forte e decisa contro la repressione. Un’altra delle ragioni sta nella volontà di evidenziare come la pratica della tortura nel nostro paese non fosse il frutto dell’iniziativa individuale o delle fantasie sadiche dei singoli poliziotti, ma la messa in atto di un preciso progetto repressivo che ha le sue radici nella progressiva evoluzione in senso sempre più autoritario degli apparati dello Stato. Il progetto repressivo di uno Stato, per nulla democratico, che ha sfoderato un intero arsenale per mantenere intatti tutti i privilegi della classe dominante: l’utilizzo del terrore e delle stragi, la tortura come mezzo investigativo, il carcere come strumento di applicazione di pene corporali (e non solo). E che, al momento giusto, sarà sempre pronto a ripetere perché connaturato alla sua natura di classe.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Intervista a Paolo Persichetti che abbiamo realizzato come contributo per la campagna “La tortura è di Stato: rompiamo il silenzio!“. Una delle ragioni per cui è nato questo comitato, come recita il nome stesso, sta nella sua volontà di rompere il silenzio. E di farlo attivamente. Quel muro di silenzio complice e di omertà che ha, nei fatti, coperto e protetto l’applicazione di queste pratiche nei confronti di molti militanti delle organizzazioni rivoluzionarie. E di buttare giù con esso tutti i tabù, le paure e gli spettri che, a distanza di decenni, ancora sopravvivono. La rottura del muro di silenzio come primo passo, condizione preliminare per la crescita di un’ampia mobilitazione di massa in grado di porre una barriera forte e decisa contro la repressione. Un’altra delle ragioni sta nella volontà di evidenziare come la pratica della tortura nel nostro paese non fosse il frutto dell’iniziativa individuale o delle fantasie sadiche dei singoli poliziotti, ma la messa in atto di un preciso progetto repressivo che ha le sue radici nella progressiva evoluzione in senso sempre più autoritario degli apparati dello Stato. Il progetto repressivo di uno Stato, per nulla democratico, che ha sfoderato un intero arsenale per mantenere intatti tutti i privilegi della classe dominante: l’utilizzo del terrore e delle stragi, la tortura come mezzo investigativo, il carcere come strumento di applicazione di pene corporali (e non solo). E che, al momento giusto, sarà sempre pronto a ripetere perché connaturato alla sua natura di classe.</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Intervista a Paolo Persichetti che abbiamo realizzato come contributo per la campagna “La tortura è di Stato: rompiamo il silenzio!“. Una delle ragioni per cui è nato questo comitato, come recita il nome stesso, sta nella sua volontà di rompere il silenzio. E di farlo attivamente. Quel muro di silenzio complice e di omertà che ha, nei fatti, coperto e protetto l’applicazione di queste pratiche nei confronti di molti militanti delle organizzazioni rivoluzionarie. E di buttare giù con esso tutti i tabù, le paure e gli spettri che, a distanza di decenni, ancora sopravvivono. La rottura del muro di silenzio come primo passo, condizione preliminare per la crescita di un’ampia mobilitazione di massa in grado di porre una barriera forte e decisa contro la repressione. Un’altra delle ragioni sta nella volontà di evidenziare come la pratica della tortura nel nostro paese non fosse il frutto dell’iniziativa individuale o delle fantasie sadiche dei singoli poliziotti, ma la messa in atto di un preciso progetto repressivo che ha le sue radici nella progressiva evoluzione in senso sempre più autoritario degli apparati dello Stato. Il progetto repressivo di uno Stato, per nulla democratico, che ha sfoderato un intero arsenale per mantenere intatti tutti i privilegi della classe dominante: l’utilizzo del terrore e delle stragi, la tortura come mezzo investigativo, il carcere come strumento di applicazione di pene corporali (e non solo). E che, al momento giusto, sarà sempre pronto a ripetere perché connaturato alla sua natura di classe.&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="33726798" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/9cdb6bea-739a-4bf2-a0a1-d0e61248b561/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">c7b22df0-8a08-45f2-8901-e3b8c38a16c1</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/La-tortura--di-Stato---Intervista-a-Paolo-Persichetti-ervcan</link>
                <pubDate>Tue, 23 Jul 2013 10:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/5423442d-c4ec-4b4e-bf7d-28955b5cf7e3_13389173-1615200699659-a5f047fde681b.jpg"/>
                <itunes:duration>2107</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Seminari su Lenin: Che fare? - Relazione di Paolo Cassetta con introduzione del Collettivo Militant</itunes:title>
                <title>Seminari su Lenin: Che fare? - Relazione di Paolo Cassetta con introduzione del Collettivo Militant</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;No Lenin No Party. “Seminari sul Leninismo”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Relazione interna del gruppo di studio sul contenuto del testo e una con un ospite esterno. In questo primo appuntamento il &#34;Che fare?&#34;.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>No Lenin No Party. “Seminari sul Leninismo”.</p>
<p>Relazione interna del gruppo di studio sul contenuto del testo e una con un ospite esterno. In questo primo appuntamento il &#34;Che fare?&#34;.</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;No Lenin No Party. “Seminari sul Leninismo”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Relazione interna del gruppo di studio sul contenuto del testo e una con un ospite esterno. In questo primo appuntamento il &amp;#34;Che fare?&amp;#34;.&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="126753227" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/2ea98454-05fa-460e-9346-925ee62f4e4d/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">8231dee8-f588-43c5-a062-11fe91aab4e8</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Seminari-su-Lenin-Che-fare----Relazione-di-Paolo-Cassetta-con-introduzione-del-Collettivo-Militant-ervb8m</link>
                <pubDate>Thu, 13 Jun 2013 10:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/aef2b7cd-0e2f-4adf-923d-c8b28e1478d9_13389173-1615200474565-c219c690169ce.jpg"/>
                <itunes:duration>7922</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Presensentazione del libro di Pun Ngai “Cina. La società armoniosa” - con Devi Sacchetto, Davide Bubbico e introduzione del Collettivo Militant</itunes:title>
                <title>Presensentazione del libro di Pun Ngai “Cina. La società armoniosa” - con Devi Sacchetto, Davide Bubbico e introduzione del Collettivo Militant</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;E’ in libreria ormai da qualche settimana “Cina, la società armoniosa” un saggio edito da Jaca Book di cui caldeggiamo vivamente la lettura. Il testo, che si compone di sette articoli frutto del lavoro di ricerca di Pun Ngai e di altri sociologi cinesi è introdotto da un elaborato di Ferruccio Gambino e Devi Sacchetto e vanta a nostro avviso più di un merito. . Ogni pagina del libro è la dimostrazione pratica di quale potenziale possegga ancora oggi il lavoro di inchiesta come strumento di indagine della realtà. Parliamo di anni di interviste e osservazione partecipata fuori dalle fabbriche del “miracolo” cinese, dagli stabilimenti della Foxconn, dai cantieri edili dove regna il subappalto e dai dormitori in cui sono ammassati migliaia di operai. Uno stile di lavoro ormai abbandonato da troppa sinistra, cosa che ha spesso contribuito a far prendere, sempre alla suddetta sinistra, abbagli clamorosi. E qui veniamo al secondo punto di estremo interesse del libro, ovvero la confutazione empirica oltre che teorica dell’estinzione del lavoro salariato e della scomparsa della classe. Pun Ngai descrive in maniera estremamente vivida il processo di proletarizzazione “incompiuta” di oltre 200 milioni di operai-contadini (nongmingong) che dalle campagne si sono riversati nelle città per sperimentare sulla propria pelle il dagong, ovvero il lavoro di fabbrica sotto padrone.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>E’ in libreria ormai da qualche settimana “Cina, la società armoniosa” un saggio edito da Jaca Book di cui caldeggiamo vivamente la lettura. Il testo, che si compone di sette articoli frutto del lavoro di ricerca di Pun Ngai e di altri sociologi cinesi è introdotto da un elaborato di Ferruccio Gambino e Devi Sacchetto e vanta a nostro avviso più di un merito. . Ogni pagina del libro è la dimostrazione pratica di quale potenziale possegga ancora oggi il lavoro di inchiesta come strumento di indagine della realtà. Parliamo di anni di interviste e osservazione partecipata fuori dalle fabbriche del “miracolo” cinese, dagli stabilimenti della Foxconn, dai cantieri edili dove regna il subappalto e dai dormitori in cui sono ammassati migliaia di operai. Uno stile di lavoro ormai abbandonato da troppa sinistra, cosa che ha spesso contribuito a far prendere, sempre alla suddetta sinistra, abbagli clamorosi. E qui veniamo al secondo punto di estremo interesse del libro, ovvero la confutazione empirica oltre che teorica dell’estinzione del lavoro salariato e della scomparsa della classe. Pun Ngai descrive in maniera estremamente vivida il processo di proletarizzazione “incompiuta” di oltre 200 milioni di operai-contadini (nongmingong) che dalle campagne si sono riversati nelle città per sperimentare sulla propria pelle il dagong, ovvero il lavoro di fabbrica sotto padrone.</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;E’ in libreria ormai da qualche settimana “Cina, la società armoniosa” un saggio edito da Jaca Book di cui caldeggiamo vivamente la lettura. Il testo, che si compone di sette articoli frutto del lavoro di ricerca di Pun Ngai e di altri sociologi cinesi è introdotto da un elaborato di Ferruccio Gambino e Devi Sacchetto e vanta a nostro avviso più di un merito. . Ogni pagina del libro è la dimostrazione pratica di quale potenziale possegga ancora oggi il lavoro di inchiesta come strumento di indagine della realtà. Parliamo di anni di interviste e osservazione partecipata fuori dalle fabbriche del “miracolo” cinese, dagli stabilimenti della Foxconn, dai cantieri edili dove regna il subappalto e dai dormitori in cui sono ammassati migliaia di operai. Uno stile di lavoro ormai abbandonato da troppa sinistra, cosa che ha spesso contribuito a far prendere, sempre alla suddetta sinistra, abbagli clamorosi. E qui veniamo al secondo punto di estremo interesse del libro, ovvero la confutazione empirica oltre che teorica dell’estinzione del lavoro salariato e della scomparsa della classe. Pun Ngai descrive in maniera estremamente vivida il processo di proletarizzazione “incompiuta” di oltre 200 milioni di operai-contadini (nongmingong) che dalle campagne si sono riversati nelle città per sperimentare sulla propria pelle il dagong, ovvero il lavoro di fabbrica sotto padrone.&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="86340336" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/584806a5-8e38-4c74-80df-3d899d7f676e/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">9c6eca80-95e8-40fa-b218-ed3e028aacd8</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Presensentazione-del-libro-di-Pun-Ngai-Cina--La-societ-armoniosa---con-Devi-Sacchetto--Davide-Bubbico-e-introduzione-del-Collettivo-Militant-ervapi</link>
                <pubDate>Tue, 28 May 2013 10:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/6ce90d1d-7813-484e-8e9d-c956afd435aa_13389173-1615200013699-1942b7aaf70f1.jpg"/>
                <itunes:duration>5396</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Presentazione del libro: Noi saremo tutto a Roma. Nuova composizione di classe, conflitto e organizzazione - Con Paolo Cassetta e introduzione del Collettivo Militant</itunes:title>
                <title>Presentazione del libro: Noi saremo tutto a Roma. Nuova composizione di classe, conflitto e organizzazione - Con Paolo Cassetta e introduzione del Collettivo Militant</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Qualche anno fa ci sobbarcammo il tentativo di organizzare un seminario sulla nuova composizione sociale che le trasformazioni produttive del capitalismo andavano producendo. Un seminario che non servisse solo da analisi di una determinata situazione, ma che ponesse subito sul terreno delle proposte pratiche di un possibile processo di ricomposizione, lontano sia dal settarismo di una certa sinistra (micro)comunista, sia dalle smentite teorie post-marxiste di moda in questi ultimi anni. Le date simboliche del 14 dicembre 2010 e del 15 ottobre 2011 erano passate apparentemente invano, fulmini a ciel sereno che non trovarono, e non trovano ancora adesso, nella sinistra antagonista quelle soggettività politiche capaci di intercettare, almeno in parte, la nuova composizione sociale che si era espressa in quelle giornate. E che ancora, in maniera scollegata e spontanea, si va esprimendo da diverso tempo senza che però questa sia in grado di produrre un qualsiasi avanzamento del panorama politico di movimento. Fra il modello para-concertativo del cittadinismo riformista e a-conflittuale, e l’estemporanea estetica della violenza di piazza, saltuaria ed effimera, crediamo sia necessario discutere di come rimettere al centro il conflitto di classe, costruire un’ipotesi politica che sia credibile e concreta, ripartendo dal lavoro sporco dell’inchiesta e dell’internità nei luoghi di lavoro e di produzione (che produzione? Quali luoghi di lavoro? Che tipo di nuova inchiesta sociale?). Le analisi e le proposte di quel seminario sono poi divenuti una pubblicazione, con l’importante contributo dei collettivi che organizzarono quel momento di confronto, che aprono il libro con una densa introduzione sui molti perché del seminario, nonché sugli obiettivi che ci siamo proposti con un tentativo del genere. Motivi e obiettivi che da due anni sono lì ancora inesplorati, o potremmo dire ignorati, da chi invece dovrebbe avere il coraggio di occuparsene.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Qualche anno fa ci sobbarcammo il tentativo di organizzare un seminario sulla nuova composizione sociale che le trasformazioni produttive del capitalismo andavano producendo. Un seminario che non servisse solo da analisi di una determinata situazione, ma che ponesse subito sul terreno delle proposte pratiche di un possibile processo di ricomposizione, lontano sia dal settarismo di una certa sinistra (micro)comunista, sia dalle smentite teorie post-marxiste di moda in questi ultimi anni. Le date simboliche del 14 dicembre 2010 e del 15 ottobre 2011 erano passate apparentemente invano, fulmini a ciel sereno che non trovarono, e non trovano ancora adesso, nella sinistra antagonista quelle soggettività politiche capaci di intercettare, almeno in parte, la nuova composizione sociale che si era espressa in quelle giornate. E che ancora, in maniera scollegata e spontanea, si va esprimendo da diverso tempo senza che però questa sia in grado di produrre un qualsiasi avanzamento del panorama politico di movimento. Fra il modello para-concertativo del cittadinismo riformista e a-conflittuale, e l’estemporanea estetica della violenza di piazza, saltuaria ed effimera, crediamo sia necessario discutere di come rimettere al centro il conflitto di classe, costruire un’ipotesi politica che sia credibile e concreta, ripartendo dal lavoro sporco dell’inchiesta e dell’internità nei luoghi di lavoro e di produzione (che produzione? Quali luoghi di lavoro? Che tipo di nuova inchiesta sociale?). Le analisi e le proposte di quel seminario sono poi divenuti una pubblicazione, con l’importante contributo dei collettivi che organizzarono quel momento di confronto, che aprono il libro con una densa introduzione sui molti perché del seminario, nonché sugli obiettivi che ci siamo proposti con un tentativo del genere. Motivi e obiettivi che da due anni sono lì ancora inesplorati, o potremmo dire ignorati, da chi invece dovrebbe avere il coraggio di occuparsene.</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Qualche anno fa ci sobbarcammo il tentativo di organizzare un seminario sulla nuova composizione sociale che le trasformazioni produttive del capitalismo andavano producendo. Un seminario che non servisse solo da analisi di una determinata situazione, ma che ponesse subito sul terreno delle proposte pratiche di un possibile processo di ricomposizione, lontano sia dal settarismo di una certa sinistra (micro)comunista, sia dalle smentite teorie post-marxiste di moda in questi ultimi anni. Le date simboliche del 14 dicembre 2010 e del 15 ottobre 2011 erano passate apparentemente invano, fulmini a ciel sereno che non trovarono, e non trovano ancora adesso, nella sinistra antagonista quelle soggettività politiche capaci di intercettare, almeno in parte, la nuova composizione sociale che si era espressa in quelle giornate. E che ancora, in maniera scollegata e spontanea, si va esprimendo da diverso tempo senza che però questa sia in grado di produrre un qualsiasi avanzamento del panorama politico di movimento. Fra il modello para-concertativo del cittadinismo riformista e a-conflittuale, e l’estemporanea estetica della violenza di piazza, saltuaria ed effimera, crediamo sia necessario discutere di come rimettere al centro il conflitto di classe, costruire un’ipotesi politica che sia credibile e concreta, ripartendo dal lavoro sporco dell’inchiesta e dell’internità nei luoghi di lavoro e di produzione (che produzione? Quali luoghi di lavoro? Che tipo di nuova inchiesta sociale?). Le analisi e le proposte di quel seminario sono poi divenuti una pubblicazione, con l’importante contributo dei collettivi che organizzarono quel momento di confronto, che aprono il libro con una densa introduzione sui molti perché del seminario, nonché sugli obiettivi che ci siamo proposti con un tentativo del genere. Motivi e obiettivi che da due anni sono lì ancora inesplorati, o potremmo dire ignorati, da chi invece dovrebbe avere il coraggio di occuparsene.&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="57211924" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/fcc6c091-85a4-457b-9f16-6200aad9b7f8/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">ef98ac40-227b-4a5d-9bf0-948a1824cc23</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Presentazione-del-libro-Noi-saremo-tutto-a-Roma--Nuova-composizione-di-classe--conflitto-e-organizzazione---Con-Paolo-Cassetta-e-introduzione-del-Collettivo-Militant-ervquv</link>
                <pubDate>Sat, 23 Mar 2013 15:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/1d3a3676-4645-4607-a847-6fbcb91e390b_13389173-1615212471292-94ca511a332d6.jpg"/>
                <itunes:duration>3575</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Seminario su nuova composizione di classe, conflitto e organizzazione. Noi saremo tutto - Relazioni di Collettivo Militant, Paolo Cassetta, Emilio Quadrelli</itunes:title>
                <title>Seminario su nuova composizione di classe, conflitto e organizzazione. Noi saremo tutto - Relazioni di Collettivo Militant, Paolo Cassetta, Emilio Quadrelli</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Passati alcuni (troppi) mesi dal 15 ottobre 2011, continua a rimanere inevasa la domanda di organizzazione politica che quelle giornate avevano palesato. La sinistra, variamente intesa, ha preferito girarsi dall’altra parte, lasciando cadere il compito che dovrebbe – storicamente – contraddistinguerla: tentare di organizzare il conflitto. Non è cosa facile e nessuno ha la soluzione in tasca. La frammentazione a cui è andato incontro il tessuto storico a cui si rivolgevano la sinistra storica e i nuovi movimenti non lo scopriamo certo oggi o l’anno scorso, e insieme al tessuto sociale sono venuti meno tutti quegli strumenti che la classe si era dotata per organizzarsi, ricomporsi, unirsi e difendersi dall’attacco di un capitalismo sempre più in crisi, che non riesce più a creare ricchezza e consenso, e che si limita a bloccare ogni tentativo di alternativa possibile della situazione. A fronte di tutto ciò, però, il minimo che avremmo dovuto fare era avviare un profondo ripensamento dei nostri obiettivi, dei nostri referenti sociali, delle nostre pratiche, al fine di tentare di ricomporre quello che il 15 ottobre (e il 14 dicembre) si è espresso in tutta la sua spontaneità e disorganizzazione. Il 15 ottobre si è espressa una contraddizione, e invece di interrogarci su dove veniva, cosa voleva, chi era e cosa rappresentava ci siamo fermati al feticismo dell’evento. Alla critica dell’immediato. Queste, e molte altre ragioni, stanno alla base del nostro tentativo di capire e dotarci di strumenti politici che possano consentirci un avvicinamento a contraddizioni con cui dovremmo sempre più fare i conti. Il seminario che promuoviamo sabato ha esattamente questo come obiettivo: analizzare la nuova composizione di classe, e capire come intervenire politicamente su questo nuovo tessuto eterogeneo e frammentato, ma non per questo meno potente e meno sfruttato. Il proletariato diffuso – e meticcio – delle metropoli industrializzate sta attraversando il paradosso di essere sempre più studiato dal capitale e sempre meno organizzato dalla sinistra. Capire gli strumenti possibili su come organizzarlo, questo riteniamo essere uno degli obiettivi strategici per gli anni a venire.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Passati alcuni (troppi) mesi dal 15 ottobre 2011, continua a rimanere inevasa la domanda di organizzazione politica che quelle giornate avevano palesato. La sinistra, variamente intesa, ha preferito girarsi dall’altra parte, lasciando cadere il compito che dovrebbe – storicamente – contraddistinguerla: tentare di organizzare il conflitto. Non è cosa facile e nessuno ha la soluzione in tasca. La frammentazione a cui è andato incontro il tessuto storico a cui si rivolgevano la sinistra storica e i nuovi movimenti non lo scopriamo certo oggi o l’anno scorso, e insieme al tessuto sociale sono venuti meno tutti quegli strumenti che la classe si era dotata per organizzarsi, ricomporsi, unirsi e difendersi dall’attacco di un capitalismo sempre più in crisi, che non riesce più a creare ricchezza e consenso, e che si limita a bloccare ogni tentativo di alternativa possibile della situazione. A fronte di tutto ciò, però, il minimo che avremmo dovuto fare era avviare un profondo ripensamento dei nostri obiettivi, dei nostri referenti sociali, delle nostre pratiche, al fine di tentare di ricomporre quello che il 15 ottobre (e il 14 dicembre) si è espresso in tutta la sua spontaneità e disorganizzazione. Il 15 ottobre si è espressa una contraddizione, e invece di interrogarci su dove veniva, cosa voleva, chi era e cosa rappresentava ci siamo fermati al feticismo dell’evento. Alla critica dell’immediato. Queste, e molte altre ragioni, stanno alla base del nostro tentativo di capire e dotarci di strumenti politici che possano consentirci un avvicinamento a contraddizioni con cui dovremmo sempre più fare i conti. Il seminario che promuoviamo sabato ha esattamente questo come obiettivo: analizzare la nuova composizione di classe, e capire come intervenire politicamente su questo nuovo tessuto eterogeneo e frammentato, ma non per questo meno potente e meno sfruttato. Il proletariato diffuso – e meticcio – delle metropoli industrializzate sta attraversando il paradosso di essere sempre più studiato dal capitale e sempre meno organizzato dalla sinistra. Capire gli strumenti possibili su come organizzarlo, questo riteniamo essere uno degli obiettivi strategici per gli anni a venire.</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Passati alcuni (troppi) mesi dal 15 ottobre 2011, continua a rimanere inevasa la domanda di organizzazione politica che quelle giornate avevano palesato. La sinistra, variamente intesa, ha preferito girarsi dall’altra parte, lasciando cadere il compito che dovrebbe – storicamente – contraddistinguerla: tentare di organizzare il conflitto. Non è cosa facile e nessuno ha la soluzione in tasca. La frammentazione a cui è andato incontro il tessuto storico a cui si rivolgevano la sinistra storica e i nuovi movimenti non lo scopriamo certo oggi o l’anno scorso, e insieme al tessuto sociale sono venuti meno tutti quegli strumenti che la classe si era dotata per organizzarsi, ricomporsi, unirsi e difendersi dall’attacco di un capitalismo sempre più in crisi, che non riesce più a creare ricchezza e consenso, e che si limita a bloccare ogni tentativo di alternativa possibile della situazione. A fronte di tutto ciò, però, il minimo che avremmo dovuto fare era avviare un profondo ripensamento dei nostri obiettivi, dei nostri referenti sociali, delle nostre pratiche, al fine di tentare di ricomporre quello che il 15 ottobre (e il 14 dicembre) si è espresso in tutta la sua spontaneità e disorganizzazione. Il 15 ottobre si è espressa una contraddizione, e invece di interrogarci su dove veniva, cosa voleva, chi era e cosa rappresentava ci siamo fermati al feticismo dell’evento. Alla critica dell’immediato. Queste, e molte altre ragioni, stanno alla base del nostro tentativo di capire e dotarci di strumenti politici che possano consentirci un avvicinamento a contraddizioni con cui dovremmo sempre più fare i conti. Il seminario che promuoviamo sabato ha esattamente questo come obiettivo: analizzare la nuova composizione di classe, e capire come intervenire politicamente su questo nuovo tessuto eterogeneo e frammentato, ma non per questo meno potente e meno sfruttato. Il proletariato diffuso – e meticcio – delle metropoli industrializzate sta attraversando il paradosso di essere sempre più studiato dal capitale e sempre meno organizzato dalla sinistra. Capire gli strumenti possibili su come organizzarlo, questo riteniamo essere uno degli obiettivi strategici per gli anni a venire.&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="114583928" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/9928c193-25bb-4350-9bcd-278b7523941a/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">39224771-cc21-401d-bf1d-eb1d7763a328</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Seminario-su-nuova-composizione-di-classe--conflitto-e-organizzazione--Noi-saremo-tutto---Relazioni-di-Collettivo-Militant--Paolo-Cassetta--Emilio-Quadrelli-ervam8</link>
                <pubDate>Sat, 19 May 2012 10:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/969d7b9e-6fd2-4175-93cc-1c2a3e95ceb9_13389173-1615199716207-411ae38950ec6.jpg"/>
                <itunes:duration>7161</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Presentazione del libro: Per Lenin. Materialismo storico e politica rivoluzionaria. - Con Emilio Quadrelli, Francesco Piccioni e introduzione del Collettivo Militant</itunes:title>
                <title>Presentazione del libro: Per Lenin. Materialismo storico e politica rivoluzionaria. - Con Emilio Quadrelli, Francesco Piccioni e introduzione del Collettivo Militant</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Dopo aver presentato lo scorso Novembre il libro sul pensiero strategico di Lenin, ci troviamo di nuovo al Sally Brown Rude Pub di San Lorenzo (Roma) per discutere con Emilio Quadrelli e Francesco Piccioni il nuovo libro di Emilio Quadrelli e Giulia Bausano: “Per Lenin. Materialismo storico e politica rivoluzionaria. Una guida per l’azione ad uso di una nuova generazione di militanti.” Il volume raccoglie due saggi di teoria marxista. Nel primo viene analizzato, attraverso un excursus storico compreso tra il 1914 e l’era post ’89, il nesso tra forma-stato e forma-guerra. Il testo prova a leggere le trasformazioni statuali che hanno caratterizzato l’intero Novecento mostrando quanto la forma-guerra e il suo “paradigma industriale” abbiano inciso sulla costituzione di una forma-stato declinata in chiave sociale. A partire dalle trasformazioni intervenute nella forma-guerra (il passaggio dalla “guerra industriale” alla “guerra asimmetrica”), il saggio chiude ponendo al centro della riflessione la crisi che attualmente attraversa il Welfare State. Il secondo testo introduce il pensiero politico di Lenin provando a discuterne l’attualità. Al centro vi è il metodo leniniano e la sua applicazione nel contesto storico “concreto” a cui, il politico, necessariamente obbliga.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Dopo aver presentato lo scorso Novembre il libro sul pensiero strategico di Lenin, ci troviamo di nuovo al Sally Brown Rude Pub di San Lorenzo (Roma) per discutere con Emilio Quadrelli e Francesco Piccioni il nuovo libro di Emilio Quadrelli e Giulia Bausano: “Per Lenin. Materialismo storico e politica rivoluzionaria. Una guida per l’azione ad uso di una nuova generazione di militanti.” Il volume raccoglie due saggi di teoria marxista. Nel primo viene analizzato, attraverso un excursus storico compreso tra il 1914 e l’era post ’89, il nesso tra forma-stato e forma-guerra. Il testo prova a leggere le trasformazioni statuali che hanno caratterizzato l’intero Novecento mostrando quanto la forma-guerra e il suo “paradigma industriale” abbiano inciso sulla costituzione di una forma-stato declinata in chiave sociale. A partire dalle trasformazioni intervenute nella forma-guerra (il passaggio dalla “guerra industriale” alla “guerra asimmetrica”), il saggio chiude ponendo al centro della riflessione la crisi che attualmente attraversa il Welfare State. Il secondo testo introduce il pensiero politico di Lenin provando a discuterne l’attualità. Al centro vi è il metodo leniniano e la sua applicazione nel contesto storico “concreto” a cui, il politico, necessariamente obbliga.</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Dopo aver presentato lo scorso Novembre il libro sul pensiero strategico di Lenin, ci troviamo di nuovo al Sally Brown Rude Pub di San Lorenzo (Roma) per discutere con Emilio Quadrelli e Francesco Piccioni il nuovo libro di Emilio Quadrelli e Giulia Bausano: “Per Lenin. Materialismo storico e politica rivoluzionaria. Una guida per l’azione ad uso di una nuova generazione di militanti.” Il volume raccoglie due saggi di teoria marxista. Nel primo viene analizzato, attraverso un excursus storico compreso tra il 1914 e l’era post ’89, il nesso tra forma-stato e forma-guerra. Il testo prova a leggere le trasformazioni statuali che hanno caratterizzato l’intero Novecento mostrando quanto la forma-guerra e il suo “paradigma industriale” abbiano inciso sulla costituzione di una forma-stato declinata in chiave sociale. A partire dalle trasformazioni intervenute nella forma-guerra (il passaggio dalla “guerra industriale” alla “guerra asimmetrica”), il saggio chiude ponendo al centro della riflessione la crisi che attualmente attraversa il Welfare State. Il secondo testo introduce il pensiero politico di Lenin provando a discuterne l’attualità. Al centro vi è il metodo leniniano e la sua applicazione nel contesto storico “concreto” a cui, il politico, necessariamente obbliga.&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="69073188" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/1d35fe65-36d6-40c0-a13b-68e7289450f5/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">8e0f2b6f-0e77-453f-95b7-2564adaf184e</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Presentazione-del-libro-Per-Lenin--Materialismo-storico-e-politica-rivoluzionaria----Con-Emilio-Quadrelli--Francesco-Piccioni-e-introduzione-del-Collettivo-Militant-ervae5</link>
                <pubDate>Sat, 24 Mar 2012 11:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/f0c1c6a5-6df5-4c03-9f17-f820bf538ed3_13389173-1615199372596-9302c442979b9.jpg"/>
                <itunes:duration>4317</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Presentazione del libro: Lenin. Il pensiero strategico. - Con Emilio Quadrelli, Francesco Piccioni</itunes:title>
                <title>Presentazione del libro: Lenin. Il pensiero strategico. - Con Emilio Quadrelli, Francesco Piccioni</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Il Collettivo Militant, Emilio Quadrelli (autore del libro) e Francesco Piccioni (giornalista de Il Manifesto), nei dintorni del 94esimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre presentano nello storico “Sally Brown – Rude Pub” nel quartiere San Lorenzo di Roma un&#39;antologia degli scritti di Lenin, curata e introdotta da Emilio Quadrelli. Tutta l’attualità del pensiero leniniano nel pieno della crisi del sistema capitalistico. Presentazione del libro. Lenin. Il pensiero strategico&amp;nbsp;(ed. Casa Usher) con: Emilio&amp;nbsp;Quadrelli&amp;nbsp;(Autore); Francesco&amp;nbsp;Piccioni&amp;nbsp;(Giornalista de&amp;nbsp;Il Manifesto)&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Il Collettivo Militant, Emilio Quadrelli (autore del libro) e Francesco Piccioni (giornalista de Il Manifesto), nei dintorni del 94esimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre presentano nello storico “Sally Brown – Rude Pub” nel quartiere San Lorenzo di Roma un&#39;antologia degli scritti di Lenin, curata e introdotta da Emilio Quadrelli. Tutta l’attualità del pensiero leniniano nel pieno della crisi del sistema capitalistico. Presentazione del libro. Lenin. Il pensiero strategico (ed. Casa Usher) con: Emilio Quadrelli (Autore); Francesco Piccioni (Giornalista de Il Manifesto)</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Il Collettivo Militant, Emilio Quadrelli (autore del libro) e Francesco Piccioni (giornalista de Il Manifesto), nei dintorni del 94esimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre presentano nello storico “Sally Brown – Rude Pub” nel quartiere San Lorenzo di Roma un&amp;#39;antologia degli scritti di Lenin, curata e introdotta da Emilio Quadrelli. Tutta l’attualità del pensiero leniniano nel pieno della crisi del sistema capitalistico. Presentazione del libro. Lenin. Il pensiero strategico (ed. Casa Usher) con: Emilio Quadrelli (Autore); Francesco Piccioni (Giornalista de Il Manifesto)&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="52438413" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/26c3d622-f50a-4939-bdef-db85a6d14064/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">c1c7785d-87fa-46fd-9a49-3d06bc897247</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Presentazione-del-libro-Lenin--Il-pensiero-strategico----Con-Emilio-Quadrelli--Francesco-Piccioni-erva7e</link>
                <pubDate>Mon, 10 Oct 2011 10:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/daa5b3ab-a78c-41b2-9171-94d88b4e02a0_13389173-1615198968729-4398740b793d.jpg"/>
                <itunes:duration>3277</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
            <item>
                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>Tempo e rivoluzione - Relazione di Wu Ming 1</itunes:title>
                <title>Tempo e rivoluzione - Relazione di Wu Ming 1</title>

                
                
                <itunes:author>Collettivo Militant</itunes:author>
                <itunes:summary>&lt;p&gt;Wu Ming 1 è intervenuto all’ incontro “Conflitto, rivoluzione, potere, immaginario”, organizzato a Roma dal collettivo Militant. L’intento di Militant era gettare luce sul tema di un “immaginario comune” di sinistra, tra attivismo politico e lavoro artistico/intellettuale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Wu Ming 1 ha approfittato dell’occasione per radunare una massa di appunti presi durante le ricerche per il nuovo romanzo e per “Siamo tutti il febbraio del 1917”, ma rimasti inutilizzati. Praticamente, l’intervento romano è… il “terzo intervento americano”. Si va dal concetto di “byt” in Majakovskij alla diffusione dell’orologio, dal calendario rivoluzionario francese alla necessità di un momento utopico, fino a una critica a Hardt &amp;amp; Negri che non getta il bimbo con l’acqua sporca. In questo post ne proponiamo la registrazione, dura 50 minuti e 55 secondi.&lt;/p&gt;
</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Wu Ming 1 è intervenuto all’ incontro “Conflitto, rivoluzione, potere, immaginario”, organizzato a Roma dal collettivo Militant. L’intento di Militant era gettare luce sul tema di un “immaginario comune” di sinistra, tra attivismo politico e lavoro artistico/intellettuale.</p>
<p>Wu Ming 1 ha approfittato dell’occasione per radunare una massa di appunti presi durante le ricerche per il nuovo romanzo e per “Siamo tutti il febbraio del 1917”, ma rimasti inutilizzati. Praticamente, l’intervento romano è… il “terzo intervento americano”. Si va dal concetto di “byt” in Majakovskij alla diffusione dell’orologio, dal calendario rivoluzionario francese alla necessità di un momento utopico, fino a una critica a Hardt &amp; Negri che non getta il bimbo con l’acqua sporca. In questo post ne proponiamo la registrazione, dura 50 minuti e 55 secondi.</p>
]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Wu Ming 1 è intervenuto all’ incontro “Conflitto, rivoluzione, potere, immaginario”, organizzato a Roma dal collettivo Militant. L’intento di Militant era gettare luce sul tema di un “immaginario comune” di sinistra, tra attivismo politico e lavoro artistico/intellettuale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Wu Ming 1 ha approfittato dell’occasione per radunare una massa di appunti presi durante le ricerche per il nuovo romanzo e per “Siamo tutti il febbraio del 1917”, ma rimasti inutilizzati. Praticamente, l’intervento romano è… il “terzo intervento americano”. Si va dal concetto di “byt” in Majakovskij alla diffusione dell’orologio, dal calendario rivoluzionario francese alla necessità di un momento utopico, fino a una critica a Hardt &amp;amp; Negri che non getta il bimbo con l’acqua sporca. In questo post ne proponiamo la registrazione, dura 50 minuti e 55 secondi.&lt;/p&gt;
</content:encoded>
                
                <enclosure length="48991921" type="audio/mpeg" url="https://audio4.redcircle.com/episodes/23446c2f-bc7f-4bbb-9e91-2f38fe02b9b0/stream.mp3"/>
                
                <guid isPermaLink="false">0569f063-c224-4b62-a291-e6bb08be5597</guid>
                <link>https://anchor.fm/collettivo-militant/episodes/Tempo-e-rivoluzione---Relazione-di-Wu-Ming-1-erva1g</link>
                <pubDate>Tue, 19 Apr 2011 10:00:00 &#43;0000</pubDate>
                <itunes:image href="https://media.redcircle.com/images/2021/3/9/11/ba06f5c7-d66b-4a9b-ad95-4b5646a50653_13389173-1615198627408-9e29c1b6b7135.jpg"/>
                <itunes:duration>3061</itunes:duration>
                
                
                <itunes:explicit>no</itunes:explicit>
                
            </item>
        
    </channel>
</rss>
