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        <title>Penisolabella Racconti di Viaggi in Italia</title>
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        <itunes:subtitle>Penisolabella Racconti di Viaggi in Italia</itunes:subtitle>
        <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
        <itunes:summary>PENISOLABELLA since 2005 is a portal dedicated to the discovery and knowledge of unknown Italy told to Italians; not only through the travel journals of the author, but also of travelers on the Grand Tour, integrated with geographical and topographical, historical, agri-food, cultural and literary information, collected from the internet and from books.</itunes:summary>
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        <description><![CDATA[<p>Con <a href="https://penisolabella.blogspot.com/" rel="nofollow"><strong>PENISOLABELLA</strong></a><strong> dal 2005 </strong>come Divulgatore Geografico resiliente in Italia dal 1977, propongo la scoperta e conoscenza dell&#39;Italia dimenticata e/o sconosciuta raccontata agli italiani e non solo; attraverso l&#39;uso dei diari di viaggio di viaggiatori del Grand Tour, completate da informazioni geografiche, mappe, video, con uso di internet e libri.</p><p>Nasce così <strong>Penisolabella Racconti di Viaggi in Italia</strong>: <strong>Podcast che viaiggio,</strong> interamente dedicato ai viaggi in Italia.</p><p>Oggi va di moda metterci la faccia, io <strong>ci metto la voce!</strong></p><p>Propongo <strong>Viaggi in Italia</strong> <strong>in smart working</strong>, Itinerari, Territori e Luoghi, identità territoriale materiale ed immateriale, dell&#39;Italia minore con la M maiuscola, più grande giardino emozionale diffuso.</p><p>La <strong>libreria </strong>è la mia agenzia di viaggi</p><p>I <strong>Viaggiatori </strong>del Grand Tour i mie compagni di viaggio</p><p><strong>Libri </strong>e Diari di viaggio le mie guide</p><p>La <strong>Rete </strong>Internet la mia strada</p><p>Il <strong>Computer </strong>il mio mezzo di Trasporto</p><p><strong>Viaggio a km 0</strong><span> in </span><strong>Smart Working</strong><span>, senza muovermi da casa con uso di internet e video </span></p><p>Perché la cultura non ha bisogno di spazi aperti ma di mente aperta e curiosità</p>]]></description>
        
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            <itunes:name>Giuseppe Cocco</itunes:name>
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                <itunes:title>CIRCEO San Felice il Monte della maga Circe e il Parco (Lazio)</itunes:title>
                <title>CIRCEO San Felice il Monte della maga Circe e il Parco (Lazio)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Circeo San Felice il Monte della maga Circe e il Parco</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>SAN FELICE CIRCEO is a town at 98 m asl, in the province of Latina in Lazio whose inhabitants are called Sanfeliciani.

An ancient settlement located on a terrace of Mount Circeo, it is one of the most popular and elegant coastal tourist centers of Lazio and has been extending not only towards the plain with La Cona, but also directly towards the sea with the construction of villas and hotels.

The municipal territory is developed in two well-defined areas: the Circeo promontory, 6 km and the flat part.

The promontory appears from Anzio as the profile of a face of a reclining woman (identified with the Sorceress Circe, in which the peak &#34;Picco di Circe&#34; corresponds to her nose), while from Gaeta it appears as an island, the ancient Isola Eea.


MONTE CIRCEO rises on the central Tyrrhenian Sea, forming the promontory of the same name, the extreme southern offshoot of the province of Latina.

Together with the promontory of Gaeta, Capo Miseno, the Island of Ischia and the Pontian Archipelago, it encloses and marks the border of the Gulf of Gaeta.

Surrounded by the Pontine plain which before the reclamation was a vast marshy area, it is plausible that it was once completely surrounded by water, today it closes with Torre Paola, the 20 km of beach that from Sabaudia reaches the Marina di Latina, and then reopens in the vicinity. of the tourist port of San Felice Circeo.

In conditions of good visibility, it is possible to see Vesuvius on the horizon.

Around it, including a stretch of coastal marine waters, the Circeo National Park develops, one of the Italian historical parks.

Among the main peaks, the highest is Picco di Circe (541 m a.s.l.), reachable on foot via a medium-difficulty ascent lasting about 4 h 30 min round trip starting from Torre Paola, in Sabaudia.

On its slopes, several historical settlements have arisen, of which the remains of Circeii (acropolis and megalithic walls) survive, as well as the historic center of San Felice Circeo.

There are also numerous caves, including the Guattari Cave where in 1939 Alberto Carlo Blanc, paleontologist, found one of the first fossil remains of Neanderthal Man.

According to tradition, with his ship, Ulysses entered what is now called Cala dei Pescatori, on Lake Paola, and then fell victim to the spells of the sorceress Circe whose profile would still be visible today in the silhouette of the mountain.

In fact, in the Odyssey we read:

&#34;... Behold, and to the island Eèa we reached, where Circe lived, Circe with beautiful curls, the powerful singing diva, who was sister of Eèta, lord of ferocious mind.&#34;

(Odyssey, Canto X, vv. 135-137)</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>SAN FELICE CIRCEO</strong> è un comune a 98 m slm, della provincia di Latina nel Lazio i cui abitanti son detti <strong>Sanfeliciani</strong>.</p><p>Antico insediamento posto su un terrazzo del Monte Circeo, è uno dei più frequentati ed eleganti centri turistici costieri del Lazio e si è andato estendendo oltre che verso il piano con La Cona, anche direttamente verso il mare con la costruzione di ville ed alberghi.</p><p>Il territorio comunale si sviluppa in due aree ben definite: il promontorio del Circeo, 6 km e la parte pianeggiante.</p><p>Il promontorio appare da Anzio come il profilo di un volto di una donna sdraiata (identificata con la Maga Circe, in cui la vetta &#34;Picco di Circe&#34; corrisponde al suo naso), mentre da Gaeta appare come un&#39;isola, l&#39;antica Isola Eea.</p><p><br></p><p><strong>MONTE CIRCEO</strong> si erge sul Mar Tirreno centrale costituendo il promontorio omonimo, estrema propaggine meridionale della provincia di Latina. </p><p>Insieme al promontorio di Gaeta, a Capo Miseno, all&#39;Isola d&#39;Ischia e all&#39;Arcipelago Ponziano racchiude e segna il confine del Golfo di Gaeta. </p><p>Circondato dalla pianura pontina che prima della bonifica era una vasta area paludosa, è plausibile che un tempo fosse completamente circondato dalle acque, oggi chiude con Torre Paola, i 20 km di spiaggia che da Sabaudia raggiunge la Marina di Latina, per poi riaprirsi in prossimità del porto turistico di San Felice Circeo. </p><p>In condizioni di buona visibilità, è possibile scorgere all&#39;orizzonte il Vesuvio.</p><p>Intorno ad esso, compreso un tratto delle acque marine costiere, si sviluppa il Parco Nazionale del Circeo, uno dei parchi storici italiani.</p><p>Tra le cime principali la più alta è il Picco di Circe (541 m s.l.m.), raggiungibile a piedi mediante una ascensione di media difficoltà della durata di circa 4 h 30 min tra andata e ritorno con partenza da Torre Paola, a Sabaudia. </p><p>Sulle sue pendici sono sorti diversi insediamenti storici, di cui sopravvivono i resti di Circeii (acropoli e mura megalitiche), nonché il centro storico di San Felice Circeo. </p><p>Numerose anche le grotte, tra le quali la Grotta Guattari dove nel 1939 Alberto Carlo Blanc, paleontologo, rinvenne uno dei primi resti fossili dell&#39;Uomo di Neanderthal.</p><p>Secondo la tradizione, con la sua nave, Ulisse sarebbe entrato in quella che oggi si chiama Cala dei Pescatori, sul lago di Paola, per poi rimanere vittima delle malìe della Maga Circe il cui profilo sarebbe oggi ancora visibile nella sagoma della montagna. </p><p>Nell&#39;Odissea infatti si legge:</p><p>«… <em>Ecco, ed all&#39;isola Eèa giungemmo, ove Circe abitava, Circe dai riccioli belli, la diva possente canora, ch&#39;era sorella d&#39;Eèta, signore di mente feroce</em>.»</p><p>(Odissea, Canto X, vv. 135-137)</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;SAN FELICE CIRCEO&lt;/strong&gt; è un comune a 98 m slm, della provincia di Latina nel Lazio i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Sanfeliciani&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Antico insediamento posto su un terrazzo del Monte Circeo, è uno dei più frequentati ed eleganti centri turistici costieri del Lazio e si è andato estendendo oltre che verso il piano con La Cona, anche direttamente verso il mare con la costruzione di ville ed alberghi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il territorio comunale si sviluppa in due aree ben definite: il promontorio del Circeo, 6 km e la parte pianeggiante.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il promontorio appare da Anzio come il profilo di un volto di una donna sdraiata (identificata con la Maga Circe, in cui la vetta &amp;#34;Picco di Circe&amp;#34; corrisponde al suo naso), mentre da Gaeta appare come un&amp;#39;isola, l&amp;#39;antica Isola Eea.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;MONTE CIRCEO&lt;/strong&gt; si erge sul Mar Tirreno centrale costituendo il promontorio omonimo, estrema propaggine meridionale della provincia di Latina. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Insieme al promontorio di Gaeta, a Capo Miseno, all&amp;#39;Isola d&amp;#39;Ischia e all&amp;#39;Arcipelago Ponziano racchiude e segna il confine del Golfo di Gaeta. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Circondato dalla pianura pontina che prima della bonifica era una vasta area paludosa, è plausibile che un tempo fosse completamente circondato dalle acque, oggi chiude con Torre Paola, i 20 km di spiaggia che da Sabaudia raggiunge la Marina di Latina, per poi riaprirsi in prossimità del porto turistico di San Felice Circeo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;In condizioni di buona visibilità, è possibile scorgere all&amp;#39;orizzonte il Vesuvio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Intorno ad esso, compreso un tratto delle acque marine costiere, si sviluppa il Parco Nazionale del Circeo, uno dei parchi storici italiani.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tra le cime principali la più alta è il Picco di Circe (541 m s.l.m.), raggiungibile a piedi mediante una ascensione di media difficoltà della durata di circa 4 h 30 min tra andata e ritorno con partenza da Torre Paola, a Sabaudia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sulle sue pendici sono sorti diversi insediamenti storici, di cui sopravvivono i resti di Circeii (acropoli e mura megalitiche), nonché il centro storico di San Felice Circeo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Numerose anche le grotte, tra le quali la Grotta Guattari dove nel 1939 Alberto Carlo Blanc, paleontologo, rinvenne uno dei primi resti fossili dell&amp;#39;Uomo di Neanderthal.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Secondo la tradizione, con la sua nave, Ulisse sarebbe entrato in quella che oggi si chiama Cala dei Pescatori, sul lago di Paola, per poi rimanere vittima delle malìe della Maga Circe il cui profilo sarebbe oggi ancora visibile nella sagoma della montagna. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nell&amp;#39;Odissea infatti si legge:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«… &lt;em&gt;Ecco, ed all&amp;#39;isola Eèa giungemmo, ove Circe abitava, Circe dai riccioli belli, la diva possente canora, ch&amp;#39;era sorella d&amp;#39;Eèta, signore di mente feroce&lt;/em&gt;.»&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(Odissea, Canto X, vv. 135-137)&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 16 Oct 2021 17:08:14 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>MAREMMA (Toscana-Lazio)</itunes:title>
                <title>MAREMMA (Toscana-Lazio)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Maremma</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>MAREMMA is a vast geographical region between Tuscany and Lazio, of about 5000 km², overlooking the Tyrrhenian Sea and the Ligurian Sea.
In addition to a central part, corresponding to the province of Grosseto up to the slopes of Mount Amiata and the Metalliferous Hills and up to the middle valley of the Ombrone (Maremma Grossetana), it includes the coastal strip between Piombino and Cecina (Maremma Livornese, formerly Maremma Pisana ) and goes into Lazio as far as Civitavecchia.
Therefore the territory is mostly flat and alluvial, but partly also hilly.
Mistakenly, Maremma is often considered only the Grosseto one, due to its greater notoriety.
With the term Maremma Grossetana - deriving from &#34;marétima&#34;, corruption of &#34;loca maritima&#34;, where the sandy coastal strip, the tombolo (from &#34;tumulus&#34;), remained closed, delimiting a few internal stretches of water, small lagoons and marshes - At one time only the coastal strip was defined (also called in the Carolingian age, but with an extension from Cécina to Civitavecchia, &#34;Maritima Regio&#34;).
Today, however, it indicates that large sector of southern Tuscany between the promontory of Piombino and the metalliferous hills to the north, the promontory of the Argentario and the hills of Orbetello to the south, the Amiata and Elmo mountains to the east and the sea to the west.
Inside, two distinctly different areas and two complementary worlds: the western and coastal one, and the other mountainous and hilly to the east.
A &#34;frontier&#34; land, of mines and livestock, of fishermen, farmers, shepherds, butteri (shepherds on horseback in the Tuscan and Lazio Maremma, the Roman countryside and the Agro Pontino), woodcutters and miners, which still its ancient charm remains unaltered.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>La <strong>MAREMMA </strong>è una vasta regione geografica compresa fra Toscana e Lazio, di circa 5000 km², che si affaccia sul Mar Tirreno e sul Mar Ligure.</p><p>Oltre a una parte centrale, corrispondente alla provincia di Grosseto fino alle pendici del Monte Amiata e delle Colline Metallifere e fino alla media valle dell&#39;Ombrone (Maremma Grossetana), comprende la fascia costiera tra Piombino e il Cecina (Maremma Livornese, già Maremma Pisana) e si spinge nel Lazio fin verso Civitavecchia. </p><p>Quindi il territorio è in prevalenza pianeggiante e alluvionale, ma in parte anche collinare.</p><p>Erroneamente, spesso viene considerata Maremma soltanto quella grossetana, a causa della maggiore notorietà.</p><p>Con il termine di Maremma Grossetana - derivante da «marétima», corruzione di «loca maritima», dove il cordone litoraneo sabbioso, il tombolo (da «tumulus»), rimaneva chiuso delimitando pochi specchi d&#39;acqua interni, piccole lagune e paludi - si definiva un tempo solo la fascia costiera (denominata peraltro in età Carolingia, ma con estensione da Cécina a Civitavecchia, «Maritima Regio»).</p><p>Oggi, invece, indica quell’ampio settore della Toscana meridionale compreso tra il promontorio di Piombino e le colline metallifere a nord, il promontorio dell&#39;Argentario e i colli di Orbetello a sud, i monti Amiata ed Elmo ad est e il mare ad ovest. </p><p>Al suo interno, due zone nettamente diverse e due mondi tra loro complementari: quello costiero occidentale e, e l&#39;altro montano e collinare verso oriente. </p><p>Una terra “di frontiera&#34;, di miniere e di allevamento, di pescatori, contadini, pastori, butteri (pastori a cavallo della Maremma toscana e laziale, della Campagna Romana e dell&#39;Agro Pontino), boscaioli e minatori, che conserva ancora in buona parte inalterato il suo fascino antico.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;MAREMMA &lt;/strong&gt;è una vasta regione geografica compresa fra Toscana e Lazio, di circa 5000 km², che si affaccia sul Mar Tirreno e sul Mar Ligure.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oltre a una parte centrale, corrispondente alla provincia di Grosseto fino alle pendici del Monte Amiata e delle Colline Metallifere e fino alla media valle dell&amp;#39;Ombrone (Maremma Grossetana), comprende la fascia costiera tra Piombino e il Cecina (Maremma Livornese, già Maremma Pisana) e si spinge nel Lazio fin verso Civitavecchia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quindi il territorio è in prevalenza pianeggiante e alluvionale, ma in parte anche collinare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Erroneamente, spesso viene considerata Maremma soltanto quella grossetana, a causa della maggiore notorietà.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Con il termine di Maremma Grossetana - derivante da «marétima», corruzione di «loca maritima», dove il cordone litoraneo sabbioso, il tombolo (da «tumulus»), rimaneva chiuso delimitando pochi specchi d&amp;#39;acqua interni, piccole lagune e paludi - si definiva un tempo solo la fascia costiera (denominata peraltro in età Carolingia, ma con estensione da Cécina a Civitavecchia, «Maritima Regio»).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oggi, invece, indica quell’ampio settore della Toscana meridionale compreso tra il promontorio di Piombino e le colline metallifere a nord, il promontorio dell&amp;#39;Argentario e i colli di Orbetello a sud, i monti Amiata ed Elmo ad est e il mare ad ovest. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Al suo interno, due zone nettamente diverse e due mondi tra loro complementari: quello costiero occidentale e, e l&amp;#39;altro montano e collinare verso oriente. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una terra “di frontiera&amp;#34;, di miniere e di allevamento, di pescatori, contadini, pastori, butteri (pastori a cavallo della Maremma toscana e laziale, della Campagna Romana e dell&amp;#39;Agro Pontino), boscaioli e minatori, che conserva ancora in buona parte inalterato il suo fascino antico.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 16 Oct 2021 16:40:02 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CAMOGLI città dei mille bianchi velieri (Liguria)</itunes:title>
                <title>CAMOGLI città dei mille bianchi velieri (Liguria)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Camogli città dei mille bianchi velieri</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>CAMOGLI (Camoggi in Ligurian) a town in the metropolitan city of Genoa in Liguria whose inhabitants are called Camoglini.

It is a typical seaside village, a tourist center known for its marina and for the colorful buildings on the seafront, also historically called the &#34;city of a thousand white sailing ships&#34;, by virtue of the fact that the construction of war sailing ships for the Maritime Republic was developed. of Genoa.

Camogli is located in a valley planted with olive and citrus groves overlooking the Golfo Paradiso, closed to the east by the Portofino promontory.

For some time the activities related to tourism have almost replaced those directly related to fishing, of ancient and deep-rooted tradition, already in progressive decline since the end of the nineteenth century.

The passage of time has not led to an uncontrolled growth of the built-up area, in which the consolidated structure and the strongly characterizing typologies are still legible in the subsequent expansion phases, conferring elements of environmental value of the utmost interest.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>CAMOGLI </strong>(<em>Camoggi </em>in ligure) un comune della città metropolitana di Genova in Liguria i cui abitanti sono detti <strong>Camoglini</strong>.</p><p>È un tipico borgo marinaro, centro turistico noto per il suo porticciolo e per i palazzi variopinti sul lungomare, anche chiamato storicamente la &#34;città dei mille bianchi velieri&#34;, in virtù del fatto che sviluppata fu la costruzione di velieri da guerra per la Repubblica marinara di Genova.</p><p>Camogli è situato in una conca coltivata a uliveti e agrumeti prospiciente il Golfo Paradiso, chiuso a levante dal promontorio di Portofino.</p><p>Da tempo le attività connesse al turismo hanno pressoché sostituito quelle direttamente legate alla pesca, di antica e radicata tradizione, già in progressivo declino dalla fine dell’Ottocento.</p><p>Il trascorrere del tempo non ha comportato un’incontrollata crescita dell’abitato, in cui la struttura consolidata e le tipologie fortemente caratterizzanti, sono ancora leggibili nelle successive fasi di ampliamento, conferendo elementi di pregio ambientale del massimo interesse.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CAMOGLI &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Camoggi &lt;/em&gt;in ligure) un comune della città metropolitana di Genova in Liguria i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Camoglini&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È un tipico borgo marinaro, centro turistico noto per il suo porticciolo e per i palazzi variopinti sul lungomare, anche chiamato storicamente la &amp;#34;città dei mille bianchi velieri&amp;#34;, in virtù del fatto che sviluppata fu la costruzione di velieri da guerra per la Repubblica marinara di Genova.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Camogli è situato in una conca coltivata a uliveti e agrumeti prospiciente il Golfo Paradiso, chiuso a levante dal promontorio di Portofino.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da tempo le attività connesse al turismo hanno pressoché sostituito quelle direttamente legate alla pesca, di antica e radicata tradizione, già in progressivo declino dalla fine dell’Ottocento.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il trascorrere del tempo non ha comportato un’incontrollata crescita dell’abitato, in cui la struttura consolidata e le tipologie fortemente caratterizzanti, sono ancora leggibili nelle successive fasi di ampliamento, conferendo elementi di pregio ambientale del massimo interesse.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Thu, 14 Oct 2021 10:38:57 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CASERTA la sua Reggia Borbonica e Casertavecchia (Campania)</itunes:title>
                <title>CASERTA la sua Reggia Borbonica e Casertavecchia (Campania)</title>

                <itunes:episode>153</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Caserta la sua Reggia Borbonica e Casertavecchia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>CASERTA is the capital of the province of the same name in Campania, whose inhabitants are called Casertani.

It is a lively and animated city with straight streets, located on the edge of a rich plain, at the foot of the hilly chain culminating in the north-west on Mount Tifata.

Remarkable agricultural, commercial and industrial center with an important passing tourist flow.

It is known above all for its superb and imposing Bourbon Palace with its grandiose park, built in 1700 by the Bourbons, which, together with the Royal Belvedere of San Leucio and the Carolino Aqueduct, have been included in the UNESCO World Heritage Site since 1997.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>CASERTA </strong>è comune capoluogo dell&#39;omonima provincia in Campania, i cui abitanti son detti <strong>Casertani</strong>.</p><p>È una città vivace ed animata dalle vie rettilinee, situata al margine di una ricca pianura, ai piedi della catena collinosa culminante a nord-ovest nel Monte Tifata.</p><p>Notevole centro agricolo, commerciale e industriale con importante flusso turistico di passaggio.</p><p>È nota soprattutto per la sua superba ed imponente Reggia Borbonica col grandioso parco, fatti costruire nel 1700 dai Borboni, che, insieme al Belvedere Reale di San Leucio e all&#39;Acquedotto Carolino, sono inseriti dal 1997 nel patrimonio dell&#39;umanità dell&#39;Unesco.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CASERTA &lt;/strong&gt;è comune capoluogo dell&amp;#39;omonima provincia in Campania, i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Casertani&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È una città vivace ed animata dalle vie rettilinee, situata al margine di una ricca pianura, ai piedi della catena collinosa culminante a nord-ovest nel Monte Tifata.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Notevole centro agricolo, commerciale e industriale con importante flusso turistico di passaggio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È nota soprattutto per la sua superba ed imponente Reggia Borbonica col grandioso parco, fatti costruire nel 1700 dai Borboni, che, insieme al Belvedere Reale di San Leucio e all&amp;#39;Acquedotto Carolino, sono inseriti dal 1997 nel patrimonio dell&amp;#39;umanità dell&amp;#39;Unesco.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/10/mare-e-sardegna-il-ritorno.html</link>
                <pubDate>Fri, 08 Oct 2021 17:54:59 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CAPUA la città della scuola di Spartaco (Campania)</itunes:title>
                <title>CAPUA la città della scuola di Spartaco (Campania)</title>

                <itunes:episode>152</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Capua la città della scuola di Spartaco</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>CAPUA is a town in the province of Caserta in Campania, whose inhabitants are called Capuani.

Lively ancient town, in a picturesque position in an area of ​​the Volturno river, partly surrounded by sixteenth-century bastions, interesting for historical memories, monumental heritage and for the supporting museum.

It is a notable agricultural and industrial center (food, dairy, pharmaceutical, mobile, mechanical).

Founded by the Lombards on the site of the ancient Roman Casilinum following the destruction of ancient Capua first and then of Sicopoli, it was the largest and most important center of Terra di Lavoro until the end of 1700 and more generally one of the major cities of the Kingdom of Naples, by virtue of its strategic position on the Volturno river and on the ancient Via Appia and Via Casilina.

Its favorable position and the natural protection given by the river meant that it first became the capital of the principality of Capua, an autonomous state that existed for about 300 years, and then a center of considerable strategic importance for all the rulers of southern Italy.

Precisely for this reason it was a state-owned city, therefore not subject to any feudal dominion; soon assumed the characteristics of a fortified city with mighty walls, large moats and two castles to protect the walls, covering, together with Civitella del Tronto and above all Gaeta, the role of a city-fortress fundamental for the entrance and protection of the northern lands of Neapolitan kingdom.

City of art and studies, as well as of considerable military tradition, it is the seat of the ancient archdiocese of Capua since its transfer to the banks of the Volturno in 856, having welcomed in absolute continuity the civil and religious tradition of Capua Vetere.

It is also known for the &#34;Placito Capuano&#34;, one of the oldest documents written in the Italian vernacular (the oldest Placito concerned a dispute over the property boundaries between the Monastery of Montecassino and a small local feudal lord, Rodelgrimo d&#39;Aquino.

With this document, three witnesses, before Judge Arechisi, deposed in favor of the Benedictines, indicating with a finger the boundaries of the place that had been illegally occupied by a peasant after the destruction of the Abbey in 885 by the Saracens.

The formula of the Placito Capuano was inserted in the same sentence, written in Latin, and repeated four times.

The Placito Capuano belongs to the four Placiti Cassinesi, also known as &#34;Placiti Campani&#34;, four sworn testimonies - recorded between 960 and 963 - on the belonging of some lands of the Benedictine monasteries of Capua, Sessa Aurunca and Teano, which represent the first documents of a vulgar Italian and Campania, written in a language that wants to be official and learned.

Today the city is part of the dense conurbation of Caserta which is born here and which extends as far as Maddaloni; at the same time it is also part of the vast and fertile plain called Terra dei Mazzoni, while it is closely connected with some centers of the Agro Caleno.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>CAPUA </strong>è un comune della provincia di Caserta in Campania, i cui abitanti son detti <strong>Capuani</strong>.</p><p>Vivace antica cittadina, in pittoresca posizione in un&#39;area del fiume Volturno, cinta in parte da bastioni cinquecenteschi, interessante per ricordi storici, patrimonio monumentale e per il portante museo. </p><p>È notevole centro agricolo ed industriale (alimentari, latticini, farmaceutica, mobile, meccanica).</p><p>Fondata dai Longobardi sul sito dell&#39;antica Casilinum romana in seguito alla distruzione dell&#39;antica Capua prima e di Sicopoli poi, è stato il più grande e importante centro di Terra di Lavoro fino alla fine del 1700 e più in generale una delle maggiori città del Regno di Napoli, in virtù della sua posizione strategica sul fiume Volturno e sulle antiche Via Appia e Via Casilina.</p><p>La sua posizione favorevole e la protezione naturale data dal fiume hanno fatto sì che diventasse prima capitale del principato di Capua, uno stato autonomo esistito per circa quasi 300 anni, e poi un centro di notevole rilevanza strategica per tutti i regnanti dell&#39;Italia meridionale. </p><p>Proprio per questo fu città demaniale, quindi non soggetta ad alcun dominio feudale; ha assunto ben presto le caratteristiche di città fortificata con possenti mura, ampi fossati e due castelli a protezione della cinta muraria, rivestendo, insieme a Civitella del Tronto e soprattutto Gaeta, il ruolo di città-fortezza fondamentale ad ingresso e protezione delle terre settentrionali del regno napoletano.</p><p>Città d&#39;arte e di studi, oltre che di considerevole tradizione militare, è sede dell&#39;antica arcidiocesi di Capua fin dal suo trasferimento sulle rive del Volturno nell&#39;856, avendo accolto in assoluta continuità la tradizione civile e religiosa della Capua Vetere. </p><p>È inoltre nota per il &#34;Placito Capuano&#34;, uno tra i più antichi documenti scritti in volgare italiano (il Placito più antico riguardava una lite sui confini di proprietà tra il Monastero di Montecassino e un piccolo feudatario locale, Rodelgrimo d&#39;Aquino. </p><p>Con questo documento tre testimoni, dinanzi al giudice Arechisi, deposero a favore dei Benedettini, indicando con un dito i confini del luogo che era stato illecitamente occupato da un contadino dopo la distruzione dell&#39;Abbazia nell&#39;885 da parte dei saraceni.</p><p>La formula del Placito Capuano fu inserita nella stessa sentenza, scritta in latino, e ripetuta per quattro volte.</p><p>Il Placito Capuano appartiene ai quattro Placiti Cassinesi, conosciuti anche come &#34;Placiti Campani&#34;, quattro testimonianze giurate - registrate tra il 960 e il 963 - sull&#39;appartenenza di alcune terre dei Monasteri Benedettini di Capua, Sessa Aurunca e Teano, che rappresentano i primi documenti di un volgare italiano e campano, scritti in un linguaggio che vuol essere ufficiale e dotto.</p><p>Oggi la città è parte della densa conurbazione casertana che proprio qui nasce e che si estende fino a Maddaloni; al contempo è parte anche della vasta e fertile pianura chiamata Terra dei Mazzoni, mentre è strettamente connessa con alcuni centri dell&#39;Agro Caleno.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CAPUA &lt;/strong&gt;è un comune della provincia di Caserta in Campania, i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Capuani&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Vivace antica cittadina, in pittoresca posizione in un&amp;#39;area del fiume Volturno, cinta in parte da bastioni cinquecenteschi, interessante per ricordi storici, patrimonio monumentale e per il portante museo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;È notevole centro agricolo ed industriale (alimentari, latticini, farmaceutica, mobile, meccanica).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fondata dai Longobardi sul sito dell&amp;#39;antica Casilinum romana in seguito alla distruzione dell&amp;#39;antica Capua prima e di Sicopoli poi, è stato il più grande e importante centro di Terra di Lavoro fino alla fine del 1700 e più in generale una delle maggiori città del Regno di Napoli, in virtù della sua posizione strategica sul fiume Volturno e sulle antiche Via Appia e Via Casilina.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La sua posizione favorevole e la protezione naturale data dal fiume hanno fatto sì che diventasse prima capitale del principato di Capua, uno stato autonomo esistito per circa quasi 300 anni, e poi un centro di notevole rilevanza strategica per tutti i regnanti dell&amp;#39;Italia meridionale. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Proprio per questo fu città demaniale, quindi non soggetta ad alcun dominio feudale; ha assunto ben presto le caratteristiche di città fortificata con possenti mura, ampi fossati e due castelli a protezione della cinta muraria, rivestendo, insieme a Civitella del Tronto e soprattutto Gaeta, il ruolo di città-fortezza fondamentale ad ingresso e protezione delle terre settentrionali del regno napoletano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Città d&amp;#39;arte e di studi, oltre che di considerevole tradizione militare, è sede dell&amp;#39;antica arcidiocesi di Capua fin dal suo trasferimento sulle rive del Volturno nell&amp;#39;856, avendo accolto in assoluta continuità la tradizione civile e religiosa della Capua Vetere. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;È inoltre nota per il &amp;#34;Placito Capuano&amp;#34;, uno tra i più antichi documenti scritti in volgare italiano (il Placito più antico riguardava una lite sui confini di proprietà tra il Monastero di Montecassino e un piccolo feudatario locale, Rodelgrimo d&amp;#39;Aquino. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Con questo documento tre testimoni, dinanzi al giudice Arechisi, deposero a favore dei Benedettini, indicando con un dito i confini del luogo che era stato illecitamente occupato da un contadino dopo la distruzione dell&amp;#39;Abbazia nell&amp;#39;885 da parte dei saraceni.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La formula del Placito Capuano fu inserita nella stessa sentenza, scritta in latino, e ripetuta per quattro volte.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Placito Capuano appartiene ai quattro Placiti Cassinesi, conosciuti anche come &amp;#34;Placiti Campani&amp;#34;, quattro testimonianze giurate - registrate tra il 960 e il 963 - sull&amp;#39;appartenenza di alcune terre dei Monasteri Benedettini di Capua, Sessa Aurunca e Teano, che rappresentano i primi documenti di un volgare italiano e campano, scritti in un linguaggio che vuol essere ufficiale e dotto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oggi la città è parte della densa conurbazione casertana che proprio qui nasce e che si estende fino a Maddaloni; al contempo è parte anche della vasta e fertile pianura chiamata Terra dei Mazzoni, mentre è strettamente connessa con alcuni centri dell&amp;#39;Agro Caleno.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 08 Oct 2021 17:32:39 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CASSINO e la sua Abbazia Benedettina (Lazio)</itunes:title>
                <title>CASSINO e la sua Abbazia Benedettina (Lazio)</title>

                <itunes:episode>151</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Cassino e la sua Abbazia Benedettina</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>CASSINO (San Germano until 1863) 40 m asl, is a town in the province of Frosinone in Lazio, whose inhabitants are called Cassinati.

The road borders, bending to the north, the spur, partly rocky, on which the Abbey of Montecassino stands.

Cassino, with a modern appearance located on the Ràpido river, a tributary of the Liri.

It was rebuilt after the Second World War a short distance from the old center which is located right at the base of the hill on which the famous Abbey stands, totally destroyed during the war.

It was for centuries the administrative center of the Terra di San Benedetto, and is part of the historical region of Terra di Lavoro which for the most part belongs to Campania, in fact it is the last city to the south of the Latina Valley and develops at the foot of the mountain that in fact, it closes the valley and on which stands the famous Abbey of Montecassino, along a historically strategic route for communications between central and southern Italy.

Almost totally destroyed by the bombings of the Second World War, and for this reason also known as the Martyr City, it was totally rebuilt after the war.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>CASSINO </strong>(<em>San Germano</em> fino al 1863) 40 m slm, è un comune della provincia di Frosinone nel Lazio, i cui abitanti son detti <strong>Cassinati</strong>.</p><p>La strada contorna, piegando a Nord, lo sperone, in parte roccioso, su cui sorge l&#39;Abbazia di Montecassino.</p><p>Cassino, di aspetto moderno situata sul fiume Ràpido, affluente del Liri. </p><p>Essa è stata ricostruita dopo la seconda guerra mondiale a breve distanza dal vecchio centro che si trova proprio alla base del colle su cui sorge la celebre Abbazia, totalmente distrutto nel corso delle operazioni belliche.</p><p>Fu per secoli il centro amministrativo della Terra di San Benedetto, ed è parte della regione storica di Terra di Lavoro che per la gran parte appartiene alla Campania, infatti è l&#39;ultima città verso sud della Valle Latina e si sviluppa ai piedi del monte che chiude infatti la valle e su cui sorge la celebre Abbazia di Montecassino, lungo un percorso storicamente strategico per le comunicazioni tra il centro e il sud d&#39;Italia. </p><p>Pressoché totalmente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, e per questo nota anche come la Città Martire, è stata totalmente ricostruita nel dopoguerra.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CASSINO &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;San Germano&lt;/em&gt; fino al 1863) 40 m slm, è un comune della provincia di Frosinone nel Lazio, i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Cassinati&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La strada contorna, piegando a Nord, lo sperone, in parte roccioso, su cui sorge l&amp;#39;Abbazia di Montecassino.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Cassino, di aspetto moderno situata sul fiume Ràpido, affluente del Liri. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Essa è stata ricostruita dopo la seconda guerra mondiale a breve distanza dal vecchio centro che si trova proprio alla base del colle su cui sorge la celebre Abbazia, totalmente distrutto nel corso delle operazioni belliche.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fu per secoli il centro amministrativo della Terra di San Benedetto, ed è parte della regione storica di Terra di Lavoro che per la gran parte appartiene alla Campania, infatti è l&amp;#39;ultima città verso sud della Valle Latina e si sviluppa ai piedi del monte che chiude infatti la valle e su cui sorge la celebre Abbazia di Montecassino, lungo un percorso storicamente strategico per le comunicazioni tra il centro e il sud d&amp;#39;Italia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Pressoché totalmente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, e per questo nota anche come la Città Martire, è stata totalmente ricostruita nel dopoguerra.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/10/mare-e-sardegna-il-ritorno.html</link>
                <pubDate>Fri, 08 Oct 2021 17:13:10 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>COLLI ALBANI il vulcano di Roma (Lazio)</itunes:title>
                <title>COLLI ALBANI il vulcano di Roma (Lazio)</title>

                <itunes:episode>150</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Colli Albani il vulcano di Roma</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>The COLLI ALBANI (or Monti Albani) are a group of mountainous reliefs, belonging to the Lazio Anti-Apennines, which rise in the Roman countryside south-east of Rome, consisting of the caldera and the internal cones of a quiescent volcano: it is the so-called Vulcano Laziale, around which the Castelli Romani area develops.

Originally from the Quaternary, it continued its eruptions until a few thousand years ago and clearly visible traces remain in the Albano and Nemi lakes, formed by two of its numerous craters; they reach an altitude of 1,000 meters with the scoria cones of Monte Cavo (950 m) and Maschio delle Faete (956 m).</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>I <strong>COLLI ALBANI</strong> (o Monti Albani) sono un gruppo di rilievi montuosi, appartenenti all&#39;AntiAppennino laziale, che si innalzano nella campagna romana a sud-est di Roma, costituiti dalla caldera e dai coni interni di un vulcano quiescente: si tratta del cosiddetto Vulcano Laziale, attorno al quale si sviluppa la zona dei Castelli Romani. </p><p>Originario del Quaternario, ha protratto le sue eruzioni fino a poche migliaia di anni fa e ne rimangono tracce ben visibili nei laghi Albano e di Nemi, formatisi da due dei suoi numerosi crateri; sfiorano i 1.000 metri di quota con i coni di scorie di Monte Cavo (950 m) e Maschio delle Faete (956 m).</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;I &lt;strong&gt;COLLI ALBANI&lt;/strong&gt; (o Monti Albani) sono un gruppo di rilievi montuosi, appartenenti all&amp;#39;AntiAppennino laziale, che si innalzano nella campagna romana a sud-est di Roma, costituiti dalla caldera e dai coni interni di un vulcano quiescente: si tratta del cosiddetto Vulcano Laziale, attorno al quale si sviluppa la zona dei Castelli Romani. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Originario del Quaternario, ha protratto le sue eruzioni fino a poche migliaia di anni fa e ne rimangono tracce ben visibili nei laghi Albano e di Nemi, formatisi da due dei suoi numerosi crateri; sfiorano i 1.000 metri di quota con i coni di scorie di Monte Cavo (950 m) e Maschio delle Faete (956 m).&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/10/mare-e-sardegna-il-ritorno.html</link>
                <pubDate>Fri, 08 Oct 2021 17:04:15 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>TIVOLI la Tibur Superbum citata da Virgilio nell&#39;Eneide (Lazio)</itunes:title>
                <title>TIVOLI la Tibur Superbum citata da Virgilio nell&#39;Eneide (Lazio)</title>

                <itunes:episode>149</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Tivoli la Tibur Superbum citata da Virgilio nell&#39;Eneide</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>TIVOLI is a town in the metropolitan city of Rome Capital in Lazio whose inhabitants are called Tiburtini or Tivolesi.

Via Tiburtina begins to rise sharply, with many serpentines, the hill of Tivoli, full of beautiful, ancient olive trees.

Above the green belt you can see the city.

After passing Roman ruins on the left and right, you enter Tivoli, located at 235 m asl, a picturesque city located on the Aniene and resting on the northern offshoots of the Tiburtini Mountains.

Renowned since ancient times for its happy position near the Aniene waterfalls and for the healthiness of the climate.

«In these days I have been to Tivoli and I have admired one of the most superb natural spectacles.

The waterfall there, with the ruins and with the whole landscape, are things whose knowledge enriches us in the depths of the soul. &#34;

Johann Wolfgang von Goethe</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>TIVOLI </strong>è un comune della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio i cui abitanti son detti <strong>Tiburtini </strong>o <strong>Tivolesi</strong>.</p><p>La via Tiburtina incomincia a salire vivamente, con molte serpentine, il colle di Tivoli, fitto di bellissimi, annosi ulivi. </p><p>Al di sopra della fascia di verde si scorge la città. </p><p>Oltrepassati a sinistra e a destra, ruderi romani, si entra in Tivoli, sita a 235 m slm, pittoresca città situata sull&#39;Aniene e appoggiata alle propaggini settentrionali dei Monti Tiburtini. </p><p>Rinomata fin dall&#39;antichità per la sua felice posizione presso le cascate dell&#39;Aniene e per la salubrità del clima.</p><p>«In questi giorni sono stato a Tivoli ed ho ammirato uno degli spettacoli naturali più superbi.</p><p>La cascata colà, con le rovine e con tutto l&#39;insieme del paesaggio, sono cose la cui conoscenza ci arricchisce nel più profondo dell&#39;anima.»</p><p>Johann Wolfgang von Goethe</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TIVOLI &lt;/strong&gt;è un comune della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Tiburtini &lt;/strong&gt;o &lt;strong&gt;Tivolesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La via Tiburtina incomincia a salire vivamente, con molte serpentine, il colle di Tivoli, fitto di bellissimi, annosi ulivi. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Al di sopra della fascia di verde si scorge la città. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oltrepassati a sinistra e a destra, ruderi romani, si entra in Tivoli, sita a 235 m slm, pittoresca città situata sull&amp;#39;Aniene e appoggiata alle propaggini settentrionali dei Monti Tiburtini. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Rinomata fin dall&amp;#39;antichità per la sua felice posizione presso le cascate dell&amp;#39;Aniene e per la salubrità del clima.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«In questi giorni sono stato a Tivoli ed ho ammirato uno degli spettacoli naturali più superbi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La cascata colà, con le rovine e con tutto l&amp;#39;insieme del paesaggio, sono cose la cui conoscenza ci arricchisce nel più profondo dell&amp;#39;anima.»&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Johann Wolfgang von Goethe&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/10/mare-e-sardegna-il-ritorno.html</link>
                <pubDate>Fri, 08 Oct 2021 16:51:51 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CIVITAVECCHIA dove fu console Stendhal (Lazio)</itunes:title>
                <title>CIVITAVECCHIA dove fu console Stendhal (Lazio)</title>

                <itunes:episode>148</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Civitavecchia dove fu console Stendhal</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>CIVITAVECCHIA is a town in the metropolitan city of Rome Capital in Lazio, whose inhabitants are called Civitavecchiesi.

Overlooking the Tyrrhenian Sea, its history is linked to the navy and trade, so much so that today the port of Civitavecchia is among the most important in Italy, the second European port for the number of annual passengers in transit.

Lying in front of the sea, at the foot of the Tolfa Mountains, it is a city with a modern appearance, due to the reconstructions following the ruins of the war period.

Its topographical expansion was remarkable, especially along the route of the Via Aurelia, both towards the north, with factories, and towards the south, with the development of housing.

It has become a lively industrial center with mechanical, chemical and food industries, but its main function is the port, which makes it the largest port of call in Lazio and the most important terminus for connections with Sardinia.

The greatest interest is given by the sixteenth-century Fort Michelangelo, the Archaeological Museum and the Roman remains, especially the Terme Taurine, of which you can find the story of the visit in the podcast.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>CIVITAVECCHIA </strong>è un comune della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio, i cui abitanti son detti <strong>Civitavecchiesi</strong>. </p><p>Affacciata sul mar Tirreno, la sua storia è legata alla marineria e al commercio, tanto che oggi il porto di Civitavecchia è tra i più importanti d&#39;Italia, il secondo scalo europeo per numero di passeggeri annui in transito.</p><p>Adagiata di fronte al mare, ai piedi dei Monti della Tolfa, è città di aspetto moderno, dovuto alle ricostruzioni seguite alle rovine del periodo bellico. </p><p>Notevole è stata la sua espansione topografica, soprattutto lungo la direttrice della via Aurelia, sia verso Nord, con impianti di fabbriche, sia verso Sud, con sviluppo dell&#39;edilizia abitativa. </p><p>È divenuta un vivace centro industriale con industrie meccaniche, chimiche ed alimentari, ma la sua principale funzione è quella portuale, che ne fa il maggiore scalo del Lazio e il più importante capolinea per i collegamenti con la Sardegna. </p><p>L&#39;interesse maggiore è dato dal cinquecentesco Forte Michelangelo, dal Museo Archeologico e dai resti romani, soprattutto delle Terme Taurine, di cui trovi il racconto della visita nel podcast.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CIVITAVECCHIA &lt;/strong&gt;è un comune della città metropolitana di Roma Capitale nel Lazio, i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Civitavecchiesi&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Affacciata sul mar Tirreno, la sua storia è legata alla marineria e al commercio, tanto che oggi il porto di Civitavecchia è tra i più importanti d&amp;#39;Italia, il secondo scalo europeo per numero di passeggeri annui in transito.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Adagiata di fronte al mare, ai piedi dei Monti della Tolfa, è città di aspetto moderno, dovuto alle ricostruzioni seguite alle rovine del periodo bellico. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Notevole è stata la sua espansione topografica, soprattutto lungo la direttrice della via Aurelia, sia verso Nord, con impianti di fabbriche, sia verso Sud, con sviluppo dell&amp;#39;edilizia abitativa. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;È divenuta un vivace centro industriale con industrie meccaniche, chimiche ed alimentari, ma la sua principale funzione è quella portuale, che ne fa il maggiore scalo del Lazio e il più importante capolinea per i collegamenti con la Sardegna. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;#39;interesse maggiore è dato dal cinquecentesco Forte Michelangelo, dal Museo Archeologico e dai resti romani, soprattutto delle Terme Taurine, di cui trovi il racconto della visita nel podcast.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 08 Oct 2021 16:33:15 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>ÒLBIA la Olbios città felice, fortunata e prospera dei greci (Sardegna)</itunes:title>
                <title>ÒLBIA la Olbios città felice, fortunata e prospera dei greci (Sardegna)</title>

                <itunes:episode>147</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Olbia la Olbios città felice, fortunata e prospera dei greci</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>ÒLBIA (Terranoa in Sardinian and Gallurese, in the past called Phausania, Civita, Terranova and Terranova Pausania) is a town in the province of Sassari in Sardinia.

Its inhabitants are called Olbièsi in Italian Terranoèsos in Sardinian and Tarranoèsi in Gallurese.

The city of Olbia is located in the north-east of Sardinia and overlooks the Gulf of the same name, among more than 20 islets and is protected behind by Monte Limbara.

So the naturalistic beauty of these unspoiled places is rare: uninhabited and paradisiacal islands on the one hand, granite rocks rich in Mediterranean scrub on the other.

The city is the main crossing point to move in northern Sardinia.

Modern and ancient at the same time, it will offer you an unforgettable stay.

Famous for being the gateway to the Costa Smeralda, the city, one of the main in Sardinia with its port, is one of the main points of connection with the Italian peninsula.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>ÒLBIA </strong>(<em>Terranoa </em>in sardo e gallurese, in passato chiamata Phausania, <em>Civita</em>, <em>Terranova </em>e <em>Terranova Pausania</em>) è un comune della provincia di Sassari in Sardegna.</p><p>I suoi abitanti son detti <strong>Olbièsi </strong>in italiano <strong>Terranoèsos </strong>in sardo e <strong>Tarranoèsi </strong>in gallurese. </p><p>La città di Olbia è situata a nord-est della Sardegna e si affaccia sul Golfo omonimo, tra più di 20 isolotti ed è protetta alle spalle dal Monte Limbara. </p><p>Quindi la bellezza naturalistica di questi luoghi incontaminati è cosa rara: isole disabitate e paradisiache da un lato, rocce granitiche ricche di macchia mediterranea dall’altro. </p><p>La città è il principale punto di passaggio per muoversi nel nord Sardegna. </p><p>Moderna e antica allo stesso tempo, saprà offrirti un soggiorno indimenticabile.</p><p>Famosa per essere la porta di accesso alla Costa Smeralda, la città, una delle principali della Sardegna con il suo porto costituisce uno dei principali punti di collegamento con la penisola italiana.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;ÒLBIA &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Terranoa &lt;/em&gt;in sardo e gallurese, in passato chiamata Phausania, &lt;em&gt;Civita&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Terranova &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;Terranova Pausania&lt;/em&gt;) è un comune della provincia di Sassari in Sardegna.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I suoi abitanti son detti &lt;strong&gt;Olbièsi &lt;/strong&gt;in italiano &lt;strong&gt;Terranoèsos &lt;/strong&gt;in sardo e &lt;strong&gt;Tarranoèsi &lt;/strong&gt;in gallurese. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La città di Olbia è situata a nord-est della Sardegna e si affaccia sul Golfo omonimo, tra più di 20 isolotti ed è protetta alle spalle dal Monte Limbara. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quindi la bellezza naturalistica di questi luoghi incontaminati è cosa rara: isole disabitate e paradisiache da un lato, rocce granitiche ricche di macchia mediterranea dall’altro. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La città è il principale punto di passaggio per muoversi nel nord Sardegna. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Moderna e antica allo stesso tempo, saprà offrirti un soggiorno indimenticabile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Famosa per essere la porta di accesso alla Costa Smeralda, la città, una delle principali della Sardegna con il suo porto costituisce uno dei principali punti di collegamento con la penisola italiana.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/10/mare-e-sardegna-verso-terranova-e-il.html</link>
                <pubDate>Sun, 03 Oct 2021 18:33:25 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>Isola di TAVOLARA il regno più piccolo del mondo (Sardegna)</itunes:title>
                <title>Isola di TAVOLARA il regno più piccolo del mondo (Sardegna)</title>

                <itunes:episode>146</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Isola di Tavolara il regno più piccolo del mondo</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Isola di TAVOLARA is an island of 5.9 km², 560 meters high, about 6 km long and 1 km wide, in north-eastern Sardinia, part of the municipality of Olbia in the Gallura subregion, a colossus of granite punctuated from the sea of Mediterranean green that gives its name to the marine protected area around.
Rich in history and ancient and modern legends, this island with a very singular conformation is proposed on the scene of classical mythology to represent the ship of the Phaeacians petrified by Poseidon, with its rudder facing the open sea, guilty of having brought Ulysses back to his homeland.
Since 1991 it has hosted the film festival &#34;Una notte in Italia&#34;.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Isola di TAVOLARA</strong> è un&#39;isola di 5,9 km², alta 560 metri, lunga circa 6 km e larga 1 km, della Sardegna nord-orientale, parte del comune di Olbia nella subregione della Gallura, spunta dal mare un colosso di granito punteggiato di verde mediterraneo che dà nome all’area marina protetta attorno.</p><p>Ricca di storia e leggende antiche e moderne, quest&#39;isola dalla singolarissima conformazione si propone sulla scena della mitologia classica per rappresentare la nave dei Feaci pietrificata da Poseidone, col suo timone rivolto verso il mare aperto, rea di avere ricondotto Ulisse in patria.</p><p>Dal 1991 ospita il festival cinematografico &#34;Una notte in Italia&#34;. </p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Isola di TAVOLARA&lt;/strong&gt; è un&amp;#39;isola di 5,9 km², alta 560 metri, lunga circa 6 km e larga 1 km, della Sardegna nord-orientale, parte del comune di Olbia nella subregione della Gallura, spunta dal mare un colosso di granito punteggiato di verde mediterraneo che dà nome all’area marina protetta attorno.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ricca di storia e leggende antiche e moderne, quest&amp;#39;isola dalla singolarissima conformazione si propone sulla scena della mitologia classica per rappresentare la nave dei Feaci pietrificata da Poseidone, col suo timone rivolto verso il mare aperto, rea di avere ricondotto Ulisse in patria.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dal 1991 ospita il festival cinematografico &amp;#34;Una notte in Italia&amp;#34;. &lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/10/mare-e-sardegna-verso-terranova-e-il.html</link>
                <pubDate>Sun, 03 Oct 2021 18:19:53 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SINISCÒLA centro principale delle Baronìe, porta tra Gallura e Barbagie (Sardegna)</itunes:title>
                <title>SINISCÒLA centro principale delle Baronìe, porta tra Gallura e Barbagie (Sardegna)</title>

                <itunes:episode>145</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Siniscola centro principale delle Baronìe, porta tra Gallura e Barbagie</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>SINISCÒLA (Thiniscòle in Sardinian) is a town on the eastern coast of Sardinia, in the province of Nuoro, in the historical subregion of the Baronie, of which it represents the most important center.

Its inhabitants are called Siniscolesi in Italian and Thiniscolesos in Sardinian.

Main center of the homonymous Barony (or posada), a &#39;gateway&#39; between Gallura and Barbagie, between mountains and sea, between culture and food and wine.

In 1300 it was one of the most important villages of the Giudicato of Gallura, belonging to the curatoria of Posada.

Today it is a surprising tourist resort that combines the unspoiled nature of Montalbo with breathtaking coastal beauties, archeology and culture with unique culinary peculiarities.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>SINISCÒLA </strong>(<em>Thiniscòle </em>in sardo) è un comune della costa orientale della Sardegna, in provincia di Nuoro, nella subregione storica delle Baronie, della quale rappresenta il centro più importante.</p><p>I suoi abitanti son detti <strong>Siniscolesi </strong>in italiano e <strong>Thiniscolesos </strong>in sardo.</p><p>Centro principale della Baronìa omonima (o di posada), ‘porta’ tra Gallura e Barbagie, fra montagna e mare, fra cultura ed enogastronomia.</p><p>Nel 1300 era uno dei borghi più importanti del giudicato di gallura, appartenente alla curatoria di Posada.</p><p>Oggi è una località turistica sorprendente che abbina la natura incontaminata del Montalbo a bellezze costiere mozzafiato, archeologia e cultura a particolarità culinarie uniche.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;SINISCÒLA &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Thiniscòle &lt;/em&gt;in sardo) è un comune della costa orientale della Sardegna, in provincia di Nuoro, nella subregione storica delle Baronie, della quale rappresenta il centro più importante.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I suoi abitanti son detti &lt;strong&gt;Siniscolesi &lt;/strong&gt;in italiano e &lt;strong&gt;Thiniscolesos &lt;/strong&gt;in sardo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Centro principale della Baronìa omonima (o di posada), ‘porta’ tra Gallura e Barbagie, fra montagna e mare, fra cultura ed enogastronomia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel 1300 era uno dei borghi più importanti del giudicato di gallura, appartenente alla curatoria di Posada.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oggi è una località turistica sorprendente che abbina la natura incontaminata del Montalbo a bellezze costiere mozzafiato, archeologia e cultura a particolarità culinarie uniche.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 03 Oct 2021 18:05:10 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>OROSÈI località della Baronia dall&#39;aspetto medievale (Sardegna)</itunes:title>
                <title>OROSÈI località della Baronia dall&#39;aspetto medievale (Sardegna)</title>

                <itunes:episode>144</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Orosèi località della Baronia dall&#39;aspetto medievale</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>OROSÈI is a town in the province of Nuoro in Sardinia whose inhabitants are called Oroseini in Italian and Oroseinos in Sardinian.

It is located in the ancient historical sub-region of the Baronie, once included in what was the lower Gallura and lends its name to the Gulf of which it is in the center.

Orosei and its territory, thanks to over 25 km of coastline and its diversity of landscape, are known and renowned as tourist and naturalistic locations.

The historic center of the town is a well-preserved example of a village of medieval origin and, thanks to the municipal administration&#39;s recovery plan, a process of historical-architectural harmonization and enhancement has begun in recent years.

Equipped with a castle and surrounded by walls, in the Middle Ages it was the center of the homonymous Barony.

The current territory of Orosei includes - both geographically and historically - even towns and villages that disappeared during the Middle Ages and the following era.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>OROSÈI </strong>è un comune della provincia di Nuoro in Sardegna i cui abitanti son detti <strong>Oroseini </strong>in italiano e <strong>Oroseinos </strong>in sardo. </p><p>Si trova nell&#39;antica subregione storica delle Baronie, un tempo inclusa in quel che era la Gallura inferiore e presta il nome al Golfo di cui è al centro.</p><p>Orosei e il suo territorio, grazie ad oltre 25 km di costa e alla sua diversità di paesaggio, sono conosciuti e rinomati come località turistiche e naturalistiche. </p><p>Il centro storico del paese rappresenta un esempio ben conservato di borgo di origine medievale e, grazie al piano di recupero dell&#39;amministrazione comunale, negli ultimi anni è iniziato un processo di armonizzazione e valorizzazione storico-architettonica.</p><p>Munito di castello e circondato da mura, nel Medioevo fu il centro dell’omonima Baronia.</p><p>L&#39;attuale territorio di Orosei, include - sia geograficamente che storicamente - anche paesi e villaggi scomparsi durante il medioevo e l&#39;epoca successiva.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;OROSÈI &lt;/strong&gt;è un comune della provincia di Nuoro in Sardegna i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Oroseini &lt;/strong&gt;in italiano e &lt;strong&gt;Oroseinos &lt;/strong&gt;in sardo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si trova nell&amp;#39;antica subregione storica delle Baronie, un tempo inclusa in quel che era la Gallura inferiore e presta il nome al Golfo di cui è al centro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Orosei e il suo territorio, grazie ad oltre 25 km di costa e alla sua diversità di paesaggio, sono conosciuti e rinomati come località turistiche e naturalistiche. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il centro storico del paese rappresenta un esempio ben conservato di borgo di origine medievale e, grazie al piano di recupero dell&amp;#39;amministrazione comunale, negli ultimi anni è iniziato un processo di armonizzazione e valorizzazione storico-architettonica.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Munito di castello e circondato da mura, nel Medioevo fu il centro dell’omonima Baronia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;#39;attuale territorio di Orosei, include - sia geograficamente che storicamente - anche paesi e villaggi scomparsi durante il medioevo e l&amp;#39;epoca successiva.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 03 Oct 2021 17:36:23 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>NÙORO Atene dei Sardi, città natale di Grazia Deledda nobel per la Letteratura (Sardegna)</itunes:title>
                <title>NÙORO Atene dei Sardi, città natale di Grazia Deledda nobel per la Letteratura (Sardegna)</title>

                <itunes:episode>143</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Nùoro l&#39;Atene di Sardegna</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>NÙORO (Nùgoro in Sardinian, the name in Sardinian language is co-official) has been the capital of the homonymous province of central-eastern Sardinia since 1927, whose inhabitants are called Nuoresi in Italian and Nugoresos in Sardinian.

Located at 549 m asl, it stretches astride a rugged granite ridge that stretches from Monte Ortobene; the sea, to the east of the mountain, is about thirty kilometers away as the crow flies and the nearest port, that of Olbia, is over three hundred.

The city is the heart of the tradition and cultural originality of the island&#39;s internal territory.

Grazia Deledda, narrator of her land, was born here.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>NÙORO </strong>(<em>Nùgoro </em>in sardo, il nome in lingua sarda è coufficiale) è capoluogo dell&#39;omonima provincia della Sardegna centro-orientale dal 1927, i cui abitanti son detti <strong>Nuoresi </strong>in italiano e <strong>Nugoresos </strong>in sardo.</p><p>Posta a 549 m slm, si estende a cavallo di un’accidentata dorsale granitica che si allunga dal Monte Ortobene; il mare, a levante del monte, è in linea d&#39;aria a una trentina di km e il porto più vicino, quello di Olbia, a oltre trecento.</p><p>La città è il cuore della tradizione e dell&#39;originalità culturale del territorio interno isolano.</p><p>Nacque qui Grazia Deledda, narratrice della sua terra.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;NÙORO &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Nùgoro &lt;/em&gt;in sardo, il nome in lingua sarda è coufficiale) è capoluogo dell&amp;#39;omonima provincia della Sardegna centro-orientale dal 1927, i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Nuoresi &lt;/strong&gt;in italiano e &lt;strong&gt;Nugoresos &lt;/strong&gt;in sardo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Posta a 549 m slm, si estende a cavallo di un’accidentata dorsale granitica che si allunga dal Monte Ortobene; il mare, a levante del monte, è in linea d&amp;#39;aria a una trentina di km e il porto più vicino, quello di Olbia, a oltre trecento.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La città è il cuore della tradizione e dell&amp;#39;originalità culturale del territorio interno isolano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nacque qui Grazia Deledda, narratrice della sua terra.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/09/mare-e-sardegna-verso-nuoro.html</link>
                <pubDate>Sat, 25 Sep 2021 18:41:44 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>GAVÒI paese incantato della Barbagia di Ollolai, nel centro della Sardegna</itunes:title>
                <title>GAVÒI paese incantato della Barbagia di Ollolai, nel centro della Sardegna</title>

                <itunes:episode>142</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Gavòi paese incantato della Barbagia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>GAVÒI is a town located at 790 m asl in the province of Nuoro in Sardinia, whose inhabitants are called Gavoesi or Gavoini in Italian and Gavoesos in Sardinian.

By car, about 13 km from Nuoro, leave the regional road that connects the city to Oristano and continue with the provincial road 128 crossing Oniferi, Orani, Sarule.

The town is located on the sloping slope of a wooded basin.

The hills all around protect it, the lake, streams and woods embrace it, Gavoi is an enchanted village in the Barbagia di Ollolai, in the center of Sardinia.

The gavoini were known for the exclusive production of bits, spurs and harnesses for horses, objects that they exported in abundance to all the markets of the island.

They considered it a noble art directly handed down by the ancestors of ancient Trojan origin, unconquered against Carthaginian and Roman weapons.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>GAVÒI </strong>è un comune situato a 790 m slm nella provincia di Nuoro in Sardegna, i cui abitanti sono detti <strong>Gavoesi </strong>o <strong>Gavoini </strong>in italiano e Gavoesos in sardo.</p><p>In auto, a 13 km circa da Nuoro, si lascia la regionale che collega la città a Oristano e si prosegue con la strada provinciale 128 attraversando Oniferi, Orani, Sarule.</p><p>L’abitato è disposto sul digradante pendio di una conca boscosa.</p><p>Le alture tutt’intorno lo proteggono, lago, corsi d’acqua e boschi lo abbracciano, Gavoi è un paese incantato della Barbagia di Ollolai, nel centro della Sardegna.</p><p>I gavoini andavano noti per la produzione esclusiva di morsi, speroni e finimenti per cavalli, oggetti che esportavano in abbondanza su tutti i mercati del isola.</p><p>La ritenevano un&#39;arte nobile direttamente tramandata dai progenitori di antichissima origine troiana, invitti contro le armi cartaginesi e romani.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;GAVÒI &lt;/strong&gt;è un comune situato a 790 m slm nella provincia di Nuoro in Sardegna, i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Gavoesi &lt;/strong&gt;o &lt;strong&gt;Gavoini &lt;/strong&gt;in italiano e Gavoesos in sardo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In auto, a 13 km circa da Nuoro, si lascia la regionale che collega la città a Oristano e si prosegue con la strada provinciale 128 attraversando Oniferi, Orani, Sarule.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’abitato è disposto sul digradante pendio di una conca boscosa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le alture tutt’intorno lo proteggono, lago, corsi d’acqua e boschi lo abbracciano, Gavoi è un paese incantato della Barbagia di Ollolai, nel centro della Sardegna.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I gavoini andavano noti per la produzione esclusiva di morsi, speroni e finimenti per cavalli, oggetti che esportavano in abbondanza su tutti i mercati del isola.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La ritenevano un&amp;#39;arte nobile direttamente tramandata dai progenitori di antichissima origine troiana, invitti contro le armi cartaginesi e romani.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/09/mare-e-sardegna-verso-nuoro.html</link>
                <pubDate>Sat, 25 Sep 2021 18:30:27 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>TONARA il paese famoso per le produzioni di torrone al miele e  campanacci per il bestiame (Sardegna)</itunes:title>
                <title>TONARA il paese famoso per le produzioni di torrone al miele e  campanacci per il bestiame (Sardegna)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Tonara paese dei torroni e dei campanacci</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>TONARA is a town in the province of Nuoro in Sardinia, whose inhabitants are called Tonaresi in Italian and Tonaresos in Sardinian.

At 910 meters above sea level, it is a holiday resort in the Gennargentu, surrounded by chestnut and hazelnut groves; Arasulè, Tòneri and Teliseri were formed by the union of the three historically distinct nuclei, plus a fourth, Ilalà, abandoned in the early 1900s.

The country is known for the artisanal production of nougat, which began in 1600 with the Spanish occupation as the Spaniards were great producers of this dessert; however, having no sugar available in Tonara, honey was used, a winning feature of this nougat.

In recent years, the trade of nougat is overtaking what is the market of the island to land in various Italian regions.

Another typical production, ancient and subject to export, is that of cowbells for cows and sheep.

The exploitation of the forestry heritage is discreet, mainly aimed at the production of firewood and, to a small extent, chestnut wood.

On the other hand, compared to the other Sardinian municipalities, the economic contribution of livestock farming is negligible.

Mountain tourism is also developing in Tonara, which in Sardinia has never enjoyed great fortunes.

Among the highest municipalities in Sardinia, it is located in the Mandrolisai region, surrounded by forests of holm oaks, oaks, chestnut trees and hazelnut groves in the valley floor, it is one of the &#34;greenest&#34; municipalities in Sardinia, rich in waters and perennial springs even if none of large flow, all tributaries of the Tirso river.

As witnessed by Lawrence, those of Tonara are the most beautiful costumes in Sardinia</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>TONARA </strong>è un comune della provincia di Nuoro in Sardegna, i cui abitanti sono detti <strong>Tonaresi </strong>in italiano e <strong>Tonaresos </strong>in sardo.</p><p>A 910 metri sul livello del mare, è un centro di villeggiatura del Gennargentu, circondato da castagneti e noccioleti; si è formato per l&#39;unione dei tre nuclei storicamente distinti gli Arasulè, Tòneri e Teliseri, più un quarto, Ilalà, abbandonato ai primi del 1900. </p><p>Il paese è noto per la produzione artigianale del torrone, iniziata nel 1600 con l’occupazione spagnola essendo gli spagnoli grandi produttori di questo dolce; non avendo però zucchero disponibile a Tonara, venne utilizzato il miele, caratteristica vincente di questo torrone. </p><p>Negli ultimi anni il commercio del torrone sta superando quello che è il mercato dell&#39;Isola per approdare in varie regioni Italiane. </p><p>Un’altra produzione tipica, antica e soggetta ad esportazione, è quella dei campanacci per mucche e pecore.</p><p>Discreto lo sfruttamento del patrimonio forestale che è rivolto principalmente alla produzione di legna da ardere e in piccola parte legname da opera artigianale il castagno. </p><p>Irrisorio, invece, al confronto degli altri comuni sardi, l&#39;apporto economico dell&#39;allevamento. </p><p>A Tonara si sta anche sviluppando il turismo montano, che in Sardegna non ha mai goduto di grosse fortune.</p><p>Fra i comuni più alti della Sardegna, è situato nella regione del Mandrolisai, circondato da boschi di lecci, querce, castagneti e noccioleti nel fondovalle, è uno dei comuni più &#34;verdi&#34; della Sardegna, ricco di acque e sorgenti perenni anche se nessuna di grossa portata, tutte tributarie del fiume Tirso.</p><p>Come testimoniato da Lawrence, quelli di Tonara sono i più bei costumi della Sardegna</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TONARA &lt;/strong&gt;è un comune della provincia di Nuoro in Sardegna, i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Tonaresi &lt;/strong&gt;in italiano e &lt;strong&gt;Tonaresos &lt;/strong&gt;in sardo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A 910 metri sul livello del mare, è un centro di villeggiatura del Gennargentu, circondato da castagneti e noccioleti; si è formato per l&amp;#39;unione dei tre nuclei storicamente distinti gli Arasulè, Tòneri e Teliseri, più un quarto, Ilalà, abbandonato ai primi del 1900. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il paese è noto per la produzione artigianale del torrone, iniziata nel 1600 con l’occupazione spagnola essendo gli spagnoli grandi produttori di questo dolce; non avendo però zucchero disponibile a Tonara, venne utilizzato il miele, caratteristica vincente di questo torrone. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Negli ultimi anni il commercio del torrone sta superando quello che è il mercato dell&amp;#39;Isola per approdare in varie regioni Italiane. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un’altra produzione tipica, antica e soggetta ad esportazione, è quella dei campanacci per mucche e pecore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Discreto lo sfruttamento del patrimonio forestale che è rivolto principalmente alla produzione di legna da ardere e in piccola parte legname da opera artigianale il castagno. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Irrisorio, invece, al confronto degli altri comuni sardi, l&amp;#39;apporto economico dell&amp;#39;allevamento. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;A Tonara si sta anche sviluppando il turismo montano, che in Sardegna non ha mai goduto di grosse fortune.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fra i comuni più alti della Sardegna, è situato nella regione del Mandrolisai, circondato da boschi di lecci, querce, castagneti e noccioleti nel fondovalle, è uno dei comuni più &amp;#34;verdi&amp;#34; della Sardegna, ricco di acque e sorgenti perenni anche se nessuna di grossa portata, tutte tributarie del fiume Tirso.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come testimoniato da Lawrence, quelli di Tonara sono i più bei costumi della Sardegna&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 25 Sep 2021 18:15:21 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>LOLLÒVE in cui Grazia Deledda ambientò il romanzo “La madre” (Sardegna)</itunes:title>
                <title>LOLLÒVE in cui Grazia Deledda ambientò il romanzo “La madre” (Sardegna)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Lollòve Il borgo scrigno del tempo</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>LOLLÒVE is a fraction of Nuoro which is about 15 kilometers from the capital, which in documents is mentioned as Lolòe, Lolòve or Lolòy and in Sardinian is called Lollòbe, and whose inhabitants are called Lollovesi.

It is a place with a fantastic atmosphere, where Grazia Deledda set the novel &#34;The Mother&#34;.

The peculiarity of the locality is that, being almost completely uninhabited (in fact only a few elderly people live there), from an architectural point of view it preserves the medieval structure and the ancient forms of the ancient Sardinian rural villages.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>LOLLÒVE </strong>è una frazione di Nuoro che dista circa 15 chilometri dal capoluogo, che nei documenti si trova menzionata come Lolòe, Lolòve o Lolòy e in lingua sarda è chiamata Lollòbe, e i cui abitanti sono detti <strong>Lollovesi</strong>.</p><p>Si tratta di un luogo dall’atmosfera fantastica, in cui Grazia Deledda ambientò il romanzo “La madre”.</p><p>La particolarità della località è che, essendo quasi del tutto disabitata (vi risiedono infatti solo pochi anziani), da un punto di vista architettonico conserva la struttura medioevale e le forme antiche degli antichi borghi rurali sardi.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;LOLLÒVE &lt;/strong&gt;è una frazione di Nuoro che dista circa 15 chilometri dal capoluogo, che nei documenti si trova menzionata come Lolòe, Lolòve o Lolòy e in lingua sarda è chiamata Lollòbe, e i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Lollovesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si tratta di un luogo dall’atmosfera fantastica, in cui Grazia Deledda ambientò il romanzo “La madre”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La particolarità della località è che, essendo quasi del tutto disabitata (vi risiedono infatti solo pochi anziani), da un punto di vista architettonico conserva la struttura medioevale e le forme antiche degli antichi borghi rurali sardi.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 24 Sep 2021 18:10:52 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SÒRGONO il centro geografico della Sardegna</itunes:title>
                <title>SÒRGONO il centro geografico della Sardegna</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Sòrgono il centro geografico della Sardegna</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>SÒRGONO, a hill town 700 m above sea level in the province of Nuoro, located in the geographical center of the island, is the historic district capital of the Mandrolisai subregion, whose inhabitants are called Sorgonesi in Italian and Sorgonesos in Sardinian.
The area, rich in cork forests, pasture meadows and water sources, has an irregular geometric profile, with very accentuated altimetric variations, ranging from a minimum of 345 to a maximum of 1,000 meters above sea level. The town extends into a valley, close to the mountain.
It is located in the central part of the province, on the Mandrolisai plateau of the Gennargentu mountains.
It can be reached via the state road n. 128 Centrale Sarda, whose route crosses the territory.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>SÒRGONO </strong>comune collinare a 700 m slm nella provincia di Nuoro, posto nel centro geografico dell’isola, è il capoluogo storico di mandamento della subregione del Mandrolisai, i cui abitanti sono detti <strong>Sorgonesi </strong>in italiano e <strong>Sorgonesos </strong>in sardo. </p><p>Il territorio, ricco di boschi di sughere, prati a pascolo e di sorgenti d’acqua, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, che vanno da un minimo di 345 a un massimo di 1.000 metri sul livello del mare. L’abitato si estende in una vallata, a ridosso della montagna. </p><p>È situato nella parte centrale della provincia, sull’altopiano Mandrolisai dei monti Gennargentu.</p><p>È raggiungibile mediante la strada statale n. 128 Centrale Sarda, il cui tracciato ne attraversa il territorio. </p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;SÒRGONO &lt;/strong&gt;comune collinare a 700 m slm nella provincia di Nuoro, posto nel centro geografico dell’isola, è il capoluogo storico di mandamento della subregione del Mandrolisai, i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Sorgonesi &lt;/strong&gt;in italiano e &lt;strong&gt;Sorgonesos &lt;/strong&gt;in sardo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il territorio, ricco di boschi di sughere, prati a pascolo e di sorgenti d’acqua, presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, che vanno da un minimo di 345 a un massimo di 1.000 metri sul livello del mare. L’abitato si estende in una vallata, a ridosso della montagna. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;È situato nella parte centrale della provincia, sull’altopiano Mandrolisai dei monti Gennargentu.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È raggiungibile mediante la strada statale n. 128 Centrale Sarda, il cui tracciato ne attraversa il territorio. &lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/09/mare-e-sardegna-verso-sorgono.html</link>
                <pubDate>Tue, 21 Sep 2021 09:14:16 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>MÀNDAS il paese del trenino e del ducato (Sardegna)</itunes:title>
                <title>MÀNDAS il paese del trenino e del ducato (Sardegna)</title>

                <itunes:episode>138</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Màndas</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>MÀNDAS is a town in the province of Cagliari in Southern Sardinia, whose inhabitants are called Mandaresi in Italian and Mandaresus in Sardinian.
At 55 km from Cagliari, it is a center located at 457 m asl, a limestone ridge that dominates a vast horizon, it is an agricultural and pastoral village between expanses of pastures, on the railway that goes from Cagliari to Sòrgono with a view of the Barbàgie.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>MÀNDAS </strong>è un comune della provincia di Cagliari nel Sud Sardegna, i cui abitanti son detti <strong>Mandaresi </strong>in Italiano e <strong>Mandaresus </strong>in sardo.</p><p>A 55 km da Cagliari, è un centro situato a 457 m slm, spalto calcareo che domina un vastissimo orizzonte, è un borgo agricolo e pastorale tra distese di pascoli, sulla ferrovia che va da Cagliari a Sòrgono con vista sulle Barbàgie.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;MÀNDAS &lt;/strong&gt;è un comune della provincia di Cagliari nel Sud Sardegna, i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Mandaresi &lt;/strong&gt;in Italiano e &lt;strong&gt;Mandaresus &lt;/strong&gt;in sardo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A 55 km da Cagliari, è un centro situato a 457 m slm, spalto calcareo che domina un vastissimo orizzonte, è un borgo agricolo e pastorale tra distese di pascoli, sulla ferrovia che va da Cagliari a Sòrgono con vista sulle Barbàgie.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/09/mare-e-sardegna-mandas.html</link>
                <pubDate>Fri, 17 Sep 2021 18:36:06 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CAGLIARI il Casteddu di Kalari (Sardegna)</itunes:title>
                <title>CAGLIARI il Casteddu di Kalari (Sardegna)</title>

                <itunes:episode>137</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Caggliari il Casteddu</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>CAGLIARI (Casteddu in Sardinian) is the capital of the autonomous region of Sardinia whose inhabitants are called Cagliaritani.

University and archbishopric and city with a thousand-year history, it is the historical administrative center of the island having been, under the name of Caralis, the capital of the province of Sardinia et Corsica during the Roman period and subsequently the capital of the Kingdom of Sardinia, from 1324 to 1720 , and then from 1798 to 1814.

It lies between salt pans and fish-rich ponds in the center of the large southern gulf and opens up between Capo Spartivento and Capo Carbonara.

It is the main port and one of the gates of the island, and is 280 nautical miles (518.56 km) from Naples and 190 nautical miles (351.88 km) from Trapani.

Auguste Boullier (French historian, man of letters and politician, born into a family of landowners, devoted himself to the study of history, literature and art), who visited it in 1864, wrote that he enjoyed «the enchantment of the panorama with the domes glistening in the sunset light and the castle with the belt of gray walls and the ghost of the towers ».

Pisan towers and Spanish castle, but the city also has other Iberian touches such as the flowery &#34;patios&#34;, sometimes with ceramic decorations similar to the &#34;azulejos&#34; (L&#39;azulejo - according to the Portuguese and Spanish pronunciations, from the Arabic al-zulayj, means &#34;polished stone&#34; - is a typical ornament of Portuguese and Spanish architecture which consists of a not very thick ceramic tile with a glazed and decorated surface); finally there are the neighborhoods of 1700 with Piedmontese or Ligurian architecture.

I invite you now, therefore, to follow me in the visit of Cagliari: we will travel through its historical events and we will visit the city together and we will taste its tasty dishes</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>CAGLIARI </strong>(<em>Casteddu </em>in sardo) è comune capoluogo della regione autonoma della Sardegna i cui abitanti sono detti <strong>Cagliaritani</strong>.</p><p>Sede universitaria ed arcivescovile e città dalla storia plurimillenaria, è il centro amministrativo storico dell&#39;isola essendo stata, sotto la denominazione di Caralis, capoluogo della provincia di Sardinia et Corsica durante il periodo romano e successivamente capitale del Regno di Sardegna, dal 1324 al 1720, e poi dal 1798 al 1814.</p><p>Sta fra saline e stagni pescosi al centro dell&#39;ampio golfo meridionale e si apre tra Capo Spartivento e Capo Carbonara.</p><p>È il principale porto e una delle porte dell&#39;isola, e dista 280 miglia marine (518.56 km) da Napoli e a 190 miglia marine (351,88 km) da Trapani.</p><p>Auguste Boullier (storico, letterato e politico francese, nato da una famiglia di proprietari terrieri, si dedicò allo studio della storia, delle lettere e dell&#39;arte), che la visitò nel 1864, scrisse che ne gustò «l&#39;incanto del panorama con le cupole scintillanti nella luce del tramonto e il castello con la cintura di muraglie grigie e lo spettro delle torri».</p><p>Torri pisane e Castello spagnolo, ma la città ha anche altri tocchi iberici come i «patios» fioriti, talvolta con decorazioni ceramiche simili agli «azulejos» (L&#39;azulejo - secondo le pronunce portoghese e spagnola, dall&#39;arabo al-zulayj, significa &#34;pietra lucidata&#34; - è un tipico ornamento dell&#39;architettura portoghese e spagnola che consiste in una piastrella di ceramica non molto spessa e con una superficie smaltata e decorata); infine ci sono i quartieri del 1700 con architetture piemontesi o liguri.</p><p>Ti invito ora, quindi, a seguirmi nella visita di Cagliari: viaggeremo nelle sue vicende storiche e visiteremo assieme la città e assaggeremo i suoi gustosi piatti</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CAGLIARI &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Casteddu &lt;/em&gt;in sardo) è comune capoluogo della regione autonoma della Sardegna i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Cagliaritani&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sede universitaria ed arcivescovile e città dalla storia plurimillenaria, è il centro amministrativo storico dell&amp;#39;isola essendo stata, sotto la denominazione di Caralis, capoluogo della provincia di Sardinia et Corsica durante il periodo romano e successivamente capitale del Regno di Sardegna, dal 1324 al 1720, e poi dal 1798 al 1814.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sta fra saline e stagni pescosi al centro dell&amp;#39;ampio golfo meridionale e si apre tra Capo Spartivento e Capo Carbonara.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È il principale porto e una delle porte dell&amp;#39;isola, e dista 280 miglia marine (518.56 km) da Napoli e a 190 miglia marine (351,88 km) da Trapani.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Auguste Boullier (storico, letterato e politico francese, nato da una famiglia di proprietari terrieri, si dedicò allo studio della storia, delle lettere e dell&amp;#39;arte), che la visitò nel 1864, scrisse che ne gustò «l&amp;#39;incanto del panorama con le cupole scintillanti nella luce del tramonto e il castello con la cintura di muraglie grigie e lo spettro delle torri».&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Torri pisane e Castello spagnolo, ma la città ha anche altri tocchi iberici come i «patios» fioriti, talvolta con decorazioni ceramiche simili agli «azulejos» (L&amp;#39;azulejo - secondo le pronunce portoghese e spagnola, dall&amp;#39;arabo al-zulayj, significa &amp;#34;pietra lucidata&amp;#34; - è un tipico ornamento dell&amp;#39;architettura portoghese e spagnola che consiste in una piastrella di ceramica non molto spessa e con una superficie smaltata e decorata); infine ci sono i quartieri del 1700 con architetture piemontesi o liguri.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ti invito ora, quindi, a seguirmi nella visita di Cagliari: viaggeremo nelle sue vicende storiche e visiteremo assieme la città e assaggeremo i suoi gustosi piatti&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/09/mare-e-sardegna-cagliari.html</link>
                <pubDate>Wed, 15 Sep 2021 15:00:48 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>TRÀPANI (Sicilia)</itunes:title>
                <title>TRÀPANI (Sicilia)</title>

                <itunes:episode>136</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Trapani</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>TRÀPANI is the chief town of the homonymous free municipal consortium in Sicily, whose inhabitants are called Trapanesi.

Trapani has developed over time a flourishing economic activity linked to the extraction and trade of salt, taking advantage of its natural position, projected on the Mediterranean, and of its port, an ancient commercial outlet for Eryx (today&#39;s Erice), located on the homonymous mountain. overlooking Trapani.

Mythology has it that a sickle fallen from the hands of Ceres or of Saturn, the latter the traditional patron god of the city, changed into an arched tongue of land on which the city then rose, for this form called Drepanon (&#34;sickle&#34; in ancient Greek).

In the Aeneid, Virgil recounts that Aeneas&#39;s father, Anchises died in Drepanum and, after escaping from Dido, the Trojan hero returned there to celebrate games, the novendial games.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>TRÀPANI </strong>è comune capoluogo dell&#39;omonimo libero consorzio comunale in Sicilia, i cui abitanti son detti <strong>Trapanesi</strong>.</p><p>Trapani ha sviluppato nel tempo una fiorente attività economica legata all&#39;estrazione e al commercio del sale, giovandosi della sua posizione naturale, proiettata sul Mediterraneo, e del suo porto, antico sbocco commerciale per Eryx (l&#39;odierna Erice), sita sul monte omonimo che sovrasta Trapani. </p><p>La mitologia vuole che una falce caduta dalle mani di Cerere oppure di Saturno, quest&#39;ultimo il tradizionale dio patrono della città, si mutò in una lingua di terra arcuata sulla quale sorse poi la città, per tale forma detta appunto Drepanon (&#34;falce&#34; in greco antico).</p><p>Nell&#39;Eneide, Virgilio racconta che il padre di Enea, Anchise morì a Drepanum e, dopo la fuga da Didone, l&#39;eroe troiano vi ritornò per celebrarvi dei giochi, i ludi novendiali.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TRÀPANI &lt;/strong&gt;è comune capoluogo dell&amp;#39;omonimo libero consorzio comunale in Sicilia, i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Trapanesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Trapani ha sviluppato nel tempo una fiorente attività economica legata all&amp;#39;estrazione e al commercio del sale, giovandosi della sua posizione naturale, proiettata sul Mediterraneo, e del suo porto, antico sbocco commerciale per Eryx (l&amp;#39;odierna Erice), sita sul monte omonimo che sovrasta Trapani. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La mitologia vuole che una falce caduta dalle mani di Cerere oppure di Saturno, quest&amp;#39;ultimo il tradizionale dio patrono della città, si mutò in una lingua di terra arcuata sulla quale sorse poi la città, per tale forma detta appunto Drepanon (&amp;#34;falce&amp;#34; in greco antico).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nell&amp;#39;Eneide, Virgilio racconta che il padre di Enea, Anchise morì a Drepanum e, dopo la fuga da Didone, l&amp;#39;eroe troiano vi ritornò per celebrarvi dei giochi, i ludi novendiali.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/09/mare-e-sardegna-il-mare.html</link>
                <pubDate>Tue, 14 Sep 2021 18:59:12 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>ÈRICE uomini e dei (Sicilia)</itunes:title>
                <title>ÈRICE uomini e dei (Sicilia)</title>

                <itunes:episode>134</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Èrice uomini e dei</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>ÈRICE (Èrici or U Munti in Sicilian) is a municipality of the free municipal consortium of Trapani in Sicily, whose inhabitants are called Ericini, and which from 1167 to 1934 had the name of Monte San Giuliano.

In the city center, which is located on the summit of the homonymous Mount Erice, few inhabitants are resident, while the majority of the population is concentrated in the valley, in the town of Casa Santa, adjacent to the city of Trapani.
Its name derives from Erix, a mythological character, son of Aphrodite and Bute, killed by Heracles.

&#34;And the other mountain, and the other mountain he sees,
the blue Erice, alone between the sea and the sky
divinely appeared, the peak
herald of beautiful Sicily! &#34;

(Gabriele D&#39;Annunzio, from the poem The night of Caprera)

The city has jealously preserved over time the charm of a medieval town.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>ÈRICE </strong>(<em>Èrici </em>o <em>U Munti</em> in siciliano) è un comune del libero consorzio comunale di Trapani in Sicilia, i cui abitanti son detti <strong>Ericini</strong>, e che dal 1167 al 1934 ebbe il nome di Monte San Giuliano.</p><p>Nel centro cittadino, che è posto sulla vetta dell&#39;omonimo Monte Erice, sono residenti pochi abitanti, mentre la maggior parte della popolazione si concentra a valle, nell&#39;abitato di Casa Santa, contiguo alla città di Trapani.</p><p>Il sui nome deriva da Erix, un personaggio mitologico, figlio di Afrodite e di Bute, ucciso da Eracle.</p><p>«E l&#39;altro monte, e l&#39;altro monte ei vede,</p><p>l&#39;Erice azzurro, solo tra il mare e il cielo</p><p>divinamente apparito, la vetta</p><p>annunziatrice della Sicilia bella!»</p><p>(Gabriele D&#39;Annunzio, dalla poesia La notte di Caprera)</p><p>La città ha conservato gelosamente nel tempo il fascino di una cittadina medievale.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;ÈRICE &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Èrici &lt;/em&gt;o &lt;em&gt;U Munti&lt;/em&gt; in siciliano) è un comune del libero consorzio comunale di Trapani in Sicilia, i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Ericini&lt;/strong&gt;, e che dal 1167 al 1934 ebbe il nome di Monte San Giuliano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel centro cittadino, che è posto sulla vetta dell&amp;#39;omonimo Monte Erice, sono residenti pochi abitanti, mentre la maggior parte della popolazione si concentra a valle, nell&amp;#39;abitato di Casa Santa, contiguo alla città di Trapani.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il sui nome deriva da Erix, un personaggio mitologico, figlio di Afrodite e di Bute, ucciso da Eracle.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«E l&amp;#39;altro monte, e l&amp;#39;altro monte ei vede,&lt;/p&gt;&lt;p&gt;l&amp;#39;Erice azzurro, solo tra il mare e il cielo&lt;/p&gt;&lt;p&gt;divinamente apparito, la vetta&lt;/p&gt;&lt;p&gt;annunziatrice della Sicilia bella!»&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(Gabriele D&amp;#39;Annunzio, dalla poesia La notte di Caprera)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La città ha conservato gelosamente nel tempo il fascino di una cittadina medievale.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/09/mare-e-sardegna-il-mare.html</link>
                <pubDate>Tue, 14 Sep 2021 18:33:33 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>ISOLE EGADI Favignana, Lèvanzo, Marettimo e un salto a Pantelleria (Sicilia)</itunes:title>
                <title>ISOLE EGADI Favignana, Lèvanzo, Marettimo e un salto a Pantelleria (Sicilia)</title>

                <itunes:episode>133</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Isole Egadi</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>The EGADI ISLANDS (Ìsuli Ègadi in Sicilian) are an archipelago in Sicily, between the lower Tyrrhenian and the Sicilian channel.
They are administratively part of the municipality of Favignana, with the exception of the Island of Mozia / San Pantaleo and Isola Grande, which are part of the municipality of Marsala.
Located about 7 km from the west coast of Sicily, between Marsala and Trapani, in the free municipal consortium of Trapani, which consists of three islands and two islets, plus a series of rocks and stacks.
Known already in ancient times with the Latin name Aegates which comes from the Greek Aigatai, meaning &#34;goat islands&#34;.

I invite you now, therefore, to follow me on a visit to the archipelago of the Egadi Islands: we will travel through its historical events and visit the various islands together</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Le <strong>ISOLE EGADI</strong> <em>(Ìsuli Ègadi</em> in siciliano) sono un arcipelago, in Sicilia, a cavallo tra basso Tirreno e canale di Sicilia. </p><p>Fanno parte amministrativamente del comune di Favignana, ad eccezione dell’Isola di Mozia/San Pantaleo e dell&#39;Isola Grande, che fanno parte del comune di Marsala.</p><p>Posto a circa 7 km dalla costa occidentale della Sicilia, fra Marsala e Trapani, nel libero consorzio comunale di Trapani, che consta di tre isole e due isolotti, più una serie di scogli e faraglioni.</p><p>Note già in antichità col nome latino Aegates che proviene dal greco Aigatai, ossia «isole delle capre».</p><p>Ti invito ora, quindi, a seguirmi nella visita dell’arcipelago delle Isole Egadi: viaggeremo nelle sue vicende storiche e visiteremo assieme le varie isole</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Le &lt;strong&gt;ISOLE EGADI&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;(Ìsuli Ègadi&lt;/em&gt; in siciliano) sono un arcipelago, in Sicilia, a cavallo tra basso Tirreno e canale di Sicilia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fanno parte amministrativamente del comune di Favignana, ad eccezione dell’Isola di Mozia/San Pantaleo e dell&amp;#39;Isola Grande, che fanno parte del comune di Marsala.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Posto a circa 7 km dalla costa occidentale della Sicilia, fra Marsala e Trapani, nel libero consorzio comunale di Trapani, che consta di tre isole e due isolotti, più una serie di scogli e faraglioni.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Note già in antichità col nome latino Aegates che proviene dal greco Aigatai, ossia «isole delle capre».&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ti invito ora, quindi, a seguirmi nella visita dell’arcipelago delle Isole Egadi: viaggeremo nelle sue vicende storiche e visiteremo assieme le varie isole&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/09/mare-e-sardegna-il-mare.html</link>
                <pubDate>Tue, 14 Sep 2021 18:13:41 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>PALERMO la città accogliente, tutto porto dei greci (Sicilia)</itunes:title>
                <title>PALERMO la città accogliente, tutto porto dei greci (Sicilia)</title>

                <itunes:episode>132</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Palermo la città accogliente</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>PALERMO (Palermu in Sicilian, Palièmmu, Palèimu, Palèrmu or Palìaimmu in Palermo dialect) capital of the homonymous metropolitan city of the Sicilian Region, whose inhabitants are called Palermitani.

The city is located within a plain of about 100 km² (the Conca d&#39;Oro) squeezed between the gulf and the limestone mountains, which take their name from the city.

The site has been inhabited since prehistoric times and its long history and the succession of numerous civilizations and peoples have given the city a remarkable artistic and architectural heritage.
The serial Arab-Norman Palermo site and the cathedrals of Cefalù and Monreale, which include several monumental assets, was declared a World Heritage Site by UNESCO in 2015 and numerous buildings, including churches and palaces, are recognized as national monuments.

Palermo is home to the Sicilian Regional Assembly, the oldest active parliamentary assembly in the world.
The city maintained the role of capital of the Kingdom of Sicily from 1130 to 1816 and was the protagonist of the Vespers revolutions in 1282 and the Risorgimento uprisings of 1848.

Three itineraries for visits:
- The first fortified settlement
- The eastern sector of the historic center
- The modern city and the Castellammare district
- The outer districts</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>PALERMO </strong>(<em>Palermu </em>in siciliano, <em>Palièmmu, Palèimu, Palèrmu</em> o <em>Palìaimmu </em>in dialetto palermitano) capoluogo dell&#39;omonima città metropolitana della Regione Siciliana, i cui abitanti sono detti <strong>Palermitani</strong>.</p><p>La città sorge all&#39;interno di una pianura di circa 100 km² (la Conca d&#39;Oro) stretta tra il golfo e i monti calcarei, che prendono nome dalla città.</p><p>Il sito è abitato sin dalla preistoria e la sua lunga storia e il succedersi di numerose civiltà e popoli hanno regalato alla città un notevole patrimonio artistico e architettonico.</p><p>Il sito seriale Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale, di cui fanno parte più beni monumentali è stato dichiarato Patrimonio dell&#39;umanità dall&#39;UNESCO nel 2015 e numerosi edifici, tra chiese e palazzi, sono riconosciuti monumenti nazionali.</p><p>A Palermo ha sede l&#39;Assemblea regionale siciliana, la più antica assise parlamentare in attività del mondo.</p><p>La città ha mantenuto il ruolo di capitale del Regno di Sicilia dal 1130 al 1816 ed è stata protagonista delle rivoluzioni del Vespro nel 1282 e delle rivolte risorgimentali del 1848. </p><p><br></p><p>Tre gli Itinerari di visita:</p><p>- Il primo insediamento fortificato</p><p>- Il settore orientale del centro storico</p><p>- La città moderna e il quartiere di Castellammare</p><p>- I quartieri esterni</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;PALERMO &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Palermu &lt;/em&gt;in siciliano, &lt;em&gt;Palièmmu, Palèimu, Palèrmu&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;Palìaimmu &lt;/em&gt;in dialetto palermitano) capoluogo dell&amp;#39;omonima città metropolitana della Regione Siciliana, i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Palermitani&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La città sorge all&amp;#39;interno di una pianura di circa 100 km² (la Conca d&amp;#39;Oro) stretta tra il golfo e i monti calcarei, che prendono nome dalla città.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il sito è abitato sin dalla preistoria e la sua lunga storia e il succedersi di numerose civiltà e popoli hanno regalato alla città un notevole patrimonio artistico e architettonico.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il sito seriale Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale, di cui fanno parte più beni monumentali è stato dichiarato Patrimonio dell&amp;#39;umanità dall&amp;#39;UNESCO nel 2015 e numerosi edifici, tra chiese e palazzi, sono riconosciuti monumenti nazionali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A Palermo ha sede l&amp;#39;Assemblea regionale siciliana, la più antica assise parlamentare in attività del mondo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La città ha mantenuto il ruolo di capitale del Regno di Sicilia dal 1130 al 1816 ed è stata protagonista delle rivoluzioni del Vespro nel 1282 e delle rivolte risorgimentali del 1848. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tre gli Itinerari di visita:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;- Il primo insediamento fortificato&lt;/p&gt;&lt;p&gt;- Il settore orientale del centro storico&lt;/p&gt;&lt;p&gt;- La città moderna e il quartiere di Castellammare&lt;/p&gt;&lt;p&gt;- I quartieri esterni&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/09/mare-e-sardegna-fino-palermo.html</link>
                <pubDate>Fri, 10 Sep 2021 11:01:31 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>TÈRMINI IMERESE con le sue terme e l&#39;antica città di Himera(Sicilia)</itunes:title>
                <title>TÈRMINI IMERESE con le sue terme e l&#39;antica città di Himera(Sicilia)</title>

                <itunes:episode>131</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Termini Imerese</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>TÈRMINI IMERESE is a town in the metropolitan city of Palermo in Sicily, whose inhabitants are called Termitesi.

It is one of the most important municipalities of the metropolitan city of Palermo, which is 33 km away.
It is an important railway and maritime hub thanks to the presence of a railway station well connected to the territory and a large merchant port.
Culturally interesting because of the nearby ruins of Himera and the antiquarium connected to them, for the presence of numerous and interesting churches, ruins from the Roman period and prehistoric finds, as well as for the annual Termitan Carnival, one of the oldest of Italy, and direct heir of the ancient Carnival of Palermo.
In the lower part of the city, in the heart of the historic center of Termite, is the spa of the Grand Hotel delle Terme, where precious waters of volcanic origin known since ancient times gush out.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>TÈRMINI IMERESE</strong> è un comune della città metropolitana di Palermo in Sicilia, i cui abitanti sono detti <strong>Termitesi</strong>.</p><p>È uno tra i più importanti comuni della città metropolitana di Palermo, da cui dista 33 Km.</p><p>È un importante snodo ferroviario e marittimo grazie alla presenza di una stazione ferroviaria ben collegata con il territorio e di un ampio porto mercantile. </p><p>Culturalmente interessante per via delle vicine rovine di Himera e dell&#39;antiquarium ad esse connesso, per la presenza di numerose e interessanti chiese, di ruderi di periodo romano e di reperti preistorici, nonché per l&#39;annuale festività del Carnevale termitano, uno dei più antichi d’Italia, ed erede diretto dell&#39;antico Carnevale di Palermo. </p><p>Nella parte bassa della città, nel cuore del centro storico termitano, si trova lo stabilimento termale del Grand Hotel delle Terme, dove sgorgano pregiate acque di derivazione vulcanica note sin dall’antichità.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TÈRMINI IMERESE&lt;/strong&gt; è un comune della città metropolitana di Palermo in Sicilia, i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Termitesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È uno tra i più importanti comuni della città metropolitana di Palermo, da cui dista 33 Km.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È un importante snodo ferroviario e marittimo grazie alla presenza di una stazione ferroviaria ben collegata con il territorio e di un ampio porto mercantile. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Culturalmente interessante per via delle vicine rovine di Himera e dell&amp;#39;antiquarium ad esse connesso, per la presenza di numerose e interessanti chiese, di ruderi di periodo romano e di reperti preistorici, nonché per l&amp;#39;annuale festività del Carnevale termitano, uno dei più antichi d’Italia, ed erede diretto dell&amp;#39;antico Carnevale di Palermo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nella parte bassa della città, nel cuore del centro storico termitano, si trova lo stabilimento termale del Grand Hotel delle Terme, dove sgorgano pregiate acque di derivazione vulcanica note sin dall’antichità.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Wed, 08 Sep 2021 22:05:21 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>MESSINA l&#39;antica Zancle (Sicilia)</itunes:title>
                <title>MESSINA l&#39;antica Zancle (Sicilia)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Messina</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>MESSINA (Missina in Sicilian; Μessene or Μessena in Greek) is the capital of the homonymous metropolitan city in Sicily, whose inhabitants are called Messinesi.
It rises near the extreme northeastern tip of Sicily (Capo Peloro) on the strait that bears its name.
Its port, a port for ferries to the continent, is the first in Italy for the number of passengers in transit.
Messina is an important and historic university, the local Studiorum Universitas was founded in 1548 by Sant&#39;Ignazio di Loyola.

Founded by the Sicilians with the name of Zancle, which in their language meant sickle, it was repopulated by Greek colonists and was renamed Messana.
It reached the apex of its greatness between the late Middle Ages and the mid-1600s, when it fought in Palermo for the role of capital of the Kingdom of Sicily.
Put to fire and sword in 1678 after a historic anti-Spanish revolt that involved the annihilation of its ruling class, it was severely damaged by an earthquake in 1783.
It was besieged during the Sicilian revolution of 1848 against Ferdinand II of Bourbon, suffering serious damage.
In 1908 a disastrous earthquake with a tsunami destroyed the city almost entirely, causing the death of about half of the population.
Rebuilt starting in 1912, often in Art Nouveau style, the modern city presents itself with an orderly and regular grid of wide and straight streets in a north-south direction.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>MESSINA </strong>(<em>Missina </em>in siciliano; <em>Μessene </em>o <em>Μessena </em>in greco) è comune capoluogo dell&#39;omonima città metropolitana in Sicilia, i cui abitanti son detti Messinesi.</p><p>Sorge nei pressi dell&#39;estrema punta nordorientale della Sicilia (Capo Peloro) sullo stretto che ne porta il nome. </p><p>Il suo porto, scalo dei traghetti per il continente, è il primo in Italia per numero di passeggeri in transito.</p><p>Messina è importante e storica sede universitaria, la locale Studiorum Universitas fu fondata nel 1548 da Sant&#39;Ignazio di Loyola.</p><p>Fondata dai Siculi con il nome di Zancle, che nella loro lingua significava falce, venne ripopolata da coloni greci venendo rinominata Messana. </p><p>Raggiunse l&#39;apice della sua grandezza fra il tardo Medioevo e la metà del 1600, quando contese a Palermo il ruolo di capitale del Regno di Sicilia. </p><p>Messa a ferro e fuoco nel 1678 dopo una storica rivolta antispagnola che comportò l&#39;annientamento della sua classe dirigente, venne gravemente danneggiata da un terremoto nel 1783. </p><p>Fu assediata durante la rivoluzione siciliana del 1848 contro Ferdinando II di Borbone, subendo gravi danni. </p><p>Nel 1908 un disastroso terremoto con maremoto distrusse la città quasi per intero, provocando la morte di circa metà della popolazione.</p><p>Ricostruita a partire dal 1912, spesso in stile Liberty, la città moderna si presenta con una maglia ordinata e regolare di vie ampie e rettilinee in direzione nord-sud.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;MESSINA &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Missina &lt;/em&gt;in siciliano; &lt;em&gt;Μessene &lt;/em&gt;o &lt;em&gt;Μessena &lt;/em&gt;in greco) è comune capoluogo dell&amp;#39;omonima città metropolitana in Sicilia, i cui abitanti son detti Messinesi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sorge nei pressi dell&amp;#39;estrema punta nordorientale della Sicilia (Capo Peloro) sullo stretto che ne porta il nome. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il suo porto, scalo dei traghetti per il continente, è il primo in Italia per numero di passeggeri in transito.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Messina è importante e storica sede universitaria, la locale Studiorum Universitas fu fondata nel 1548 da Sant&amp;#39;Ignazio di Loyola.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fondata dai Siculi con il nome di Zancle, che nella loro lingua significava falce, venne ripopolata da coloni greci venendo rinominata Messana. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Raggiunse l&amp;#39;apice della sua grandezza fra il tardo Medioevo e la metà del 1600, quando contese a Palermo il ruolo di capitale del Regno di Sicilia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Messa a ferro e fuoco nel 1678 dopo una storica rivolta antispagnola che comportò l&amp;#39;annientamento della sua classe dirigente, venne gravemente danneggiata da un terremoto nel 1783. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fu assediata durante la rivoluzione siciliana del 1848 contro Ferdinando II di Borbone, subendo gravi danni. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel 1908 un disastroso terremoto con maremoto distrusse la città quasi per intero, provocando la morte di circa metà della popolazione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ricostruita a partire dal 1912, spesso in stile Liberty, la città moderna si presenta con una maglia ordinata e regolare di vie ampie e rettilinee in direzione nord-sud.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Wed, 08 Sep 2021 21:46:48 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>GIARDINI-NAXOS  la prima colonia greca in terra siciliana (Sicilia)</itunes:title>
                <title>GIARDINI-NAXOS  la prima colonia greca in terra siciliana (Sicilia)</title>

                <itunes:episode>129</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Giardini Naxos</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>GIARDINI-NAXOS (Giaddina in Sicilian) is a town in the metropolitan city of Messina in Sicily, whose inhabitants are called Giardinesi.

Naxos was added to the old name of the municipality (Giardini) by regional law of 1978 to remember the seat of the ancient Greek colony founded in 800 BC, whose archaeological site extends near Capo Schisò.
Bordering the Municipality of Taormina from which it is only 3 km away and bathed by the Ionian Sea, it is located in a small bay protected by gentle and green hills that descend towards the crystalline and transparent sea, the pride of the place.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>GIARDINI-NAXOS</strong> (<em>Giaddina </em>in siciliano) è un comune della città metropolitana di Messina in Sicilia, i cui abitanti sono detti <strong>Giardinesi</strong>.</p><p>Al vecchio nome del comune (Giardini), con legge regionale del 1978 si aggiunse Naxos per ricordare la sede dell&#39;antica colonia greca fondata nell&#39;800 a.C., il cui sito archeologico si estende nei pressi di capo Schisò.</p><p>Confinante con il Comune di Taormina da cui dista solo 3 km e bagnata dal mare Jonio si trova in una piccola baia protetta da dolci e verdi colline che scendono verso il mare cristallino e trasparente fiore all&#39;occhiello del posto.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;GIARDINI-NAXOS&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Giaddina &lt;/em&gt;in siciliano) è un comune della città metropolitana di Messina in Sicilia, i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Giardinesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Al vecchio nome del comune (Giardini), con legge regionale del 1978 si aggiunse Naxos per ricordare la sede dell&amp;#39;antica colonia greca fondata nell&amp;#39;800 a.C., il cui sito archeologico si estende nei pressi di capo Schisò.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Confinante con il Comune di Taormina da cui dista solo 3 km e bagnata dal mare Jonio si trova in una piccola baia protetta da dolci e verdi colline che scendono verso il mare cristallino e trasparente fiore all&amp;#39;occhiello del posto.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Wed, 08 Sep 2021 21:33:39 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CAPO PALINURO</itunes:title>
                <title>CAPO PALINURO</title>

                <itunes:episode>128</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Capo Palinuro</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>CAPO PALINURO is a rocky promontory on the coast of Southern Campania, between the Gulf of Velia and that of Policastro, in Cilento in the Province of Salerno.

It goes for about 2 km into the Tyrrhenian Sea, west of the mouth of the Lambro and Mingardo rivers.

It is an important tourist resort, famous for its landscape beauties linked to the sea and its hinterland and for the historical and literary reminiscences linked to its name.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>CAPO PALINURO</strong> è un promontorio roccioso della costa della Campania Meridionale, tra il Golfo di Velia e quello di Policastro, nel Cilento in Provincia di Salerno.</p><p>Si spinge per circa 2 km nel mare Tirreno, a ovest della foce dei fiumi Lambro e Mingardo.</p><p>È un&#39;importante località turistica, celebre per le bellezze paesaggistiche legate al mare e al suo entroterra e per le reminiscenze storico letterarie legate al suo nome.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CAPO PALINURO&lt;/strong&gt; è un promontorio roccioso della costa della Campania Meridionale, tra il Golfo di Velia e quello di Policastro, nel Cilento in Provincia di Salerno.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si spinge per circa 2 km nel mare Tirreno, a ovest della foce dei fiumi Lambro e Mingardo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È un&amp;#39;importante località turistica, celebre per le bellezze paesaggistiche legate al mare e al suo entroterra e per le reminiscenze storico letterarie legate al suo nome.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/06/viaggio-in-calabria-ritorno.html</link>
                <pubDate>Sun, 05 Sep 2021 15:59:59 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>GOLFO DI POLICASTRO tra lidi e miti</itunes:title>
                <title>GOLFO DI POLICASTRO tra lidi e miti</title>

                <itunes:episode>127</itunes:episode>
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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Golfo di Policastro</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>GULF OF POLICASTRO is an inlet of the Tyrrhenian sea that bathes the coasts of three provinces, that of Salerno in Campania, Potenza in Basilicata and Cosenza in Calabria.

The western limit of the Gulf is the tip of the Infreschi in the municipality of Camerota in Cilento, the south-eastern one is Capo Scalea, near the town of the same name.

In ancient times it was called Sinus Vibonensis, from the town of Vibonati (taken from Pliny the Elder&#39;s Naturalis Historia), or Sinus Laus, from Laos the polis of Magna Graecia, located in Scalea.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Il <strong>GOLFO DI POLICASTRO</strong> è una insenatura del mare Tirreno che bagna le coste di tre province, quella di Salerno in Campania, di Potenza in Basilicata e di Cosenza in Calabria.</p><p>Il limite occidentale del Golfo è la punta degli Infreschi nel comune di Camerota nel Cilento, quello sud-orientale è il capo Scalea, nei pressi dell&#39;omonima cittadina.</p><p>Anticamente era chiamato Sinus Vibonensis, dalla cittadina di Vibonati (tratto dalla Naturalis Historia di Plinio il Vecchio), oppure Sinus Laus, da Laos la polis della Magna Grecia, situata a Scalea.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;GOLFO DI POLICASTRO&lt;/strong&gt; è una insenatura del mare Tirreno che bagna le coste di tre province, quella di Salerno in Campania, di Potenza in Basilicata e di Cosenza in Calabria.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il limite occidentale del Golfo è la punta degli Infreschi nel comune di Camerota nel Cilento, quello sud-orientale è il capo Scalea, nei pressi dell&amp;#39;omonima cittadina.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Anticamente era chiamato Sinus Vibonensis, dalla cittadina di Vibonati (tratto dalla Naturalis Historia di Plinio il Vecchio), oppure Sinus Laus, da Laos la polis della Magna Grecia, situata a Scalea.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 05 Sep 2021 15:45:13 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SCALEA (Calabria)</itunes:title>
                <title>SCALEA (Calabria)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Scalea</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>SCALEA (Scalìa in Calabrese, Skalia in Byzantine Greek) is a town in the province of Cosenza in Calabria, whose inhabitants are called Scaleoti.

After crossing the Lao river at its mouth, along the Statale 18, Tirrena Inferiore, at km 94 we are in Scalea, a picturesque town arranged in steps (hence the name) which we see on the left on a hill in front of the promontory of Capo Scalea, dominating the sea ​​and the Lao plain.

Frequented seaside resort whose inhabited area preserves the remains of medieval walls and ancient narrow and winding alleys, it has developed towards the beautiful and extensive beach, dominated by the rocky promontory called the island of Scalea (because it was originally detached from the coast), surmounted by the tower Talao.

Lorenzo Giustiniani, an erudite traveler of 1700, in his &#34;Geographic Dictionary of the Kingdom of Naples&#34;, of 1802, described the old city as follows:

«This city has 4 gates, one is called the sea gate, the second is called the bridge gate, from an ancient bridge, in which you can see a piece of artillery; the third door of Cimalonga, in which there is a tower that today serves as a prison and the fourth door of the fort.
At the top you can see its ancient castle almost ruined with its bulwarks and ditches and there is a piece of artillery that the old people of the village remember that there were many. A few steps away from the sea gate, towards the north, at the top of a delightful hill, you can see an ancient tower called di Giuda, which was to serve as a viewing window for the aforementioned castle. &#34;

The village of Scalea is a tangle of stairs, alleys, wide, supports and arches: one of the characteristics of the historic core are the &#34;Suppuorti&#34;, covered sections of the streets, born from the need to build houses one on top of the other, for reasons of defence.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>SCALEA </strong>(<em>Scalìa </em>in calabrese, <em>Skalia </em>in greco bizantino) è un comune della provincia di Cosenza in Calabria, i cui abitanti son detti <strong>Scaleoti</strong>.</p><p>Varcato il fiume Lao alla sua foce, percorrendo la Statale 18, Tirrena Inferiore, al km 94 siamo a Scalea pittoresca cittadina disposta a gradinate (donde il nome) che vediamo a sinistra su un colle di fronte al promontorio di Capo Scalea, a dominio del mare e della piana del Lao. </p><p>Frequentata stazione balneare il cui abitato conserva resti di Mura medievali e antiche viuzze strette e tortuose, si è molto sviluppata verso la spiaggia bella ed estesa, dominata dal roccioso promontorio detto isola di Scalea (perché in origine era staccato dalla costa), sormontato dalla torre Talao.</p><p>Lorenzo Giustiniani, viaggiatore erudito del 1700, nel suo “Dizionario Geografico del Regno di Napoli”, del 1802, descrisse così la città vecchia:</p><p>«<em>Questa città tiene 4 porte, una è detta porta di mare, la seconda è detta porta del ponte, da un antico ponte, in cui vi si vede un pezzo di artiglieria; la terza porta di Cimalonga, in cui vi è una torre che serve oggi da carcere e la quarta porta del forte. </em></p><p><em>Nella sommità si vede il suo antico castello quasi diruto coi suoi baluardi e fossi e vi è un pezzo di artiglieria che i vecchi del paese si ricordano diesservene stati molti. Pochi passi lungi dalla porta di mare, verso settentrione, alla sommità di una deliziosa collina, si vede un&#39;antichissima torre detta di Giuda, che dovea servire di specola al suddetto castello</em>.»</p><p>Il borgo di Scalea è un intrico di scale, vicoli, larghi, supporti ed archi: una delle caratteristiche del nucleo storico sono i “Suppuorti”, tratti coperti delle vie, nati dalla necessità di costruire le case una sull&#39;altra, per motivi di difesa.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;SCALEA &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Scalìa &lt;/em&gt;in calabrese, &lt;em&gt;Skalia &lt;/em&gt;in greco bizantino) è un comune della provincia di Cosenza in Calabria, i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Scaleoti&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Varcato il fiume Lao alla sua foce, percorrendo la Statale 18, Tirrena Inferiore, al km 94 siamo a Scalea pittoresca cittadina disposta a gradinate (donde il nome) che vediamo a sinistra su un colle di fronte al promontorio di Capo Scalea, a dominio del mare e della piana del Lao. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Frequentata stazione balneare il cui abitato conserva resti di Mura medievali e antiche viuzze strette e tortuose, si è molto sviluppata verso la spiaggia bella ed estesa, dominata dal roccioso promontorio detto isola di Scalea (perché in origine era staccato dalla costa), sormontato dalla torre Talao.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lorenzo Giustiniani, viaggiatore erudito del 1700, nel suo “Dizionario Geografico del Regno di Napoli”, del 1802, descrisse così la città vecchia:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«&lt;em&gt;Questa città tiene 4 porte, una è detta porta di mare, la seconda è detta porta del ponte, da un antico ponte, in cui vi si vede un pezzo di artiglieria; la terza porta di Cimalonga, in cui vi è una torre che serve oggi da carcere e la quarta porta del forte. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Nella sommità si vede il suo antico castello quasi diruto coi suoi baluardi e fossi e vi è un pezzo di artiglieria che i vecchi del paese si ricordano diesservene stati molti. Pochi passi lungi dalla porta di mare, verso settentrione, alla sommità di una deliziosa collina, si vede un&amp;#39;antichissima torre detta di Giuda, che dovea servire di specola al suddetto castello&lt;/em&gt;.»&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il borgo di Scalea è un intrico di scale, vicoli, larghi, supporti ed archi: una delle caratteristiche del nucleo storico sono i “Suppuorti”, tratti coperti delle vie, nati dalla necessità di costruire le case una sull&amp;#39;altra, per motivi di difesa.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 05 Sep 2021 15:32:09 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>DIAMANTE il borgo del peperoncino e dei murales (Calabria)</itunes:title>
                <title>DIAMANTE il borgo del peperoncino e dei murales (Calabria)</title>

                <itunes:episode>125</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Diamante paese del peperoncino e dei murales</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>DIAMANTE (Diamàndë in Calabrese, Diamandè in Byzantine Greek) is a town in the province of Cosenza in Calabria, whose inhabitants are called Diamantesi or Adamantini.

It is located on the north-western Tyrrhenian coast of Calabria, located in the center of the Riviera dei Cedri with its approximately 8 km of beach with varied combinations of sand and color, the crystalline sea with ever-changing seabeds make it one of the tourist destinations of Calabria .

Diamante has one of the only 2 islands in Calabria, the island of Cirella, a small islet with a suggestive shape and wild flora where the seabed is splendid and the silver posidonia reigns.

With the Strada Statale 18, Lower Tirrena, which runs along the coast, now approaching, now moving away, always with beautiful landscapes, crossing some waterways, it approaches the railway in the section where you see a narrow sandy tip on the left with some rocks called &#34;Oremus&#34;, because from there the 7 Calabrian Franciscans Martyrs left for Morocco in 1227.

The town has been made famous beyond the Calabrian borders, by the Peperoncino Festival and its 400 murals, but also for its cedars, in which the legendary smooth Diamond Cedars are produced, sacred to the Jewish people.

I invite you now, therefore, to follow me in the visit of Diamante: we will go together around the city with its murals, I will tell you about its typical products, cedar and chilli pepper and the typical cuisine, then we will travel through its historical events</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>DIAMANTE </strong>(<em>Diamàndë </em>in calabrese, <em>Diamandè </em>in greco bizantino) è un comune della provincia di Cosenza in Calabria, i cui abitanti son detti <strong>Diamantesi </strong>o <strong>Adamantini</strong>.</p><p>È sito sulla costa tirrenica nord occidentale della Calabria, posto al centro della Riviera dei Cedri con i suoi circa 8 km di spiaggia dalle variegate combinazioni di sabbia e di colore, il mare cristallino con i fondali sempre diversi ne fanno una delle mete turistiche della Calabria. </p><p>Diamante possiede una delle 2 uniche isole della Calabria, l&#39;isola di Cirella, un piccolo isolotto dalla forma suggestiva e dalla flora selvaggia dove i fondali sono splendidi e regna la posidonia argentata.</p><p>Con la Strada Statale 18, Tirrena inferiore, che scorre lungo la costa, ora avvicinandosi, ora allontanandosi, sempre con bei paesaggi, valicando alcuni corsi d&#39;acqua, si accosta alla ferrovia nel tratto in cui si vede a sinistra, una stretta punta sabbiosa con alcuni scogli chiamati &#34;Oremus&#34;, perché di lì partirono i 7 Francescani calabresi Martiri in Marocco nel 1227. </p><p>Il paese è stato reso famoso oltre i confini calabresi, dal Festival del Peperoncino e dai suoi 400 murales, ma anche per le sue cedriere, in cui vengono prodotti i mitici Cedri lisci di Diamante, sacri per il popolo Ebraico.</p><p>Ti invito ora, quindi, a seguirmi nella visita di Diamante: andremo assieme per la città con i suoi murales, ti parlerò dei suoi prodotti tipici, cedro e peperoncino e la cucina tipica, poi viaggeremo nelle sue vicende storiche</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;DIAMANTE &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Diamàndë &lt;/em&gt;in calabrese, &lt;em&gt;Diamandè &lt;/em&gt;in greco bizantino) è un comune della provincia di Cosenza in Calabria, i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Diamantesi &lt;/strong&gt;o &lt;strong&gt;Adamantini&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È sito sulla costa tirrenica nord occidentale della Calabria, posto al centro della Riviera dei Cedri con i suoi circa 8 km di spiaggia dalle variegate combinazioni di sabbia e di colore, il mare cristallino con i fondali sempre diversi ne fanno una delle mete turistiche della Calabria. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Diamante possiede una delle 2 uniche isole della Calabria, l&amp;#39;isola di Cirella, un piccolo isolotto dalla forma suggestiva e dalla flora selvaggia dove i fondali sono splendidi e regna la posidonia argentata.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Con la Strada Statale 18, Tirrena inferiore, che scorre lungo la costa, ora avvicinandosi, ora allontanandosi, sempre con bei paesaggi, valicando alcuni corsi d&amp;#39;acqua, si accosta alla ferrovia nel tratto in cui si vede a sinistra, una stretta punta sabbiosa con alcuni scogli chiamati &amp;#34;Oremus&amp;#34;, perché di lì partirono i 7 Francescani calabresi Martiri in Marocco nel 1227. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il paese è stato reso famoso oltre i confini calabresi, dal Festival del Peperoncino e dai suoi 400 murales, ma anche per le sue cedriere, in cui vengono prodotti i mitici Cedri lisci di Diamante, sacri per il popolo Ebraico.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ti invito ora, quindi, a seguirmi nella visita di Diamante: andremo assieme per la città con i suoi murales, ti parlerò dei suoi prodotti tipici, cedro e peperoncino e la cucina tipica, poi viaggeremo nelle sue vicende storiche&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/06/viaggio-in-calabria-ritorno.html</link>
                <pubDate>Sun, 05 Sep 2021 15:15:09 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>BELVEDERE Marittimo (Calabria)</itunes:title>
                <title>BELVEDERE Marittimo (Calabria)</title>

                <itunes:episode>124</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Belvedere Marittimo</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>BELVEDERE MARÌTTIMO is a town in the province of Cosenza, in Calabria, whose inhabitants are called Belvederesi.

The SS 18, Lower Tirrena, borders on a short coastal plain, with various crops, especially the typical cedar, and reaches at km 71.300, Marina di Belvedere, a seaside resort with accommodation facilities and a large beach, which is located at Capo Tirone, at the foot of a ridge picturesquely eroded and dominated by the mountains.

A short section of 2 km and 300 m, after crossing the new state road, winds up the hill on which the Borgo stands, placed on a hill in a dominant position with a wide view of the Tyrrhenian sea and the coast.

The inhabited center, which maintains an ancient and intimate atmosphere, is a village that stands on a rocky ledge located about 150 m above the sea level.

The historic center retains all the characteristics of the medieval village, with palaces, alleys and gates and dominates a wide mountainous and marine panorama.

It is said that Pietro Metastasio in 1700, on a visit to the Castle, as a guest of Prince Francesco Maria I ° Carafa, composed these verses: &#34;Everywhere I look around, God I see you immense ...&#34;.

Part of the municipal territory of Belvedere Marittimo is included in the protected area of ​​the Pollino National Park.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>BELVEDERE MARÌTTIMO</strong> è un comune della provincia di Cosenza, in Calabria, i cui abitanti sono detti <strong>Belvederesi</strong>.</p><p>La statale 18, Tirrena inferiore, rasenta una breve piana costiera, con varie coltivazioni, soprattutto del tipico cedro, e raggiunge al km 71.300, Marina di Belvedere, stazione balneare con strutture ricettive e larga spiaggia, che è situata presso il Capo Tirone, ai piedi di un ciglione pittorescamente eroso e sovrastato dalle montagne.</p><p>Un breve tronco di 2 km e 300 m, attraversata la nuova statale, risale tortuoso il colle su cui sorge il Borgo posto su un colle in posizione dominante con ampio panorama sul mare Tirreno e sulla costa.</p><p>Il centro abitato, che mantiene un’atmosfera antica e raccolta, è un borgo che sorge su una sporgenza rocciosa situata a circa 150 m al disopra del livello del mare.</p><p>Il centro storico conserva tutte le caratteristiche del borgo medievale, con palazzi, vicoli e porte e domina un ampio panorama montuoso e marino.</p><p>Si racconta che Pietro Metastasio nel 1700, in visita al Castello, ospite del Principe Francesco Maria I° Carafa, compose questi versi: “Ovunque il guardo giro immenso Dio ti vedo …” .</p><p>Parte del territorio comunale di Belvedere Marittimo è inclusa nell&#39;area protetta del Parco nazionale del Pollino.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;BELVEDERE MARÌTTIMO&lt;/strong&gt; è un comune della provincia di Cosenza, in Calabria, i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Belvederesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La statale 18, Tirrena inferiore, rasenta una breve piana costiera, con varie coltivazioni, soprattutto del tipico cedro, e raggiunge al km 71.300, Marina di Belvedere, stazione balneare con strutture ricettive e larga spiaggia, che è situata presso il Capo Tirone, ai piedi di un ciglione pittorescamente eroso e sovrastato dalle montagne.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un breve tronco di 2 km e 300 m, attraversata la nuova statale, risale tortuoso il colle su cui sorge il Borgo posto su un colle in posizione dominante con ampio panorama sul mare Tirreno e sulla costa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il centro abitato, che mantiene un’atmosfera antica e raccolta, è un borgo che sorge su una sporgenza rocciosa situata a circa 150 m al disopra del livello del mare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il centro storico conserva tutte le caratteristiche del borgo medievale, con palazzi, vicoli e porte e domina un ampio panorama montuoso e marino.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si racconta che Pietro Metastasio nel 1700, in visita al Castello, ospite del Principe Francesco Maria I° Carafa, compose questi versi: “Ovunque il guardo giro immenso Dio ti vedo …” .&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Parte del territorio comunale di Belvedere Marittimo è inclusa nell&amp;#39;area protetta del Parco nazionale del Pollino.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/06/viaggio-in-calabria-ritorno.html</link>
                <pubDate>Sun, 05 Sep 2021 14:46:47 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CETRARO per 800 anni proprietà dei monaci benedettini di Montecassino (Calabria)</itunes:title>
                <title>CETRARO per 800 anni proprietà dei monaci benedettini di Montecassino (Calabria)</title>

                <itunes:episode>123</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Cetraro</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>CETRARO (U Citràru in Calabrese, Kitràron in Byzantine Greek) is a town in the province of Cosenza, in Calabria, whose inhabitants are called Cetraresi.

Along the Statale 18, lower Tirrena, we reach the important seaside resort of Marina di Cetraro with a large sandy beach.

Higher up, reachable for a short uphill section of 1 km, is the village of Cetraro, an important agricultural and commercial center with industrial activities, located on a spur, dominating the coast.

The name, from the medieval Citrarium, refers to the cultivation of cedar, which here reached its southern limit.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>CETRARO </strong>(<em>U Citràru</em> in calabrese, <em>Kitràron </em>in greco bizantino) è un comune della provincia di Cosenza, in Calabria, i cui abitanti sono detti <strong>Cetraresi</strong>.</p><p>Percorrendo la Statale 18, Tirrena inferiore, raggiungiamo l’importante stazione balneare di Marina di Cetraro con una larga spiaggia sabbiosa.</p><p>Più in alto, raggiungibile per un breve tronco in salita di 1 km, è il borgo di Cetraro importante centro agricolo e commerciale con attività industriali, situato sopra uno sperone, a dominio della costa.</p><p>Il nome, dal medievale Citrarium, si riferisce alla coltivazione del cedro, che qui toccava il suo limite meridionale.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CETRARO &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;U Citràru&lt;/em&gt; in calabrese, &lt;em&gt;Kitràron &lt;/em&gt;in greco bizantino) è un comune della provincia di Cosenza, in Calabria, i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Cetraresi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Percorrendo la Statale 18, Tirrena inferiore, raggiungiamo l’importante stazione balneare di Marina di Cetraro con una larga spiaggia sabbiosa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Più in alto, raggiungibile per un breve tronco in salita di 1 km, è il borgo di Cetraro importante centro agricolo e commerciale con attività industriali, situato sopra uno sperone, a dominio della costa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il nome, dal medievale Citrarium, si riferisce alla coltivazione del cedro, che qui toccava il suo limite meridionale.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/06/viaggio-in-calabria-ritorno.html</link>
                <pubDate>Sun, 05 Sep 2021 14:11:11 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>OPPIDO MAMERTINA le antiche Oppidum e Mamertum (Calabria)</itunes:title>
                <title>OPPIDO MAMERTINA le antiche Oppidum e Mamertum (Calabria)</title>

                <itunes:episode>122</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Oppido Mamertina antiche Oppidum e Mamertinum</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>OPPIDO MAMERTINA (Oppitu, Ofidus in the Greek-Calabrian dialect) is a town in the metropolitan city of Reggio Calabria, whose inhabitants are called Mamertini or Oppidesi.

Located on the extreme northern slopes of the Aspromonte, it is reached with a climb that reaches the 321 m of the village, a remarkable agricultural and commercial center, rebuilt after the destruction of the ancient village Oppidum Vecchia which stood further west and of which impressive remains remain. destruction occurred for the earthquake of 1783.

The municipal territory of Oppido extends from the peaks of the Aspromonte and descending along the pre-Aspromontana ridge it insinuates itself into the heart of the Piana di Gioia Tauro.

I invite you to follow me on a visit to Oppido Mamertina: we will visit the city and historical events together, and we will also visit the ancient Oppido Vecchia and the Mella Archaeological Park of great interest.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>OPPIDO MAMERTINA</strong> (<em>Oppitu</em>, <em>Ofidus</em> in dialetto greco-calabro) è un comune della città metropolitana di Reggio Calabria, i cui abitanti sono detti <strong>Mamertini </strong>od <strong>Oppidesi</strong>. </p><p>Posto sulle estreme pendici settentrionali dell’Aspromonte vi si arriva con una salita che giunge ai m 321 del borgo, notevole centro agricolo e commerciale, ricostruito dopo la distruzione dell&#39;antico paese Oppidum Vecchia che sorgeva più ad Ovest e di cui rimangono imponenti resti, distruzione avvenuta per il terremoto del 1783. </p><p>Il territorio comunale di Oppido si estende dalle vette dell&#39;Aspromonte e scendendo lungo la dorsale pre-aspromontana si insinua nel cuore della Piana di Gioia Tauro.</p><p>Ti invito a seguirmi nella visita di Oppido Mamertina: visiteremo assieme la città e le vicende storiche, e faremo una visita anche all’antica Oppido Vecchia e al Parco archeologico di Mella di grande interesse.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;OPPIDO MAMERTINA&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Oppitu&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Ofidus&lt;/em&gt; in dialetto greco-calabro) è un comune della città metropolitana di Reggio Calabria, i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Mamertini &lt;/strong&gt;od &lt;strong&gt;Oppidesi&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Posto sulle estreme pendici settentrionali dell’Aspromonte vi si arriva con una salita che giunge ai m 321 del borgo, notevole centro agricolo e commerciale, ricostruito dopo la distruzione dell&amp;#39;antico paese Oppidum Vecchia che sorgeva più ad Ovest e di cui rimangono imponenti resti, distruzione avvenuta per il terremoto del 1783. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il territorio comunale di Oppido si estende dalle vette dell&amp;#39;Aspromonte e scendendo lungo la dorsale pre-aspromontana si insinua nel cuore della Piana di Gioia Tauro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ti invito a seguirmi nella visita di Oppido Mamertina: visiteremo assieme la città e le vicende storiche, e faremo una visita anche all’antica Oppido Vecchia e al Parco archeologico di Mella di grande interesse.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Wed, 01 Sep 2021 18:00:20 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CASTIGLIONE COSENTINO (Calabria)</itunes:title>
                <title>CASTIGLIONE COSENTINO (Calabria)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Castiglione Cosentino</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>CASTIGLIONE COSENTINO (Castigliuni in Cosentino dialect) is a town in the province of Cosenza, in Calabria, whose inhabitants are called Castiglionesi.

The town (384 m a.s.l.) is located on a hilly spur overlooking the Crati valley, at the extreme western offshoots of the Sila Grande.

It is 12 km from Cosenza with respect to which it is located NE.

Traveling on the Statale delle Calabrie, we head south, running a short distance from the motorway and cross the Mesca stream, so in front of it we begin to see Cosenza; shortly after we cross the Mavigliano stream and underpass the motorway, shortly after the railway line for Paola we meet on the right the branch for Castiglione Cosentino.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>CASTIGLIONE COSENTINO</strong> (<em>Castigliuni</em> in dialetto Cosentino) è un comune della provincia di Cosenza, in Calabria, i cui abitanti sono detti <strong>Castiglionesi</strong>. </p><p>Il paese (384 m s.l.m.) è situato su uno sprone collinare che domina la valle del Crati, alle estreme propaggini occidentali della Sila Grande. </p><p>Dista 12 km da Cosenza rispetto alla quale è collocato a NE. </p><p>Viaggiando sulla Statale delle Calabrie, ci dirigiamo verso sud, correndo a breve distanza dall’autostrada e varchiamo il Torrente Mesca, quindi di fronte cominciamo a scorgere Cosenza; poco dopo valichiamo il Torrente Mavigliano e sottopassata l’autostrada, poco dopo la linea ferroviaria per Paola incontriamo a destra, la diramazione per Castiglione Cosentino.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CASTIGLIONE COSENTINO&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Castigliuni&lt;/em&gt; in dialetto Cosentino) è un comune della provincia di Cosenza, in Calabria, i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Castiglionesi&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il paese (384 m s.l.m.) è situato su uno sprone collinare che domina la valle del Crati, alle estreme propaggini occidentali della Sila Grande. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dista 12 km da Cosenza rispetto alla quale è collocato a NE. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Viaggiando sulla Statale delle Calabrie, ci dirigiamo verso sud, correndo a breve distanza dall’autostrada e varchiamo il Torrente Mesca, quindi di fronte cominciamo a scorgere Cosenza; poco dopo valichiamo il Torrente Mavigliano e sottopassata l’autostrada, poco dopo la linea ferroviaria per Paola incontriamo a destra, la diramazione per Castiglione Cosentino.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/06/viaggio-in-calabria-terremoti.html</link>
                <pubDate>Wed, 01 Sep 2021 17:29:17 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SAN LUCIDO (Calabria)</itunes:title>
                <title>SAN LUCIDO (Calabria)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>San Lucido</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>SAN LUCIDO (Sàntu Lùcitu in Calabrian) is a town in the province of Cosenza in Calabria, whose inhabitants are called Sanlucidani.

Located on a rocky spur dominating an extensive beach on the Tyrrhenian coast about three kilometers long, it is a center of medieval origin.

It is divided into various districts: Pollella, Deuda, Varco, Santa Lucia, Rizzuti, San Giovanni, Cerasuolo, Puppa, Miccisi, Dragone, Vallena, Acquabianca, Santo Pietro and the municipal area has an altitude range between 0 and 1200 meters above the level. of the sea.

San Lucido is also known for the white tuff that is extracted from its mountains, for the prickly pear (widespread in the whole lower area of the country twenty years ago) and the capers that grow naturally on the rock.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>SAN LUCIDO</strong> (<em>Sàntu Lùcitu</em> in calabrese) è un comune della provincia di Cosenza in Calabria, i cui abitanti son detti <strong>Sanlucidani</strong>.</p><p>Situato su uno sperone roccioso a dominio di un’estesa spiaggia della costa tirrenica lunga circa tre chilometri, è centro di origine medievale.</p><p>È suddiviso in varie contrade: Pollella, Deuda, Varco, Santa Lucia, Rizzuti, San Giovanni, Cerasuolo, Puppa, Miccisi, Dragone, Vallena, Acquabianca, Santo Pietro e il territorio comunale presenta un andamento altimetrico compreso tra 0 e 1200 metri sul livello del mare. </p><p>San Lucido è nota anche per il tufo bianco che si estrae dai suoi monti, per il fico d&#39;india (un ventennio fa molto diffuso in tutta la zona bassa del paese) e i capperi che crescono naturalmente sulla rocca. </p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;SAN LUCIDO&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Sàntu Lùcitu&lt;/em&gt; in calabrese) è un comune della provincia di Cosenza in Calabria, i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Sanlucidani&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Situato su uno sperone roccioso a dominio di un’estesa spiaggia della costa tirrenica lunga circa tre chilometri, è centro di origine medievale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È suddiviso in varie contrade: Pollella, Deuda, Varco, Santa Lucia, Rizzuti, San Giovanni, Cerasuolo, Puppa, Miccisi, Dragone, Vallena, Acquabianca, Santo Pietro e il territorio comunale presenta un andamento altimetrico compreso tra 0 e 1200 metri sul livello del mare. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;San Lucido è nota anche per il tufo bianco che si estrae dai suoi monti, per il fico d&amp;#39;india (un ventennio fa molto diffuso in tutta la zona bassa del paese) e i capperi che crescono naturalmente sulla rocca. &lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/06/viaggio-in-calabria-cosenza.html</link>
                <pubDate>Tue, 31 Aug 2021 20:28:55 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>COSENZA la città dei Bruzi e l&#39;Atene della Calabria (Calabria)</itunes:title>
                <title>COSENZA la città dei Bruzi e l&#39;Atene della Calabria (Calabria)</title>

                <itunes:episode>119</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Cosenza Atene della Calabria</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>COSENZA (Cusenza in Cosentino), the capital of the province of the same name in Calabria, whose inhabitants are called Cosentini (Cusintini in Cosentino dialect), and is called the city of the Bruzi and the Athens of Calabria.

Located on a hill in the valley of the Crati river, at the confluence with the Busento river, within a green setting of hills, it is a lively and lively city, with various industrial initiatives and the main base for visiting the Sila.

It is made up of a picturesque ancient part, clinging to the slope of the Pancrazio hill and near the banks of the Crati, and of a modern one, with long and straight routes, considerably extended in the flat to the north beyond the Busento river, which distinguishes it from the nucleus historical.

Founded by the Bruzi who made it their capital in 400 BC, it exercised a hegemonic role in the region until the conquest by the Romans and from 1500 it assumed the role of capital of Calabria Hither.

The modern city is the fulcrum of an urban agglomeration including, among others, the municipality of Rende, where the University of Calabria campus is located.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>COSENZA </strong>(<em>Cusenza </em>in cosentino) comune capoluogo dell&#39;omonima provincia in Calabria, i cui abitanti son detti <strong>Cosentini </strong>(<em>Cusintini </em>in dialetto cosentino), ed è detta la città dei Bruzi e l’Atene della Calabria.</p><p>Si trova su un colle nella valle del fiume Crati, alla confluenza col fiume Busento, entro una verde cornice di colline, è una città animata e vivace, con varie iniziative industriali e principale base per la visita alla Sila.</p><p>È formata da una pittoresca parte antica, aggrappata sul pendio del colle Pancrazio e presso le sponde del Crati, e da una moderna, con vie lunghe e dritte, notevolmente estesa in piano verso nord al di là del fiume Busento, che la distingue da nucleo storico.</p><p>Fondata dai Bruzi che ne fecero la loro capitale nel 400 a.C., esercitò un ruolo egemonico nella regione sino alla conquista da parte dei romani e dal 1500 assunse il ruolo di capoluogo della Calabria Citeriore. </p><p>La città moderna è fulcro di un agglomerato urbano comprendente, tra gli altri, il comune di Rende, dove ha sede il campus dell&#39;Università della Calabria.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;COSENZA &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Cusenza &lt;/em&gt;in cosentino) comune capoluogo dell&amp;#39;omonima provincia in Calabria, i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Cosentini &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Cusintini &lt;/em&gt;in dialetto cosentino), ed è detta la città dei Bruzi e l’Atene della Calabria.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si trova su un colle nella valle del fiume Crati, alla confluenza col fiume Busento, entro una verde cornice di colline, è una città animata e vivace, con varie iniziative industriali e principale base per la visita alla Sila.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È formata da una pittoresca parte antica, aggrappata sul pendio del colle Pancrazio e presso le sponde del Crati, e da una moderna, con vie lunghe e dritte, notevolmente estesa in piano verso nord al di là del fiume Busento, che la distingue da nucleo storico.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fondata dai Bruzi che ne fecero la loro capitale nel 400 a.C., esercitò un ruolo egemonico nella regione sino alla conquista da parte dei romani e dal 1500 assunse il ruolo di capoluogo della Calabria Citeriore. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La città moderna è fulcro di un agglomerato urbano comprendente, tra gli altri, il comune di Rende, dove ha sede il campus dell&amp;#39;Università della Calabria.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/06/viaggio-in-calabria-cosenza.html</link>
                <pubDate>Tue, 31 Aug 2021 19:13:09 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>ROGLIANO Borgo delle 12 Chiese (Calabria)</itunes:title>
                <title>ROGLIANO Borgo delle 12 Chiese (Calabria)</title>

                <itunes:episode>118</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Rogliano il borgo delle 12 Chiese</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>ROGLIANO is a town in the province of Cosenza (660 m) in Calabria whose inhabitants are called Roglianesi.

It is the major center of the Savuto Valley, a river that crosses its territory; it is also called Borgo delle 12 Chiese.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>ROGLIANO </strong>è un comune della provincia di Cosenza (m 660) in Calabria i cui abitanti si chiamano <strong>Roglianesi</strong>.</p><p>Si tratta del centro maggiore della Valle del Savuto, fiume che attraversa il suo territorio; è denominato anche <strong>Borgo delle 12 Chiese</strong>. </p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;ROGLIANO &lt;/strong&gt;è un comune della provincia di Cosenza (m 660) in Calabria i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Roglianesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si tratta del centro maggiore della Valle del Savuto, fiume che attraversa il suo territorio; è denominato anche &lt;strong&gt;Borgo delle 12 Chiese&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Tue, 31 Aug 2021 11:49:46 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>TIRIOLO il paese delle pacchiane dal panorama sui due mari (Calabria)</itunes:title>
                <title>TIRIOLO il paese delle pacchiane dal panorama sui due mari (Calabria)</title>

                <itunes:episode>117</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Tiriolo il paese delle pacchiane dal panorama sui due mari</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>TIRIOLO (Tiriuelu in Calabrese) is a town in the province of Catanzaro in Calabria, whose inhabitants are called Tiriolesi.

Agricultural center of the Sila Piccola, located north of the isthmus of Catanzaro, on a hillock that marks the watershed between the Amato River Valley on the Tyrrhenian side and that of the Corace River on the Ionian side.

The north-eastern part of the town leans against the rocky walls of a limestone outcrop, in a splendid panoramic position and in a suggestive setting of overhanging rocks.

The center of the inhabited area, picturesquely compact on its hill, is pervaded by an ancient atmosphere, with the airy Piazza Italia, which has a view that sweeps over the 2 seas (Ionian and Tyrrhenian).

The beautiful female costume is still preserved here and it is famous for its traditional textile craftsmanship and the typical product of Tiriolo is the production of the &#34;Vancale&#34;, a women&#39;s shawl of the typical costume worn by the &#34;pacchiane&#34;, the Tyrolean women.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>TIRIOLO </strong>(<em>Tiriuelu </em>in calabrese) è un comune della provincia di Catanzaro in Calabria, i cui abitanti si chiamano <strong>Tiriolesi</strong>.</p><p>Centro agricolo della Sila Piccola, situato a Nord dell&#39;istmo di Catanzaro, sopra un poggio che segna il displuvio tra la Valle del Fiume Amato sul versante Tirrenico e quella del Fiume Corace sul versante Ionico. </p><p>La parte Nord-Orientale dell&#39;abitato si addossa alle pareti rocciose di uno spuntone calcareo, in splendida posizione panoramica e in un suggestivo scenario di rocce strapiombanti.</p><p>Il Centro dell&#39;abitato, pittorescamente compatto sul suo colle è pervaso da un&#39;atmosfera antica, con l&#39;ariosa Piazza Italia, che ha una vista che spazia sui 2 mari (Jonio e Tirreno).</p><p>Vi si conserva ancora il bellissimo costume femminile ed è famosa per il tradizionale artigianato tessile e il prodotto tipico di Tiriolo è la produzione del ”Vancale”, scialle da donna del costume tipico indossato dalle ”pacchiane”, le donne tiriolesi.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TIRIOLO &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Tiriuelu &lt;/em&gt;in calabrese) è un comune della provincia di Catanzaro in Calabria, i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Tiriolesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Centro agricolo della Sila Piccola, situato a Nord dell&amp;#39;istmo di Catanzaro, sopra un poggio che segna il displuvio tra la Valle del Fiume Amato sul versante Tirrenico e quella del Fiume Corace sul versante Ionico. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La parte Nord-Orientale dell&amp;#39;abitato si addossa alle pareti rocciose di uno spuntone calcareo, in splendida posizione panoramica e in un suggestivo scenario di rocce strapiombanti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Centro dell&amp;#39;abitato, pittorescamente compatto sul suo colle è pervaso da un&amp;#39;atmosfera antica, con l&amp;#39;ariosa Piazza Italia, che ha una vista che spazia sui 2 mari (Jonio e Tirreno).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Vi si conserva ancora il bellissimo costume femminile ed è famosa per il tradizionale artigianato tessile e il prodotto tipico di Tiriolo è la produzione del ”Vancale”, scialle da donna del costume tipico indossato dalle ”pacchiane”, le donne tiriolesi.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Tue, 31 Aug 2021 11:39:03 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>VENA DI MÀIDA il paese arbëreshe (Calabria)</itunes:title>
                <title>VENA DI MÀIDA il paese arbëreshe (Calabria)</title>

                <itunes:episode>116</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Vena di Maida il paese arbëreshe</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Vena di Maida (Vjna in Arbëreshe language) originally Calabritti, located at 242 meters above sea level. it is part of the Albanian ethnic and linguistic minority (arbëreshë) of the municipal territory of Maida.

On 4 May 1831, with the decree establishing the Municipalities and Districts, the Municipality of Vena was recognized and on 14 October 1839 Vena was assigned as a hamlet to the Municipality of Maida.

The town was founded towards the end of 1400 by an Albanian community (arbëreshë), which came to Calabria, probably, after the death of Scanderbeg (1468), the fall of Kruja (1478) and the fall of Scutari (1479) when the almost definitive submission of Albania to the Ottoman Empire.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Vena di Maida</strong> (<em>Vjna </em>in lingua arbëreshe) originariamente Calabritti, posta a 242 metri s.l.m. è frazione di minoranza etnica e linguistica albanese (arbëreshë) del territorio comunale di Maida.</p><p>Il 4 maggio del 1831, col decreto istitutivo dei Comuni e dei Circondari, si riconosceva il Comune di Vena e Il 14 ottobre del 1839 Vena era assegnata come frazione al Comune di Maida.</p><p>Il paese fu fondato verso la fine del 1400 da una Comunità Albanese (arbëreshë), venuta in Calabria, probabilmente, dopo la morte di Scanderbeg (1468), la caduta di Kruja (1478) e la caduta di Scutari (1479) quando si ebbe la quasi definitiva sottomissione dell’Albania all’Impero Ottomano.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Vena di Maida&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Vjna &lt;/em&gt;in lingua arbëreshe) originariamente Calabritti, posta a 242 metri s.l.m. è frazione di minoranza etnica e linguistica albanese (arbëreshë) del territorio comunale di Maida.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il 4 maggio del 1831, col decreto istitutivo dei Comuni e dei Circondari, si riconosceva il Comune di Vena e Il 14 ottobre del 1839 Vena era assegnata come frazione al Comune di Maida.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il paese fu fondato verso la fine del 1400 da una Comunità Albanese (arbëreshë), venuta in Calabria, probabilmente, dopo la morte di Scanderbeg (1468), la caduta di Kruja (1478) e la caduta di Scutari (1479) quando si ebbe la quasi definitiva sottomissione dell’Albania all’Impero Ottomano.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/06/viaggio-in-calabria-maida.html</link>
                <pubDate>Mon, 30 Aug 2021 15:34:13 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>MÀIDA la Maghida dei Bizantini (Calabria)</itunes:title>
                <title>MÀIDA la Maghida dei Bizantini (Calabria)</title>

                <itunes:episode>115</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Màida</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Màida (Majida Maghida in Calabrian) is a town in the province of Catanzaro in Calabria whose inhabitants are called Màidesi.

The town of Maida stands on a hill, on a plateau 299 meters above sea level overlooking the Piana di Sant&#39;Eufemia between the rivers Jayari to the west and Cottola to the east.

The center is believed to have been founded in the Lombard period; in the Middle Ages it was an important seat of monastic life.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Màida </strong>(<em>Majida </em>Maghida in calabrese) è un comune della provincia di Catanzaro in Calabria i cui abitanti son detti <strong>Màidesi</strong>.</p><p>L&#39;abitato di Maida sorge su una collina, su un pianoro a 299 metri sul livello del mare che si affaccia sulla Piana di Sant&#39;Eufemia tra i fiumi Jayari a ovest e Cottola a est.</p><p>Il centro si ritiene fondato in epoca Longobarda; nel medioevo è stato importante sede di vita monastica.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Màida &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Majida &lt;/em&gt;Maghida in calabrese) è un comune della provincia di Catanzaro in Calabria i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Màidesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;#39;abitato di Maida sorge su una collina, su un pianoro a 299 metri sul livello del mare che si affaccia sulla Piana di Sant&amp;#39;Eufemia tra i fiumi Jayari a ovest e Cottola a est.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il centro si ritiene fondato in epoca Longobarda; nel medioevo è stato importante sede di vita monastica.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Mon, 30 Aug 2021 15:19:09 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>PIZZO Calabro la perla della Costa degli Dei patria del Tartufo (Calabria)</itunes:title>
                <title>PIZZO Calabro la perla della Costa degli Dei patria del Tartufo (Calabria)</title>

                <itunes:episode>114</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Pizzo Calabro perla della Costa degli Dei patria del Tartufo</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Pizzo (also known as Pizzo Calabro, U Pìzzu in Calabrian) is a town in the province of Vibo Valentia in Calabria, whose inhabitants are called Napitini or Pizzitani (local).
The village is renowned for the production of the Pizzo truffle, for the production of tuna and for the Piedigrotta church.
Pizzo is a village on the coast, perched on a promontory in the center of the Gulf of Sant&#39;Eufemia; placed on the slope of a cliff that juts out into the sea.
Its territory includes a rugged coast, characterized by sandy beaches in some parts and rocks in others.
On the North East coast, from the Mediterranean pine forest to the Rocca, there are almost 9 km of wide sandy beaches.
 
The strong position, and the Castle of 1400, a small Aragonese fort, today called Castello Murat, due to the tragic events of 13 October 1815 that led to the shooting of Gioacchino Murat, favored the growth of the fishing village, also for the successful fishing and tuna conservation.
For centuries, in the month of May June, tuna reached the beaches of the Gulf of Sant’Eufemia by the millions, where the famous tuna traps of Bivona and Pizzo arose.
At the entrance to the village, in the lower part, is the church dedicated to San Rocco and San Francesco di Paola and below this, overlooking the sea, just outside the town, there is the cave containing the small church of Piedigrotta in the beach called Prangi, in the area called Centofontane, due to the still current existence of many sources of fresh water.
 
The name Pizzo (from the meaning of bird&#39;s beak or protruding point) fits perfectly to the tuff promontory that juts out into the sea, rising from the mouth of the Angitola river to the Marina beach.

I invite you now to follow me on a visit to Pizzo: I will tell you about its toponym, we will visit the city and its history together.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Pizzo </strong>(anche nota come <strong>Pizzo Calabro</strong>, <em>U Pìzzu</em> in calabrese) è un comune della provincia di Vibo Valentia in Calabria, i cui abitanti son detti <strong>Napitini </strong>o <em>Pizzitani</em>.</p><p>Il borgo è rinomato per la produzione del <strong>tartufo </strong>di Pizzo, per la produzione del <strong>tonno </strong>e per la <strong>Chiesetta di Piedigrotta</strong>.</p><p>Pizzo è un borgo sulla costa, arroccato su di un promontorio al centro del Golfo di Sant&#39;Eufemia; posto sul pendio di una rupe che strapiomba in mare. </p><p>Il suo territorio comprende una costa frastagliata, contraddistinta da spiagge sabbiose in alcuni tratti e da scogli in altri. </p><p>Sulla costa Nord Est, dalla pineta Mediterranea fino alla Rocca si estendono quasi 9 km di ampie spiagge sabbiose. </p><p>La posizione forte, e il Castello del 1400, piccolo forte Aragonese, detto oggi Castello Murat, per i tragici eventi del 13 ottobre 1815 che portarono alla fucilazione di Gioacchino Murat, favorirono la crescita del borgo marinaro, anche per la fortunata attività della pesca e conservazione del tonno. </p><p>Per secoli, i tonni, nel mese di maggio giugno, raggiungevano a milioni le spiagge del golfo di Sant’Eufemia, dove sorsero le famose tonnare di Bivona, e di Pizzo.</p><p>All&#39;ingresso del borgo, nella parte bassa, è la Chiesa intitolata a San Rocco e San Francesco di Paola e sotto questa, affacciata sul mare, appena fuori la cittadina, vi è la grotta contenente la Chiesetta di Piedigrotta nella spiaggia denominata Prangi, nella zona detta Centofontane, per l&#39;esistenza ancora attuale di moltissime fonti di acqua dolce.</p><p>Il nome Pizzo (dal significato di becco d&#39;uccello o punto sporgente) si attaglia perfettamente al promontorio tufaceo che sporge sul mare, elevandosi dalla foce del fiume Angitola, fino alla spiaggia della Marina.</p><p><strong>Ti invito ora a seguirmi</strong> nella visita di Pizzo: ti parlerò del suo toponimo, visiteremo assieme la città e la sua storia.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pizzo &lt;/strong&gt;(anche nota come &lt;strong&gt;Pizzo Calabro&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;U Pìzzu&lt;/em&gt; in calabrese) è un comune della provincia di Vibo Valentia in Calabria, i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Napitini &lt;/strong&gt;o &lt;em&gt;Pizzitani&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il borgo è rinomato per la produzione del &lt;strong&gt;tartufo &lt;/strong&gt;di Pizzo, per la produzione del &lt;strong&gt;tonno &lt;/strong&gt;e per la &lt;strong&gt;Chiesetta di Piedigrotta&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Pizzo è un borgo sulla costa, arroccato su di un promontorio al centro del Golfo di Sant&amp;#39;Eufemia; posto sul pendio di una rupe che strapiomba in mare. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il suo territorio comprende una costa frastagliata, contraddistinta da spiagge sabbiose in alcuni tratti e da scogli in altri. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sulla costa Nord Est, dalla pineta Mediterranea fino alla Rocca si estendono quasi 9 km di ampie spiagge sabbiose. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La posizione forte, e il Castello del 1400, piccolo forte Aragonese, detto oggi Castello Murat, per i tragici eventi del 13 ottobre 1815 che portarono alla fucilazione di Gioacchino Murat, favorirono la crescita del borgo marinaro, anche per la fortunata attività della pesca e conservazione del tonno. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per secoli, i tonni, nel mese di maggio giugno, raggiungevano a milioni le spiagge del golfo di Sant’Eufemia, dove sorsero le famose tonnare di Bivona, e di Pizzo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;All&amp;#39;ingresso del borgo, nella parte bassa, è la Chiesa intitolata a San Rocco e San Francesco di Paola e sotto questa, affacciata sul mare, appena fuori la cittadina, vi è la grotta contenente la Chiesetta di Piedigrotta nella spiaggia denominata Prangi, nella zona detta Centofontane, per l&amp;#39;esistenza ancora attuale di moltissime fonti di acqua dolce.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il nome Pizzo (dal significato di becco d&amp;#39;uccello o punto sporgente) si attaglia perfettamente al promontorio tufaceo che sporge sul mare, elevandosi dalla foce del fiume Angitola, fino alla spiaggia della Marina.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ti invito ora a seguirmi&lt;/strong&gt; nella visita di Pizzo: ti parlerò del suo toponimo, visiteremo assieme la città e la sua storia.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/05/viaggio-in-calabria-pizzo.html</link>
                <pubDate>Sun, 29 Aug 2021 14:48:48 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>VIBO VALENTIA l&#39;antica Monteleone sulla Costa degli Dei (Calabria)</itunes:title>
                <title>VIBO VALENTIA l&#39;antica Monteleone sulla Costa degli Dei (Calabria)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Vibo Valentia  l&#39;antica Monteleone sulla Costa degli Dei</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Vibo Valentia (formerly Monteleone until 1861 and Monteleone di Calabria from 1861 to 1928 (Vibbu Valenzia or Muntiliuni in Vibonese dialect), is the chief town of the province of the same name in Calabria, whose inhabitants are called Vibonesi.

The city of Vibo Valentia has a long history of over 8,000 years, it was also the capital of Calabria Ultra and the Calabrie treasury (Ulterior and Hither).

After the branch for Pizzo Calabro, the Statale 18 runs between orchards and orchards, while below the town still appears, picturesque on the high cliff above the sea.

The road then rises with a magnificent view of Vibo Marina, the tip of Briàtico and the entire arch of the Gulf of Sant’Eufemia, framed by Monte Cocuzzo, Reventino and the promontory of Monte Poro.

In this stretch, with clear air, the view extends to the island of Stròmboli.

After leaving a trunk of 5 km for Vibo Marina and a short branch of half a km for Longobardi at 175 m asl, we continue uphill towards the south-west, we skim to the right the Chapel of the Madonna del Buon Consiglio and along a tree-lined avenue we arrive in Vibo Valentia at 476 m asl, a lively city with an interesting aspect, with a rich archaeological heritage and notable artistic monuments, in a panoramic position on a fertile plateau at the root of the Tropea peninsula.

I now invite you to follow me on a visit to Vibo Valentia: a visit to the places of interest in the city and a journey through its history</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Vibo Valentia</strong> (già Monteleone fino al 1861 e Monteleone di Calabria dal 1861 al 1928 (<em>Vibbu Valenzia</em> o <em>Muntiliuni </em>in dialetto vibonese), è il comune capoluogo dell&#39;omonima provincia in Calabria, i cui abitanti son detti <strong>Vibonesi</strong>.</p><p>La città di Vibo Valentia ha una storia lunga oltre 8.000 anni, è anche stata capoluogo della Calabria Ultra e tesoreria delle Calabrie (Ulteriore e Citeriore).</p><p>Dopo la diramazione per Pizzo Calabro, la Statale 18 corre tra orti e frutteti, mentre in basso ci appare ancora la cittadina, pittoresca sulla rupe alta sul mare.</p><p>Quindi la strada si eleva con magnifica vista su Vibo Marina, la punta di Briàtico e su tutto l’arco del Golfo di Sant’Eufemia, incorniciato dal Monte Cocuzzo, dal Reventino e dal promontorio di Monte Poro.</p><p>In questo tratto, con l’aria limpida, la vista spazia fino all’isola di Stròmboli.</p><p>Dopo aver lasciato un tronco di 5 km per Vibo Marina e una breve diramazione di mezzo km per Longobardi a 175 m slm, continuiamo sempre in salita verso sud-ovest, rasentiamo a destra la Cappella della Madonna del Buon Consiglio e per un viale alberato arriviamo a Vibo Valentia a 476 m slm, città animata, di aspetto interessante, con ricco patrimonio archeologico e notevoli monumenti artistici, in posizione panoramica su un fertile altopiano alla radice della penisola di Tropea.</p><p><strong>Ti invito ora a seguirmi</strong> nella visita di Vibo Valentia: la visita ai luoghi d’interesse della città e un viaggio lungo la sua storia</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Vibo Valentia&lt;/strong&gt; (già Monteleone fino al 1861 e Monteleone di Calabria dal 1861 al 1928 (&lt;em&gt;Vibbu Valenzia&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;Muntiliuni &lt;/em&gt;in dialetto vibonese), è il comune capoluogo dell&amp;#39;omonima provincia in Calabria, i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Vibonesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La città di Vibo Valentia ha una storia lunga oltre 8.000 anni, è anche stata capoluogo della Calabria Ultra e tesoreria delle Calabrie (Ulteriore e Citeriore).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dopo la diramazione per Pizzo Calabro, la Statale 18 corre tra orti e frutteti, mentre in basso ci appare ancora la cittadina, pittoresca sulla rupe alta sul mare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quindi la strada si eleva con magnifica vista su Vibo Marina, la punta di Briàtico e su tutto l’arco del Golfo di Sant’Eufemia, incorniciato dal Monte Cocuzzo, dal Reventino e dal promontorio di Monte Poro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In questo tratto, con l’aria limpida, la vista spazia fino all’isola di Stròmboli.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dopo aver lasciato un tronco di 5 km per Vibo Marina e una breve diramazione di mezzo km per Longobardi a 175 m slm, continuiamo sempre in salita verso sud-ovest, rasentiamo a destra la Cappella della Madonna del Buon Consiglio e per un viale alberato arriviamo a Vibo Valentia a 476 m slm, città animata, di aspetto interessante, con ricco patrimonio archeologico e notevoli monumenti artistici, in posizione panoramica su un fertile altopiano alla radice della penisola di Tropea.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ti invito ora a seguirmi&lt;/strong&gt; nella visita di Vibo Valentia: la visita ai luoghi d’interesse della città e un viaggio lungo la sua storia&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 28 Aug 2021 16:50:39 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>MILETO la città normanna (Calabria)</itunes:title>
                <title>MILETO la città normanna (Calabria)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Mileto la città normanna</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Mileto (Militu in Calabrese) is a municipality whose inhabitants are called Miletesi and is part of the province of Vibo Valentia, in Calabria and is located on an elongated hill east of the mountain group of Monte Poro south of the capital.

After Rosarno, state road 18 crosses the Mèsima river, then with a sharp climb we cross the border between the provinces of Reggio Calabria and Vibo Valentia, climbing several terraces, and traveling along the western side of the great furrow of Mèsima.

We skirt the village of Paravati (which became famous for being the birthplace of the famous visionary Natuzza Evolo) at a height of 308 m asl, and always uphill we arrive at Mileto at 365 m asl, an agricultural center located on a flat terrace.

The town which took its name from the ancient center founded by the Normans, was destroyed by the earthquake in 1783, and rebuilt with wide and straight streets, and a large central square.

I now invite you to follow me on a visit to Miletus: a visit to the places of interest in the city and a journey through its history</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Mileto </strong>(<em>Militu </em>in calabrese) è un comune i cui abitanti sono detti <strong>Miletesi </strong>e fa parte della provincia di Vibo Valentia, in Calabria ed è situato su una collina di forma allungata a est del gruppo montuoso del Monte Poro a sud del capoluogo.</p><p>Dopo Rosarno, la statale 18 varca il fiume Mèsima, poi con viva salita attraversiamo il confine tra le province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, risalendo diversi terrazzi, e percorrendo il versante occidentale del grande solco del Mèsima.</p><p>Rasentiamo il borgo di Paravati (diventato famoso per essere il luogo natio della famosa veggente Natuzza Evolo) ad un&#39;altezza di 308 m slm, e sempre in salita arriviamo a Mileto a 365 m slm, centro agricolo situato in piano su un terrazzo.</p><p>La cittadina che ha preso il nome dall&#39;antico centro fondato dai Normanni, fu distrutto dal terremoto nel 1783, e ricostruito con strade larghe e diritte, e una grande piazza centrale.</p><p><strong>Ti invito ora a seguirmi</strong> nella visita di Mileto: la visita ai luoghi d&#39;interesse della città e un viaggio lungo la sua storia</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mileto &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Militu &lt;/em&gt;in calabrese) è un comune i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Miletesi &lt;/strong&gt;e fa parte della provincia di Vibo Valentia, in Calabria ed è situato su una collina di forma allungata a est del gruppo montuoso del Monte Poro a sud del capoluogo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dopo Rosarno, la statale 18 varca il fiume Mèsima, poi con viva salita attraversiamo il confine tra le province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, risalendo diversi terrazzi, e percorrendo il versante occidentale del grande solco del Mèsima.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Rasentiamo il borgo di Paravati (diventato famoso per essere il luogo natio della famosa veggente Natuzza Evolo) ad un&amp;#39;altezza di 308 m slm, e sempre in salita arriviamo a Mileto a 365 m slm, centro agricolo situato in piano su un terrazzo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La cittadina che ha preso il nome dall&amp;#39;antico centro fondato dai Normanni, fu distrutto dal terremoto nel 1783, e ricostruito con strade larghe e diritte, e una grande piazza centrale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ti invito ora a seguirmi&lt;/strong&gt; nella visita di Mileto: la visita ai luoghi d&amp;#39;interesse della città e un viaggio lungo la sua storia&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 28 Aug 2021 16:38:55 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>ROSARNO (Calabria)</itunes:title>
                <title>ROSARNO (Calabria)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Rosarno</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Rosarno (in dialect it is Rosàrni or Rusàrni) is a town in the metropolitan city of Reggio Calabria, whose inhabitants are called Rosarnesi or Rosarnisi.

Northern summit of the Plain of Gioia Tauro.

The town, bordering the province of Vibo Valentia, as well as being a railway and motorway hub of primary importance for the entire province.

Center of the Tyrrhenian side of Calabria, it is located on an isolated hill near the site of the ancient Medma or Mesma, a colony of the Locresi Epizefiri founded in 600 BC.

The town of Rosarno, already damaged by the earthquake of 1659, was almost destroyed by that of 1783 and then rebuilt with a regular urban plan.

Leaving Gioia Tauro, the state road 18 runs along a very picturesque stretch, with dense and leafy olive groves.

After passing a low ridge we descend to Rosarno which is located at a height of 67 m asl, a lively town with a modern appearance, an important agricultural and commercial center, known for the production and processing of olives, in a beautiful position on an isolated hill near the site. where the Antica Medma or Mesma once stood.

It was the homeland of the astronomer Philip of Medma, a friend of Plato and considered the publisher of his posthumous works.

I invite you now to follow me on my visit to Rosarno: a visit to the city&#39;s places of interest and a journey through its history</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Rosarno </strong>(in dialetto è <em>Rosàrni </em>o <em>Rusàrni</em>) è un comune della città metropolitana di Reggio Calabria, i cui abitanti sono detti <strong>Rosarnesi </strong>o <strong>Rosarnisi</strong>.</p><p>Vertice settentrionale della Piana di Gioia Tauro.</p><p>La cittadina, confinante con la provincia di Vibo Valentia, oltre ad essere uno snodo ferroviario ed autostradale di primaria importanza per l&#39;intera provincia.</p><p>Centro del versante tirrenico della Calabria, si trova su un&#39;altura isolata presso il sito dell&#39;antica Medma o Mesma, colonia dei Locresi Epizefiri fondata nel 600 avanti Cristo.</p><p>L&#39;abitato di Rosarno, già danneggiato dal terremoto del 1659, fu quasi distrutto da quello del 1783 e poi ricostruito con pianta urbanistica regolare.</p><p>Lasciata Gioia Tauro, la statale 18 percorre un tratto molto pittoresco, con fitti e frondosi uliveti.</p><p>Superata una bassa dorsale scendiamo a Rosarno che si trova ad un’altezza di 67 m slm, cittadina animata di aspetto moderno, importante centro agricolo e commerciale, noto per la produzione e lavorazione delle olive, in bella posizione su un colle isolato presso il sito dove sorgeva L&#39;Antica Medma o Mesma.</p><p>Fu patria dell&#39;astronomo Filippo di Medma, amico di Platone e ritenuto editore delle sue opere postume.</p><p><strong>Ti invito ora a seguirmi</strong> nella visita di Rosarno: la visita ai luoghi d’interesse della città e un viaggio lungo la sua storia</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Rosarno &lt;/strong&gt;(in dialetto è &lt;em&gt;Rosàrni &lt;/em&gt;o &lt;em&gt;Rusàrni&lt;/em&gt;) è un comune della città metropolitana di Reggio Calabria, i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Rosarnesi &lt;/strong&gt;o &lt;strong&gt;Rosarnisi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Vertice settentrionale della Piana di Gioia Tauro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La cittadina, confinante con la provincia di Vibo Valentia, oltre ad essere uno snodo ferroviario ed autostradale di primaria importanza per l&amp;#39;intera provincia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Centro del versante tirrenico della Calabria, si trova su un&amp;#39;altura isolata presso il sito dell&amp;#39;antica Medma o Mesma, colonia dei Locresi Epizefiri fondata nel 600 avanti Cristo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;#39;abitato di Rosarno, già danneggiato dal terremoto del 1659, fu quasi distrutto da quello del 1783 e poi ricostruito con pianta urbanistica regolare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lasciata Gioia Tauro, la statale 18 percorre un tratto molto pittoresco, con fitti e frondosi uliveti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Superata una bassa dorsale scendiamo a Rosarno che si trova ad un’altezza di 67 m slm, cittadina animata di aspetto moderno, importante centro agricolo e commerciale, noto per la produzione e lavorazione delle olive, in bella posizione su un colle isolato presso il sito dove sorgeva L&amp;#39;Antica Medma o Mesma.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fu patria dell&amp;#39;astronomo Filippo di Medma, amico di Platone e ritenuto editore delle sue opere postume.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ti invito ora a seguirmi&lt;/strong&gt; nella visita di Rosarno: la visita ai luoghi d’interesse della città e un viaggio lungo la sua storia&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 28 Aug 2021 16:25:45 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>GIOIA TAURO (Calabria)</itunes:title>
                <title>GIOIA TAURO (Calabria)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Gioia Tauro</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Giòia Tauro (Giòi in the local diction) is a town in the metropolitan city of Reggio Calabria in Calabria, whose inhabitants are called Gioiesi or Gioitani.

Agricultural, commercial and industrial center of the province, it overlooks the Tyrrhenian Sea (at the mouth of the Petrace River) and gives its name to the Gulf (from Capo Vaticano to Punta Pezzo) and to the plain of the same name.

The Piana di Gioia Tauro is, thanks to the reclamation of 1800 and 1900, the most fertile in the region.

Around the 1970s this great resource was almost forgotten for a few years, to favor a project for a large steel center, never built and of which only the large port basin remained which, after years of inactivity, controversy and derision, began a slow growth.

I now invite you to follow me on a visit to Gioia Tauro: a visit to the places of interest in the city and a journey through its history</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Giòia Tauro</strong> (<em>Giòi </em>nella dizione locale) è un comune della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria, i cui abitanti sono detti <strong>Gioiesi </strong>o <strong>Gioitani</strong>.</p><p>Centro agricolo, commerciale e industriale della provincia, si affaccia sul mar Tirreno (presso la foce del Fiume Petrace) e dà il nome al Golfo (da Capo Vaticano a Punta Pezzo) e alla piana omonima.</p><p>La Piana di Gioia Tauro è, grazie alle bonifiche del 1800 e 1900, la più fertile della regione.</p><p>Intorno agli anni 1970 questa grande risorsa fu per alcuni anni quasi dimenticata, per favorire un progetto di un grande polo siderurgico, mai realizzato e di cui rimase solo il grande bacino portuale che, dopo anni di inattività, polemiche e derisioni, ha cominciato una lenta crescita.</p><p><strong>Ti invito ora a seguirmi</strong> nella visita di Gioia Tauro: la visita ai luoghi d’interesse della città e un viaggio lungo la sua storia</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giòia Tauro&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Giòi &lt;/em&gt;nella dizione locale) è un comune della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria, i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Gioiesi &lt;/strong&gt;o &lt;strong&gt;Gioitani&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Centro agricolo, commerciale e industriale della provincia, si affaccia sul mar Tirreno (presso la foce del Fiume Petrace) e dà il nome al Golfo (da Capo Vaticano a Punta Pezzo) e alla piana omonima.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La Piana di Gioia Tauro è, grazie alle bonifiche del 1800 e 1900, la più fertile della regione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Intorno agli anni 1970 questa grande risorsa fu per alcuni anni quasi dimenticata, per favorire un progetto di un grande polo siderurgico, mai realizzato e di cui rimase solo il grande bacino portuale che, dopo anni di inattività, polemiche e derisioni, ha cominciato una lenta crescita.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ti invito ora a seguirmi&lt;/strong&gt; nella visita di Gioia Tauro: la visita ai luoghi d’interesse della città e un viaggio lungo la sua storia&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 28 Aug 2021 16:04:21 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>PALMI e la tradizione della Varia (Calabria)</itunes:title>
                <title>PALMI e la tradizione della Varia (Calabria)</title>

                <itunes:episode>109</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Palmi  e la tradizione della Varia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Palmi (in Calabrian: Pàrmi) is a town in the metropolitan city of Reggio Calabria, whose inhabitants are called Palmesi.

The city is an active agricultural, commercial and seaside center, as well as the main locality of the geographical area known as Piana di Palmi or Gioia Tauro.

Keppel Richard Craven wrote in his 1821 &#34;A tour through the southern provinces of the kingdom of Naples&#34; human imagination, as it is beyond the possibility of a design &#34;

Palmi rises on the Tyrrhenian Sea, close to the slopes of Monte Sant&#39;Elia, on a terrace overlooking a stretch of Costa Viola.

Much of the municipal area is made up of a series of hilly terraces that rapidly descend to the sea through a system of cliffs, small beaches and cliffs.

On a terrace at an altitude of 228 meters above sea level there is the historic center with the municipal house while, in another terracing located further north and having a height of about 100 meters above sea level, the hamlet of Taureana is located.

The remaining part of the municipal area is constituted, to the south, by Monte Sant&#39;Elia (582 meters above sea level) and, to the north-west, by a flat area on which the seaside districts of Lido di Palmi are located.

I invite you now to follow me on a visit to Palmi: its toponym, the visit to the city, a hint of the feast of the various UNESCO oral and intangible heritage of humanity and its history</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Palmi </strong>(in calabrese: <em>Pàrmi</em>) è un comune della città metropolitana di Reggio Calabria, i cui abitanti sono detti <strong>Palmesi</strong>.</p><p>La città è un attivo centro agricolo, commerciale e balneare, nonché località principale dell&#39;area geografica conosciuta come Piana di Palmi o Gioia Tauro.</p><p>Scriveva Keppel Richard Craven, nel suo “<em>A tour through the southern provinces of the kingdom of Naples</em>” (Un tour nelle province meridionali del regno di Napoli) del 1821 «<em>Devo considerare Palmi come posta in una situazione così particolare da essere difficilmente concepita dall&#39;immaginazione umana, in quanto è al di là della possibilità di un disegno</em>»</p><p>Palmi sorge sul mar Tirreno, a ridosso delle pendici del Monte Sant&#39;Elia, su un terrazzamento che sovrasta un tratto di Costa Viola.</p><p>Gran parte del territorio comunale è formato da una serie di terrazzamenti collinari che degradano rapidamente sul mare tramite un sistema di falesie, piccole spiagge e scogliere.</p><p>Su un terrazzamento a quota 228 metri s.l.m. si trova il centro storico con la casa comunale mentre, in un altro terrazzamento posto più a nord ed avente altezza di circa 100 metri s.l.m., è ubicata la frazione di Taureana.</p><p>La restante parte della superficie comunale è costituita, a sud, dal Monte Sant&#39;Elia (582 metri s.l.m.) e, a nord-ovest, da un territorio pianeggiante su cui sorgono i quartieri balneari del Lido di Palmi.</p><p><strong>Ti invito ora a seguirmi</strong> nella visita di Palmi: il suo toponimo, la visita alla città, un accenno alla festa della Varia patrimonio orale e immateriale dell’umanità UNESCO e la sua storia</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Palmi &lt;/strong&gt;(in calabrese: &lt;em&gt;Pàrmi&lt;/em&gt;) è un comune della città metropolitana di Reggio Calabria, i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Palmesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La città è un attivo centro agricolo, commerciale e balneare, nonché località principale dell&amp;#39;area geografica conosciuta come Piana di Palmi o Gioia Tauro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Scriveva Keppel Richard Craven, nel suo “&lt;em&gt;A tour through the southern provinces of the kingdom of Naples&lt;/em&gt;” (Un tour nelle province meridionali del regno di Napoli) del 1821 «&lt;em&gt;Devo considerare Palmi come posta in una situazione così particolare da essere difficilmente concepita dall&amp;#39;immaginazione umana, in quanto è al di là della possibilità di un disegno&lt;/em&gt;»&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Palmi sorge sul mar Tirreno, a ridosso delle pendici del Monte Sant&amp;#39;Elia, su un terrazzamento che sovrasta un tratto di Costa Viola.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Gran parte del territorio comunale è formato da una serie di terrazzamenti collinari che degradano rapidamente sul mare tramite un sistema di falesie, piccole spiagge e scogliere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Su un terrazzamento a quota 228 metri s.l.m. si trova il centro storico con la casa comunale mentre, in un altro terrazzamento posto più a nord ed avente altezza di circa 100 metri s.l.m., è ubicata la frazione di Taureana.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La restante parte della superficie comunale è costituita, a sud, dal Monte Sant&amp;#39;Elia (582 metri s.l.m.) e, a nord-ovest, da un territorio pianeggiante su cui sorgono i quartieri balneari del Lido di Palmi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ti invito ora a seguirmi&lt;/strong&gt; nella visita di Palmi: il suo toponimo, la visita alla città, un accenno alla festa della Varia patrimonio orale e immateriale dell’umanità UNESCO e la sua storia&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 28 Aug 2021 15:45:02 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>BAGNARA e le donne Bagnarote (Calabria)</itunes:title>
                <title>BAGNARA e le donne Bagnarote (Calabria)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Bagnara Calabra  e le donne Bagnarote</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Bagnara Calabra is a town 50 meters above sea level in the metropolitan city of Reggio Calabria, whose inhabitants are called Bagnaresi or Bagnaroti.

The original toponym is &#34;Bagnara&#34;: &#34;Bagnara Calabra&#34; was assigned to it following the unification of Italy to distinguish the Calabrian municipality from that of Bagnara di Romagna.

From Scilla the Strada Statale 18, Tirrena Inferiore, surrounds a wonderful sea breast for the colors, borders the rock called the Two Sisters and touches Favazzina, a pretty village at 8 m asl, surrounded by citrus groves and at the mouth of the Fiumara of the same name, with beautiful beach, while on the right, on terraces, you can see extensive vineyards that provide a fine wine and behind you the squat cliff of Scilla.
Running a little above the railway and the sea, the road skirts from above a beautiful tourist-equipped beach and, crossing the Sfalassà stream over a high bridge, reaches Bagnara Calabra, an active fishing center, a popular and well-equipped seaside resort, picturesquely located between two terraced rocky spurs with a beautiful sandy beach bordered by an extensive promenade.

I now invite you to follow me in the visit of Bagnara: its toponym, the visit to the city and its history</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Bagnara Calabra</strong> è un comune a 50 m slm, della città metropolitana di Reggio Calabria, i cui abitanti son detti <strong>Bagnaresi </strong>o <strong>Bagnaroti</strong>.</p><p>Il toponimo originario è &#34;Bagnara&#34;: &#34;Bagnara Calabra&#34; le fu assegnato in seguito all&#39;unificazione d&#39;Italia per distinguere il comune calabrese da quello di Bagnara di Romagna.</p><p>Da Scilla la Strada Statale 18, Tirrena Inferiore, contorna un seno di mare meraviglioso per le colorazioni, rasenta lo scoglio detto delle Due Sorelle e tocca <em>Favazzina</em>, un grazioso paesino a 8 m slm, circondato da agrumeti e alla foce della Fiumara omonima, con bella spiaggia, mentre sulla destra, su terrazzamenti, si vedono estesi vigneti che forniscono un vino pregiato e alle spalle si profila la tozza rupe di Scilla.</p><p>Correndo un po&#39; sopra alla ferrovia e il mare, la strada rasenta dall&#39;alto una bella spiaggia attrezzata turisticamente e, varcato su un alto ponte il torrente Sfalassà, giunge a Bagnara Calabra, attivo centro peschereccio, frequentata e ben attrezzata stazione balneare, pittorescamente situata fra due speroni rocciosi coltivati a terrazzo con una bella spiaggia sabbiosa orlata da un esteso lungomare.</p><p><strong>Ti invito ora a seguirmi</strong> nella visita di Bagnara: il suo toponimo, la visita alla città e la sua storia</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Bagnara Calabra&lt;/strong&gt; è un comune a 50 m slm, della città metropolitana di Reggio Calabria, i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Bagnaresi &lt;/strong&gt;o &lt;strong&gt;Bagnaroti&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il toponimo originario è &amp;#34;Bagnara&amp;#34;: &amp;#34;Bagnara Calabra&amp;#34; le fu assegnato in seguito all&amp;#39;unificazione d&amp;#39;Italia per distinguere il comune calabrese da quello di Bagnara di Romagna.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da Scilla la Strada Statale 18, Tirrena Inferiore, contorna un seno di mare meraviglioso per le colorazioni, rasenta lo scoglio detto delle Due Sorelle e tocca &lt;em&gt;Favazzina&lt;/em&gt;, un grazioso paesino a 8 m slm, circondato da agrumeti e alla foce della Fiumara omonima, con bella spiaggia, mentre sulla destra, su terrazzamenti, si vedono estesi vigneti che forniscono un vino pregiato e alle spalle si profila la tozza rupe di Scilla.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Correndo un po&amp;#39; sopra alla ferrovia e il mare, la strada rasenta dall&amp;#39;alto una bella spiaggia attrezzata turisticamente e, varcato su un alto ponte il torrente Sfalassà, giunge a Bagnara Calabra, attivo centro peschereccio, frequentata e ben attrezzata stazione balneare, pittorescamente situata fra due speroni rocciosi coltivati a terrazzo con una bella spiaggia sabbiosa orlata da un esteso lungomare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ti invito ora a seguirmi&lt;/strong&gt; nella visita di Bagnara: il suo toponimo, la visita alla città e la sua storia&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 28 Aug 2021 15:28:09 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SCILLA Mostruum Scylaeum mostro di bellezza (Calabria)</itunes:title>
                <title>SCILLA Mostruum Scylaeum mostro di bellezza (Calabria)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Scilla mostro di fascino</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Scilla (formerly U Scigghiju in Reggino) is a municipality in the metropolitan city of Reggio Calabria in Calabria, whose inhabitants are called Scillesi (in Reggio dialect Scigghijtàni).

It is a popular tourist resort located on a promontory at the northern entrance to the Strait of Messina.

Scilla is located on the tip of the same name: the Scillèo Promontory, extending over the Strait of Messina, which in ancient times was in fact called the Strait of Scilla.

“I arrived in the city admiring its strange position.

Built on a hill, it descends like a long ribbon on the eastern side of the mountain, then turning in the manner of an S, it stretches out along the sea ... &#34;

(consideration on Scylla by the writer Dumas)

I invite you now to follow me in the visit of Scilla: its toponym, the visit to the city, its history</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Scilla </strong>(anticamente <em>U Scigghiju </em>in Reggino) è comune della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria, i cui abitanti sono detti <strong>Scillesi </strong>(in dialetto reggino <em>Scigghijtàni</em>).</p><p>È rinomata località turistica situata su un promontorio all’ingresso settentrionale dello stretto di Messina.</p><p>Scilla è situata sull&#39;omonima punta: il Promontorio Scillèo, proteso sullo Stretto di Messina, che anticamente veniva infatti denominato Stretto di Scilla.</p><p>«<em>Arrivai in città ammirando la sua strana posizione. </em></p><p><em>Costruita su una altura discende come un lungo nastro sul versante orientale della montagna, poi girandosi a guisa di S viene a distendersi lungo il mare</em> …»</p><p>(considerazione su Scilla dello scrittore Dumas)</p><p><strong>Ti invito ora a seguirmi</strong> nella visita di Scilla: il suo toponimo, la visita alla città, la sua storia</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Scilla &lt;/strong&gt;(anticamente &lt;em&gt;U Scigghiju &lt;/em&gt;in Reggino) è comune della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria, i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Scillesi &lt;/strong&gt;(in dialetto reggino &lt;em&gt;Scigghijtàni&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È rinomata località turistica situata su un promontorio all’ingresso settentrionale dello stretto di Messina.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Scilla è situata sull&amp;#39;omonima punta: il Promontorio Scillèo, proteso sullo Stretto di Messina, che anticamente veniva infatti denominato Stretto di Scilla.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«&lt;em&gt;Arrivai in città ammirando la sua strana posizione. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Costruita su una altura discende come un lungo nastro sul versante orientale della montagna, poi girandosi a guisa di S viene a distendersi lungo il mare&lt;/em&gt; …»&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(considerazione su Scilla dello scrittore Dumas)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ti invito ora a seguirmi&lt;/strong&gt; nella visita di Scilla: il suo toponimo, la visita alla città, la sua storia&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/04/viaggio-in-calabria-scilla.html</link>
                <pubDate>Thu, 26 Aug 2021 08:56:43 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>VILLAFRANCA TIRRENA l&#39;antica Bauso del Brigante Pasquale Bruno</itunes:title>
                <title>VILLAFRANCA TIRRENA l&#39;antica Bauso del Brigante Pasquale Bruno</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Villafranca Tirrena l&#39;antica Bauso del Brigante Pasquale Bruno</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Bauso then became Villafranca Tirrena (although it continued to be called Bàusu in Sicilian) which continues to be a municipality overlooking the Tyrrhenian Sea, part of the metropolitan city of Messina in Sicily, whose inhabitants are called Villafranchesi.

Interesting for the history linked to the foundation center of Villafranca is the Castle of Bauso, now known, in fact, also as the Castle of Villafranca Tirrena; a fortified building of which the French playwright Alexandre Dumas also wrote during one of the stages of his travels to Sicily in 1838, telling the story of the local Brigante Pasquale Bruno, Frenchized in Pascal Brunò, linked to the history of the Castle.

Another interesting thing is the story of the wooden statue of the Ecce Homo sculpted by the friar Umile from Petralia.

I now invite you to follow me on a visit to Villafranca Tirrena, a municipality born in 1929 following the merger with the neighboring municipalities of Calvaruso (formerly Bauso) and Saponara Villafranca.

I&#39;ll start by telling you the brief history of Bauso - the town where the story of the gentleman Brigand Pasquale Bruno took placeBauso then became Villafranca Tirrena (although it continued to be called Bàusu in Sicilian) which continues to be a municipality overlooking the Tyrrhenian Sea, part of the metropolitan city of Messina in Sicily, whose inhabitants are called Villafranchesi.

Interesting for the history linked to the foundation center of Villafranca is the Castle of Bauso, now known, in fact, also as the Castle of Villafranca Tirrena; a fortified building of which the French playwright Alexandre Dumas also wrote during one of the stages of his travels to Sicily in 1838, telling the story of the local Brigante Pasquale Bruno, Frenchized in Pascal Brunò, linked to the history of the Castle.

Another interesting thing is the story of the wooden statue of the Ecce Homo sculpted by the friar Umile from Petralia.

I now invite you to follow me on a visit to Villafranca Tirrena, a municipality born in 1929 following the merger with the neighboring municipalities of Calvaruso (formerly Bauso) and Saponara Villafranca.

I&#39;ll start by telling you the brief history of Bauso - the town where the story of the gentleman Brigand Pasquale Bruno took place</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Bauso quindi divenne <strong>Villafranca Tirrena </strong>(anche se continuò a chiamarsi <em>Bàusu</em> in siciliano) che continua ad essere un comune affacciato sul mar Tirreno, parte della città metropolitana di Messina in Sicilia, i cui abitanti son detti <strong>Villafranchesi</strong>.</p><p>Interessante per la storia legata al centro di fondazione di Villafranca è il <strong>Castello di Bauso</strong>, oggi conosciuto, infatti, anche come Castello di Villafranca Tirrena; un edificio fortificato di cui scrisse anche il drammaturgo francese Alexandre Dumas durante una delle tappe dei suoi viaggi in Sicilia del 1838, raccontando la storia del Brigante  locale Pasquale Bruno, francesizzato in Pascal Brunò, legato alla storia del Castello.</p><p>Altra cosa interessante è la storia della <strong>statua lignea dell&#39;Ecce Homo</strong> scolpita dal frate Umile da Petralia.</p><p><strong>Ti invito ora a seguirmi nella visita di Villafranca Tirrena</strong> comune nato nel 1929 in seguito alla fusione con i vicini comuni di Calvaruso (ex Bauso) e Saponara Villafranca.</p><p><span>Inizio raccontandoti la breve storia di Bauso - paese in cui si svolsero la vicende del Brigante gentiluomo Pasquale Bruno</span></p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Bauso quindi divenne &lt;strong&gt;Villafranca Tirrena &lt;/strong&gt;(anche se continuò a chiamarsi &lt;em&gt;Bàusu&lt;/em&gt; in siciliano) che continua ad essere un comune affacciato sul mar Tirreno, parte della città metropolitana di Messina in Sicilia, i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Villafranchesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Interessante per la storia legata al centro di fondazione di Villafranca è il &lt;strong&gt;Castello di Bauso&lt;/strong&gt;, oggi conosciuto, infatti, anche come Castello di Villafranca Tirrena; un edificio fortificato di cui scrisse anche il drammaturgo francese Alexandre Dumas durante una delle tappe dei suoi viaggi in Sicilia del 1838, raccontando la storia del Brigante  locale Pasquale Bruno, francesizzato in Pascal Brunò, legato alla storia del Castello.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Altra cosa interessante è la storia della &lt;strong&gt;statua lignea dell&amp;#39;Ecce Homo&lt;/strong&gt; scolpita dal frate Umile da Petralia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ti invito ora a seguirmi nella visita di Villafranca Tirrena&lt;/strong&gt; comune nato nel 1929 in seguito alla fusione con i vicini comuni di Calvaruso (ex Bauso) e Saponara Villafranca.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;Inizio raccontandoti la breve storia di Bauso - paese in cui si svolsero la vicende del Brigante gentiluomo Pasquale Bruno&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Wed, 25 Aug 2021 10:42:14 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SESTRI LEVANTE città dei due mari o la bi-mare (Liguria)</itunes:title>
                <title>SESTRI LEVANTE città dei due mari o la bi-mare (Liguria)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Sestri Levante città dei due mari</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Sestri Levante (Segesta Tiguliorum in Latin) is a town in the metropolitan city of Genoa in Liguria, whose inhabitants are called Sestresi or Sestrini.

Due to its geographic conformation it is locally defined as the &#34;city of the two seas&#34; or the &#34;bi-sea&#34;, being the historic center of Sestrese overlooking the two bays &#34;delle Favole&#34; and &#34;del Silenzio&#34;.

Like many other Ligurian villages, the city dates back to the ancient peoples called Liguri, more specifically called Tigulli, hence the name of the current geographical area called Tigullio.

In ancient times Sestri Levante was made up of an islet consisting of the current promontory which to the south is overhanging the sea.

This islet was, only in the modern age, joined to the mainland by a thin isthmus formed by the deposits of the numerous and periodic floods of the Gròmolo stream and by the constant action of the sea.

I invite you now to follow me on a visit to Sestri Levante: we will take a short tour along its history and visit the city</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Sestri Levante </strong>(<em>Segesta Tiguliorum</em> in latino) è un comune della città metropolitana di Genova in Liguria, i cui abitanti si chiamano <strong>Sestresi </strong>o <strong>Sestrini</strong>.</p><p>Per la sua conformazione geografica viene definita localmente come la &#34;città dei due mari&#34; o la &#34;bi-mare&#34;, essendo il centro storico sestrese affacciato sulle due baie &#34;delle Favole&#34; e &#34;del Silenzio&#34;.</p><p>Come molti altri borghi liguri la città risale agli antichi popoli chiamati Liguri, più dettagliatamente detti Tigulli, da cui il nome dell&#39;attuale zona geografica chiamata Tigullio.</p><p>Anticamente Sestri Levante era costituita da un isolotto consistente nel promontorio attuale che a sud si trova a strapiombo sul mare. </p><p>Questo isolotto fu, solamente in età moderna, unito alla terraferma da un sottile istmo formato dai depositi delle numerose e periodiche alluvioni del torrente Gròmolo e dall&#39;azione costante del mare.</p><p><strong>Ti invito ora a seguirmi</strong><span> nella visita di Sestri Levante: faremo un breve giro lungo la sua storia e visiteremo la città</span></p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sestri Levante &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Segesta Tiguliorum&lt;/em&gt; in latino) è un comune della città metropolitana di Genova in Liguria, i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Sestresi &lt;/strong&gt;o &lt;strong&gt;Sestrini&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per la sua conformazione geografica viene definita localmente come la &amp;#34;città dei due mari&amp;#34; o la &amp;#34;bi-mare&amp;#34;, essendo il centro storico sestrese affacciato sulle due baie &amp;#34;delle Favole&amp;#34; e &amp;#34;del Silenzio&amp;#34;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come molti altri borghi liguri la città risale agli antichi popoli chiamati Liguri, più dettagliatamente detti Tigulli, da cui il nome dell&amp;#39;attuale zona geografica chiamata Tigullio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Anticamente Sestri Levante era costituita da un isolotto consistente nel promontorio attuale che a sud si trova a strapiombo sul mare. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Questo isolotto fu, solamente in età moderna, unito alla terraferma da un sottile istmo formato dai depositi delle numerose e periodiche alluvioni del torrente Gròmolo e dall&amp;#39;azione costante del mare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ti invito ora a seguirmi&lt;/strong&gt;&lt;span&gt; nella visita di Sestri Levante: faremo un breve giro lungo la sua storia e visiteremo la città&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 22 Aug 2021 17:07:16 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>GRADO l&#39;Isola d&#39;Oro e la Prima Venezia (Friuli Venezia Giulia)</itunes:title>
                <title>GRADO l&#39;Isola d&#39;Oro e la Prima Venezia (Friuli Venezia Giulia)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Grado l&#39;Isola d&#39;Oro e la Prima Venezia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Grado (Gravo in Gradese dialect, Grau in Friulian) is a municipality in the province of Gorizia in Friuli-Venezia Giulia, whose inhabitants are called Gradesi and Graisani, an important tourist and spa center, also known as the Golden Island and, for its particular history, the First Venice.

It is located on an island so close to the mainland that it resembles a boat anchored at anchor.

Narrow streets, noisy squares around rare early Christian sacred buildings: this is the ancient center, on the island between the sea and the lagoon, where the Aquileans sheltered first, fleeing from Attila, then the Lombards.

The modern part is the elegant, well-known seaside resort: &#34;ad aquas gradata&#34;, the Latin expression from which the name derives, perhaps alludes to the very gentle slope of the beach that made it its fortune already when a Central European public, thirsty for the sun, arrives by stagecoach and ferry.

I invite you now to follow me on my visit to Grado: I will tell you about the origin of the name - we will visit the city and the natural areas - finally we will take a tour along its history and we will sit at the table to taste the typical dishes</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Grado </strong>(<em>Gravo </em>in dialetto gradese, <em>Grau </em>in friulano) è comune in provincia di Gorizia del Friuli-Venezia Giulia, i cui abitanti si chiamano <strong>Gradesi </strong>e <strong>Graisani</strong>, importante centro turistico e termale, noto anche come l&#39;Isola d&#39;Oro e, per la sua particolare storia, la Prima Venezia.</p><p>Si trova su un’isola così vicina alla terra ferma, da somigliare ad una barca ancorata alla fonda.</p><p>Calli strette, campielli chiassosi intorno a rari edifici sacri paleocristiani: questo il centro antico, sull’isola tra mare e laguna, ove ripararono gli Aquiliesi fuggendo da Attila, prima, i Longobardi poi.</p><p>La parte moderna è l’elegante, noto sito balneare: «<em>ad aquas gradata</em>», l’espressione latina da cui viene il nome allude forse al dolcissimo declivo della spiaggia che ne fece la fortuna già quando un pubblico mitteleuropeo, assetato di sole, vi arriva per diligenza e traghetto.</p><p><strong>Ti invito ora a seguirmi</strong> nella visita di Grado: ti parlerò dell’origine del nome - visiteremo la città e le aree naturali - infine faremo un giro lungo la sua storia e ci siederemo a tavola a gustare i piatti tipici</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Grado &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Gravo &lt;/em&gt;in dialetto gradese, &lt;em&gt;Grau &lt;/em&gt;in friulano) è comune in provincia di Gorizia del Friuli-Venezia Giulia, i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Gradesi &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;Graisani&lt;/strong&gt;, importante centro turistico e termale, noto anche come l&amp;#39;Isola d&amp;#39;Oro e, per la sua particolare storia, la Prima Venezia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si trova su un’isola così vicina alla terra ferma, da somigliare ad una barca ancorata alla fonda.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Calli strette, campielli chiassosi intorno a rari edifici sacri paleocristiani: questo il centro antico, sull’isola tra mare e laguna, ove ripararono gli Aquiliesi fuggendo da Attila, prima, i Longobardi poi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La parte moderna è l’elegante, noto sito balneare: «&lt;em&gt;ad aquas gradata&lt;/em&gt;», l’espressione latina da cui viene il nome allude forse al dolcissimo declivo della spiaggia che ne fece la fortuna già quando un pubblico mitteleuropeo, assetato di sole, vi arriva per diligenza e traghetto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ti invito ora a seguirmi&lt;/strong&gt; nella visita di Grado: ti parlerò dell’origine del nome - visiteremo la città e le aree naturali - infine faremo un giro lungo la sua storia e ci siederemo a tavola a gustare i piatti tipici&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 21 Aug 2021 15:07:16 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>MUGGIA il borgo di pescatori sul confine istriano (Friuli Venezia Giulia)</itunes:title>
                <title>MUGGIA il borgo di pescatori sul confine istriano (Friuli Venezia Giulia)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Muggia il borgo di pescatori sul confine istriano</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Mùggia (Muja in the Istrian dialect and in the Triestine dialect, Milje in Slovenian) is a town in Friuli-Venezia Giulia, whose inhabitants are called Mùggesani (Mujesani in Istroveneto).

In the last strip of Italy the coast seems to fold in on itself: here opens the Bay of Muggia, a characteristic locality with Istrian-Venetian features.

Arriving in the picturesque dock, it almost seems to enter the streets and squares.

The Venetian-style atmosphere is not breathed only thanks to the architecture: even the dialect, customs and gastronomic traditions reveal an intense past shared with the Serenissima.

Looking at Mùggia from the sea, the white Istrian stones and the colored houses create a harmonious whole with the verdant karst environment.

To frame it, seven kilometers of coastline and a crown of hills that dominate panoramically a vast area, both Italian and Istrian.

It is located by the sea, at the foot of a hill on the left bank of the valley of the same name, facing Trieste, and is a characteristic Venetian-looking town, dominated by the remains of the 1300s castle.

I invite you now to follow me in the visit of Muggia: we will take a tour along its history and the genius loci, the spirit of the place - we will visit the city and the daily life of fishermen in Mandracchio</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Mùggia </strong>(<em>Muja</em> in dialetto istroveneto e in dialetto triestino, <em>Milje </em>in sloveno) è un comune del Friuli-Venezia Giulia, i cui abitanti si chiamano <strong>Mùggesani </strong>(<em>Mujesani</em> in istroveneto).</p><p>Nell&#39;ultimo lembo d&#39;Italia la costa pare ripiegarsi su se stessa: qui si apre la Baia di Muggia, caratteristica località dalle fattezze istro-venete. </p><p>Approdando nella pittoresca darsena, pare quasi di entrare dentro le calli e le piazzette. </p><p>L&#39;atmosfera di stampo veneziano non si respira solo grazie alle architetture: anche il dialetto, i costumi e le tradizioni gastronomiche lasciano trapelare un intenso passato condiviso con la Serenissima.</p><p>Guardando Mùggia dal mare, le bianche pietre d&#39;Istria e le case colorate creano un armonico tutt&#39;uno con il verdeggiante ambiente carsico. </p><p>Ad incorniciarla, sette chilometri di costa e una corona di colli che dominano panoramicamente una vasta zona, sia italiana che istriana.</p><p>Si trova in riva al mare, ai piedi di un colle sulla riva sinistra del vallone omonimo, di fronte a Trieste, ed è una caratteristica località di aspetto Veneziano, dominata dai resti del castello del 1300.</p><p><strong>Ti invito ora a seguirmi</strong> nella visita di Muggia: faremo un giro lungo la sua storia e il genius loci, lo spirito del luogo - visiteremo la città e la vita quotidiana dei pescatori nel Mandracchio</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mùggia &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Muja&lt;/em&gt; in dialetto istroveneto e in dialetto triestino, &lt;em&gt;Milje &lt;/em&gt;in sloveno) è un comune del Friuli-Venezia Giulia, i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Mùggesani &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Mujesani&lt;/em&gt; in istroveneto).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nell&amp;#39;ultimo lembo d&amp;#39;Italia la costa pare ripiegarsi su se stessa: qui si apre la Baia di Muggia, caratteristica località dalle fattezze istro-venete. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Approdando nella pittoresca darsena, pare quasi di entrare dentro le calli e le piazzette. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;#39;atmosfera di stampo veneziano non si respira solo grazie alle architetture: anche il dialetto, i costumi e le tradizioni gastronomiche lasciano trapelare un intenso passato condiviso con la Serenissima.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Guardando Mùggia dal mare, le bianche pietre d&amp;#39;Istria e le case colorate creano un armonico tutt&amp;#39;uno con il verdeggiante ambiente carsico. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ad incorniciarla, sette chilometri di costa e una corona di colli che dominano panoramicamente una vasta zona, sia italiana che istriana.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si trova in riva al mare, ai piedi di un colle sulla riva sinistra del vallone omonimo, di fronte a Trieste, ed è una caratteristica località di aspetto Veneziano, dominata dai resti del castello del 1300.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ti invito ora a seguirmi&lt;/strong&gt; nella visita di Muggia: faremo un giro lungo la sua storia e il genius loci, lo spirito del luogo - visiteremo la città e la vita quotidiana dei pescatori nel Mandracchio&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 20 Aug 2021 16:53:05 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>TRIESTE la piccola Vienna sul mare (Friuli Venezia Giulia)</itunes:title>
                <title>TRIESTE la piccola Vienna sul mare (Friuli Venezia Giulia)</title>

                <itunes:episode>103</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Trieste la piccola Vienna sul mare</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Trieste (Trieste in Trieste; Trst in Slovenian and Croatian; Трст in Serbian) is the capital of the Friuli-Venezia Giulia region with special status, whose inhabitants are called Triestini.

Overlooking the gulf of the same name in the northernmost part of the Upper Adriatic, between the Italian peninsula and Istria, a few kilometers from the border with Slovenia in the historic region of Venezia Giulia.

For centuries it has represented a bridge between Western and Central-Southern Europe, mixing Mediterranean, Central European and Slavic characters.

In fact, it is the only city that allows you to reach Venice in 90 minutes (an hour and a half), but also 2 European capitals Ljubljana in Slovenia and Vienna in Austria, in addition to the beaches of Croatia.

I invite you now to follow me on my visit to Trieste: I will tell you about the origin of the name - the Territory and urban planning - we will take a tour along its history and urban development, the genius loci, the spirit of the place - we will visit the city and its surroundings and finally a hint of the typical gastronomy</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Trieste </strong>(<em>Trieste</em> in triestino; <em>Trst </em>in sloveno e in croato; <em>Трст </em>in serbo) è comune capoluogo della regione a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia, i cui abitanti si chiamano <strong>Triestini</strong>.</p><p>Affacciato sull&#39;omonimo golfo nella parte più settentrionale dell&#39;Alto Adriatico, fra la penisola italiana e l&#39;Istria, a qualche chilometro dal confine con la Slovenia nella regione storica della Venezia Giulia.</p><p>Rappresenta da secoli un ponte tra l&#39;Europa occidentale e quella centro-meridionale, mescolando caratteri mediterranei, mitteleuropei e slavi.</p><p>Infatti è l’unica città che permette di raggiungere in 90 minuti (un’ora e mezza) Venezia, ma anche 2 capitali europee Lubiana in Slovenia e Vienna in Austria, oltre alle spiagge della Croazia.</p><p><strong>Ti invito ora a seguirmi </strong>nella visita di Trieste: ti parlerò dell’origine del nome - del Territorio e dell’urbanistica - faremo un giro lungo la sua storia e dello sviluppo urbano, il genius loci, lo spirito del luogo - visiteremo città e dintorni ed infine un accenno alla gastronomia tipica</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Trieste &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Trieste&lt;/em&gt; in triestino; &lt;em&gt;Trst &lt;/em&gt;in sloveno e in croato; &lt;em&gt;Трст &lt;/em&gt;in serbo) è comune capoluogo della regione a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia, i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Triestini&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Affacciato sull&amp;#39;omonimo golfo nella parte più settentrionale dell&amp;#39;Alto Adriatico, fra la penisola italiana e l&amp;#39;Istria, a qualche chilometro dal confine con la Slovenia nella regione storica della Venezia Giulia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Rappresenta da secoli un ponte tra l&amp;#39;Europa occidentale e quella centro-meridionale, mescolando caratteri mediterranei, mitteleuropei e slavi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Infatti è l’unica città che permette di raggiungere in 90 minuti (un’ora e mezza) Venezia, ma anche 2 capitali europee Lubiana in Slovenia e Vienna in Austria, oltre alle spiagge della Croazia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ti invito ora a seguirmi &lt;/strong&gt;nella visita di Trieste: ti parlerò dell’origine del nome - del Territorio e dell’urbanistica - faremo un giro lungo la sua storia e dello sviluppo urbano, il genius loci, lo spirito del luogo - visiteremo città e dintorni ed infine un accenno alla gastronomia tipica&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 20 Aug 2021 16:35:56 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>AQUILEIA la seconda Roma dalle tre vite (Friuli Venezia Giulia)</itunes:title>
                <title>AQUILEIA la seconda Roma dalle tre vite (Friuli Venezia Giulia)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Aquileia la seconda Roma dalle tre vite</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Aquileia (Aquilee in standard Friulian, Aquilea in the local variant, Olee or Olea in ancient Friulian) is a town in Friuli-Venezia Giulia whose inhabitants are called Aquileiesi.

Roman colony founded in 181 BC, it was the capital of the 10th Augustan region and metropolis of the Christian church.

Together with Ravenna and Brescia it is the most important archaeological site in northern Italy, and with Cividale del Friuli and Udine it was one of the historic capitals of Friuli, whose banner derives from the coat of arms of Aquileia.

Agricultural center in the reclaimed area of ​​the immediate hinterland of the Grado Lagoon; of great archaeological interest, is the ancient Aquileia founded in 181 a. C. which was an important Roman colony located at the crossroads of trade routes and then for a long time the seat of the patriarchate, in an alternation of splendor and decadence, until in 1420 it was conquered by the Venetian Republic which put an end to the patriarchal temporal power.

The inhabited area develops around the patriarchal basilica for a radius of about one kilometer, also incorporating the remains of the ancient Roman city, and is crossed by the river Natissa.

The southern part of the municipal territory, behind the Grado lagoon, is instead made up of cultivated land deriving from reclamation or from small patches of plain wood.

On the road leading to Grado, before the last strip of the plain dies in the lagoon, the Romanesque bulk of the Basilica of Aquileia rises.

The 73 meters of the bell tower no longer loom over the solitudes dear to Carducci, but over a small village in a reclaimed countryside and over one of the most interesting archaeological areas in Italy.

In the shade of cypresses, the ruins of the Roman river port on the Natissa evoke the passage of distant exotic merchandise, which came by sea from all over the Mediterranean or by road from the Baltic beaches of amber.

I invite you now to follow me on my visit to Aquileia: I will tell you about the visit to the archaeological area, to let you know what to see through the traces of its past, a long journey through its long history.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Aquileia </strong>(<em>Aquilee</em> in friulano standard, <em>Aquilea </em>nella variante locale, <em>Olee</em> o <em>Olea </em>in friulano antico) è un comune del Friuli-Venezia Giulia i cui abitanti son detti <strong>Aquileiesi</strong>.</p><p>Colonia romana fondata nel 181 a.C., fu capitale della X regione augustea e metropoli della chiesa cristiana. </p><p>Insieme con Ravenna e Brescia è il più importante sito archeologico dell&#39;Italia settentrionale, e con Cividale del Friuli e Udine è stata una delle capitali storiche del Friuli, il cui vessillo deriva proprio dallo stemma di Aquileia.</p><p>Centro agricolo nella zona bonificata dell&#39;immediato retroterra della Laguna di Grado; di grande interesse archeologico, è l’antica Aquileia fondata nel 181 a. C. che fu importante colonia romana posta all&#39;incrocio di vie commerciali e poi per lungo tempo sede del patriarcato, in un alternarsi di splendori e decadenza, finché nel 1420 fu conquistata dalla Repubblica Veneta che pose fine al potere temporale patriarcale. </p><p>L&#39;abitato si sviluppa attorno alla basilica patriarcale per un raggio di circa un chilometro, inglobando anche i resti dell&#39;antica città romana, ed è attraversato dal fiume Natissa. </p><p>La parte sud del territorio comunale, retrostante alla laguna di Grado, è invece costituita da territorio coltivato derivante dalle bonifiche o da piccole macchie di bosco planiziale.</p><p>Sulla strada che porta a Grado, prima che l’ultimo lembo della pianura muoia nella Laguna, si alza la mole romanica della Basilica di Aquileia.</p><p>I 73 metri del campanile non incombono più sulle solitudini care al Carducci, ma su un piccolo borgo di una campagna bonificata e su una delle più interessanti zone archeologiche d’Italia.</p><p>All’ombra dei cipressi, i ruderi del porto fluviale romano sulla Natissa evocano il passaggio di lontane esotiche mercanzie, che giungevano per mare da tutto il Mediterraneo o per la strada fin dalle spiagge baltiche dell’ambra.</p><p><strong>Ti invito ora a seguirmi</strong> nella visita di Aquileia: ti parlerò della visita all’area archeologica, per farti conoscere cosa vedere attraverso le tracce del suo passato, un lungo viaggio lungo la sua lunga storia.</p><p><br></p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Aquileia &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Aquilee&lt;/em&gt; in friulano standard, &lt;em&gt;Aquilea &lt;/em&gt;nella variante locale, &lt;em&gt;Olee&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;Olea &lt;/em&gt;in friulano antico) è un comune del Friuli-Venezia Giulia i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Aquileiesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Colonia romana fondata nel 181 a.C., fu capitale della X regione augustea e metropoli della chiesa cristiana. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Insieme con Ravenna e Brescia è il più importante sito archeologico dell&amp;#39;Italia settentrionale, e con Cividale del Friuli e Udine è stata una delle capitali storiche del Friuli, il cui vessillo deriva proprio dallo stemma di Aquileia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Centro agricolo nella zona bonificata dell&amp;#39;immediato retroterra della Laguna di Grado; di grande interesse archeologico, è l’antica Aquileia fondata nel 181 a. C. che fu importante colonia romana posta all&amp;#39;incrocio di vie commerciali e poi per lungo tempo sede del patriarcato, in un alternarsi di splendori e decadenza, finché nel 1420 fu conquistata dalla Repubblica Veneta che pose fine al potere temporale patriarcale. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;#39;abitato si sviluppa attorno alla basilica patriarcale per un raggio di circa un chilometro, inglobando anche i resti dell&amp;#39;antica città romana, ed è attraversato dal fiume Natissa. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La parte sud del territorio comunale, retrostante alla laguna di Grado, è invece costituita da territorio coltivato derivante dalle bonifiche o da piccole macchie di bosco planiziale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sulla strada che porta a Grado, prima che l’ultimo lembo della pianura muoia nella Laguna, si alza la mole romanica della Basilica di Aquileia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I 73 metri del campanile non incombono più sulle solitudini care al Carducci, ma su un piccolo borgo di una campagna bonificata e su una delle più interessanti zone archeologiche d’Italia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;All’ombra dei cipressi, i ruderi del porto fluviale romano sulla Natissa evocano il passaggio di lontane esotiche mercanzie, che giungevano per mare da tutto il Mediterraneo o per la strada fin dalle spiagge baltiche dell’ambra.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ti invito ora a seguirmi&lt;/strong&gt; nella visita di Aquileia: ti parlerò della visita all’area archeologica, per farti conoscere cosa vedere attraverso le tracce del suo passato, un lungo viaggio lungo la sua lunga storia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 20 Aug 2021 16:04:15 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>LIGNANO Sabbiadoro e la chiocciloa di pineta (Friuli Venezia Giulia)</itunes:title>
                <title>LIGNANO Sabbiadoro e la chiocciloa di pineta (Friuli Venezia Giulia)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Lignano Sabbiadoro Sabbiadoro e la chiocciloa di pineta</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Lignano Sabbiadoro (Lignan in Friulian), until 1959 a fraction of Latisana, is a municipality in Friuli-Venezia Giulia whose inhabitants are called Lignanesi.

It is an important seaside resort in the Upper Adriatic, which developed in this century towards the mouth of the Tagliamento (Lignano Pineta then Pineda) and at the end of a sandy peninsula that suggested the modern name of Sabbiadoro, located in a green peninsula about fifty kilometers from Udine and equidistant (90 kilometers) from Venice and Trieste, a small appendage of the lower Veneto-Friuli and lower Friuli plain.

Lignano is essentially Sabbiadoro, a long beach similar to the Venetian sisters Bibione or Jesolo: sandy bottom that goes down slowly, very well equipped, generally a place suitable especially for families with children and very popular with Austrian and German tourists.

But Lignano is also much more: it is the culture of good food, it is sport and active tourism, it is natural landscapes between the lagoon and the pine forest.

I now invite you to follow me on a visit to Lignano called Sabbiadoro: I will tell you about the origin of the name - its territory and town planning - I will tell you about the beach and the lagoon of Marano</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Lignano Sabbiadoro </strong>(<em>Lignan</em> in friulano), fino al 1959 frazione di Latisana, è comune del Friuli-Venezia Giulia i cui abitanti si chiamano <strong>Lignanesi</strong>. </p><p>È un importante centro balneare dell&#39;Alto Adriatico, sviluppatosi in questo secolo verso la foce del Tagliamento (Lignano Pineta poi Pineda) ed all&#39;estremità di una penisoletta sabbiosa che ha suggerito la denominazione moderna di Sabbiadoro, situata in una verde penisola ad una cinquantina di chilometri da Udine ed equidistante (90 chilometri) da Venezia e Trieste, piccola appendice della bassa pianura veneto-friulana e della bassa friulana.</p><p>Lignano è essenzialmente Sabbiadoro, una lunga spiaggia simile alle sorelle venete Bibione o Jesolo: fondo sabbioso che scende lentamente, molto attrezzata, in genere una località adatta soprattutto a famiglie con bambini e molto frequentata da turisti austriaci e tedeschi. </p><p>Ma Lignano è anche molto altro: è cultura del buon cibo, è sport e turismo attivo, è paesaggi naturali tra laguna e pineta.</p><p><strong>Ti invito ora a seguirmi </strong>nella visita di Lignano detta Sabbiadoro: ti parlerò dell’origine del nome - del suo Territorio e dell’urbanistica - ti racconterò della spiaggia e della laguna di Marano</p><p><br></p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Lignano Sabbiadoro &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Lignan&lt;/em&gt; in friulano), fino al 1959 frazione di Latisana, è comune del Friuli-Venezia Giulia i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Lignanesi&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;È un importante centro balneare dell&amp;#39;Alto Adriatico, sviluppatosi in questo secolo verso la foce del Tagliamento (Lignano Pineta poi Pineda) ed all&amp;#39;estremità di una penisoletta sabbiosa che ha suggerito la denominazione moderna di Sabbiadoro, situata in una verde penisola ad una cinquantina di chilometri da Udine ed equidistante (90 chilometri) da Venezia e Trieste, piccola appendice della bassa pianura veneto-friulana e della bassa friulana.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lignano è essenzialmente Sabbiadoro, una lunga spiaggia simile alle sorelle venete Bibione o Jesolo: fondo sabbioso che scende lentamente, molto attrezzata, in genere una località adatta soprattutto a famiglie con bambini e molto frequentata da turisti austriaci e tedeschi. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma Lignano è anche molto altro: è cultura del buon cibo, è sport e turismo attivo, è paesaggi naturali tra laguna e pineta.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ti invito ora a seguirmi &lt;/strong&gt;nella visita di Lignano detta Sabbiadoro: ti parlerò dell’origine del nome - del suo Territorio e dell’urbanistica - ti racconterò della spiaggia e della laguna di Marano&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 20 Aug 2021 15:58:07 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CAORLE la piccola Venezia tra case colorate, canali, calli e campielli (Veneto)</itunes:title>
                <title>CAORLE la piccola Venezia tra case colorate, canali, calli e campielli (Veneto)</title>

                <itunes:episode>99</itunes:episode>
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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Caorle la piccola Venezia tra case colorate, canali, calli e campielli</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Càorle (Càorle in Veneto) is the municipality whose inhabitants are called Caorlotti, which is part of the metropolitan city of Venice in Veneto, located between the mouths of the Livenza and Lemene rivers, overlooking the Adriatic Sea to the north east of the Venice Lagoon between the tourist resorts of Eraclea and Bibione.

In 2017, Caorle was included in the ranks of the historic seaside villages of Italy and is one of the Italian municipalities awarded the Blue Flag and Green Spikes of the FEE.

The municipality overlooks the Adriatic Sea, but includes a series of hamlets in the hinterland.

Eighteen kilometers of golden sandy beach, clean sea suitable for children, clear, full of fish, dunes, unspoiled nature, the historic village on the sea, the port, the art, the traditions, the food and wine excellences of the area.

I invite you now to follow me on my visit to Caorle: a wonderful discovery.

The sea, the historic center with its picturesque painted houses, its lagoon and its casoni make it a complete and perfect destination for any type of holiday.

In this podcast I want to tell you what to see in Caorle and all that this destination offers, the surroundings with its fascinating natural areas, the typical cuisine and the fascinating journey through its history.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Càorle </strong>(<em>Càorle</em> in veneto) è il comune i cui abitanti son detti <strong>Caorlotti</strong>, che fa parte della città metropolitana di Venezia in Veneto, situato tra le foci dei fiumi Livenza e Lemene, che si affaccia sul Mare Adriatico a nord est della Laguna di Venezia fra le località turistiche di Eraclea e di Bibione. </p><p>Nel 2017, Caorle è stata inserita nel novero dei Borghi storici marinari d&#39;Italia ed è uno dei comuni italiani insigniti dei riconoscimenti Bandiera Blu e Spighe Verdi della FEE.</p><p>Il comune si affaccia sul mare Adriatico, ma comprende una serie di frazioni nell&#39;entroterra.</p><p>Diciotto chilometri di spiaggia sabbiosa color oro, mare pulito adatto ai bambini, limpido, pescoso, dune, natura incontaminata, il borgo storico sul mare, il porto, l’arte, le tradizioni, le eccellenze enogastronomiche del territorio.</p><p><strong>Ti invito ora a seguirmi </strong>nella visita di Caorle: una meravigliosa scoperta.</p><p>Il mare, il centro storico con le pittoresche case dipinte, la sua laguna e i suoi casoni la rendono una meta completa e perfetta per ogni tipo di vacanza. </p><p>In questo podcast vi voglio raccontare cosa vedere a Caorle e tutto quello che questa meta offre, i dintorni con le sue affascinanti aree naturali, la cucina tipica l’avvincente viaggio lungo la sua storia.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Càorle &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Càorle&lt;/em&gt; in veneto) è il comune i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Caorlotti&lt;/strong&gt;, che fa parte della città metropolitana di Venezia in Veneto, situato tra le foci dei fiumi Livenza e Lemene, che si affaccia sul Mare Adriatico a nord est della Laguna di Venezia fra le località turistiche di Eraclea e di Bibione. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel 2017, Caorle è stata inserita nel novero dei Borghi storici marinari d&amp;#39;Italia ed è uno dei comuni italiani insigniti dei riconoscimenti Bandiera Blu e Spighe Verdi della FEE.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il comune si affaccia sul mare Adriatico, ma comprende una serie di frazioni nell&amp;#39;entroterra.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Diciotto chilometri di spiaggia sabbiosa color oro, mare pulito adatto ai bambini, limpido, pescoso, dune, natura incontaminata, il borgo storico sul mare, il porto, l’arte, le tradizioni, le eccellenze enogastronomiche del territorio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ti invito ora a seguirmi &lt;/strong&gt;nella visita di Caorle: una meravigliosa scoperta.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il mare, il centro storico con le pittoresche case dipinte, la sua laguna e i suoi casoni la rendono una meta completa e perfetta per ogni tipo di vacanza. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;In questo podcast vi voglio raccontare cosa vedere a Caorle e tutto quello che questa meta offre, i dintorni con le sue affascinanti aree naturali, la cucina tipica l’avvincente viaggio lungo la sua storia.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 20 Aug 2021 15:48:21 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>JESOLO la Miami dell’Adriatico (Veneto)</itunes:title>
                <title>JESOLO la Miami dell’Adriatico (Veneto)</title>

                <itunes:episode>98</itunes:episode>
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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Jesolo la Miami dell’Adriatico</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Jèsolo (Jèxoło in Veneto) municipality that is part of the metropolitan city of Venice in Veneto, whose inhabitants are called Jèsolani is located on a flat area overlooking the Adriatic Sea and bordered by the Jesolo lagoon, the Sile and Piave rivers, and the mouths of this from the front of the Mort lagoon.

The ancient name of Jesolo was Equilium (from the Latin equus or from the Venetian ekvo), that is the city of horses, which recalls the breeding of the horse for which the ancient Venetians were celebrated.

The current name Jesolo, on the other hand, probably derives from a series of transcription errors of the older one (Equilo, Esulo, Lesulo, Jexulo, Jexollo, Jesolum, Giesolo).

At the eastern edge of the Venetian lagoon, in an area of ​​recent reclamation, is this center, located on the banks of the lower course of the river Sile, 42 km from Venice.

The agricultural development of the area and the importance recently assumed by Lido di Jesolo as a seaside resort, have also given a strong increase to the municipal population.

Have you ever heard of the &#34;Miami of the Adriatic&#34;?

Come with me, I invite you to discover Jesolo, the seaside resort on the Adriatic that is located in the splendid setting of Lido di Jesolo in the province of Venice.

For years it has been frequented by Italian and foreign tourists who choose this coast of the Mediterranean coast for their holidays.

Lido di Jesolo develops on the thin strip of coastline between the Venice lagoon and the mouth of the Piave.

It is a place where land and sea merge, to give life to evocative and unforgettable landscapes.

I will now tell you about the origin of the name and the town planning - we will take a tour along the fascinating history and the city</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Jèsolo </strong>(<em>Jèxoło</em> in veneto) comune che fa parte della città metropolitana di Venezia in Veneto, i cui abitanti si chiamano <strong>Jèsolani </strong>è posta su un territorio pianeggiante affacciato sul mare Adriatico ed orlato dalla laguna di Jesolo, dai fiumi Sile e Piave, e alle foci di questo dall&#39;antistante laguna del Mort.</p><p>Il nome antico di Jesolo era <em>Equilium </em>(dal latino <em>equus </em>o dal venetico <em>ekvo</em>), cioè città dei cavalli, che richiama l&#39;allevamento del cavallo per il quale erano celebrati gli antichi Veneti.</p><p>Il nome attuale Jesolo, invece, deriverebbe probabilmente da una serie di errori di trascrizione di quello più antico (<em>Equilo, Esulo, Lesulo, Jexulo, Jexollo, Jesolum, Giesolo</em>).</p><p>Al margine orientale della laguna veneta, in area di bonifiche recenti, è questo centro, situato sulle sponde del basso corso del fiume Sile, a 42 km da Venezia. </p><p>La valorizzazione agraria del territorio e l’importanza recentemente assunta dal Lido di Jesolo come stazione balneare, hanno dato anche un forte incremento alla popolazione comunale.</p><p>Hai mai sentito parlare della “Miami dell’Adriatico”? </p><p>Vieni con me ti invito a scoprire Jesolo la località di mare sull’Adriatico che si trova nella splendida cornice del Lido di Jesolo in provincia di Venezia. </p><p>Da anni è frequentata da turisti italiani e stranieri che scelgono questo litorale di costa del Mediterraneo per le proprie vacanze.</p><p>Il Lido di Jesolo si sviluppa sulla sottile striscia di litorale tra la laguna di Venezia e la foce del Piave. </p><p>È una località in cui terra e mare si fondono, per dare vita a paesaggi suggestivi e indimenticabili.</p><p><strong>Ti parlerò </strong>ora dell’origine del nome e dell’urbanistica - faremo un giro lungo l&#39;avvincente storia e la città</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Jèsolo &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Jèxoło&lt;/em&gt; in veneto) comune che fa parte della città metropolitana di Venezia in Veneto, i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Jèsolani &lt;/strong&gt;è posta su un territorio pianeggiante affacciato sul mare Adriatico ed orlato dalla laguna di Jesolo, dai fiumi Sile e Piave, e alle foci di questo dall&amp;#39;antistante laguna del Mort.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il nome antico di Jesolo era &lt;em&gt;Equilium &lt;/em&gt;(dal latino &lt;em&gt;equus &lt;/em&gt;o dal venetico &lt;em&gt;ekvo&lt;/em&gt;), cioè città dei cavalli, che richiama l&amp;#39;allevamento del cavallo per il quale erano celebrati gli antichi Veneti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il nome attuale Jesolo, invece, deriverebbe probabilmente da una serie di errori di trascrizione di quello più antico (&lt;em&gt;Equilo, Esulo, Lesulo, Jexulo, Jexollo, Jesolum, Giesolo&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Al margine orientale della laguna veneta, in area di bonifiche recenti, è questo centro, situato sulle sponde del basso corso del fiume Sile, a 42 km da Venezia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La valorizzazione agraria del territorio e l’importanza recentemente assunta dal Lido di Jesolo come stazione balneare, hanno dato anche un forte incremento alla popolazione comunale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Hai mai sentito parlare della “Miami dell’Adriatico”? &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Vieni con me ti invito a scoprire Jesolo la località di mare sull’Adriatico che si trova nella splendida cornice del Lido di Jesolo in provincia di Venezia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da anni è frequentata da turisti italiani e stranieri che scelgono questo litorale di costa del Mediterraneo per le proprie vacanze.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Lido di Jesolo si sviluppa sulla sottile striscia di litorale tra la laguna di Venezia e la foce del Piave. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;È una località in cui terra e mare si fondono, per dare vita a paesaggi suggestivi e indimenticabili.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ti parlerò &lt;/strong&gt;ora dell’origine del nome e dell’urbanistica - faremo un giro lungo l&amp;#39;avvincente storia e la città&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 20 Aug 2021 15:36:29 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>VENEZIA tour tra canali, calli, campielli e fondachi della Serenissima (Veneto)</itunes:title>
                <title>VENEZIA tour tra canali, calli, campielli e fondachi della Serenissima (Veneto)</title>

                <itunes:episode>97</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Venezia  tra canali, calli, campielli e fondachi della Serenissima</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Venice (Venesia in Veneto) is the municipality whose inhabitants are called Venetians, capital of the homonymous metropolitan city and of the Veneto region.

It includes both island and mainland territories, articulated around the two main centers of Venice (in the center of the homonymous lagoon) and Mestre (on the mainland).

121 islands - 177 canals - 400 bridges, the city was for 1100 years the capital of the Serenissima Republic of Venice and is known as the Serenissima, the Dominant and the Queen of the Adriatic: for its urban peculiarities and its artistic heritage, it is universally considered one of the most beautiful cities in the world, declared, together with its lagoon, a UNESCO World Heritage Site, which has contributed to making it the second Italian city after Rome with the highest tourist flow.

&#34;Everything that surrounds me is full of nobility, it is the grandiose and venerable work of human forces united, it is a majestic monument not of a single prince, but of a whole people.&#34; (Goethe, Journey to Italy, 1816)

Venetian artistic history has developed over the centuries in a unique way, compared to the rest of Europe, following a path of originality and slow elaboration of external influences.

Born as a Byzantine city, Venice has long been artistically conditioned by its relations with the Arab world.

The beauty of the city has multiplied and expanded to all the Arts and has also been its inspiration.

I invite you to follow me on my visit to Venice: I will tell you about the origin of the name - we will go for a walk along its history and through the city, along calli, fondachi, campielli, sestieri that are the streets, squares and neighborhoods, as well as bridges, on a tour full of discoveries, on the other hand Venice is not a city but a world, difficult to summarize - then a culinary break and finally a visit due to Murano with its glass production and Burano with its lace and its colorful houses, Torcello and Giudecca</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Venezia </strong>(<em>Venesia</em> in veneto) è il comune i cui abitanti son chiamati <strong>Veneziani</strong>, capoluogo dell&#39;omonima città metropolitana e della regione Veneto. </p><p>Comprende sia territori insulari sia di terraferma, articolato attorno ai due principali centri di Venezia (al centro dell&#39;omonima laguna) e di Mestre (nella terraferma).</p><p>121 isole - 177 canali - 400 ponti, la città è stata per 1100 anni la capitale della Serenissima Repubblica di Venezia ed è conosciuta come la Serenissima, la Dominante e la Regina dell&#39;Adriatico: per le peculiarità urbanistiche e per il suo patrimonio artistico, è universalmente considerata una tra le più belle città del mondo, dichiarata, assieme alla sua laguna, patrimonio dell&#39;umanità dall&#39;UNESCO, che ha contribuito a farne la seconda città italiana dopo Roma con il più alto flusso turistico.</p><p>«<em>Tutto ciò che mi circonda è pieno di nobiltà, è l&#39;opera grandiosa e veneranda di forze umane riunite, è un monumento maestoso non di un solo principe, ma di tutto un popolo</em>.» (Goethe, Viaggio in Italia, 1816)</p><p>La storia artistica veneziana si è sviluppata nei secoli in modo singolare, rispetto al resto dell&#39;Europa, seguendo un percorso di originalità e di lenta elaborazione degli influssi esterni. </p><p>Nata come città bizantina, Venezia è stata a lungo condizionata artisticamente dai suoi rapporti con il mondo arabo.</p><p>La bellezza della città si è moltiplicata ed espansa a tutte le Arti e ne è stata anche ispirazione.</p><p><strong>Vi invito a seguirmi </strong>nella visita di Venezia: vi parlerò dell’origine del nome -  andremo a spasso lungo la sua storia e per la città, lungo calli, fondachi, campielli, sestieri che sono le vie, piazze e quartieri, oltre ai ponti, in un tour ricco di scoperte, d’altronde Venezia non è una città ma un mondo, difficile da racchiudere in un sunto - poi una pausa culinaria ed infine una visita dovuta a Murano con la sua produzione del vetro e a Burano con i suoi merletti e le sue case colorate, Torcello e la Giudecca </p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Venezia &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Venesia&lt;/em&gt; in veneto) è il comune i cui abitanti son chiamati &lt;strong&gt;Veneziani&lt;/strong&gt;, capoluogo dell&amp;#39;omonima città metropolitana e della regione Veneto. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Comprende sia territori insulari sia di terraferma, articolato attorno ai due principali centri di Venezia (al centro dell&amp;#39;omonima laguna) e di Mestre (nella terraferma).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;121 isole - 177 canali - 400 ponti, la città è stata per 1100 anni la capitale della Serenissima Repubblica di Venezia ed è conosciuta come la Serenissima, la Dominante e la Regina dell&amp;#39;Adriatico: per le peculiarità urbanistiche e per il suo patrimonio artistico, è universalmente considerata una tra le più belle città del mondo, dichiarata, assieme alla sua laguna, patrimonio dell&amp;#39;umanità dall&amp;#39;UNESCO, che ha contribuito a farne la seconda città italiana dopo Roma con il più alto flusso turistico.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«&lt;em&gt;Tutto ciò che mi circonda è pieno di nobiltà, è l&amp;#39;opera grandiosa e veneranda di forze umane riunite, è un monumento maestoso non di un solo principe, ma di tutto un popolo&lt;/em&gt;.» (Goethe, Viaggio in Italia, 1816)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La storia artistica veneziana si è sviluppata nei secoli in modo singolare, rispetto al resto dell&amp;#39;Europa, seguendo un percorso di originalità e di lenta elaborazione degli influssi esterni. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nata come città bizantina, Venezia è stata a lungo condizionata artisticamente dai suoi rapporti con il mondo arabo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La bellezza della città si è moltiplicata ed espansa a tutte le Arti e ne è stata anche ispirazione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Vi invito a seguirmi &lt;/strong&gt;nella visita di Venezia: vi parlerò dell’origine del nome -  andremo a spasso lungo la sua storia e per la città, lungo calli, fondachi, campielli, sestieri che sono le vie, piazze e quartieri, oltre ai ponti, in un tour ricco di scoperte, d’altronde Venezia non è una città ma un mondo, difficile da racchiudere in un sunto - poi una pausa culinaria ed infine una visita dovuta a Murano con la sua produzione del vetro e a Burano con i suoi merletti e le sue case colorate, Torcello e la Giudecca &lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 20 Aug 2021 15:22:25 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>MESTRE la Fidelissima (Veneto)</itunes:title>
                <title>MESTRE la Fidelissima (Veneto)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Mestre la fedelissima</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Mestre is a town in the municipality of Venice, whose inhabitants are called Mestrini. It constitutes the main center of the Venetian mainland.

Already an autonomous municipality, in 1926 Mestre was integrated into the Municipality of Venice and, after World War II, it welcomed its urban development, becoming the seat of residential districts, services and important economic-productive realities.

It is located in the Venetian Plain on the edge of the Venice Lagoon at 3 m a.s.l. and acts as a gateway to Venice, as well as being an important road and railway junction.

I invite you now to follow me on my visit to Mestre: I will tell you about the origin of the name - of the Territory and urban planning - we will visit the city, we will take a tour along its history and a tour in the surroundings along the itinerary of the defense forts</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Mestre </strong>è una località del comune di Venezia, i cui abitanti si chiamano <strong>Mestrini</strong>. Costituisce il centro principale della terraferma veneziana.</p><p>Già comune autonomo, nel 1926 Mestre fu integrata nel Comune di Venezia e, nel secondo dopoguerra, ne accolse lo sviluppo urbano, diventando sede di quartieri residenziali, di servizi e di importanti realtà economico-produttive.</p><p>È situata nella Pianura Veneta a margine della Laguna di Venezia a 3 m s.l.m. e funge da porta d&#39;accesso a Venezia, oltre ad essere un importante nodo viario e ferroviario.</p><p><strong>Vi invito ora a seguirmi</strong> nella visita di Mestre: vi parlerò dell’origine del nome - del Territorio e dell’urbanistica - visiteremo la città, faremo un giro lungo la sua storia e un giro nei dintorni lungo l’itinerario dei forti di difesa</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mestre &lt;/strong&gt;è una località del comune di Venezia, i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Mestrini&lt;/strong&gt;. Costituisce il centro principale della terraferma veneziana.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Già comune autonomo, nel 1926 Mestre fu integrata nel Comune di Venezia e, nel secondo dopoguerra, ne accolse lo sviluppo urbano, diventando sede di quartieri residenziali, di servizi e di importanti realtà economico-produttive.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È situata nella Pianura Veneta a margine della Laguna di Venezia a 3 m s.l.m. e funge da porta d&amp;#39;accesso a Venezia, oltre ad essere un importante nodo viario e ferroviario.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Vi invito ora a seguirmi&lt;/strong&gt; nella visita di Mestre: vi parlerò dell’origine del nome - del Territorio e dell’urbanistica - visiteremo la città, faremo un giro lungo la sua storia e un giro nei dintorni lungo l’itinerario dei forti di difesa&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 20 Aug 2021 15:00:18 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>La cucina tipica di Chioggia (Veneto)</itunes:title>
                <title>La cucina tipica di Chioggia (Veneto)</title>

                <itunes:episode>95</itunes:episode>
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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>La cucina tipica di Chioggia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>In this podcast I will tell you about the various typical dishes of Chioggia, which has a wealth of excellent products ranging from the sea, to the lagoon and to the land.
The fishmongers and fish restaurants attract thousands of people to the lagoon city, but, in addition to the fish, also the Radicchio Rosso di Chioggia I.G.P., is the master, now known even beyond national borders.

The cuisine of Chioggia, as mentioned, is very vast and above all brings tradition to the tables, sometimes revisited, but always with an eye to the past.
Let&#39;s find out together, therefore, which are the most representative foods and tasty dishes of Chioggia from salty to sweet:</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>In questo podcast vi racconterò gli svariati piatti tipici di Chioggia, che ha una vastità di prodotti d’eccellenza che spaziano dal mare, alla Laguna e alla terra.</p><p>Le pescherie ed i ristoranti di pesce, attirano nella città lagunare migliaia di persone, ma, oltre al pescato, anche il Radicchio Rosso di Chioggia I.G.P., la fa da padrone, conosciuto ormai addirittura oltre i confini nazionali.</p><p>La cucina chioggiotta, come detto, è molto vasta e porta sulle tavole soprattutto la tradizione, talvolta rivisitata, ma sempre con lo sguardo fisso al passato.</p><p>Scopriamo insieme, dunque, quali sono i cibi ed i piatti gustosissimi più rappresentativi di Chioggia dal salato al dolce:</p><p><br></p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;In questo podcast vi racconterò gli svariati piatti tipici di Chioggia, che ha una vastità di prodotti d’eccellenza che spaziano dal mare, alla Laguna e alla terra.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le pescherie ed i ristoranti di pesce, attirano nella città lagunare migliaia di persone, ma, oltre al pescato, anche il Radicchio Rosso di Chioggia I.G.P., la fa da padrone, conosciuto ormai addirittura oltre i confini nazionali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La cucina chioggiotta, come detto, è molto vasta e porta sulle tavole soprattutto la tradizione, talvolta rivisitata, ma sempre con lo sguardo fisso al passato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Scopriamo insieme, dunque, quali sono i cibi ed i piatti gustosissimi più rappresentativi di Chioggia dal salato al dolce:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Tue, 10 Aug 2021 10:11:52 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CHIOGGIA la piccola Venezia (Veneto)</itunes:title>
                <title>CHIOGGIA la piccola Venezia (Veneto)</title>

                <itunes:episode>94</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Chioggia la piccola Venezia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Chioggia (Cióxa in Venetian chioggiotto) is the municipality whose inhabitants are called Chioggiotti, Chiozzotti, Clodiensi or Cioxoti of the metropolitan city of Venice in Veneto.

It is located on the southern edge of the metropolitan city and borders the Venetian lagoon to the north and west, the Adriatic Sea to the east, the mouth of the Adige and the Po delta to the south.

The historic center of the city is located at the southern end of the lagoon, on a group of islets divided by canals and connected by bridges.

The historic center of Chioggia, when viewed from above, appears in the shape of a fishbone. The city is called the Little Venice for the urban characteristics of the ancient area very similar to that of Venice, the Venetian capital to which the city is connected.

It is a fishing and fruit and vegetable center, with the town intersected in the north-south direction by three canals and narrow streets, it is a town with a characteristic appearance.

Roman mansio of the endolagunar waterway that connected Ravenna to Altino, also a refuge for Veneti during the barbarian invasions, was then considered the firstborn of Venice and the second city of the state with its own statutes since the 19th century.

Carlo Goldoni - who lived for some years in Palazzo Poli in Chioggia - set in this city one of his best known comedies, “Le baruffe chiozzotte”.

Goldoni himself describes the town in the preface to the Baruffe:

«Chiozza is a beautiful and rich city twenty-five miles away from Venice, also planted in the lagoons, isolated but made peninsula by a very long wooden bridge, which communicates with the mainland.
It has a Governor with the title of Podestà, which is always of one of the first Patrician Houses of the Republic of Venice, to which it belongs.
It has a Bishop transported there from the ancient seat of Malamocco.
It has a very lively and comfortable and well fortified port.
Evvi the noble class, the civilian and the merchant.
There are people of merit and distinction.
The Knight of the city has the title of Cancellier Grande, and has the privilege of wearing the robe with long and wide sleeves, like the Procurators of San Marco.
In short, she is a respectable city. &#34;</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Chioggia </strong>(<em>Cióxa </em>in veneto chioggiotto) è il comune i cui abitanti si chiamano <strong>Chioggiotti</strong>,<strong> Chiozzotti</strong>,<strong> Clodiensi</strong> o <strong>Cioxoti </strong>della città metropolitana di Venezia in Veneto. </p><p>Si trova ai margini meridionali della città metropolitana e confina con la laguna veneta a nord e ad ovest, il mare Adriatico a est, le foci dell&#39;Adige ed il delta del Po a sud.</p><p>Il centro storico della città sorge all&#39;estremità meridionale della laguna, su di un gruppo di isolette divise da canali e collegate fra loro da ponti.</p><p>Il centro storico di Chioggia, se osservato dall&#39;alto, appare a forma di lisca di pesce. La città viene denominata la Piccola Venezia per le caratteristiche urbanistiche della zona antica molto simile a quella di Venezia, il capoluogo veneto a cui la città è collegata.</p><p>È un centro peschereccio ed ortofrutticolo, con l’abitato intersecato nel senso nord-sud da tre canali e con strette calli, è una cittadina dall’aspetto caratteristico.</p><p>Mansio romana della via d’acqua endolagunare che univa Ravenna ad Altino, anch’essa rifugio di Veneti durante le invasioni barbariche, fu poi considerata quale primogenita di Venezia e seconda città dello Stato con propri statuti dall’800.</p><p><strong>Carlo Goldoni</strong> - che abitò per alcuni anni a Palazzo Poli in Chioggia - ha ambientato in questa città una delle sue commedie più conosciute, “<em>Le baruffe chiozzotte</em>”.</p><p>Così lo stesso Goldoni descrive la cittadina nella prefazione alle Baruffe:</p><p>«<em>Chiozza è una bella e ricca città venticinque miglia distante da Venezia, piantata anch&#39;essa nelle Lagune, isolata ma resa Penisola per via di un lunghissimo ponte di legno, che comunica colla Terraferma. </em></p><p><em>Ha un Governatore con il titolo di Podestà, ch&#39;è sempre di una delle prime Case Patrizie della Repubblica di Venezia, a cui appartiene. </em></p><p><em>Ha un Vescovo colà trasportato dall&#39;antica sede di Malamocco. </em></p><p><em>Ha un porto vivissimo e comodo e ben fortificato. </em></p><p><em>Evvi il ceto nobile, il civile ed il mercantile. </em></p><p><em>Vi sono delle persone di merito e di distinzione. </em></p><p><em>Il Cavaliere della città ha il titolo di Cancellier Grande, ed ha il privilegio di portare la veste colle maniche lunghe e larghe, come i Procuratori di San Marco. </em></p><p><em>Ella in somma è una città rispettabile</em>.»</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Chioggia &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Cióxa &lt;/em&gt;in veneto chioggiotto) è il comune i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Chioggiotti&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; Chiozzotti&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; Clodiensi&lt;/strong&gt; o &lt;strong&gt;Cioxoti &lt;/strong&gt;della città metropolitana di Venezia in Veneto. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si trova ai margini meridionali della città metropolitana e confina con la laguna veneta a nord e ad ovest, il mare Adriatico a est, le foci dell&amp;#39;Adige ed il delta del Po a sud.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il centro storico della città sorge all&amp;#39;estremità meridionale della laguna, su di un gruppo di isolette divise da canali e collegate fra loro da ponti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il centro storico di Chioggia, se osservato dall&amp;#39;alto, appare a forma di lisca di pesce. La città viene denominata la Piccola Venezia per le caratteristiche urbanistiche della zona antica molto simile a quella di Venezia, il capoluogo veneto a cui la città è collegata.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È un centro peschereccio ed ortofrutticolo, con l’abitato intersecato nel senso nord-sud da tre canali e con strette calli, è una cittadina dall’aspetto caratteristico.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mansio romana della via d’acqua endolagunare che univa Ravenna ad Altino, anch’essa rifugio di Veneti durante le invasioni barbariche, fu poi considerata quale primogenita di Venezia e seconda città dello Stato con propri statuti dall’800.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Carlo Goldoni&lt;/strong&gt; - che abitò per alcuni anni a Palazzo Poli in Chioggia - ha ambientato in questa città una delle sue commedie più conosciute, “&lt;em&gt;Le baruffe chiozzotte&lt;/em&gt;”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Così lo stesso Goldoni descrive la cittadina nella prefazione alle Baruffe:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«&lt;em&gt;Chiozza è una bella e ricca città venticinque miglia distante da Venezia, piantata anch&amp;#39;essa nelle Lagune, isolata ma resa Penisola per via di un lunghissimo ponte di legno, che comunica colla Terraferma. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ha un Governatore con il titolo di Podestà, ch&amp;#39;è sempre di una delle prime Case Patrizie della Repubblica di Venezia, a cui appartiene. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ha un Vescovo colà trasportato dall&amp;#39;antica sede di Malamocco. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ha un porto vivissimo e comodo e ben fortificato. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Evvi il ceto nobile, il civile ed il mercantile. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Vi sono delle persone di merito e di distinzione. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Il Cavaliere della città ha il titolo di Cancellier Grande, ed ha il privilegio di portare la veste colle maniche lunghe e larghe, come i Procuratori di San Marco. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ella in somma è una città rispettabile&lt;/em&gt;.»&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Tue, 10 Aug 2021 09:54:01 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>MESOLA con il suo castello e il gran bosco dei cervi (Emilia Romagna)</itunes:title>
                <title>MESOLA con il suo castello e il gran bosco dei cervi (Emilia Romagna)</title>

                <itunes:episode>93</itunes:episode>
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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Mesola il comune con castello e il bosco con i cervi</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Mesola (La Mèsula in Ferrara dialect) is the municipality whose inhabitants are called Mesolani in the province of Ferrara in Emilia-Romagna, municipality of the Po Delta, south of the branch called Po di Goro which represents both the municipal and regional border between Veneto and Emilia-Romagna.

The entirely flat territory is mostly below sea level, but the lines of the dunes that represent the ancient coast are still visible.

In Massenzatica there is a reserve of about 50 hectares of ancient fossil dunes.

Once largely a valley it was the subject of various reclamation interventions: first the Este family in 1500, then the Società Bonifiche Terreni Ferraresi in the second half of the nineteenth century and finally the Ente Delta Padano created a grandiose work made of canals, sewers and water pump which is entrusted with the daily management of the waters.

It is characterized by the presence of the Mesola Castle, around which there are large areas with pine forests and the Mesola Wood where there is a native species of deer.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Mesola </strong>(La Mèsula in dialetto ferrarese) è il comune i cui abitanti si chiamano <strong>Mesolani </strong>della provincia di Ferrara in Emilia-Romagna, comune del Delta del Po, a sud del ramo denominato Po di Goro che rappresenta sia il confine comunale sia regionale tra Veneto ed Emilia-Romagna.</p><p>Il territorio interamente pianeggiante è per gran parte sotto il livello del mare, ma sono ancora visibili le linee delle dune che rappresentano l&#39;antica costa. </p><p>In località Massenzatica si trova la riserva di circa 50 ettari delle antiche dune fossili. </p><p>Un tempo in gran parte vallivo è stato oggetto di vari interventi di bonifica: prima gli Este nel 1500, poi la Società Bonifiche Terreni Ferraresi nella seconda metà dell&#39;Ottocento e infine l&#39;Ente Delta Padano hanno realizzato una grandiosa opera fatta di canali, chiaviche ed idrovore a cui viene affidato il quotidiano governo delle acque.</p><p>È caratterizzato dalla presenza del Castello della Mesola, attorno al quale ci sono vaste aree con pinete e del Bosco della Mesola dov’è presente una specie autoctona di cervo.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mesola &lt;/strong&gt;(La Mèsula in dialetto ferrarese) è il comune i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Mesolani &lt;/strong&gt;della provincia di Ferrara in Emilia-Romagna, comune del Delta del Po, a sud del ramo denominato Po di Goro che rappresenta sia il confine comunale sia regionale tra Veneto ed Emilia-Romagna.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il territorio interamente pianeggiante è per gran parte sotto il livello del mare, ma sono ancora visibili le linee delle dune che rappresentano l&amp;#39;antica costa. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;In località Massenzatica si trova la riserva di circa 50 ettari delle antiche dune fossili. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un tempo in gran parte vallivo è stato oggetto di vari interventi di bonifica: prima gli Este nel 1500, poi la Società Bonifiche Terreni Ferraresi nella seconda metà dell&amp;#39;Ottocento e infine l&amp;#39;Ente Delta Padano hanno realizzato una grandiosa opera fatta di canali, chiaviche ed idrovore a cui viene affidato il quotidiano governo delle acque.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È caratterizzato dalla presenza del Castello della Mesola, attorno al quale ci sono vaste aree con pinete e del Bosco della Mesola dov’è presente una specie autoctona di cervo.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Tue, 10 Aug 2021 09:47:50 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>LIDO DEGLI ESTENSI il più turistico dei Lidi ferraresi (Emilia Romagna)</itunes:title>
                <title>LIDO DEGLI ESTENSI il più turistico dei Lidi ferraresi (Emilia Romagna)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Lido degli Estensi</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Lido degli Estensi (I Estìns in the local dialect) is a seaside resort in the province of Ferrara belonging to the seven Lidos of Comacchio, the most touristic of the Seven also known as Ferrara beaches, and bears the name of the Estensi family who ruled Ferrara for a long time.

The local environmentalist choice has led to the cutting down of as few pines as possible to make room for the houses, so the architectural layout of the houses has taken into account the presence of pines.

Its beach is among the longest in Italy, thanks to the sedimentation phenomena favored by the sirocco storm surges on one side and by the long dam further north that separates the Lido degli Estensi from Porto Garibaldi.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Lido degli Estensi</strong> (I Estìns nel dialetto locale) è una località balneare della provincia di Ferrara appartenente ai sette Lidi di Comacchio, il più turistico dei Sette detti anche lidi ferraresi, e porta il nome della famiglia degli Estensi che a lungo governarono Ferrara.</p><p>La scelta ambientalista locale ha portato ad abbattere il minor numero possibile di pini per far spazio alle abitazioni quindi l&#39;assetto architettonico delle abitazioni ha tenuto conto della presenza dei pini. </p><p>La sua spiaggia è tra le più lunghe d&#39;Italia, grazie ai fenomeni di sedimentazione favoriti dalle mareggiate di scirocco da un lato e dalla lunga diga più a nord che separa il lido degli Estensi da Porto Garibaldi.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Lido degli Estensi&lt;/strong&gt; (I Estìns nel dialetto locale) è una località balneare della provincia di Ferrara appartenente ai sette Lidi di Comacchio, il più turistico dei Sette detti anche lidi ferraresi, e porta il nome della famiglia degli Estensi che a lungo governarono Ferrara.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La scelta ambientalista locale ha portato ad abbattere il minor numero possibile di pini per far spazio alle abitazioni quindi l&amp;#39;assetto architettonico delle abitazioni ha tenuto conto della presenza dei pini. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La sua spiaggia è tra le più lunghe d&amp;#39;Italia, grazie ai fenomeni di sedimentazione favoriti dalle mareggiate di scirocco da un lato e dalla lunga diga più a nord che separa il lido degli Estensi da Porto Garibaldi.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Tue, 10 Aug 2021 09:44:21 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:episodeType>full</itunes:episodeType>
                <itunes:title>LIDO DI VOLANO il più intatto dei Lidi ferraresi (Emilia Romagna)</itunes:title>
                <title>LIDO DI VOLANO il più intatto dei Lidi ferraresi (Emilia Romagna)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Lido di Volano più intatto dei lidi ferraresi</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Lido di Volano (Vulàn in Ferrara dialect) is a seaside resort in the province of Ferrara, and is the northernmost of the seven Lidos of Comacchio, the one closest to the Po delta and therefore more interesting from a naturalistic point of view.

It is the northernmost locality of the Comacchio coast, it takes its name from a branch of the ancient course of the Po river.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Lido di Volano</strong> (Vulàn in dialetto ferrarese) è una località balneare della provincia di Ferrara, ed è il più settentrionale dei sette Lidi di Comacchio, quello più vicino al delta del Po e quindi più interessante dal punto di vista naturalistico.</p><p>È la località più a nord del litorale di Comacchio, prende il nome da un ramo dell&#39;antico corso del fiume Po.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Lido di Volano&lt;/strong&gt; (Vulàn in dialetto ferrarese) è una località balneare della provincia di Ferrara, ed è il più settentrionale dei sette Lidi di Comacchio, quello più vicino al delta del Po e quindi più interessante dal punto di vista naturalistico.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È la località più a nord del litorale di Comacchio, prende il nome da un ramo dell&amp;#39;antico corso del fiume Po.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Tue, 10 Aug 2021 09:40:25 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>LIDO DI POMPOSA il lido per famiglie e l&#39;Abbazia (Emilia Romagna)</itunes:title>
                <title>LIDO DI POMPOSA il lido per famiglie e l&#39;Abbazia (Emilia Romagna)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Lido di Pomposa e l&#39;Abbazia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Lido di Pomposa (Pumpòsa in the local dialect) is a seaside resort in the province of Ferrara and is part of the seven Lidos of Comacchio.

Almost all the architecture of the beach can be traced back to the boom that took place between the 1950s and 1960s.

But Pomposa is also synonymous with Pomposa Abbey, dating back to the 9th century (800) is one of the most important in all of Northern Italy, located 18 km from the beach and the sea, surrounded by the countryside in the Po Valley.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Lido di Pomposa</strong> (Pumpòsa nel dialetto locale) è una località balneare della provincia di Ferrara e fa parte dei sette Lidi di Comacchio.</p><p>Quasi tutta l&#39;architettura del lido è riconducibile al boom che ci fu tra gli anni 1950 e 1960.</p><p>Ma Pomposa è anche sinonimo di Abbazia di Pomposa, risalente al IX secolo (800) è una delle più importanti di tutto il Nord Italia, posta a 18 km dalla spiaggia e dal mare, circondata dalla campagna nella pianura Padana.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Lido di Pomposa&lt;/strong&gt; (Pumpòsa nel dialetto locale) è una località balneare della provincia di Ferrara e fa parte dei sette Lidi di Comacchio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quasi tutta l&amp;#39;architettura del lido è riconducibile al boom che ci fu tra gli anni 1950 e 1960.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma Pomposa è anche sinonimo di Abbazia di Pomposa, risalente al IX secolo (800) è una delle più importanti di tutto il Nord Italia, posta a 18 km dalla spiaggia e dal mare, circondata dalla campagna nella pianura Padana.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Tue, 10 Aug 2021 09:33:17 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>PORTO CORSINI l&#39;antico porto di Ravenna (Emilia Romagna)</itunes:title>
                <title>PORTO CORSINI l&#39;antico porto di Ravenna (Emilia Romagna)</title>

                <itunes:episode>89</itunes:episode>
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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Porto Corsini antico porto di Ravenna</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Porto Corsini is a seaside resort on the Romagna Riviera and part of the municipality of Ravenna.

It was built on both sides of the mouth of the Candiano canal, 13 km from the city.

Today only the town on the north bank of the canal takes the name of Porto Corsini, while the part on the south bank has taken on the name of Marina di Ravenna since 1930.

From 1700 until the First World War Porto Corsini was the port of Ravenna.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Porto Corsini</strong> è una località balneare della Riviera Romagnola e frazione del comune di Ravenna. </p><p>Fu costruito su entrambe le sponde della foce del canale Candiano, a 13 km dalla città. </p><p>Oggi solo l&#39;abitato sulla sponda nord del canale prende il nome di Porto Corsini, mentre la parte sulla sponda sud ha assunto dal 1930 la denominazione di Marina di Ravenna.</p><p>Dal 1700 fino alla prima guerra mondiale Porto Corsini è stato lo scalo portuale di Ravenna. </p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Porto Corsini&lt;/strong&gt; è una località balneare della Riviera Romagnola e frazione del comune di Ravenna. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fu costruito su entrambe le sponde della foce del canale Candiano, a 13 km dalla città. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oggi solo l&amp;#39;abitato sulla sponda nord del canale prende il nome di Porto Corsini, mentre la parte sulla sponda sud ha assunto dal 1930 la denominazione di Marina di Ravenna.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dal 1700 fino alla prima guerra mondiale Porto Corsini è stato lo scalo portuale di Ravenna. &lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/08/la-lunga-strada-di-sabbia-lemilia.html</link>
                <pubDate>Tue, 10 Aug 2021 09:26:50 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>RAVENNA la città dei mosaici (Emilia Romagna)</itunes:title>
                <title>RAVENNA la città dei mosaici (Emilia Romagna)</title>

                <itunes:episode>88</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Ravenna città dei mosaici</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Ravenna (Ravêna in Romagna) is the municipality whose inhabitants are called Ravennati, the capital of the province of the same name in Emilia-Romagna.

It is the largest and historically most important city in Romagna; its municipal territory is the second in Italy by area (surpassed only by that of Rome) and includes nine shores of the Romagna Riviera.

In its history, it has been the capital three times: of the Western Roman Empire from 402 to 476), of the Ostrogothic Kingdom from 493 to 540 and of the Byzantine Exarchate from 584 to 751.

For the vestiges of this luminous past, the complex of the first Christian monuments of Ravenna has been included, since 1996, in the list of Italian World Heritage Sites by UNESCO, as a serial site &#34;Early Christian Monuments of Ravenna&#34;.

It is a city in Emilia Romagna known for the colorful mosaics that adorn many of the buildings in the historic center, such as the octagonal Basilica of San Vitale, the Basilica of Sant&#39;Apollinare Nuovo, dating back to 500, and the Mausoleum of Galla Placidia with cross plan.

North of the center is the Mausoleum of Theodoric, built in 500 for King Theodoric the Great, a circular Gothic stone funerary building with a monolithic dome.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Ravenna </strong>(Ravêna in romagnolo) è il comune i cui abitanti sono chiamati <strong>Ravennati</strong>, capoluogo dell&#39;omonima provincia in Emilia-Romagna.</p><p>È la città più grande e storicamente più importante della Romagna; il suo territorio comunale è il secondo in Italia per superficie (superato solo da quello di Roma) e comprende nove lidi della riviera romagnola.</p><p>Nella sua storia, è stata capitale tre volte: dell&#39;Impero romano d&#39;Occidente dal 402 al 476), del Regno ostrogoto dal 493 al 540 e dell&#39;Esarcato bizantino dal 584 al 751.</p><p>Per le vestigia di questo luminoso passato, il complesso dei primi monumenti cristiani di Ravenna è inserito, dal 1996, nella lista dei siti italiani patrimonio dell&#39;umanità dall&#39;UNESCO, come sito seriale &#34;Monumenti paleocristiani di Ravenna&#34;.</p><p>È una città dell&#39;Emilia Romagna nota per i colorati mosaici che ornano molti degli edifici del centro storico, ad esempio la Basilica di San Vitale, a pianta ottagonale, la Basilica di Sant&#39;Apollinare Nuovo, risalente al 500, e il Mausoleo di Galla Placidia con pianta a croce. </p><p>A nord del centro si trova il Mausoleo di Teodorico, costruito nel 500 per Re Teodorico il Grande, un edificio funerario circolare gotico in pietra con cupola monolitica.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ravenna &lt;/strong&gt;(Ravêna in romagnolo) è il comune i cui abitanti sono chiamati &lt;strong&gt;Ravennati&lt;/strong&gt;, capoluogo dell&amp;#39;omonima provincia in Emilia-Romagna.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È la città più grande e storicamente più importante della Romagna; il suo territorio comunale è il secondo in Italia per superficie (superato solo da quello di Roma) e comprende nove lidi della riviera romagnola.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nella sua storia, è stata capitale tre volte: dell&amp;#39;Impero romano d&amp;#39;Occidente dal 402 al 476), del Regno ostrogoto dal 493 al 540 e dell&amp;#39;Esarcato bizantino dal 584 al 751.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per le vestigia di questo luminoso passato, il complesso dei primi monumenti cristiani di Ravenna è inserito, dal 1996, nella lista dei siti italiani patrimonio dell&amp;#39;umanità dall&amp;#39;UNESCO, come sito seriale &amp;#34;Monumenti paleocristiani di Ravenna&amp;#34;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È una città dell&amp;#39;Emilia Romagna nota per i colorati mosaici che ornano molti degli edifici del centro storico, ad esempio la Basilica di San Vitale, a pianta ottagonale, la Basilica di Sant&amp;#39;Apollinare Nuovo, risalente al 500, e il Mausoleo di Galla Placidia con pianta a croce. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;A nord del centro si trova il Mausoleo di Teodorico, costruito nel 500 per Re Teodorico il Grande, un edificio funerario circolare gotico in pietra con cupola monolitica.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/08/la-lunga-strada-di-sabbia-lemilia.html</link>
                <pubDate>Tue, 10 Aug 2021 09:17:31 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>RICCIONE la Perla Verde dell’Adriatico (Emilia Romagna)</itunes:title>
                <title>RICCIONE la Perla Verde dell’Adriatico (Emilia Romagna)</title>

                <itunes:episode>87</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Riccione perla verde dell&#39;Adriatico</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Riccione (Arciôn or Arzòn in the Romagna dialect) known seaside resort on the Romagna Riviera, is the municipality whose inhabitants are called Riccionesi and is part of the province of Rimini, in Emilia-Romagna.

Riccione, part of Rimini until 1922, extends along the Emilia-Romagna coast and is located in a transition area between the last southern sectors of the Po Valley and the first hills of the Romagna hinterland.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Riccione </strong>(Arciôn o Arzòn in dialetto romagnolo) nota località balneare della Riviera romagnola, è il comune i cui abitanti si chiamano <strong>Riccionesi </strong>e fa parte della provincia di Rimini, in Emilia-Romagna. </p><p>Riccione, fino al 1922 facente parte di Rimini, si estende lungo la fascia costiera emiliano-romagnola ed è situato in una zona di transizione tra gli ultimi settori meridionali della Pianura Padana e le prime colline dell&#39;entroterra romagnolo. </p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Riccione &lt;/strong&gt;(Arciôn o Arzòn in dialetto romagnolo) nota località balneare della Riviera romagnola, è il comune i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Riccionesi &lt;/strong&gt;e fa parte della provincia di Rimini, in Emilia-Romagna. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Riccione, fino al 1922 facente parte di Rimini, si estende lungo la fascia costiera emiliano-romagnola ed è situato in una zona di transizione tra gli ultimi settori meridionali della Pianura Padana e le prime colline dell&amp;#39;entroterra romagnolo. &lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Tue, 10 Aug 2021 09:11:44 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CATTOLICA la Regina dell’Adriatico (Emilia Romagna)</itunes:title>
                <title>CATTOLICA la Regina dell’Adriatico (Emilia Romagna)</title>

                <itunes:episode>86</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Cattolica regina dell&#39;Adriatico</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Cattolica (Catòlga in Romagna) is the municipality whose inhabitants are called Cattolichini, which is part of the province of Rimini, in Emilia-Romagna.

Overlooking the Adriatic Sea, it is a well-known seaside tourist resort on the Romagna Riviera with an ancient seafaring tradition.

Cattolica is the southernmost seaside resort of the Adriatic Riviera of Emilia Romagna, about twenty kilometers from Rimini, on the border with the Marche.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Cattolica </strong>(Catòlga in romagnolo) è il comune i cui abitanti si chiamano <strong>Cattolichini</strong>, che fa parte della provincia di Rimini, in Emilia-Romagna.</p><p>Affacciata sul mare Adriatico, è una nota località turistica balneare della Riviera romagnola con un&#39;antica tradizione marinaresca.</p><p>Cattolica è il centro balneare più a Sud della Riviera Adriatica dell’Emilia Romagna, a circa venti chilometri da Rimini, al confine con le Marche.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cattolica &lt;/strong&gt;(Catòlga in romagnolo) è il comune i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Cattolichini&lt;/strong&gt;, che fa parte della provincia di Rimini, in Emilia-Romagna.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Affacciata sul mare Adriatico, è una nota località turistica balneare della Riviera romagnola con un&amp;#39;antica tradizione marinaresca.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Cattolica è il centro balneare più a Sud della Riviera Adriatica dell’Emilia Romagna, a circa venti chilometri da Rimini, al confine con le Marche.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Tue, 10 Aug 2021 09:03:40 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>ANACAPRI il comune di sopra (Campania)</itunes:title>
                <title>ANACAPRI il comune di sopra (Campania)</title>

                <itunes:episode>85</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Anacapri il superiore</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Anacapri (Ronnacràpe in Neapolitan) is one of the two municipalities (the largest) in which the island of Capri inhabited by the Anacapresi is administratively divided.
Located on the island of Capri, it rises on the northern side of Mount Solaro (which, with 589 m, is the highest peak of the island); a chairlift connects the town with the top of the mountain, from where the gaze sweeps over a vast panorama, from the Gulf of Naples to the Gulf of Salerno.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Anacapri </strong>(Ronnacràpe in napoletano) è uno dei due comuni (il più esteso) nei quali si divide amministrativamente l&#39;isola di Capri abitato dagli <strong>Anacapresi</strong>.</p><p>Situato sull&#39;isola di Capri, sorge sul fianco settentrionale del monte Solaro (che, con 589 m, è la massima vetta dell&#39;isola); una seggiovia collega l&#39;abitato con la vetta del monte, da dove lo sguardo spazia su un vastissimo panorama, dal Golfo di Napoli al Golfo di Salerno.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Anacapri &lt;/strong&gt;(Ronnacràpe in napoletano) è uno dei due comuni (il più esteso) nei quali si divide amministrativamente l&amp;#39;isola di Capri abitato dagli &lt;strong&gt;Anacapresi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Situato sull&amp;#39;isola di Capri, sorge sul fianco settentrionale del monte Solaro (che, con 589 m, è la massima vetta dell&amp;#39;isola); una seggiovia collega l&amp;#39;abitato con la vetta del monte, da dove lo sguardo spazia su un vastissimo panorama, dal Golfo di Napoli al Golfo di Salerno.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/07/la-lunga-strada-di-sabbia-da-ostia.html</link>
                <pubDate>Sun, 08 Aug 2021 18:54:46 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SENIGALLIA la città dalla spiaggia di velluto che ha dato i natali a Pio IX (Marche)</itunes:title>
                <title>SENIGALLIA la città dalla spiaggia di velluto che ha dato i natali a Pio IX (Marche)</title>

                <itunes:episode>84</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Senigallia la città natale di Papa Pio IX</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Senigallia (S&#39;nigaja in Gallo-Piceno dialect) the municipality whose inhabitants are called Senigalliesi, is part of the province of Ancona in the Marche region.

It rises on the mid-Adriatic coast at the mouth of the Misa river about 35 km from Ancona, heading south, and about 30 km from Pesaro, heading north and its territory is mainly flat, but surrounded by hills sloping down to the sea.

The historic center follows the urban layout of the Roman city which was founded on a hill south of the Misa river.


«The city of Sinigaglia from this root of the mountains differs little more than the shooting of a bow, and from the marina it is less than a mile away.

Beside this runs a small river, which bathes that part of the walls that concern towards Fano.

The road reaches Sinigaglia for a good amount of time and travels along the mountains, and when you reach the river that passes along Sinigaglia, you turn your left hand up along the bank of it; so much so that, having gone through the space of an arch, he arrives at a bridge which crosses that river and almost attests with the door that enters Sinigaglia, not by straight line but transversally.

Ahead of the door is a hamlet of houses with a square, in front of which the bank of the river faces on one side. &#34;

(Niccolò Machiavelli, Description of Duke Valentino&#39;s way of killing Vitellozzo Vitelli, Oliverotto da Fermo, Signor Pagolo and the Duke of Gravina Orsini)</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Senigallia </strong>(<em>S&#39;nigaja</em> in dialetto gallo-piceno) il comune i cui abitanti si chiamano <strong>Senigalliesi</strong>, fa parte della provincia di Ancona nelle Marche.</p><p>Sorge sulla costa medio-adriatica alla foce del fiume Misa a circa 35 km da Ancona, direzione sud, e a circa 30 km da Pesaro, direzione nord e il suo territorio è prevalentemente pianeggiante, ma circondato da colline digradanti verso il mare. </p><p>Il centro storico ricalca l&#39;impostazione urbanistica della città romana che fu fondata su una collina a sud del fiume Misa.</p><p>«<em>La città di Sinigaglia da questa radice de&#39; monti si discosta poco più che il tirare d&#39;uno arco, e da la marina è distante meno d&#39;uno miglio. </em></p><p><em>A canto a questa corre un picciolo fiume, che le bagna quella parte delle mura che in verso Fano riguardano. </em></p><p><em>La strada per tanto che propinqua a Sinigaglia arriva, viene per buono spazio di cammino lungo e monti, e giunta a el fiume che passa lungo Sinigaglia, si volta in su la man sinistra lungo la riva di quello; tanto che, andato per spazio d&#39;una arcata, arriva a un ponte el quale passa quel fiume e quasi attesta con la porta ch&#39;entra in Sinigaglia, non per retta linea ma transversalmente. </em></p><p><em>Avanti a la porta è un borgo di case con una piazza, davanti alla quale l&#39;argine del fiume da l&#39;uno de&#39; lati fa spalle.</em>»</p><p>(Niccolò Machiavelli, Descrizione del modo tenuto dal Duca Valentino nello ammazzare Vitellozzo Vitelli, Oliverotto da Fermo, il Signor Pagolo e il duca di Gravina Orsini)</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Senigallia &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;S&amp;#39;nigaja&lt;/em&gt; in dialetto gallo-piceno) il comune i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Senigalliesi&lt;/strong&gt;, fa parte della provincia di Ancona nelle Marche.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sorge sulla costa medio-adriatica alla foce del fiume Misa a circa 35 km da Ancona, direzione sud, e a circa 30 km da Pesaro, direzione nord e il suo territorio è prevalentemente pianeggiante, ma circondato da colline digradanti verso il mare. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il centro storico ricalca l&amp;#39;impostazione urbanistica della città romana che fu fondata su una collina a sud del fiume Misa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«&lt;em&gt;La città di Sinigaglia da questa radice de&amp;#39; monti si discosta poco più che il tirare d&amp;#39;uno arco, e da la marina è distante meno d&amp;#39;uno miglio. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;A canto a questa corre un picciolo fiume, che le bagna quella parte delle mura che in verso Fano riguardano. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;La strada per tanto che propinqua a Sinigaglia arriva, viene per buono spazio di cammino lungo e monti, e giunta a el fiume che passa lungo Sinigaglia, si volta in su la man sinistra lungo la riva di quello; tanto che, andato per spazio d&amp;#39;una arcata, arriva a un ponte el quale passa quel fiume e quasi attesta con la porta ch&amp;#39;entra in Sinigaglia, non per retta linea ma transversalmente. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Avanti a la porta è un borgo di case con una piazza, davanti alla quale l&amp;#39;argine del fiume da l&amp;#39;uno de&amp;#39; lati fa spalle.&lt;/em&gt;»&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(Niccolò Machiavelli, Descrizione del modo tenuto dal Duca Valentino nello ammazzare Vitellozzo Vitelli, Oliverotto da Fermo, il Signor Pagolo e il duca di Gravina Orsini)&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Wed, 04 Aug 2021 15:00:23 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>ANCONA la città dorica abitata dai pà cu l&#39;ojo (Marche)</itunes:title>
                <title>ANCONA la città dorica abitata dai pà cu l&#39;ojo (Marche)</title>

                <itunes:episode>83</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Ancona la città dorica</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Ancona, the town whose inhabitants are called Anconetani, Anconitani, Dorici, is the capital of the province of the same name and of the Marche.

Overlooking the Adriatic Sea, it has one of the largest Italian ports.

It is one of the main economic centers of the region, as well as its main urban center in terms of size and population.

The city stands on a promontory in the shape of a bent elbow, which protects the large natural harbor.

The Greek origin of Ancona is remembered by the name the &#34;Doric city&#34;</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Ancona </strong>il comune i cui abitanti sono detti <strong>Anconetani</strong>, <strong>Anconitani</strong>, <strong>Dorici</strong>, è capoluogo della provincia omonima e delle Marche. </p><p>Affacciata sul mare Adriatico, possiede uno dei maggiori porti italiani.</p><p>È uno dei principali centri economici della regione, oltre che suo principale centro urbano per dimensioni e popolazione.</p><p>La città sorge su un promontorio a forma di gomito piegato, che protegge l&#39;ampio porto naturale. </p><p>L&#39;origine greca di Ancona è ricordata dall&#39;appellativo la &#34;città dorica&#34;</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ancona &lt;/strong&gt;il comune i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Anconetani&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Anconitani&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Dorici&lt;/strong&gt;, è capoluogo della provincia omonima e delle Marche. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Affacciata sul mare Adriatico, possiede uno dei maggiori porti italiani.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È uno dei principali centri economici della regione, oltre che suo principale centro urbano per dimensioni e popolazione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La città sorge su un promontorio a forma di gomito piegato, che protegge l&amp;#39;ampio porto naturale. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;#39;origine greca di Ancona è ricordata dall&amp;#39;appellativo la &amp;#34;città dorica&amp;#34;&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Wed, 04 Aug 2021 14:46:25 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SAN BENEDETTO DEL TRONTO la città della Riviera delle Palme (Marche)</itunes:title>
                <title>SAN BENEDETTO DEL TRONTO la città della Riviera delle Palme (Marche)</title>

                <itunes:episode>82</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>San Benedetto del Tronto Riviera delle Palme</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>San Benedetto del Tronto is the municipality whose inhabitants are called Sanbenettesi, which is part of the province of Ascoli Piceno.

Located along the southern Adriatic coast of the Marche at the mouth of the Tronto river, it is an important tourist center and fishing port of the Riviera delle Palme.

&#34;... from the golden hills you can see the beach of San Benedetto del Tronto, a fishing town ... beautiful fishing boats that plow the Adriatic sea, boats with sails painted with religious subjects or with ancient emblems, they must be rocked by the waves of a sea always I always live new and it seems that the murmur of the waters constitutes a lene music ... &#34;(Franz Liszt)</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>San Benedetto del Tronto</strong> è il comune i cui abitanti son detti Sanbenettesi, che fa parte della provincia di Ascoli Piceno.</p><p>Posto lungo la costa adriatica meridionale delle Marche alla foce del fiume Tronto, è un importante centro turistico e porto peschereccio della Riviera delle Palme.</p><p>«… <em>dalle colline dorate si scorge la spiaggia di San Benedetto del Tronto cittadina di pescatori … stupende barche da pesca che solcano il mare Adriatico, barche con le vele dipinte con soggetti religiosi o con antichi emblemi, esse vanno cullate dalle onde di un mare sempre vivo sempre nuovo e sembra che il murmure delle acque costituisca una lene musica</em> …» (Franz Liszt)</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;San Benedetto del Tronto&lt;/strong&gt; è il comune i cui abitanti son detti Sanbenettesi, che fa parte della provincia di Ascoli Piceno.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Posto lungo la costa adriatica meridionale delle Marche alla foce del fiume Tronto, è un importante centro turistico e porto peschereccio della Riviera delle Palme.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«… &lt;em&gt;dalle colline dorate si scorge la spiaggia di San Benedetto del Tronto cittadina di pescatori … stupende barche da pesca che solcano il mare Adriatico, barche con le vele dipinte con soggetti religiosi o con antichi emblemi, esse vanno cullate dalle onde di un mare sempre vivo sempre nuovo e sembra che il murmure delle acque costituisca una lene musica&lt;/em&gt; …» (Franz Liszt)&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Wed, 04 Aug 2021 14:31:13 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>PESCARA la città natale di Gabriele D&#39;Annunzio (Abruzzo)</itunes:title>
                <title>PESCARA la città natale di Gabriele D&#39;Annunzio (Abruzzo)</title>

                <itunes:episode>81</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Pescara città di D&#39;Annunzio</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Pescara (Pescàrë in Abruzzo dialect, Pëscàrë in Pescara) the municipality whose inhabitants are called Pescaresi, is the capital of the homonymous province in Abruzzo.

It is the most populous municipality in the region and, together with L&#39;Aquila, is the seat of the offices of the council, the council and the regional departments.

The first settlements of Pescara date back at least to the first millennium BC. and are linked to the Roman city of Aternum, a port on the Adriatic of ancient Rome.

Over the centuries, its strategic position has characterized the development of the economic and social life of the city, initially limited to the function of military defense bulwark of the Kingdom of Naples and then, from the second half of the 1800s, characterized by a fruitful attitude to trade commercial and seaside tourism.

The city has a predominantly modern aspect, due mostly to the reconstruction following a series of heavy bombings suffered during the Second World War, which caused the destruction of a large part of the urban center.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Pescara </strong>(<em>Pescàrë</em> in dialetto abruzzese, <em>Pëscàrë </em>in pescarese) il comune i cui abitanti si chiamano <strong>Pescaresi</strong>, è capoluogo dell&#39;omonima provincia in Abruzzo. </p><p>È il comune più popoloso della regione ed è, insieme all&#39;Aquila, sede degli uffici del consiglio, della giunta e degli assessorati regionali.</p><p>I primi insediamenti di Pescara risalirebbero almeno al I millennio a.C. e sono legati alla città romana di Aternum, porto sull&#39;Adriatico dell&#39;antica Roma.</p><p>La sua posizione strategica ha connotato con il passare dei secoli lo sviluppo della vita economica e sociale della città, limitata dapprima alla funzione di baluardo di difesa militare del Regno di Napoli e poi, dalla seconda metà del 1800, caratterizzata da una fruttuosa attitudine ai traffici commerciali e al turismo balneare.</p><p>La città ha un aspetto prevalentemente moderno, dovuto perlopiù alla ricostruzione susseguente a una serie di pesanti bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale, che causarono la distruzione di gran parte del centro urbano.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pescara &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Pescàrë&lt;/em&gt; in dialetto abruzzese, &lt;em&gt;Pëscàrë &lt;/em&gt;in pescarese) il comune i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Pescaresi&lt;/strong&gt;, è capoluogo dell&amp;#39;omonima provincia in Abruzzo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;È il comune più popoloso della regione ed è, insieme all&amp;#39;Aquila, sede degli uffici del consiglio, della giunta e degli assessorati regionali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I primi insediamenti di Pescara risalirebbero almeno al I millennio a.C. e sono legati alla città romana di Aternum, porto sull&amp;#39;Adriatico dell&amp;#39;antica Roma.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La sua posizione strategica ha connotato con il passare dei secoli lo sviluppo della vita economica e sociale della città, limitata dapprima alla funzione di baluardo di difesa militare del Regno di Napoli e poi, dalla seconda metà del 1800, caratterizzata da una fruttuosa attitudine ai traffici commerciali e al turismo balneare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La città ha un aspetto prevalentemente moderno, dovuto perlopiù alla ricostruzione susseguente a una serie di pesanti bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale, che causarono la distruzione di gran parte del centro urbano.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Wed, 04 Aug 2021 14:21:13 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>FRANCAVILLA la città del cenacolo di Francesco Paolo Michetti (Abruzzo)</itunes:title>
                <title>FRANCAVILLA la città del cenacolo di Francesco Paolo Michetti (Abruzzo)</title>

                <itunes:episode>80</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Francavilla a Mare e Francesco Paolo Michetti</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Francavilla al mare the municipality whose inhabitants are called Francavillani, is part of the province of Chieti is located south of Pescara, with which it borders and forms a single urban agglomeration.


It extends over a low hilly and coastal territory, immediately north of the Costa dei Trabocchi.

The ancient past of the city is testified by the archaeological finds in the area dating back to the prehistoric and protohistoric, Italic, Frentano and Roman periods.

The municipal territory extends along the Abruzzo Adriatic coast and is crossed by the Alento river, while the Foro river marks the southern border with Ortona.

Divided between a narrow coastal plain and the hills immediately behind it, the urban center develops mainly on the shore, while the historic center (which was almost entirely destroyed in the Second World War) stood on a hill overlooking the sea.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Francavilla al mare </strong>il comune i cui abitanti si chiamano <strong>Francavillani</strong>, fa parte della provincia di Chieti è situata a sud di Pescara, con la quale confina e forma un unico agglomerato urbano.</p><p>Si estende su un territorio basso collinare e costiero, immediatamente a nord della Costa dei Trabocchi. </p><p>L&#39;antico passato della città è testimoniato dai ritrovamenti archeologici sul territorio risalenti al periodo preistorico e protostorico, italico, frentano e romano.</p><p>Il territorio comunale si estende lungo la costa adriatica abruzzese ed è attraversato dal fiume Alento, mentre il fiume Foro segna il confine meridionale con Ortona. </p><p>Diviso tra una stretta pianura costiera e la fascia collinare immediatamente retrostante, il centro urbano si sviluppa prevalentemente sulla riva, mentre il centro storico (andato quasi interamente distrutto nella Seconda guerra mondiale) sorgeva su una collina prospiciente il mare.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Francavilla al mare &lt;/strong&gt;il comune i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Francavillani&lt;/strong&gt;, fa parte della provincia di Chieti è situata a sud di Pescara, con la quale confina e forma un unico agglomerato urbano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si estende su un territorio basso collinare e costiero, immediatamente a nord della Costa dei Trabocchi. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;#39;antico passato della città è testimoniato dai ritrovamenti archeologici sul territorio risalenti al periodo preistorico e protostorico, italico, frentano e romano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il territorio comunale si estende lungo la costa adriatica abruzzese ed è attraversato dal fiume Alento, mentre il fiume Foro segna il confine meridionale con Ortona. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Diviso tra una stretta pianura costiera e la fascia collinare immediatamente retrostante, il centro urbano si sviluppa prevalentemente sulla riva, mentre il centro storico (andato quasi interamente distrutto nella Seconda guerra mondiale) sorgeva su una collina prospiciente il mare.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Wed, 04 Aug 2021 14:12:28 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>GARGÀNO lo sperone d&#39;Italia (Puglia)</itunes:title>
                <title>GARGÀNO lo sperone d&#39;Italia (Puglia)</title>

                <itunes:episode>79</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Gargàno lo sperone d&#39;Italia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>The Gargàno semi-surrounded by the Adriatic Sea, but limited to the west by the Tavoliere delle Puglie, its territory includes the Gargano National Park.

Inhabited since prehistoric times, it is a limestone mountain massif that rises like an isolated pillar in the eastern part of Puglia, in the province of Foggia, forming a promontory: the so-called spur of Italy.

There are well-known fishing and tourist centers, including Vieste and Rodi Garganico, connected by a coastal road.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Il <strong>Gargàno </strong>semi-circondato dal mare Adriatico, ma limitato a ovest dal Tavoliere delle Puglie, nel suo territorio è compreso il parco nazionale del Gargano.</p><p>Abitato fin dall&#39;epoca preistorica, è un massiccio montuoso di natura calcarea che si erge come un pilastro isolato nella parte orientale della Puglia, in provincia di Foggia, costituendo un promontorio: il cosiddetto sperone d&#39;Italia.</p><p><br></p><p>Vi si trovano centri pescherecci e turistici piuttosto noti tra i quali Vieste e Rodi Garganico, collegati da una strada litoranea.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;Gargàno &lt;/strong&gt;semi-circondato dal mare Adriatico, ma limitato a ovest dal Tavoliere delle Puglie, nel suo territorio è compreso il parco nazionale del Gargano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Abitato fin dall&amp;#39;epoca preistorica, è un massiccio montuoso di natura calcarea che si erge come un pilastro isolato nella parte orientale della Puglia, in provincia di Foggia, costituendo un promontorio: il cosiddetto sperone d&amp;#39;Italia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Vi si trovano centri pescherecci e turistici piuttosto noti tra i quali Vieste e Rodi Garganico, collegati da una strada litoranea.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 31 Jul 2021 20:50:38 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>BARI la città di San Nicola (Puglia)</itunes:title>
                <title>BARI la città di San Nicola (Puglia)</title>

                <itunes:episode>78</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Bari la città di San Nicola</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Bari (until 1931 Bari delle Puglie) is a municipality whose inhabitants are called Baresi, and is the capital of the Puglia region and of the homonymous metropolitan city.

It is also known for being the city where the relics of St. Nicholas rest, which has made Bari and its Basilica one of the favorite centers of the Orthodox Church in the West and also an important interfaith communication center between Orthodoxy and Catholicism.

Located on the shore of the Adriatic, about halfway along the Apulian coast, surrounded by the large amphitheater of fertile and populous lands of the basin to which it gives its name, it is the largest center of Puglia and the second urban center of the continental South for population and importance. economic.

It consists of two parts: a new and an old one that stands on the place already inhabited in the Bronze Age.

Bari was a Peucetic center, but acquired importance after the Roman conquest of 300 BC as a port and a road junction, it became a municipality in the Imperial age.

Paul Bourget writes in his Sensations d&#39;Italie of 1891 &#34;For me, I find this new city attractive, with its wide streets, at right angles, which allow you to always see the sea at the bottom, as seen in Turin Alps&#34;

Bari has a solid mercantile-entrepreneurial tradition and has always been a nerve center in the field of trade and political-cultural contacts with the Middle East</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Bari </strong>(fino al 1931 Bari delle Puglie) è un comune i cui abitanti sono detti Baresi, ed è capoluogo della regione Puglia e dell&#39;omonima città metropolitana.</p><p>È nota anche per essere la città nella quale riposano le reliquie di San Nicola il che ha reso Bari e la sua Basilica uno dei centri prediletti dalla Chiesa ortodossa in Occidente e anche un importante centro di comunicazione interconfessionale tra l&#39;Ortodossia e il Cattolicesimo.</p><p>Situata sulla riva dell&#39;Adriatico, a metà circa della Costa pugliese, circondata dall’ampio anfiteatro di terre fertili e popolose della conca cui dà il nome, è il maggiore centro della Puglia ed il secondo centro urbano del Mezzogiorno continentale per popolazione è per importanza economica. </p><p>Consta di due parti: una nuova ed una vecchia che sorge sul luogo già abitato nell&#39;età del bronzo. </p><p>Bari fu centro peucetico, ma acquistò importanza dopo la conquista romana del 300 avanti Cristo come Porto e nodo stradale, divenne municipio in età Imperiale.</p><p>Scrive Paul Bourget nel suo Sensations d&#39;Italie del 1891 «<em>Per me, la trovo attraente questa città nuova, con le sue vie larghe, ad angoli retti, che consentono di veder sempre in fondo ad esse il mare, come si vedono a Torino le Alpi</em>»</p><p>Bari ha una solida tradizione mercantile-imprenditoriale e da sempre è punto nevralgico nell&#39;ambito del commercio e dei contatti politico-culturali con il Medio Oriente</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Bari &lt;/strong&gt;(fino al 1931 Bari delle Puglie) è un comune i cui abitanti sono detti Baresi, ed è capoluogo della regione Puglia e dell&amp;#39;omonima città metropolitana.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È nota anche per essere la città nella quale riposano le reliquie di San Nicola il che ha reso Bari e la sua Basilica uno dei centri prediletti dalla Chiesa ortodossa in Occidente e anche un importante centro di comunicazione interconfessionale tra l&amp;#39;Ortodossia e il Cattolicesimo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Situata sulla riva dell&amp;#39;Adriatico, a metà circa della Costa pugliese, circondata dall’ampio anfiteatro di terre fertili e popolose della conca cui dà il nome, è il maggiore centro della Puglia ed il secondo centro urbano del Mezzogiorno continentale per popolazione è per importanza economica. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Consta di due parti: una nuova ed una vecchia che sorge sul luogo già abitato nell&amp;#39;età del bronzo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Bari fu centro peucetico, ma acquistò importanza dopo la conquista romana del 300 avanti Cristo come Porto e nodo stradale, divenne municipio in età Imperiale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Scrive Paul Bourget nel suo Sensations d&amp;#39;Italie del 1891 «&lt;em&gt;Per me, la trovo attraente questa città nuova, con le sue vie larghe, ad angoli retti, che consentono di veder sempre in fondo ad esse il mare, come si vedono a Torino le Alpi&lt;/em&gt;»&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Bari ha una solida tradizione mercantile-imprenditoriale e da sempre è punto nevralgico nell&amp;#39;ambito del commercio e dei contatti politico-culturali con il Medio Oriente&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 31 Jul 2021 20:40:23 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>OSTUNI la città bianca (Puglia)</itunes:title>
                <title>OSTUNI la città bianca (Puglia)</title>

                <itunes:episode>77</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Ostuni la città bianca</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Ostuni (Stune in Ostuni dialect) is a municipality whose inhabitants are called Ostunesi, which is part of the province of Brindisi in Puglia.

Known tourist center, it is also called the white city because of its characteristic historic center which in the past was entirely painted with white lime.

&#34;Ostuni is the panoramic city par excellence, each house is a belvedere, each trattoria belongs to the Bellavista, at each window there is a poet who looks at the plain below the olive trees that change color at all winds [...] In Ostuni the houses they are white, of milk and lime, they are white to the point of hurting the eyes, the walls, the windows, the doors, the stairs are white, everything is improbably white. [...] You go to Ostuni to understand what it means to stay sheltered from the sun [...] to stop desiring novels, to stop thinking about distant journeys, here there is the charm of all the cities of the South Seas, here the equator is close at hand &#34;

(Ettore Della Giovanna)</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Ostuni </strong>(Stune in dialetto ostunese) è un comune i cui abitanti son detti Ostunesi, che fa parte della provincia di Brindisi in Puglia.</p><p>Noto centro turistico, è detta anche la città bianca per via del suo caratteristico centro storico che nei tempi passati era interamente dipinto con calce bianca.</p><p>«<em>Ostuni è la città panoramica per eccellenza, ogni casa è un belvedere, ogni trattoria è della Bellavista, ad ogni finestra v&#39;è un poeta che guarda nella pianura sottostante gli ulivi che cangian colore a tutti i venti […] A Ostuni le case sono bianche, di latte e calce, sono bianche fino a far male agli occhi, sono candidi i muri, le finestre, le porte, le scale, tutto è inverosimilmente bianco. […] A Ostuni si va per capire cosa vuol dire stare al riparo dal sole […] per non desiderare più romanzi, per non pensare più a viaggi lontani, qui c&#39;è il fascino di tutte le città dei mari del Sud, qui c&#39;è l&#39;equatore a portata di mano</em>»</p><p>(Ettore Della Giovanna)</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ostuni &lt;/strong&gt;(Stune in dialetto ostunese) è un comune i cui abitanti son detti Ostunesi, che fa parte della provincia di Brindisi in Puglia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Noto centro turistico, è detta anche la città bianca per via del suo caratteristico centro storico che nei tempi passati era interamente dipinto con calce bianca.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«&lt;em&gt;Ostuni è la città panoramica per eccellenza, ogni casa è un belvedere, ogni trattoria è della Bellavista, ad ogni finestra v&amp;#39;è un poeta che guarda nella pianura sottostante gli ulivi che cangian colore a tutti i venti […] A Ostuni le case sono bianche, di latte e calce, sono bianche fino a far male agli occhi, sono candidi i muri, le finestre, le porte, le scale, tutto è inverosimilmente bianco. […] A Ostuni si va per capire cosa vuol dire stare al riparo dal sole […] per non desiderare più romanzi, per non pensare più a viaggi lontani, qui c&amp;#39;è il fascino di tutte le città dei mari del Sud, qui c&amp;#39;è l&amp;#39;equatore a portata di mano&lt;/em&gt;»&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(Ettore Della Giovanna)&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 31 Jul 2021 20:30:51 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>OTRANTO l’antica Porta d’Oriente, città degli 800 martiri (Puglia)</itunes:title>
                <title>OTRANTO l’antica Porta d’Oriente, città degli 800 martiri (Puglia)</title>

                <itunes:episode>76</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Otranto l’antica Porta d’Oriente, città degli 800 martiri</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Òtranto (Uṭṛàntu in Salento dialect, Derentò in Salento Greek) is a municipality whose inhabitants are called Otrantini or Idruntini or Derentini and is part of the province of Lecce in Puglia.

Located on the Adriatic coast of the Salento Peninsula, it is the easternmost municipality in Italy: the homonymous cape, also called Punta Palascìa, south of the inhabited center, is the easternmost geographical point of the Italian peninsula.

At first a Greek-Messapian and Roman center, then Byzantine and later Aragonese, it develops around the imposing Castle and the Norman Cathedral. Archbishopric and important tourist center, it gave its name to the Canale d&#39;Otranto, which separates Italy from Albania, and to the Terra d&#39;Otranto, an ancient district of the Kingdom of Naples.

Carmelo Bene, who decided to place his residence in Otranto, wrote in his &#34;I appeared to the Madonna&#34; &#34;To sink one&#39;s origin - not necessarily connected to birth - in the land of Otranto is to make a real-imaginary one.

And there, in fact, on the first day of a September I was born. Otranto.

It has always been a magnificent, very religious brothel, a house of tolerant culture of Islamic, Jewish, Arab, Turkish and Catholic confluences.

The stupendous cathedral bears witness to this.

His fabulous mosaic depicting the &#34;tree of life&#34;, from the year 1100 &#34;

In 2010 the ancient village was recognized as a UNESCO Cultural Heritage Site as a Messenger of Peace Site.

It is part of the club of The Most Beautiful Villages in Italy.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Òtranto </strong>(Uṭṛàntu in dialetto salentino, Derentò in greco salentino) è un Comune i cui abitanti son detti Otrantini o Idruntini o Derentini e fa parte della provincia di Lecce in Puglia.</p><p>Situato sulla Costa Adriatica della Penisola Salentina, è il Comune più orientale d&#39;Italia: il capo omonimo, chiamato anche Punta Palascìa, a sud del centro abitato, è il punto geografico più a est della penisola italiana.</p><p>Dapprima centro Greco-Messapico e Romano, poi Bizantino e successivamente Aragonese, si sviluppa attorno all&#39;imponente Castello e alla Cattedrale Normanna. Sede Arcivescovile e rilevante centro turistico, ha dato il suo nome al Canale d&#39;Otranto, che separa l&#39;Italia dall&#39;Albania, e alla Terra d&#39;Otranto, antica circoscrizione del Regno di Napoli. </p><p>Carmelo Bene che decise di porre la sua residenza in Otranto, ebbe a scrivere nel suo “<em>Sono apparso alla Madonna</em>” «<em>Affondare la propria origine - non necessariamente connessa alla nascita - in terra d’Otranto è destinarsi un reale-immaginario. </em></p><p><em>E lì, appunto, nel primo dì di un settembre io fui nato. Otranto. </em></p><p><em>Da sempre magnifico, religiosissimo bordello, casa di cultura tollerante confluenze islamiche, ebraiche, arabe, turche, cattoliche. </em></p><p><em>Ne è testimone la stupenda cattedrale. </em></p><p><em>Il suo favoloso mosaico figurante l’&#34;albero della vita&#34;, dell’anno 1100</em>»</p><p>Nel 2010 il borgo antico è stato riconosciuto come Patrimonio Culturale dell&#39;UNESCO quale Sito Messaggero di Pace.</p><p>Fa parte del club de I Borghi più Belli d&#39;Italia.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Òtranto &lt;/strong&gt;(Uṭṛàntu in dialetto salentino, Derentò in greco salentino) è un Comune i cui abitanti son detti Otrantini o Idruntini o Derentini e fa parte della provincia di Lecce in Puglia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Situato sulla Costa Adriatica della Penisola Salentina, è il Comune più orientale d&amp;#39;Italia: il capo omonimo, chiamato anche Punta Palascìa, a sud del centro abitato, è il punto geografico più a est della penisola italiana.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dapprima centro Greco-Messapico e Romano, poi Bizantino e successivamente Aragonese, si sviluppa attorno all&amp;#39;imponente Castello e alla Cattedrale Normanna. Sede Arcivescovile e rilevante centro turistico, ha dato il suo nome al Canale d&amp;#39;Otranto, che separa l&amp;#39;Italia dall&amp;#39;Albania, e alla Terra d&amp;#39;Otranto, antica circoscrizione del Regno di Napoli. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Carmelo Bene che decise di porre la sua residenza in Otranto, ebbe a scrivere nel suo “&lt;em&gt;Sono apparso alla Madonna&lt;/em&gt;” «&lt;em&gt;Affondare la propria origine - non necessariamente connessa alla nascita - in terra d’Otranto è destinarsi un reale-immaginario. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;E lì, appunto, nel primo dì di un settembre io fui nato. Otranto. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Da sempre magnifico, religiosissimo bordello, casa di cultura tollerante confluenze islamiche, ebraiche, arabe, turche, cattoliche. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ne è testimone la stupenda cattedrale. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Il suo favoloso mosaico figurante l’&amp;#34;albero della vita&amp;#34;, dell’anno 1100&lt;/em&gt;»&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel 2010 il borgo antico è stato riconosciuto come Patrimonio Culturale dell&amp;#39;UNESCO quale Sito Messaggero di Pace.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fa parte del club de I Borghi più Belli d&amp;#39;Italia.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 31 Jul 2021 20:17:12 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>BRINDISI Porta d&#39;Oriente (Puglia)</itunes:title>
                <title>BRINDISI Porta d&#39;Oriente (Puglia)</title>

                <itunes:episode>75</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Brindisi Porta d&#39;Oriente</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Brìndisi (Brinnisi in Brindisi) Municipality whose inhabitants are called Brindisini, is the capital of the province of the same name in Puglia.

Located on a promontory between the two branches of its internal port, the only safe natural harbor on the Adriatic coast, it owes its importance since ancient times to the particular position that makes it a stopover towards the east at the end of the peninsula.

One of the most populous centers of Salento, the city plays an important commercial and cultural role, due to its position on the Adriatic Sea.

It was the provisional seat of the Government in the Kingdom of Italy from 1943 to 1944.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Brìndisi </strong>(Brinnisi in brindisino) Comune i cui abitanti sono detti Brindisini, è capoluogo dell&#39;omonima provincia in Puglia.</p><p>Situato su un promontorio tra i due rami del suo porto interno, l&#39;unico porto naturale sicuro della Costa Adriatica, deve fin dall&#39;antichità la sua importanza alla particolare posizione che ne fa lo scalo verso l&#39;oriente all&#39;estremità della penisola. </p><p>Centro tra i più popolosi del Salento, la città riveste un importante ruolo commerciale e culturale, dovuto alla sua posizione sul mare Adriatico. </p><p>È stata sede provvisoria del Governo nel Regno d&#39;Italia dal 1943 al 1944. </p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Brìndisi &lt;/strong&gt;(Brinnisi in brindisino) Comune i cui abitanti sono detti Brindisini, è capoluogo dell&amp;#39;omonima provincia in Puglia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Situato su un promontorio tra i due rami del suo porto interno, l&amp;#39;unico porto naturale sicuro della Costa Adriatica, deve fin dall&amp;#39;antichità la sua importanza alla particolare posizione che ne fa lo scalo verso l&amp;#39;oriente all&amp;#39;estremità della penisola. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Centro tra i più popolosi del Salento, la città riveste un importante ruolo commerciale e culturale, dovuto alla sua posizione sul mare Adriatico. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;È stata sede provvisoria del Governo nel Regno d&amp;#39;Italia dal 1943 al 1944. &lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 31 Jul 2021 20:06:53 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>GALLÌPOLI Kallìpolis la città bella (Puglia)</itunes:title>
                <title>GALLÌPOLI Kallìpolis la città bella (Puglia)</title>

                <itunes:episode>70</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>GALLÌPOLI Kallìpolis la città bella</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Gallìpoli (Caddhipuli in Gallipoli dialect and in Greek-Salento), is a town whose inhabitants are called Gallipolini and Gallipolitani (in ancient times) which is part of the province of Lecce in Puglia.

Seaside and fishing center 39 km from Lecce, it is made up of two parts, joined by a bridge built in 1603 that connects the &#34;Borgo&#34;, with the new part, to a limestone island at the end of a promontory, which stretches for 3 km into the sea: the «City», of rented whitewashed houses with terraced roofs, crossed by intricate streets, almost a paradigmatic image of a city of the East.

Greek foundation, then a Roman municipality with the name of Anxa - according to Pliny in his Nature historie &#34;Kallipolis quae nunc est Anxa&#34; comparable to Pomponius Mela &#34;urbs Graia Kallipolis&#34; -, it was sacked in the barbarian age, then it was a long possession of the Byzantines, who surrounded it with mighty walls, until it was conquered, last among the lands of Salento, by the Normans, in 1071.

From 1500 it became the main European market for the production and export of lampante oil, so much so that on the London Stock Exchange the price of oil was established on the basis of Gallipoline quotations.

It was the district capital from 1860 to 1927 and in 2015 presided over the conference of the historic cities of the Mediterranean.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Gallìpoli </strong>(Caddhipuli in dialetto gallipolino e in greco-salentino), è un comune i cui abitanti sono detti Gallipolini e Gallipolitani (in antichità) che fa parte della provincia di Lecce in Puglia.</p><p>Centro balneare e peschereccio a 39 km da Lecce, è formato da due parti, unite da un ponte costruito nel 1603 che collega il «Borgo», con la parte nuova, a un’isoletta di calcare all&#39;estremità di un promontorio, che si protende per 3 km nel mare: la «Città», di affittite case bianche di calce coi tetti a terrazza, percorso da stradette intricate, quasi paradigmatica immagine di città d’Oriente.</p><p>Fondazione greca, poi municipio romano con il nome di Anxa - secondo Plinio nella sua Nature historie &#34;Kallipolis quae nunc est Anxa&#34; confrontabile con Pomponio Mela &#34;urbs Graia Kallipolis&#34; -, fu saccheggiata in età barbarica, poi fu a lungo possedimento dei Bizantini, che la cinsero di possenti mura, finché non fu conquistata, ultima fra le Terre del Salento, dai Normanni, nel 1071. </p><p>A partire dal 1500 divenne la piazza principale a livello europeo per la produzione ed esportazione di olio lampante, tanto che alla Borsa di Londra il prezzo dell&#39;olio veniva stabilito sulla base delle quotazioni gallipoline.</p><p>Fu capoluogo di circondario dal 1860 al 1927 e nel 2015 presiedette la conferenza delle città storiche del mediterraneo.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Gallìpoli &lt;/strong&gt;(Caddhipuli in dialetto gallipolino e in greco-salentino), è un comune i cui abitanti sono detti Gallipolini e Gallipolitani (in antichità) che fa parte della provincia di Lecce in Puglia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Centro balneare e peschereccio a 39 km da Lecce, è formato da due parti, unite da un ponte costruito nel 1603 che collega il «Borgo», con la parte nuova, a un’isoletta di calcare all&amp;#39;estremità di un promontorio, che si protende per 3 km nel mare: la «Città», di affittite case bianche di calce coi tetti a terrazza, percorso da stradette intricate, quasi paradigmatica immagine di città d’Oriente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fondazione greca, poi municipio romano con il nome di Anxa - secondo Plinio nella sua Nature historie &amp;#34;Kallipolis quae nunc est Anxa&amp;#34; confrontabile con Pomponio Mela &amp;#34;urbs Graia Kallipolis&amp;#34; -, fu saccheggiata in età barbarica, poi fu a lungo possedimento dei Bizantini, che la cinsero di possenti mura, finché non fu conquistata, ultima fra le Terre del Salento, dai Normanni, nel 1071. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;A partire dal 1500 divenne la piazza principale a livello europeo per la produzione ed esportazione di olio lampante, tanto che alla Borsa di Londra il prezzo dell&amp;#39;olio veniva stabilito sulla base delle quotazioni gallipoline.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fu capoluogo di circondario dal 1860 al 1927 e nel 2015 presiedette la conferenza delle città storiche del mediterraneo.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 30 Jul 2021 14:46:56 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>TÀRANTO la città dei due mari (Puglia)</itunes:title>
                <title>TÀRANTO la città dei due mari (Puglia)</title>

                <itunes:episode>69</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>TÀRANTO la città dei due mari</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Tàranto (Tarde in Tarantino dialect) Municipality whose inhabitants are called Tarantini, capital of the province of the same name, in Puglia, is the third largest city in southern peninsular Italy, home to one of the most important commercial ports in the Mediterranean, located on the edge north-west of the historical-geographical region called Salento, as well as on the eastern end of the coastal area called Arco Ionico Tarantino.

“While most of the Gulf of Taranto is imposing, in Taranto there is a very beautiful and large port with a perimeter of 100 stadiums, closed by a large bridge.

An isthmus forms between the bottom of the port and the open sea, so that the city rises on a peninsula and since the neck of the isthmus is not very high, the ships can be easily towed from one side to the other &#34;(Strabo - Geography)

It is nicknamed the City of the two seas, due to its peculiar position straddling the Mar Grande and Mar Piccolo.

It is an ancient city, founded by Spartan colonists led, according to tradition, by Falanto, in 706 BC. C.

Favored by its geographical position, it soon became one of the most important cities of Magna Graecia and in the Roman period it remained a Greek city until the Imperial Age.

In 123 a. C. the Neptunian Colony was established there and later became a Roman Municipality, but its importance declined with the growth of Brindisi.

The city is home to the Maritime Arsenal of the Navy, Ilva, one of the largest industrial complexes in Europe for the production of steel, and the MArTA National Archaeological Museum, which is one of the most important museums in Italy.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Tàranto </strong>(Tarde in dialetto tarantino) Comune i cui abitanti abitanti sono detti Tarantini, capoluogo dell&#39;omonima provincia, in Puglia, è la terza città più grande del Sud Italia peninsulare sede di uno dei porti commerciali più importanti del Mediterraneo, situato sull&#39;estremità nord occidentale della regione storico-geografica denominata Salento, nonché sull&#39;estremità orientale della zona costiera denominata Arco Ionico Tarantino.</p><p>«<em>Mentre la maggior parte del golfo di Taranto è importuosa, a Taranto c&#39;è un porto molto bello e ampio del perimetro di 100 stadi, chiuso da un grande ponte. </em></p><p><em>Tra il fondo del porto e il mare aperto si forma un istmo, sicché la città sorge su una penisola e poiché il collo dell&#39;istmo è poco elevato, le navi possono essere facilmente trainate da una parte all&#39;altra</em>» (Strabone - Geografia)</p><p>È soprannominata la Città dei due mari, per la sua peculiare posizione a cavallo di Mar Grande e Mar Piccolo. </p><p>È un&#39;antica città, fondata da Coloni Spartani condotti, secondo la tradizione, da Falanto, nel 706 a. C.</p><p>Favorita dalla posizione geografica, divenne ben presto una delle Città più importanti della Magna Grecia ed in periodo Romano rimase Città Greca fino all&#39;Epoca Imperiale.</p><p>Nel 123 a. C. vi fu stanziata la Colonia Neptuniana ed in seguito divenne Municipio Romano, ma la sua importanza decadde col crescere di Brindisi.</p><p>La città è sede dell&#39;Arsenale marittimo della Marina Militare, dell&#39;Ilva, uno tra i maggiori complessi industriali d&#39;Europa per la produzione dell&#39;acciaio, e del Museo archeologico nazionale MArTA, che è tra i musei più importanti d&#39;Italia.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tàranto &lt;/strong&gt;(Tarde in dialetto tarantino) Comune i cui abitanti abitanti sono detti Tarantini, capoluogo dell&amp;#39;omonima provincia, in Puglia, è la terza città più grande del Sud Italia peninsulare sede di uno dei porti commerciali più importanti del Mediterraneo, situato sull&amp;#39;estremità nord occidentale della regione storico-geografica denominata Salento, nonché sull&amp;#39;estremità orientale della zona costiera denominata Arco Ionico Tarantino.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«&lt;em&gt;Mentre la maggior parte del golfo di Taranto è importuosa, a Taranto c&amp;#39;è un porto molto bello e ampio del perimetro di 100 stadi, chiuso da un grande ponte. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Tra il fondo del porto e il mare aperto si forma un istmo, sicché la città sorge su una penisola e poiché il collo dell&amp;#39;istmo è poco elevato, le navi possono essere facilmente trainate da una parte all&amp;#39;altra&lt;/em&gt;» (Strabone - Geografia)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È soprannominata la Città dei due mari, per la sua peculiare posizione a cavallo di Mar Grande e Mar Piccolo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;È un&amp;#39;antica città, fondata da Coloni Spartani condotti, secondo la tradizione, da Falanto, nel 706 a. C.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Favorita dalla posizione geografica, divenne ben presto una delle Città più importanti della Magna Grecia ed in periodo Romano rimase Città Greca fino all&amp;#39;Epoca Imperiale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel 123 a. C. vi fu stanziata la Colonia Neptuniana ed in seguito divenne Municipio Romano, ma la sua importanza decadde col crescere di Brindisi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La città è sede dell&amp;#39;Arsenale marittimo della Marina Militare, dell&amp;#39;Ilva, uno tra i maggiori complessi industriali d&amp;#39;Europa per la produzione dell&amp;#39;acciaio, e del Museo archeologico nazionale MArTA, che è tra i musei più importanti d&amp;#39;Italia.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 30 Jul 2021 14:36:33 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>il SALENTO 2a parte (Puglia)</itunes:title>
                <title>il SALENTO 2a parte (Puglia)</title>

                <itunes:episode>74</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Salento: Lingue e Dialetti - Antropologia - Enogastronomia - Agricoltura - Artigianato - Luoghi Naturalistici - Musei e Luoghi Archeologici - Feste e Riti</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Salento (in Salento Salentu; in Tarantino Salènde; in Greek Σαλέντο, Salénto), also known as the Salento Peninsula, is a subregion of southern Puglia, between the Ionian Sea to the west and the Adriatic Sea to the east whose inhabitants are called Salentini.

Figuratively it constitutes the heel of the Italian boot.

The inhabitants of the area, which includes the entire province of Lecce, a large part of that of Brindisi and the eastern part of that of Taranto, are distinguished above all by glottological characteristics compared to the rest of Puglia.

From a legal point of view, Salento within the Kingdom of Naples, later the Kingdom of the Two Sicilies, almost perfectly coincided with the territorial district called Terra d&#39;Otranto, which for centuries survived administrative reforms.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Lingue e Dialetti - Antropologia - Enogastronomia - Agricoltura - Artigianato - Luoghi Naturalistici - Musei e Luoghi Archeologici - Feste e Riti</p><p>Il Salento (in salentino Salentu; in tarantino Salènde; in greco Σαλέντο, Salénto), noto anche come Penisola Salentina, è una subregione della Puglia meridionale, tra il Mar Ionio a Ovest e il Mar Adriatico ad Est i cui abitanti si dicono Salentini. </p><p>Figurativamente costituisce il tacco dello stivale italiano.</p><p>Gli abitanti dell&#39;area, che comprende l&#39;intera provincia di Lecce, gran parte di quella di Brindisi e la parte orientale di quella di Taranto, si distinguono soprattutto per caratteristiche glottologiche rispetto al resto della Puglia. </p><p>Sotto il profilo giuridico, il Salento all&#39;interno del Regno di Napoli, poi Regno delle Due Sicilie, è quasi perfettamente coinciso con la circoscrizione territoriale denominata Terra d&#39;Otranto, sopravvissuta per secoli alle riforme amministrative. </p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Lingue e Dialetti - Antropologia - Enogastronomia - Agricoltura - Artigianato - Luoghi Naturalistici - Musei e Luoghi Archeologici - Feste e Riti&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Salento (in salentino Salentu; in tarantino Salènde; in greco Σαλέντο, Salénto), noto anche come Penisola Salentina, è una subregione della Puglia meridionale, tra il Mar Ionio a Ovest e il Mar Adriatico ad Est i cui abitanti si dicono Salentini. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Figurativamente costituisce il tacco dello stivale italiano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Gli abitanti dell&amp;#39;area, che comprende l&amp;#39;intera provincia di Lecce, gran parte di quella di Brindisi e la parte orientale di quella di Taranto, si distinguono soprattutto per caratteristiche glottologiche rispetto al resto della Puglia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sotto il profilo giuridico, il Salento all&amp;#39;interno del Regno di Napoli, poi Regno delle Due Sicilie, è quasi perfettamente coinciso con la circoscrizione territoriale denominata Terra d&amp;#39;Otranto, sopravvissuta per secoli alle riforme amministrative. &lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 30 Jul 2021 12:36:12 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>Il SALENTO 1a parte (Puglia)</itunes:title>
                <title>Il SALENTO 1a parte (Puglia)</title>

                <itunes:episode>73</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Salento: Toponimo - Zone Pedologiche - Paesaggio - Paesaggio Architettonico - Flora - Fauna - Storia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Salento (in Salento Salentu; in Tarantino Salènde; in Greek Σαλέντο, Salénto), also known as the Salento Peninsula, is a subregion of southern Puglia, between the Ionian Sea to the west and the Adriatic Sea to the east whose inhabitants are called Salentini.

Figuratively it constitutes the heel of the Italian boot.

The inhabitants of the area, which includes the entire province of Lecce, a large part of that of Brindisi and the eastern part of that of Taranto, are distinguished above all by glottological characteristics compared to the rest of Puglia.

From a legal point of view, Salento within the Kingdom of Naples, later the Kingdom of the Two Sicilies, almost perfectly coincided with the territorial district called Terra d&#39;Otranto, which for centuries survived administrative reforms.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Toponimo - Zone Pedologiche - Paesaggio - Paesaggio Architettonico - Flora - Fauna - Storia</p><p><strong>Il Salento</strong> (in salentino Salentu; in tarantino Salènde; in greco Σαλέντο, Salénto), noto anche come Penisola Salentina, è una subregione della Puglia meridionale, tra il Mar Ionio a Ovest e il Mar Adriatico ad Est i cui abitanti si dicono Salentini. </p><p>Figurativamente costituisce il tacco dello stivale italiano.</p><p>Gli abitanti dell&#39;area, che comprende l&#39;intera provincia di Lecce, gran parte di quella di Brindisi e la parte orientale di quella di Taranto, si distinguono soprattutto per caratteristiche glottologiche rispetto al resto della Puglia. </p><p>Sotto il profilo giuridico, il Salento all&#39;interno del Regno di Napoli, poi Regno delle Due Sicilie, è quasi perfettamente coinciso con la circoscrizione territoriale denominata Terra d&#39;Otranto, sopravvissuta per secoli alle riforme amministrative. </p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Toponimo - Zone Pedologiche - Paesaggio - Paesaggio Architettonico - Flora - Fauna - Storia&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il Salento&lt;/strong&gt; (in salentino Salentu; in tarantino Salènde; in greco Σαλέντο, Salénto), noto anche come Penisola Salentina, è una subregione della Puglia meridionale, tra il Mar Ionio a Ovest e il Mar Adriatico ad Est i cui abitanti si dicono Salentini. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Figurativamente costituisce il tacco dello stivale italiano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Gli abitanti dell&amp;#39;area, che comprende l&amp;#39;intera provincia di Lecce, gran parte di quella di Brindisi e la parte orientale di quella di Taranto, si distinguono soprattutto per caratteristiche glottologiche rispetto al resto della Puglia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sotto il profilo giuridico, il Salento all&amp;#39;interno del Regno di Napoli, poi Regno delle Due Sicilie, è quasi perfettamente coinciso con la circoscrizione territoriale denominata Terra d&amp;#39;Otranto, sopravvissuta per secoli alle riforme amministrative. &lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 30 Jul 2021 12:25:43 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>RODI GARGANICO il Giardino d&#39;Agrumi (Puglia)</itunes:title>
                <title>RODI GARGANICO il Giardino d&#39;Agrumi (Puglia)</title>

                <itunes:episode>72</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>RODI GARGANICO il Giardino d&#39;Agrumi</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Rodi Garganico (Ròude or Rùre in the Gargano dialect, until 1863 called Rodi) Municipality whose inhabitants are called Rodiani, is part of the province of Foggia in Puglia.

It is part of the Gargano National Park and the Gargano Mountain Community.

It has been a well-known center for the production of citrus fruits of the Gargano since the Middle Ages.

Among these, the oranges of the Gargano and the Femminello lemons, recognized today as IGP products.

&#34;It is said that the smell of the orange groves on the beach of Rodi Garganico is so sweet that it brings tears to your eyes when it&#39;s time for flowering.&#34;

(Riccardo Bacchelli from &#34;The oranges of Italian unity&#34;)

&#34;If a poet saw the gardens of Rhodes, he could not refrain from speaking of them in verse.&#34;

(Michelangelo Manicone from &#34;La Fisica Daunica&#34;)

Appreciated seaside resort, for the quality of its bathing waters it has been repeatedly awarded the Blue Flag and in 2010 it obtained three &#34;sails&#34; as part of the Legambiente Green Schooner campaign.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Rodi Garganico</strong> (Ròude oppure Rùre in dialetto garganico, fino al 1863 chiamata Rodi) Comune i cui abitanti son detti Rodiani, fa parte della provincia di Foggia in Puglia. </p><p>E&#39; parte del Parco Nazionale del Gargano e della Comunità Montana del Gargano.</p><p>È un noto centro per la produzione degli agrumi del Gargano fin dal Medioevo.</p><p>Tra questi, le arance del Gargano e i limoni Femminello, riconosciuti oggi come prodotti IGP.</p><p>«<em>Si dice che sia tanto soave l&#39;odor degli aranceti sul lido di Rodi Garganico, da far venir le lacrime agli occhi quando è il tempo della fioritura</em>.»</p><p>(Riccardo Bacchelli da «Le arance dell&#39;unità italiana»)</p><p>«<em>Se un poeta vedesse i giardini di Rodi, egli non potrebbe astenersi di parlarne in versi</em>.»</p><p>(Michelangelo Manicone da «La Fisica Daunica»)</p><p>Apprezzata località balneare, per la qualità delle sue acque di balneazione è stata più volte insignita della Bandiera Blu e nel 2010 ha ottenuto tre &#34;vele&#34; nell&#39;ambito della campagna della Goletta Verde di Legambiente.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Rodi Garganico&lt;/strong&gt; (Ròude oppure Rùre in dialetto garganico, fino al 1863 chiamata Rodi) Comune i cui abitanti son detti Rodiani, fa parte della provincia di Foggia in Puglia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;E&amp;#39; parte del Parco Nazionale del Gargano e della Comunità Montana del Gargano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È un noto centro per la produzione degli agrumi del Gargano fin dal Medioevo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tra questi, le arance del Gargano e i limoni Femminello, riconosciuti oggi come prodotti IGP.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«&lt;em&gt;Si dice che sia tanto soave l&amp;#39;odor degli aranceti sul lido di Rodi Garganico, da far venir le lacrime agli occhi quando è il tempo della fioritura&lt;/em&gt;.»&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(Riccardo Bacchelli da «Le arance dell&amp;#39;unità italiana»)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«&lt;em&gt;Se un poeta vedesse i giardini di Rodi, egli non potrebbe astenersi di parlarne in versi&lt;/em&gt;.»&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(Michelangelo Manicone da «La Fisica Daunica»)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Apprezzata località balneare, per la qualità delle sue acque di balneazione è stata più volte insignita della Bandiera Blu e nel 2010 ha ottenuto tre &amp;#34;vele&amp;#34; nell&amp;#39;ambito della campagna della Goletta Verde di Legambiente.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 30 Jul 2021 12:16:29 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SANTA MARIA DI LEUCA la bianca Finibus Terrae (Puglia)</itunes:title>
                <title>SANTA MARIA DI LEUCA la bianca Finibus Terrae (Puglia)</title>

                <itunes:episode>71</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>SANTA MARIA DI LEUCA la bianca Finibus Terrae</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Santa Maria di Leuca (Lèviche in Salento dialect, Λευκά in Greek) is a fraction of the municipality of Castrignano del Capo, in the province of Lecce, in southern Salento, whose inhabitants are called Leucani.

The name of Leuca derives from the Greek λευκός (leukós), meaning &#34;white&#34;, common to other toponyms such as Lèucade, a Greek island.

According to Strabo, a promontory originally named with the Greek name τα Λευκά (ta Leuká, the Whites), probably due to the white rocks perpendicular to the sea.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Santa Maria di Leuca</strong> (Lèviche in dialetto salentino, Λευκά in greco) è una frazione del comune di Castrignano del Capo, in provincia di Lecce, nel Salento meridionale, i cui abitanti son detti <strong>Leucani</strong>.</p><p>Il nome di Leuca deriva dal greco λευκός (leukós), cioè &#34;bianco&#34;, comune ad altri toponimi quali Lèucade, isola greca.</p><p>Secondo Strabone, promontorio originariamente denominato con il nome greco τα Λευκά (ta Leuká, le Bianche), probabilmente per le bianche rocce perpendicolari sul mare.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Santa Maria di Leuca&lt;/strong&gt; (Lèviche in dialetto salentino, Λευκά in greco) è una frazione del comune di Castrignano del Capo, in provincia di Lecce, nel Salento meridionale, i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Leucani&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il nome di Leuca deriva dal greco λευκός (leukós), cioè &amp;#34;bianco&amp;#34;, comune ad altri toponimi quali Lèucade, isola greca.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Secondo Strabone, promontorio originariamente denominato con il nome greco τα Λευκά (ta Leuká, le Bianche), probabilmente per le bianche rocce perpendicolari sul mare.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 30 Jul 2021 12:05:44 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CUTRO città del pane e degli scacchi (Calabria)</itunes:title>
                <title>CUTRO città del pane e degli scacchi (Calabria)</title>

                <itunes:episode>68</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>CUTRO città del pane e degli scacchi</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Cutro (Κούτρο in Greek, Cutru in Calabrese) Municipality whose inhabitants are called Cutresi which is part of the province of Crotone in Calabria.

Big center of the Marquisate, it is situated in an elevated position but a short distance from the Ionian Sea.

It is nicknamed &#34;city of chess&#34; or &#34;city of bread and chess&#34;.

It boasts the title of city by honorary title granted in 1575 by King Philip II of Spain, thanks to his fellow citizen Leonardo Bona known as the puttino, who became the first chess champion in Europe and the New World, in memory of which between April and May the International Chess Tournament takes place every year.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Cutro </strong>(Κούτρο in greco, Cutru in calabrese) Comune i cui abitanti sono detti Cutresi che fa parte della provincia di Crotone in Calabria.</p><p>Grosso centro del Marchesato, è situato in posizione elevata ma a breve distanza dal Mar Jonio. </p><p>È soprannominata &#34;città degli scacchi&#34; o &#34;città del pane e degli scacchi&#34;.</p><p>Si fregia del titolo di città per titolo onorifico concesso nel 1575 dal re Filippo II di Spagna, grazie al proprio concittadino Leonardo Bona detto il puttino, che divenne il primo campione di scacchi d&#39;Europa e del Nuovo Mondo, in ricordo del quale tra aprile e maggio ogni anno si svolge il Torneo Internazionale di Scacchi. </p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cutro &lt;/strong&gt;(Κούτρο in greco, Cutru in calabrese) Comune i cui abitanti sono detti Cutresi che fa parte della provincia di Crotone in Calabria.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Grosso centro del Marchesato, è situato in posizione elevata ma a breve distanza dal Mar Jonio. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;È soprannominata &amp;#34;città degli scacchi&amp;#34; o &amp;#34;città del pane e degli scacchi&amp;#34;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si fregia del titolo di città per titolo onorifico concesso nel 1575 dal re Filippo II di Spagna, grazie al proprio concittadino Leonardo Bona detto il puttino, che divenne il primo campione di scacchi d&amp;#39;Europa e del Nuovo Mondo, in ricordo del quale tra aprile e maggio ogni anno si svolge il Torneo Internazionale di Scacchi. &lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 30 Jul 2021 11:46:17 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SOVERATO Perla dello Ionio (Calabria)</itunes:title>
                <title>SOVERATO Perla dello Ionio (Calabria)</title>

                <itunes:episode>67</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>SOVERATO Perla dello Ionio</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Soverato (Suvaràtu in Calabrese) Municipality whose inhabitants are called Soveratesi (Suvaratàni in Calabrese), is part of the province of Catanzaro in Calabria.

Set like a pearl in the Gulf of Squillace, it stands on a hillside between the valleys of the ancient Caecinus, now Ancinale, and those of the Beltrame stream.

Seaside and climatic resort and active fishing port, it is a center founded in an unspecified period.

It is divided into three areas: the first on the coast (Soverato Marina), the second in the low hill, not far and slightly detached from the first (Soverato Superiore) and the third, at the same height as the second, represents what remains of the old Soverato, destroyed by the earthquake of 1783 (Soverato Vecchia).

The population is mainly concentrated in the lower part of the town.

The sand of the long beaches of Soverato is white and fine, the crystal clear waters with a sandy bottom.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Soverato (Suvaràtu in calabrese) Comune i cui abitanti sono detti Soveratesi (Suvaratàni in calabrese), fa parte della provincia di Catanzaro in Calabria.</p><p>Incastonata come una perla nel Golfo di Squillace, sorge su una pendice collinare tra le valli dell&#39;antico Caecinus, odierno Ancinale, e quelle del torrente Beltrame.</p><p>Stazione balneare e climatica ed attivo porto peschereccio, è un centro fondato in epoca non precisabile.</p><p>È suddivisa in tre zone: la prima sulla costa (Soverato Marina), la seconda in bassa collina, poco distante e leggermente distaccata dalla prima (Soverato Superiore) e la terza, alla stessa altezza della seconda, rappresenta quel che rimane della vecchia Soverato, distrutta dal terremoto del 1783 (Soverato Vecchia).</p><p>La popolazione è prevalentemente accentrata nella parte bassa della cittadina.</p><p>La sabbia delle lunghe spiagge di Soverato è bianca e fine, le acque cristalline con un fondale sabbioso.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Soverato (Suvaràtu in calabrese) Comune i cui abitanti sono detti Soveratesi (Suvaratàni in calabrese), fa parte della provincia di Catanzaro in Calabria.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Incastonata come una perla nel Golfo di Squillace, sorge su una pendice collinare tra le valli dell&amp;#39;antico Caecinus, odierno Ancinale, e quelle del torrente Beltrame.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Stazione balneare e climatica ed attivo porto peschereccio, è un centro fondato in epoca non precisabile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È suddivisa in tre zone: la prima sulla costa (Soverato Marina), la seconda in bassa collina, poco distante e leggermente distaccata dalla prima (Soverato Superiore) e la terza, alla stessa altezza della seconda, rappresenta quel che rimane della vecchia Soverato, distrutta dal terremoto del 1783 (Soverato Vecchia).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La popolazione è prevalentemente accentrata nella parte bassa della cittadina.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La sabbia delle lunghe spiagge di Soverato è bianca e fine, le acque cristalline con un fondale sabbioso.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 30 Jul 2021 11:37:49 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>MÈLITO DI PORTO SALVO il paese del bergamotto (Calabria)</itunes:title>
                <title>MÈLITO DI PORTO SALVO il paese del bergamotto (Calabria)</title>

                <itunes:episode>66</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>MÈLITO il paese del bergamotto</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Mélito di Porto Salvo (Mèlitos in Greek-Calabrian) is a municipality whose inhabitants are called Melitesi and is part of the metropolitan city of Reggio Calabria in Calabria.

It is the southernmost municipality of Calabria and mainland Italy.

It is an active agricultural, commercial and fishing center, with an important production of Bergamot essence, a very popular seaside resort.

Center located at the southern end of the Calabrian coast, and built in an area inhabited since Roman times.

In the Byzantine age it depended on Pentedattilo, which it replaced in importance starting from 1400 with the introduction of the bergamot cultivation.

This importance increased in 1500, even the notoriety of the Sanctuary of Santa Maria di Porto Salvo, so-called from a refuge that the coast offered at that point to boats.

It was called Mélito until the Royal decree of 8-5-1864.

In mélitu dialect, it took its name from the Fiumara di Melito from the Greek potamos tou Melitos, literally &#34;river of honey&#34; (with allusion to the color of the torrential watercourse) which Edrisi, an Arab geographer of the 1100s, calls wadi al &#39; asal, precisely &#34;river of honey&#34;</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Mélito di Porto Salvo (Mèlitos in greco-calabro) è un comune i cui abitanti sono detti Melitesi e fa parte della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria. </p><p>È il comune più a sud della Calabria e dell&#39;Italia continentale.</p><p>È attivo centro agricolo, commerciale e peschereccio, con importante produzione di essenza di Bergamotto, stazione balneare molto frequentata.</p><p>Centro situato all&#39;estremità meridionale della Costa calabra, e sorto in area abitata da epoca Romana.</p><p>In età Bizantina dipendeva da Pentedattilo, alla quale si sostituì per importanza a partire dal 1400 con l&#39;introduzione della coltura del bergamotto. </p><p>Tale importanza si accrebbe nel 1500, anche quella notorietà del Santuario di Santa Maria di Porto Salvo, cosiddetto da un rifugio che la Costa offriva in quel punto alle imbarcazioni.</p><p>Si è chiamata Mélito fino al Regio decreto del 8-5-1864.</p><p>In dialetto mélitu, ha preso il nome dalla Fiumara di Melito dal greco potamos tou Melitos, letteralmente “fiume del miele” (con allusione al colore del corso d&#39;acqua a regime torrentizio) che Edrisi, geografo arabo del 1100, chiama wadi al ‘asal, appunto “fiume del miele”</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Mélito di Porto Salvo (Mèlitos in greco-calabro) è un comune i cui abitanti sono detti Melitesi e fa parte della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;È il comune più a sud della Calabria e dell&amp;#39;Italia continentale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È attivo centro agricolo, commerciale e peschereccio, con importante produzione di essenza di Bergamotto, stazione balneare molto frequentata.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Centro situato all&amp;#39;estremità meridionale della Costa calabra, e sorto in area abitata da epoca Romana.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In età Bizantina dipendeva da Pentedattilo, alla quale si sostituì per importanza a partire dal 1400 con l&amp;#39;introduzione della coltura del bergamotto. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tale importanza si accrebbe nel 1500, anche quella notorietà del Santuario di Santa Maria di Porto Salvo, cosiddetto da un rifugio che la Costa offriva in quel punto alle imbarcazioni.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si è chiamata Mélito fino al Regio decreto del 8-5-1864.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In dialetto mélitu, ha preso il nome dalla Fiumara di Melito dal greco potamos tou Melitos, letteralmente “fiume del miele” (con allusione al colore del corso d&amp;#39;acqua a regime torrentizio) che Edrisi, geografo arabo del 1100, chiama wadi al ‘asal, appunto “fiume del miele”&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 30 Jul 2021 11:28:01 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>REGGIO CALABRIA</itunes:title>
                <title>REGGIO CALABRIA</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Reggio Calabria</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Reggio Calabria also Reggio di Calabria [Rìggiu in the Reggio dialect; Ρήγι (Rìghi) in the Greek of Calabria], a municipality whose inhabitants are called Reggini (Riggitani in the Reggio dialect), is the capital of the Metropolitan City of the same name, in Calabria.

First municipality by population and only Metropolitan City of the Region, as well as the seat of the Regional Council of Calabria, it is the leader of the so-called Grande Reggio, an urban agglomeration that gathers the various Municipalities of the Calabrian side of the Strait of Messina.

Together with the Metropolitan Area of ​​Messina, it represents the heart of the Metropolitan Area of ​​the Strait, a conurbation resulting from urban continuity, strong social and economic integration between the municipalities on both sides of the strait.

Reggio Calabria is home to the National Archaeological Museum, custodian of the collections of finds from Magna Graecia and the Riace Bronzes, which have become among its identifying symbols.

The oldest city in Greek Calabria, despite its three-thousand-year history - Ῥήγιον (Reghion) was an important and thriving colony of Magna Graecia - it has a modern urban layout, resulting from the reconstruction carried out in the aftermath of the catastrophic seismic events of 28 December 1908, which destroyed a large part of the town.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Reggio Calabria</strong> anche Reggio di Calabria [Rìggiu in dialetto reggino; Ρήγι (Rìghi) in greco di Calabria], Comune i cui abitanti son detti Reggini (Riggitani in dialetto reggino), è capoluogo dell&#39;omonima Città Metropolitana, in Calabria.</p><p>Primo comune per popolazione ed unica Città Metropolitana della Regione, oltreché sede del Consiglio Regionale della Calabria, è capofila della cosiddetta Grande Reggio, agglomerazione urbana che raccoglie i vari Comuni della sponda calabrese dello Stretto di Messina.</p><p>Insieme all&#39;Area Metropolitana di Messina, rappresenta il cuore dell&#39;Area Metropolitana dello Stretto, una conurbazione frutto della continuità urbana, forte integrazione sociale ed economica tra i comuni delle due sponde dello stretto.</p><p>A Reggio Calabria ha sede il Museo Archeologico Nazionale, custode delle collezioni di reperti della Magna Grecia e dei Bronzi di Riace, divenuti tra i suoi simboli identificativi.</p><p>Città più antica della Calabria greca, nonostante la sua storia trimillenaria - Ῥήγιον (Reghion) fu un&#39;importante e fiorente colonia magnogreca - si presenta con un impianto urbano moderno, conseguente alla ricostruzione operata all&#39;indomani dei catastrofici eventi sismici del 28 dicembre 1908, i quali distrussero gran parte dell&#39;abitato.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Reggio Calabria&lt;/strong&gt; anche Reggio di Calabria [Rìggiu in dialetto reggino; Ρήγι (Rìghi) in greco di Calabria], Comune i cui abitanti son detti Reggini (Riggitani in dialetto reggino), è capoluogo dell&amp;#39;omonima Città Metropolitana, in Calabria.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Primo comune per popolazione ed unica Città Metropolitana della Regione, oltreché sede del Consiglio Regionale della Calabria, è capofila della cosiddetta Grande Reggio, agglomerazione urbana che raccoglie i vari Comuni della sponda calabrese dello Stretto di Messina.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Insieme all&amp;#39;Area Metropolitana di Messina, rappresenta il cuore dell&amp;#39;Area Metropolitana dello Stretto, una conurbazione frutto della continuità urbana, forte integrazione sociale ed economica tra i comuni delle due sponde dello stretto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A Reggio Calabria ha sede il Museo Archeologico Nazionale, custode delle collezioni di reperti della Magna Grecia e dei Bronzi di Riace, divenuti tra i suoi simboli identificativi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Città più antica della Calabria greca, nonostante la sua storia trimillenaria - Ῥήγιον (Reghion) fu un&amp;#39;importante e fiorente colonia magnogreca - si presenta con un impianto urbano moderno, conseguente alla ricostruzione operata all&amp;#39;indomani dei catastrofici eventi sismici del 28 dicembre 1908, i quali distrussero gran parte dell&amp;#39;abitato.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 30 Jul 2021 11:19:16 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>PORTO PALO il comune più a sud dell&#39;isola siciliana</itunes:title>
                <title>PORTO PALO il comune più a sud dell&#39;isola siciliana</title>

                <itunes:episode>64</itunes:episode>
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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Porto Palo di Capo Passero</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Porto Palo di Capo Passero (Puortupalu in Sicilian) is a town whose inhabitants are called Portopalesi and part of the Free Municipal Consortium of Syracuse in Sicily.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Porto Palo di Capo Passero</strong> (<em>Puortupalu</em> in siciliano) è un comune i cui abitanti sono detti <strong>Portopalesi </strong>e facente parte del Libero Consorzio Comunale di Siracusa in Sicilia.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Porto Palo di Capo Passero&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Puortupalu&lt;/em&gt; in siciliano) è un comune i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Portopalesi &lt;/strong&gt;e facente parte del Libero Consorzio Comunale di Siracusa in Sicilia.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 18 Jul 2021 16:14:25 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CAPO PASSERO e la sua isola (Sicilia)</itunes:title>
                <title>CAPO PASSERO e la sua isola (Sicilia)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Capo Passero</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Capo Passero is the extreme south-eastern tip of the island of Sicily and also the name of the islet located a few meters away.

It is located in the territory of the municipality of Portopalo, in the province of Syracuse.

The cape is dominated by a lighthouse.

In 1500, Capo Passero was the subject of intense Turkish-Barbary pirate activities.

The pirates, in fact, supplied themselves with water and plundered the area, sometimes taking the Europeans they encountered into slavery.

In 1607, the Capo Passero Fort was completed, which had a defensive function at least until 1830.

The town is famous for the naval battle, which took place in 1718, during which the Spanish fleet was defeated by the English fleet commanded by Admiral Sir George Byrn, making England part of the Quadruple Alliance (Austria, Great Britain, France and Bass).</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Il<strong> Capo Passero</strong> è l&#39;estrema punta sud-orientale dell&#39;isola di Sicilia e anche il nome dell&#39;isolotto sito a pochi metri di distanza. </p><p>Si trova nel territorio del comune di Portopalo, in provincia di Siracusa. </p><p>Il capo è dominato da un faro.</p><p>Nel 1500, il Capo Passero fu oggetto di intense attività piratesche turco-barbaresche. </p><p>I pirati, infatti, al capo si rifornivano di acqua e saccheggiavano la zona, prendendo talvolta in schiavitù gli europei in cui si imbattevano. </p><p>Nel 1607, fu completato il Forte di Capo Passero, che ebbe una funzione difensiva almeno fino al 1830.</p><p>La località è famosa per la battaglia navale, avvenuta nel 1718, nel corso della quale la flotta spagnola venne sconfitta dalla flotta inglese comandata dall&#39;ammiraglio sir George Byrn, facendo l&#39;Inghilterra parte della Quadruplice Alleanza (Austria, Gran Bretagna, Francia e Paesi Bassi).</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Il&lt;strong&gt; Capo Passero&lt;/strong&gt; è l&amp;#39;estrema punta sud-orientale dell&amp;#39;isola di Sicilia e anche il nome dell&amp;#39;isolotto sito a pochi metri di distanza. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si trova nel territorio del comune di Portopalo, in provincia di Siracusa. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il capo è dominato da un faro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel 1500, il Capo Passero fu oggetto di intense attività piratesche turco-barbaresche. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;I pirati, infatti, al capo si rifornivano di acqua e saccheggiavano la zona, prendendo talvolta in schiavitù gli europei in cui si imbattevano. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel 1607, fu completato il Forte di Capo Passero, che ebbe una funzione difensiva almeno fino al 1830.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La località è famosa per la battaglia navale, avvenuta nel 1718, nel corso della quale la flotta spagnola venne sconfitta dalla flotta inglese comandata dall&amp;#39;ammiraglio sir George Byrn, facendo l&amp;#39;Inghilterra parte della Quadruplice Alleanza (Austria, Gran Bretagna, Francia e Paesi Bassi).&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 18 Jul 2021 16:06:52 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>MARZAMEMI piccolo pittoresco borgo di pescatori (Sicilia)</itunes:title>
                <title>MARZAMEMI piccolo pittoresco borgo di pescatori (Sicilia)</title>

                <itunes:episode>62</itunes:episode>
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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Marzamemi piccolo borgo di pescatori</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>2 km from Pachino is a suggestive and picturesque town, Marzamemi, which has fishing in its soul.

Marzamemi is a tiny fishing village bathed by a turquoise blue sea and a sunny atmosphere, whose inhabitants are called Marzamaroti.

The history of the village begins with the birth around the landing place, which later became a fishing port, which developed thanks to this latter activity, still widely practiced today, also equipping itself with a Tonnara, one of the most important in Sicily.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><span>A 2 km da Pachino è una località suggestiva e pittoresca, </span><strong>Marzamemi</strong><span>, che ha la pesca nell’anima.</span></p><p>Marzamemi è un piccolissimo borgo marinaro bagnato da un mare blu turchese e dall’atmosfera solare, i cui abitanti si chiamano <strong>Marzamaroti</strong><span>. </span></p><p>La storia del borgo inizia con la nascita attorno all&#39;approdo, poi divenuto porto da pesca, sviluppatosi grazie a quest&#39;ultima attività, molto praticata ancor oggi, dotandosi anche di una Tonnara, tra le più importanti della Sicilia.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;span&gt;A 2 km da Pachino è una località suggestiva e pittoresca, &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Marzamemi&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, che ha la pesca nell’anima.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Marzamemi è un piccolissimo borgo marinaro bagnato da un mare blu turchese e dall’atmosfera solare, i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Marzamaroti&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La storia del borgo inizia con la nascita attorno all&amp;#39;approdo, poi divenuto porto da pesca, sviluppatosi grazie a quest&amp;#39;ultima attività, molto praticata ancor oggi, dotandosi anche di una Tonnara, tra le più importanti della Sicilia.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 18 Jul 2021 15:59:17 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>La Villa Romana del Tellàro e l&#39;antica città di Eloro (Sicilia)</itunes:title>
                <title>La Villa Romana del Tellàro e l&#39;antica città di Eloro (Sicilia)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>La Villa Romana di Tellaro e l&#39;antica città di Eloro</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>The Villa del Tellàro is a rich suburban residence of the late Roman imperial age, located near Noto, in the province of Syracuse.

The remains, found starting from 1971, are found in a fertile agricultural area, on a low elevation near the Tellaro river, under a 18th-19th century farmhouse.

The central body of the villa, smaller than that of Patti, is articulated around a vast peristyle.

The section of the portico on the northern side had a mosaic pavement with laurel festoons that form circles and octagons with the inflected sides including geometric and floral motifs and two other rooms overlook it which preserve the figured mosaics.

Eloro (Έλωρος, Heloros, in Greek and Helorus in Latin) was an ancient Siceliot polis.

The center, now an archaeological site, is located on a hill (20 meters above sea level) overlooking the Ionian Sea, about 8 kilometers south-east of Noto, in today&#39;s province of Syracuse, just north of the mouth of the Tellaro river ( then called Eloro as the city).

We know very little about the history of Eloro, at least until the Roman period.

The discovery of Greek pottery dating back to the end of 700 BC seems to confirm that Eloro was the first subcolony of Syracuse, located on the route of the later Via Elorina, mentioned several times by Tucidide, the road that put Eloro in communication with the center of Arezzo.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>La <strong>Villa del Tellàro</strong> è una ricca residenza extraurbana della tarda età imperiale romana, che si trova nei pressi di Noto, nella provincia di Siracusa.</p><p>I resti, rinvenuti a partire dal 1971, si trovano in un fertile comprensorio agricolo, su una bassa elevazione presso il fiume Tellàro, sotto una masseria sette-ottocentesca.</p><p>Il corpo centrale della villa, più piccola di quella di Patti, si articola intorno ad un vasto peristilio.</p><p>Il tratto del portico sul lato settentrionale presentava una pavimentazione a mosaico con festoni d&#39;alloro che formano cerchi e ottagoni con i lati inflessi includenti motivi geometrici e floreali e su di esso si affacciano altri due ambienti che conservano i mosaici figurati.</p><p><strong>Eloro </strong>(Έλωρος, <em>Heloros</em>, in greco ed <em>Helorus </em>in latino) è stata un&#39;antica polis siceliota.</p><p>Il centro, oggi un sito archeologico, è ubicato su una collina (20 metri slm) prospiciente il mar Ionio, a circa 8 chilometri a sud-est di Noto, nell&#39;odierna provincia di Siracusa, poco a nord della foce del fiume Tellaro (allora detto Eloro come la città).</p><p>Sappiamo pochissimo della storia di Eloro, almeno fino al periodo romano.</p><p>La scoperta di ceramica greca databile alla fine del 700 a.C. sembra confermare che Eloro fu la prima subcolonia di Siracusa, posta sulla direttrice della più tarda via Elorina, menzionata più volte da Tucidide, strada che metteva in comunicazione Eloro con il centro aretuseo.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;Villa del Tellàro&lt;/strong&gt; è una ricca residenza extraurbana della tarda età imperiale romana, che si trova nei pressi di Noto, nella provincia di Siracusa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I resti, rinvenuti a partire dal 1971, si trovano in un fertile comprensorio agricolo, su una bassa elevazione presso il fiume Tellàro, sotto una masseria sette-ottocentesca.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il corpo centrale della villa, più piccola di quella di Patti, si articola intorno ad un vasto peristilio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il tratto del portico sul lato settentrionale presentava una pavimentazione a mosaico con festoni d&amp;#39;alloro che formano cerchi e ottagoni con i lati inflessi includenti motivi geometrici e floreali e su di esso si affacciano altri due ambienti che conservano i mosaici figurati.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Eloro &lt;/strong&gt;(Έλωρος, &lt;em&gt;Heloros&lt;/em&gt;, in greco ed &lt;em&gt;Helorus &lt;/em&gt;in latino) è stata un&amp;#39;antica polis siceliota.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il centro, oggi un sito archeologico, è ubicato su una collina (20 metri slm) prospiciente il mar Ionio, a circa 8 chilometri a sud-est di Noto, nell&amp;#39;odierna provincia di Siracusa, poco a nord della foce del fiume Tellaro (allora detto Eloro come la città).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sappiamo pochissimo della storia di Eloro, almeno fino al periodo romano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La scoperta di ceramica greca databile alla fine del 700 a.C. sembra confermare che Eloro fu la prima subcolonia di Siracusa, posta sulla direttrice della più tarda via Elorina, menzionata più volte da Tucidide, strada che metteva in comunicazione Eloro con il centro aretuseo.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 18 Jul 2021 15:49:04 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>PACHINO la città del pomodoro ciliegino (Sicilia)</itunes:title>
                <title>PACHINO la città del pomodoro ciliegino (Sicilia)</title>

                <itunes:episode>60</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Pachino la città del pomodoro ciliegino</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Pachino (Bachinu or Pachinu in Sicilian) is a municipality whose inhabitants are called Pachinesi and is part of the Free Municipal Consortium of Syracuse in Sicily.

Pachino is the city famous for the cultivation of the IGP cherry tomato called, precisely, Pachino.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Pachino</strong> (<em>Bachinu</em> o <em>Pachinu </em>in siciliano) è un Comune i cui abitanti son detti <strong>Pachinesi </strong>e fa parte del Libero Consorzio Comunale di Siracusa in Sicilia.</p><p>Pachino è la città famosa per la coltivazione del pomodoro ciliegino IGP detto, appunto, Pachino.</p><p>«... <em>Meglio è con lungo indugio e lunga volta</em></p><p><em>girar Pachino e la Trinacria tutta,</em></p><p><em>che, non ch&#39;altro, veder quell&#39;antro orrendo,</em></p><p><em>sentir quegli urli spaventosi e fieri</em></p><p><em>di quei cerulei suoi rabbiosi cani ...</em></p><p><em>... Rademmo di Pachino i sassi alpestri,</em></p><p><em>scoprimmo Camarina, e &#39;l fato udimmo,</em></p><p><em>che mal per lei fôra il suo stagno asciutto</em> ...»</p><p>(Virgilio, Eneide, III-1095)</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pachino&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Bachinu&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;Pachinu &lt;/em&gt;in siciliano) è un Comune i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Pachinesi &lt;/strong&gt;e fa parte del Libero Consorzio Comunale di Siracusa in Sicilia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Pachino è la città famosa per la coltivazione del pomodoro ciliegino IGP detto, appunto, Pachino.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«... &lt;em&gt;Meglio è con lungo indugio e lunga volta&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;girar Pachino e la Trinacria tutta,&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;che, non ch&amp;#39;altro, veder quell&amp;#39;antro orrendo,&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;sentir quegli urli spaventosi e fieri&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;di quei cerulei suoi rabbiosi cani ...&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;... Rademmo di Pachino i sassi alpestri,&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;scoprimmo Camarina, e &amp;#39;l fato udimmo,&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;che mal per lei fôra il suo stagno asciutto&lt;/em&gt; ...»&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(Virgilio, Eneide, III-1095)&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 18 Jul 2021 14:59:43 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>NOTO capitale del barocco Siciliano</itunes:title>
                <title>NOTO capitale del barocco Siciliano</title>

                <itunes:episode>59</itunes:episode>
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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Noto (Sicilia)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Noto (Notu in Sicilian or Nuotu in local dialect) Municipality whose inhabitants are called Netini or Notinesi, is part of the Free Municipal Consortium of Syracuse in Sicily.

It is the first municipality in the region by territorial extension, episcopal seat, defined the &#34;capital of the Baroque&#34;, in 2002 its historic center was declared a World Heritage Site by UNESCO, together with the other late Baroque cities of the Val di Known.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Noto</strong> (<em>Notu</em> in siciliano o <em>Nuotu </em>in dialetto locale) Comune i cui abitanti son detti <strong>Netini</strong> o <strong>Notinesi</strong>, fa parte del Libero Consorzio Comunale di Siracusa in Sicilia.</p><p>È il primo comune della regione per estensione territoriale, sede episcopale, definita la &#34;<em>capitale del Barocco</em>&#34;, nel 2002 il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell&#39;Umanità da parte dell&#39;UNESCO, insieme con le altre città tardo barocche del Val di Noto.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Noto&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Notu&lt;/em&gt; in siciliano o &lt;em&gt;Nuotu &lt;/em&gt;in dialetto locale) Comune i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Netini&lt;/strong&gt; o &lt;strong&gt;Notinesi&lt;/strong&gt;, fa parte del Libero Consorzio Comunale di Siracusa in Sicilia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È il primo comune della regione per estensione territoriale, sede episcopale, definita la &amp;#34;&lt;em&gt;capitale del Barocco&lt;/em&gt;&amp;#34;, nel 2002 il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell&amp;#39;Umanità da parte dell&amp;#39;UNESCO, insieme con le altre città tardo barocche del Val di Noto.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 17 Jul 2021 21:49:28 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>AVOLA con le sue mandorle e vino nero (Sicilia)</itunes:title>
                <title>AVOLA con le sue mandorle e vino nero (Sicilia)</title>

                <itunes:episode>58</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Avola (Sicilia)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Avola (Àvula, Àula in Sicilian) Municipality whose inhabitants are called Avolesi, part of the Free Municipal Consortium of Syracuse in Sicily.

With a hexagonal plan, it overlooks the Ionian coast of eastern Sicily in the Gulf of Noto.

According to some, the origin of the city dates back to Hybla Major located near the south-eastern coast of Sicily.

The area, formerly inhabited by the Sicans, was invaded by the Sicilians and became the scene of struggles for dominance over the region.

The term Hybla is not Greek but pre-Hellenic, probably Sican, and is the name of a Goddess worshiped by both populations (later identified with the Hellenic Aphrodite).</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Avola</strong> (<em>Àvula</em>, <em>Àula </em>in siciliano) Comune i cui abitanti sono detti <strong>Avolesi</strong>,<strong> </strong>facente parte del Libero Consorzio Comunale di Siracusa in Sicilia.</p><p>A pianta esagonale, si affaccia sulla costa ionica della Sicilia orientale nel Golfo di Noto.</p><p>Secondo taluni, l&#39;origine della città risale a <em>Hybla Major</em> sita in prossimità della costa sud-orientale della Sicilia. </p><p>La zona, abitata precedentemente dai Sicani, fu invasa dai Siculi e divenne teatro di lotte per il predominio sulla regione.</p><p>Il termine <em>Hybla </em>non è greco ma pre-ellenico, probabilmente sicano, ed è il nome di una Dea adorata da entrambe le popolazioni (identificata poi con l&#39;Afrodite ellenica).</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Avola&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Àvula&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Àula &lt;/em&gt;in siciliano) Comune i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Avolesi&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;facente parte del Libero Consorzio Comunale di Siracusa in Sicilia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A pianta esagonale, si affaccia sulla costa ionica della Sicilia orientale nel Golfo di Noto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Secondo taluni, l&amp;#39;origine della città risale a &lt;em&gt;Hybla Major&lt;/em&gt; sita in prossimità della costa sud-orientale della Sicilia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La zona, abitata precedentemente dai Sicani, fu invasa dai Siculi e divenne teatro di lotte per il predominio sulla regione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il termine &lt;em&gt;Hybla &lt;/em&gt;non è greco ma pre-ellenico, probabilmente sicano, ed è il nome di una Dea adorata da entrambe le popolazioni (identificata poi con l&amp;#39;Afrodite ellenica).&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 17 Jul 2021 21:41:49 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SIRACUSA e l&#39;isola di Ortigia (Sicilia)</itunes:title>
                <title>SIRACUSA e l&#39;isola di Ortigia (Sicilia)</title>

                <itunes:episode>57</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Siracusa (Sicilia)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Syracuse (Sarausa in Sicilian) Municipality whose inhabitants are called Siracusani, capital of the Free Municipal Consortium of the same name, in Sicily.

Located on the south-eastern coast of the island, Syracuse has a thousand-year history: counted among the largest metropolises of the classical age, it excelled in power and wealth with Athens, which tried in vain to subdue it.

It was the homeland of the mathematician Archimedes, who took charge of his defense during the siege of the Romans in 212 BC. Syracuse was for centuries the capital city of Sicily, until the conquest by the Arabs, which took place in 878.

Transformed into a fortress in the Spanish era, its historic center, Ortigia, took on its present-day Baroque appearance with the reconstruction undertaken following the violent earthquake of 1693.

During the Second World War, in the year 1943, an armistice was signed in the south-west of Syracuse, in the district of Santa Teresa Longarini, which sanctioned the cessation of hostilities between the Kingdom of Italy and the allied forces of the Anglo-Americans; gone down in history as the armistice of Cassibile.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Siracusa</strong> (<em>Sarausa</em> in siciliano) Comune i cui abitanti sono detti <strong>Siracusani</strong>, capoluogo del Libero Consorzio Comunale omonimo, in Sicilia.</p><p>Posta sulla costa Sud-Orientale dell&#39;isola, Siracusa possiede una storia millenaria: annoverata tra le più vaste metropoli dell&#39;età classica, primeggiò per potenza e ricchezza con Atene, la quale tentò invano di assoggettarla. </p><p>Fu la patria del matematico Archimede, che si pose a capo della sua difesa durante l&#39;assedio dei Romani nel 212 a.C. Siracusa fu per secoli la città capitale della Sicilia, fino alla conquista da parte degli Arabi, avvenuta nell&#39;878.</p><p>Trasformatasi in epoca spagnola in una fortezza, il suo centro storico, Ortigia, assunse l&#39;odierno aspetto barocco con la ricostruzione intrapresa a seguito del violento terremoto del 1693. </p><p>Durante la Seconda guerra mondiale, nell&#39;anno 1943, venne firmato a sud-ovest di Siracusa, in contrada Santa Teresa Longarini, l&#39;armistizio che sanciva la cessazione delle ostilità tra il Regno d&#39;Italia e le forze alleate degli anglo-americani; passato alla storia come l&#39;armistizio di Cassibile.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Siracusa&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Sarausa&lt;/em&gt; in siciliano) Comune i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Siracusani&lt;/strong&gt;, capoluogo del Libero Consorzio Comunale omonimo, in Sicilia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Posta sulla costa Sud-Orientale dell&amp;#39;isola, Siracusa possiede una storia millenaria: annoverata tra le più vaste metropoli dell&amp;#39;età classica, primeggiò per potenza e ricchezza con Atene, la quale tentò invano di assoggettarla. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fu la patria del matematico Archimede, che si pose a capo della sua difesa durante l&amp;#39;assedio dei Romani nel 212 a.C. Siracusa fu per secoli la città capitale della Sicilia, fino alla conquista da parte degli Arabi, avvenuta nell&amp;#39;878.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Trasformatasi in epoca spagnola in una fortezza, il suo centro storico, Ortigia, assunse l&amp;#39;odierno aspetto barocco con la ricostruzione intrapresa a seguito del violento terremoto del 1693. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Durante la Seconda guerra mondiale, nell&amp;#39;anno 1943, venne firmato a sud-ovest di Siracusa, in contrada Santa Teresa Longarini, l&amp;#39;armistizio che sanciva la cessazione delle ostilità tra il Regno d&amp;#39;Italia e le forze alleate degli anglo-americani; passato alla storia come l&amp;#39;armistizio di Cassibile.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 17 Jul 2021 21:25:55 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>PRIOLO GARGALLO con i suoi siti archeologici di Thapsos e la centrale solare Archimede (Sicilia)</itunes:title>
                <title>PRIOLO GARGALLO con i suoi siti archeologici di Thapsos e la centrale solare Archimede (Sicilia)</title>

                <itunes:episode>56</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Priolo Gargallo (Sicilia)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Priolo Gargallo (Priolu in Sicilian) is a town whose inhabitants are called Piriolesi and part of the Free Municipal Consortium of Syracuse in Sicily.

The toponym Priolo probably derives from the Greek word priolos, which means “prior”; this is because the territory was ecclesiastical property in the centuries preceding the Arab conquest of Sicily.

Gargallo is the surname of the Marquis Tommaso, who founded the modern settlement in 1800</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Priolo Gargallo</strong> (<em>Priolu</em> in siciliano) è un comune cui abitanti si chiamano <strong>Piriolesi </strong>e<strong> </strong>facente parte<strong> </strong>del Libero Consorzio Comunale di Siracusa in Sicilia.</p><p>Il toponimo Priolo deriva probabilmente dal termine greco <em>priolos</em>, che significa “priore”; questo poiché il territorio era nei secoli precedenti alla conquista araba della Sicilia di proprietà ecclesiastica. </p><p>Gargallo è il cognome del marchese Tommaso, che fondò l&#39;insediamento moderno nel 1800</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Priolo Gargallo&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Priolu&lt;/em&gt; in siciliano) è un comune cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Piriolesi &lt;/strong&gt;e&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;facente parte&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;del Libero Consorzio Comunale di Siracusa in Sicilia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il toponimo Priolo deriva probabilmente dal termine greco &lt;em&gt;priolos&lt;/em&gt;, che significa “priore”; questo poiché il territorio era nei secoli precedenti alla conquista araba della Sicilia di proprietà ecclesiastica. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Gargallo è il cognome del marchese Tommaso, che fondò l&amp;#39;insediamento moderno nel 1800&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 17 Jul 2021 21:19:09 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>LENTINI l&#39;Arancia Rossa di Sicilia e il pane</itunes:title>
                <title>LENTINI l&#39;Arancia Rossa di Sicilia e il pane</title>

                <itunes:episode>55</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Lentini (Sicilia)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Lentini (Lintini in Sicilian) is a municipality whose inhabitants are called Lentinesi and is part of the free Municipal Consortium of Syracuse in Sicily.

Baroque town of Greek origin (the ancient Leontinoi) of which it preserves considerable archaeological remains, it was a very important cultural and agricultural center during the Roman domination and one of the most influential cities of the island in the Byzantine and Swabian period.

Located in the Plain of Catania, on the slopes of the Iblei Mountains and near Lake Lentini, it is renowned for the production of the Sicilian Red Orange (PGI), together with the Municipalities of Carlentini and Francofonte, as well as for the Pane di Lentini.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Lentini </strong>(<em>Lintini</em> in siciliano) è un Comune i cui abitanti si chiamano <strong>Lentinesi </strong>e fa parte del libero Consorzio Comunale di Siracusa in Sicilia. </p><p>Cittadina barocca di origine greca (l&#39;antica <em>Leontinoi</em>) di cui conserva ingenti resti archeologici, fu un importantissimo centro culturale e agricolo durante il dominio romano e una delle più influenti città dell&#39;isola nel periodo bizantino e svevo.</p><p>Situata nella Piana di Catania, alle pendici dei Monti Iblei e in vicinanza del Lago di Lentini, è rinomata per la produzione dell&#39;Arancia Rossa di Sicilia (IGP), insieme ai Comuni di Carlentini e Francofonte, nonché per il Pane di Lentini.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Lentini &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Lintini&lt;/em&gt; in siciliano) è un Comune i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Lentinesi &lt;/strong&gt;e fa parte del libero Consorzio Comunale di Siracusa in Sicilia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Cittadina barocca di origine greca (l&amp;#39;antica &lt;em&gt;Leontinoi&lt;/em&gt;) di cui conserva ingenti resti archeologici, fu un importantissimo centro culturale e agricolo durante il dominio romano e una delle più influenti città dell&amp;#39;isola nel periodo bizantino e svevo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Situata nella Piana di Catania, alle pendici dei Monti Iblei e in vicinanza del Lago di Lentini, è rinomata per la produzione dell&amp;#39;Arancia Rossa di Sicilia (IGP), insieme ai Comuni di Carlentini e Francofonte, nonché per il Pane di Lentini.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/07/la-lunga-strada-di-sabbia-da-villa-san.html</link>
                <pubDate>Sat, 17 Jul 2021 21:09:24 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>VILLA SAN GIOVANNI e lo Stretto di Messina (Calabria)</itunes:title>
                <title>VILLA SAN GIOVANNI e lo Stretto di Messina (Calabria)</title>

                <itunes:episode>54</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Villa San Giovanni</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Villa San Giovanni (simply Villa for the local inhabitants who, in fact, are called Villesi) is a Municipality of the Metropolitan City of Reggio Calabria in Calabria.

The city overlooks the Strait of Messina and its port is the main ferry terminal for Sicily, Punta Pezzo, in fact, located in the municipality of Villa, represents the closest point between the Calabrian and Sicilian shores: this has made the city the ideal location for crossing the strait.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Villa San Giovanni </strong>(semplicemente Villa per gli abitanti locali che, infatti, si chiamano <strong>Villesi</strong>) è un Comune della Città Metropolitana di Reggio Calabria in Calabria.</p><p>La città si affaccia sullo stretto di Messina ed il suo porto è il terminal principale del traghettamento per la Sicilia, Punta Pezzo, infatti, situata nel comune di Villa, rappresenta il punto di maggiore vicinanza fra la sponda calabrese e quella siciliana: ciò ha reso la città la località ideale per l&#39;attraversamento dello stretto.</p><p>&#34;... <em>Ho girato il mondo</em></p><p><em>non ho mai trovato un panorama così stupendo,</em></p><p><em>questo è il più bel punto del mio Regno!</em>&#34;</p><p>(Gioacchino Murat)</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Villa San Giovanni &lt;/strong&gt;(semplicemente Villa per gli abitanti locali che, infatti, si chiamano &lt;strong&gt;Villesi&lt;/strong&gt;) è un Comune della Città Metropolitana di Reggio Calabria in Calabria.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La città si affaccia sullo stretto di Messina ed il suo porto è il terminal principale del traghettamento per la Sicilia, Punta Pezzo, infatti, situata nel comune di Villa, rappresenta il punto di maggiore vicinanza fra la sponda calabrese e quella siciliana: ciò ha reso la città la località ideale per l&amp;#39;attraversamento dello stretto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;#34;... &lt;em&gt;Ho girato il mondo&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;non ho mai trovato un panorama così stupendo,&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;questo è il più bel punto del mio Regno!&lt;/em&gt;&amp;#34;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(Gioacchino Murat)&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 17 Jul 2021 20:58:41 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>MACCHIAGODENA la terraza sul Matese (Molise)</itunes:title>
                <title>MACCHIAGODENA la terraza sul Matese (Molise)</title>

                <itunes:episode>53</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Macchiagodena borgo della lettura</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Macchiagodéna Municipality whose inhabitants are called Macchiagodenesi, part of the province of Isernia in Molise.

With a wide view towards the Matese, so much so as to be called &#34;the balcony of the Matese&#34;; there is a marquis castle of early medieval origin, modified several times.

It is part of the Authentic Italian Villages association

It is part of the Borghi della Lettura</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Macchiagodéna </strong>Comune i cui abitanti sono detti <strong>Macchiagodenesi</strong>, facente parte della provincia di Isernia in Molise. </p><p>Con un ampio panorama verso il Matese, tanto da essere detto “<em>il balcone del Matese</em>”; vi si trova un Castello marchionale di origine altomedievale, più volte modificato.</p><p>Fa parte dell&#39;associazione <a href="https://www.blogger.com/blog/post/edit/4238539460401252222/7673273883662469795" rel="nofollow"><strong>Borghi Autentici d&#39;Italia</strong></a></p><p>Fa parte dei <a href="https://www.blogger.com/blog/post/edit/4238539460401252222/7673273883662469795" rel="nofollow"><strong>Borghi della Lettura</strong></a></p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Macchiagodéna &lt;/strong&gt;Comune i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Macchiagodenesi&lt;/strong&gt;, facente parte della provincia di Isernia in Molise. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Con un ampio panorama verso il Matese, tanto da essere detto “&lt;em&gt;il balcone del Matese&lt;/em&gt;”; vi si trova un Castello marchionale di origine altomedievale, più volte modificato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fa parte dell&amp;#39;associazione &lt;a href=&#34;https://www.blogger.com/blog/post/edit/4238539460401252222/7673273883662469795&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&gt;&lt;strong&gt;Borghi Autentici d&amp;#39;Italia&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fa parte dei &lt;a href=&#34;https://www.blogger.com/blog/post/edit/4238539460401252222/7673273883662469795&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&gt;&lt;strong&gt;Borghi della Lettura&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://gcocco.wordpress.com/2021/07/17/molise-macchiagodena-borgo-della-lettura/</link>
                <pubDate>Sat, 17 Jul 2021 14:32:37 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>MARATEA il paese del finocchietto selvatico perla del Tirreno (Basilicata)</itunes:title>
                <title>MARATEA il paese del finocchietto selvatico perla del Tirreno (Basilicata)</title>

                <itunes:episode>52</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Maratea (Basilicata)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Maratea (Marathia in marateota dialect) is a municipality whose inhabitants are called Marateoti and is part of the province of Potenza, the only center in Basilicata to overlook the Tyrrhenian Sea, across the Gulf of Policastro.

“Perhaps in Italy there is no more superb landscape and panorama.

Imagine tens and tens of kilometers of jagged cliffs of caves, stacks, overhangs and soft beaches in front of the most spectacular of the seas, now wide open and open, now closed in bays as small as docks.

It separates it from a Dolomite chain, all flesh-colored rocks, dotted with villages [...], ruined castles and ancient Saracen towers, a wooded slope broken by small rivers and streams and buried under the fronds of holm oaks and chestnut trees. &#34;

(Indro Montanelli)</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Maratea </strong>(<em>Marathia </em>in dialetto marateota) è un comune i cui abitanti sono detti Marateoti e fa parte della provincia di Potenza, unico centro della Basilicata ad affacciarsi sul Mar Tirreno, attraverso il Golfo di Policastro.</p><p>«<em>Forse in Italia non c&#39;è paesaggio e panorama più superbi. </em></p><p><em>Immaginate decine e decine di chilometri di scogliera frastagliata di grotte, faraglioni, strapiombi e morbide spiagge davanti al più spettacoloso dei mari, ora spalancato e aperto, ora chiuso in rade piccole come darsene. </em></p><p><em>La separa da una catena dolomitica, tutta rocce color carnicino, punteggiata di villaggi [...], di castelli diruti e antiche torri saracene, un declivio boscoso rotto da fiumiciattoli e torrenti e sepolto sotto le fronde dei lecci e dei castagni</em>.» </p><p>(Indro Montanelli)</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maratea &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Marathia &lt;/em&gt;in dialetto marateota) è un comune i cui abitanti sono detti Marateoti e fa parte della provincia di Potenza, unico centro della Basilicata ad affacciarsi sul Mar Tirreno, attraverso il Golfo di Policastro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«&lt;em&gt;Forse in Italia non c&amp;#39;è paesaggio e panorama più superbi. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Immaginate decine e decine di chilometri di scogliera frastagliata di grotte, faraglioni, strapiombi e morbide spiagge davanti al più spettacoloso dei mari, ora spalancato e aperto, ora chiuso in rade piccole come darsene. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;La separa da una catena dolomitica, tutta rocce color carnicino, punteggiata di villaggi [...], di castelli diruti e antiche torri saracene, un declivio boscoso rotto da fiumiciattoli e torrenti e sepolto sotto le fronde dei lecci e dei castagni&lt;/em&gt;.» &lt;/p&gt;&lt;p&gt;(Indro Montanelli)&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Thu, 15 Jul 2021 10:05:40 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SAPRI piccola gemma tra terra e mare della spigolatrice (Campania)</itunes:title>
                <title>SAPRI piccola gemma tra terra e mare della spigolatrice (Campania)</title>

                <itunes:episode>51</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Sapri (Campania)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Sapri is a municipality whose inhabitants are called Sapresi, which is part of the province of Salerno (SA) in Campania, located in the Gulf of Policastro, which became famous for the story of the Risorgimento hero Carlo Pisacane whose deeds were fixed in the poem &#34;The Gleaner of Sapri ”.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Sapri è un comune i cui abitanti son detti Sapresi, che fa parte della provincia di Salerno (SA) in Campania, situato nel Golfo di Policastro, diventato famoso per la vicenda dell’eroe risorgimentale Carlo Pisacane le cui gesta furono fissate nella poesia “La Spigolatrice di Sapri”.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Sapri è un comune i cui abitanti son detti Sapresi, che fa parte della provincia di Salerno (SA) in Campania, situato nel Golfo di Policastro, diventato famoso per la vicenda dell’eroe risorgimentale Carlo Pisacane le cui gesta furono fissate nella poesia “La Spigolatrice di Sapri”.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Thu, 15 Jul 2021 09:59:05 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>VALLO DELLA LUCANIA l&#39;antico Casale dei Cornuti (Campania)</itunes:title>
                <title>VALLO DELLA LUCANIA l&#39;antico Casale dei Cornuti (Campania)</title>

                <itunes:episode>50</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Vallo della Lucania (Campania)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Vallo della Lucania (simply Vallo for the local inhabitants) is a municipality whose inhabitants are called Vallesi, it is part of the province of Salerno (SA) in Campania.

The original toponym was simply &#34;Vallo&#34;, while the suffix &#34;della Lucania&#34; was added only after the unification of Italy.

The ancient name of Vallo della Lucania was Castrum Cornutum, from the place of origin of its founders, who, coming from Cornutum, a Dalmatian city, arrived there no later than 1800, although the first mention of the &#34;Cornuti&#34; farmhouse dates back to two parchments from 1200.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Vallo della Lucania (semplicemente Vallo per gli abitanti locali) è un comune i cui abitanti si chiamano Vallesi, fa parte della provincia di Salerno (SA) in Campania. </p><p>Il toponimo originale era semplicemente &#34;Vallo&#34;, mentre il suffisso &#34;della Lucania&#34; venne aggiunto soltanto dopo l&#39;Unità d&#39;Italia.</p><p>L&#39;antico nome di Vallo della Lucania era Castrum Cornutum, dal luogo di origine dei suoi fondatori, che, provenienti da Cornutum, città della Dalmazia, vi giunsero non più tardi del 1800, sebbene la prima menzione sul Casale dei “Cornuti” risalga a due pergamene del 1200.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Vallo della Lucania (semplicemente Vallo per gli abitanti locali) è un comune i cui abitanti si chiamano Vallesi, fa parte della provincia di Salerno (SA) in Campania. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il toponimo originale era semplicemente &amp;#34;Vallo&amp;#34;, mentre il suffisso &amp;#34;della Lucania&amp;#34; venne aggiunto soltanto dopo l&amp;#39;Unità d&amp;#39;Italia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;#39;antico nome di Vallo della Lucania era Castrum Cornutum, dal luogo di origine dei suoi fondatori, che, provenienti da Cornutum, città della Dalmazia, vi giunsero non più tardi del 1800, sebbene la prima menzione sul Casale dei “Cornuti” risalga a due pergamene del 1200.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Thu, 15 Jul 2021 09:51:32 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>AGROPOLI (Campania)</itunes:title>
                <title>AGROPOLI (Campania)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Agropoli (Campania)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Agropoli (Aruòpëlë or Aruòpuli in Cilentano dialect) is a municipality whose inhabitants are called Agropolesi, and is part of the province of Salerno (SA) in Campania.

Ancient and charming seaside village, agricultural and fishing village and popular seaside resort with good accommodation facilities, tourist port, in a beautiful position on a promontory overlooking a picturesque bay.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Agropoli </strong>(<em>Aruòpëlë</em> o <em>Aruòpuli </em>in dialetto cilentano) è un comune i cui abitanti son detti <strong>Agropolesi</strong>, e fa parte della provincia di Salerno (SA) in Campania.</p><p>Antico e grazioso borgo marinaro, paese agricolo e peschereccio e frequentato centro balneare con buona attrezzatura ricettiva, porticciolo turistico, in bella posizione su un promontorio a dominio di una pittoresca baia.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Agropoli &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Aruòpëlë&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;Aruòpuli &lt;/em&gt;in dialetto cilentano) è un comune i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Agropolesi&lt;/strong&gt;, e fa parte della provincia di Salerno (SA) in Campania.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Antico e grazioso borgo marinaro, paese agricolo e peschereccio e frequentato centro balneare con buona attrezzatura ricettiva, porticciolo turistico, in bella posizione su un promontorio a dominio di una pittoresca baia.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Thu, 15 Jul 2021 09:45:25 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>PAESTUM e i suoi templi (Campania)</itunes:title>
                <title>PAESTUM e i suoi templi (Campania)</title>

                <itunes:episode>48</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Paestum (Campania)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Paestum also known as Pesto, is located in the Campania region in the province of Salerno (SA), as a fraction of the municipality of Capaccio Paestum and is an ancient city of Magna Graecia called by the Greeks Poseidonia in honor of Poseidon, but very devoted to Athena and Era .

After its conquest by the Lucanians it was called Paistom, and then assumed, under the Romans, the name of Paestum.

The extension of its inhabited area is still well recognizable today with its large Temples, enclosed by its Greek walls, as modified in the Lucanian and then Roman times.

It is located about 30 km south of Salerno (97 km south of Naples); it is located in the Piana del Sele, near the coast, in the Gulf of Salerno, north of the National Park of Cilento, Vallo di Diano and Alburni; the locality, near which Capaccio Scalo and Lido di Paestum are located, is served by a railway station of the same name.

Paestum is one of the most important archaeological sites in Italy located on the South Eastern coast of the Gulf of Salerno, formerly known as Sinus Paestanus and the reclaimed plain of the Sele, the Silanos dei Greci, 8 km south of its mouth, at the foot of the extreme offshoots of Monte Alburno.

Its Doric Temples, which for the state of conservation yield only to the Theseion of Athens and rise tawny within the intact circle of the Walls, arouse in the visitor a profound impression of majesty and grandeur that varies with the variation of the light and is particularly suggestive to the sunset and twilight.

The visit is a source of unforgettable emotions, especially if it is carried out in favorable weather and light conditions, and includes the monuments within the enclosure of the Excavations, the Museum is the tour of the Walls.

If, as it is advisable, you add the trips to the Tower of Paestum and the Sanctuary of Hera, on the Sele, it takes a whole day.

There are 3 entrances to the excavations: the main one is along the Via Statale, in front of the Temple of Neptune, the second of the ancient Gate of Justice, on the southern side of the Walls, the third is near the Museum.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Paestum </strong>nota anche come <strong>Pesto</strong>, è localizzata nella regione Campania in provincia di Salerno (SA), come frazione del comune di Capaccio Paestum ed è un&#39;antica città della Magna Grecia chiamata dai Greci <strong>Poseidonia </strong>in onore di Poseidone, ma devotissima ad Atena ed Era. </p><p>Dopo la sua conquista da parte dei Lucani venne chiamata <strong>Paistom</strong>, per poi assumere, sotto i romani, il nome di Paestum. </p><p>L&#39;estensione del suo abitato è ancora oggi ben riconoscibile con i suoi grandi Templi, racchiuso dalle sue mura greche, così come modificate in epoca lucana e poi romana.</p><p>È localizzata a circa 30 km a meridione di Salerno (97 km a sud di Napoli); è situata nella Piana del Sele, vicino al litorale, nel Golfo di Salerno, a nord del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni; la località, nelle vicinanze della quale si annoverano Capaccio Scalo e Lido di Paestum, è servita da un&#39;omonima stazione ferroviaria.</p><p>Paestum è uno dei più importanti siti archeologici d&#39;Italia situato presso la Costa Sud Orientale del Golfo di Salerno, detto anticamente <em>Sinus Paestanus</em> e la piana bonificata del Sele, il <em>Silanos </em>dei Greci, 8 km a Sud della sua foce, ai piedi delle estreme propaggini del Monte Alburno. </p><p>I suoi Templi Dorici, che per lo stato di conservazione cedono solo al Theseion di Atene e si levano fulvi entro l’intatta cerchia delle Mura, suscitano nel visitatore una profonda impressione di maestà e grandezza che varia col variare della luce ed è particolarmente suggestiva al tramonto e nel crepuscolo.</p><p>La visita è fonte di emozioni indimenticabili, specialmente se viene effettuata in condizioni favorevoli di tempo e di luce, e comprende i monumenti entro il recinto degli Scavi, il Museo è il giro delle Mura. </p><p>Se, com&#39;è consigliabile, vi si aggiungono le gite alla Torre di Paestum e al Santuario di Hera, sul Sele, <strong>richiede un&#39;intera giornata</strong>. </p><p>Gli ingressi agli scavi sono 3: il principale è lungo la Via Statale, di fronte al Tempio di Nettuno, il secondo dell&#39;antica Porta della Giustizia, nel lato meridionale delle Mura, il terzo è vicino al Museo.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Paestum &lt;/strong&gt;nota anche come &lt;strong&gt;Pesto&lt;/strong&gt;, è localizzata nella regione Campania in provincia di Salerno (SA), come frazione del comune di Capaccio Paestum ed è un&amp;#39;antica città della Magna Grecia chiamata dai Greci &lt;strong&gt;Poseidonia &lt;/strong&gt;in onore di Poseidone, ma devotissima ad Atena ed Era. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dopo la sua conquista da parte dei Lucani venne chiamata &lt;strong&gt;Paistom&lt;/strong&gt;, per poi assumere, sotto i romani, il nome di Paestum. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;#39;estensione del suo abitato è ancora oggi ben riconoscibile con i suoi grandi Templi, racchiuso dalle sue mura greche, così come modificate in epoca lucana e poi romana.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È localizzata a circa 30 km a meridione di Salerno (97 km a sud di Napoli); è situata nella Piana del Sele, vicino al litorale, nel Golfo di Salerno, a nord del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni; la località, nelle vicinanze della quale si annoverano Capaccio Scalo e Lido di Paestum, è servita da un&amp;#39;omonima stazione ferroviaria.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Paestum è uno dei più importanti siti archeologici d&amp;#39;Italia situato presso la Costa Sud Orientale del Golfo di Salerno, detto anticamente &lt;em&gt;Sinus Paestanus&lt;/em&gt; e la piana bonificata del Sele, il &lt;em&gt;Silanos &lt;/em&gt;dei Greci, 8 km a Sud della sua foce, ai piedi delle estreme propaggini del Monte Alburno. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;I suoi Templi Dorici, che per lo stato di conservazione cedono solo al Theseion di Atene e si levano fulvi entro l’intatta cerchia delle Mura, suscitano nel visitatore una profonda impressione di maestà e grandezza che varia col variare della luce ed è particolarmente suggestiva al tramonto e nel crepuscolo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La visita è fonte di emozioni indimenticabili, specialmente se viene effettuata in condizioni favorevoli di tempo e di luce, e comprende i monumenti entro il recinto degli Scavi, il Museo è il giro delle Mura. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se, com&amp;#39;è consigliabile, vi si aggiungono le gite alla Torre di Paestum e al Santuario di Hera, sul Sele, &lt;strong&gt;richiede un&amp;#39;intera giornata&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Gli ingressi agli scavi sono 3: il principale è lungo la Via Statale, di fronte al Tempio di Nettuno, il secondo dell&amp;#39;antica Porta della Giustizia, nel lato meridionale delle Mura, il terzo è vicino al Museo.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Thu, 15 Jul 2021 09:38:43 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SALERNO e la Scuola Medica Salernitana (Campania)</itunes:title>
                <title>SALERNO e la Scuola Medica Salernitana (Campania)</title>

                <itunes:episode>47</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Salerno (Campania)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Salerno (Saliérnə in the local dialect) is a municipality whose inhabitants are called Salernitani, and is the capital of the province of the same name in Campania and the second largest municipality in the region by number of inhabitants.

During the Middle Ages, under the Lombard domination, the city experienced one of its most important historical phases as the capital of the Principality of Salerno, a territory that gradually came to include a large part of the Italian continental South.

Salerno also hosts the Salerno Medical School, which was the first and most important medical institution in Europe at the beginning of the Middle Ages, and as such is considered the forerunner of modern universities.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Salerno </strong>(<em>Saliérnə</em> in dialetto locale) è un comune i cui abitanti si chiamano <strong>Salernitani</strong>, ed è capoluogo dell&#39;omonima provincia in Campania e secondo comune della regione per numero di abitanti.</p><p>Durante il Medioevo, sotto la dominazione longobarda, la città ha vissuto una delle sue fasi storiche più rilevanti quale capitale del Principato di Salerno, territorio che gradualmente arrivò a comprendere gran parte del Mezzogiorno continentale italiano. </p><p>A Salerno ha avuto inoltre sede la Scuola Medica Salernitana, che fu la prima e più importante istituzione medica d&#39;Europa all&#39;inizio del Medioevo, e in quanto tale è considerata antesignana delle moderne università.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Salerno &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Saliérnə&lt;/em&gt; in dialetto locale) è un comune i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Salernitani&lt;/strong&gt;, ed è capoluogo dell&amp;#39;omonima provincia in Campania e secondo comune della regione per numero di abitanti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Durante il Medioevo, sotto la dominazione longobarda, la città ha vissuto una delle sue fasi storiche più rilevanti quale capitale del Principato di Salerno, territorio che gradualmente arrivò a comprendere gran parte del Mezzogiorno continentale italiano. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;A Salerno ha avuto inoltre sede la Scuola Medica Salernitana, che fu la prima e più importante istituzione medica d&amp;#39;Europa all&amp;#39;inizio del Medioevo, e in quanto tale è considerata antesignana delle moderne università.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <link>https://penisolabella.blogspot.com/2021/07/la-lunga-strada-di-sabbia-da-napoli.html</link>
                <pubDate>Wed, 14 Jul 2021 22:21:45 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>MAIORI Reginna Major (Campania)</itunes:title>
                <title>MAIORI Reginna Major (Campania)</title>

                <itunes:episode>46</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Maiori (Campania)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>The state road 163 runs along a particularly bumpy stretch, which meets the Badia and Normanna towers on the sea.

You enter, at 15 km, in Maiori (Majùrë in Campania) Municipality of the Amalfi Coast whose inhabitants are called Maioresi is part of the province of Salerno (SA) in Campania, at the mouth of the Tramonti Valley and, like the nearby Minori, at the mouth of a stream; the two watercourses, both called Reginna, give their name to the two centers: Maiori, formerly known as Reginna, was called Maior to distinguish it from nearby Minori (Reginna Minor).</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>La statale 163 percorre un tratto particolare accidentato, che incontra sul mare le torri Badia e Normanna.</p><p>Si entra, a 15 km, in <strong>Maiori </strong>(<em>Majùrë</em> in campano) Comune della Costiera Amalfitana i cui abitanti si chiamano <strong>Maioresi </strong>fa parte della provincia di Salerno (SA) in Campania, allo sbocco della Valle di Tramonti e, come la vicina Minori, alla foce di un torrente; i due corsi d’acqua, chiamati entrambi Reginna, danno il nome ai due centri: Maiori infatti, anticamente denominata Reginna, fu detta Maior per distinguerla dalla vicina Minori (Reginna Minor).</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;La statale 163 percorre un tratto particolare accidentato, che incontra sul mare le torri Badia e Normanna.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si entra, a 15 km, in &lt;strong&gt;Maiori &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Majùrë&lt;/em&gt; in campano) Comune della Costiera Amalfitana i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Maioresi &lt;/strong&gt;fa parte della provincia di Salerno (SA) in Campania, allo sbocco della Valle di Tramonti e, come la vicina Minori, alla foce di un torrente; i due corsi d’acqua, chiamati entrambi Reginna, danno il nome ai due centri: Maiori infatti, anticamente denominata Reginna, fu detta Maior per distinguerla dalla vicina Minori (Reginna Minor).&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Wed, 14 Jul 2021 22:15:03 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>MINORI Città del gusto Eden della Costiera Amalfitana (Campania)</itunes:title>
                <title>MINORI Città del gusto Eden della Costiera Amalfitana (Campania)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Minori (Campania)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Minori (Minùrë in Campania) is a municipality whose inhabitants are called Minoresi is part of the Amalfi Coast and the province of Salerno (SA) in Campania.

Ancient holiday resort of the Roman aristocracy, as evidenced by the discovery of an extensive patrician villa dating back to the first century, is today a popular tourist destination for its natural landscapes as well as for the renowned pastry tradition. For the latter reason it is known as the &#34;City of Taste&#34;, while for its mild and pleasant climate it is called &#34;Eden of the Amalfi Coast&#34;</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Minori </strong>(<em>Minùrë</em> in campano) è un comune i cui abitanti sono detti <strong>Minoresi </strong>fa parte della Costiera Amalfitana e della provincia di Salerno (SA) in Campania.</p><p>Antica località vacanziera dell&#39;aristocrazia romana, come testimoniato dal rinvenimento di una estesa villa patrizia risalente al I secolo, è oggi una popolare meta turistica per i paesaggi naturali nonché per la rinomata tradizione pasticcera. Per quest&#39;ultimo motivo è conosciuta come &#34;Città del Gusto&#34;, mentre per il suo clima mite e piacevole è denominata &#34;Eden della Costiera Amalfitana&#34; </p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Minori &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Minùrë&lt;/em&gt; in campano) è un comune i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Minoresi &lt;/strong&gt;fa parte della Costiera Amalfitana e della provincia di Salerno (SA) in Campania.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Antica località vacanziera dell&amp;#39;aristocrazia romana, come testimoniato dal rinvenimento di una estesa villa patrizia risalente al I secolo, è oggi una popolare meta turistica per i paesaggi naturali nonché per la rinomata tradizione pasticcera. Per quest&amp;#39;ultimo motivo è conosciuta come &amp;#34;Città del Gusto&amp;#34;, mentre per il suo clima mite e piacevole è denominata &amp;#34;Eden della Costiera Amalfitana&amp;#34; &lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Wed, 14 Jul 2021 22:03:39 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>RAVELLO Città della musica (Campania)</itunes:title>
                <title>RAVELLO Città della musica (Campania)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Ravello (Campania)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Ravello (Raviello in Campania) is a town whose inhabitants are called Ravellesi and is part of the Amalfi Coast in the province of Salerno (SA) in Campania.

It is a renowned tourist and cultural center, also known as the &#34;City of music&#34;, where the Ravello Festival takes place every summer, dedicated to the German composer Richard Wagner.

«(…) The Amalfi coast, full of small towns, gardens and fountains, and rich men and procurers in the act of trading, like some others. Among these towns there is one called Ravello, in which, as today there are rich men, there was one who was very rich, called Landolfo Rufolo (...) &#34;

(Giovanni Boccaccio, Decameron - 2nd day, 4th story)</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Ravello </strong>(<em>Raviello</em> in campano) è un comune i cui abitanti son detti <strong>Ravellesi </strong>e fa parte della Costiera Amalfitana nella provincia di Salerno (SA) in Campania.</p><p>È un rinomato centro turistico e culturale, conosciuta altresì con l&#39;appellativo di &#34;Città della musica&#34;, qui si svolge ogni estate il Ravello Festival, dedicato al compositore tedesco Richard Wagner.</p><p>«(…) <em>la costa d&#39;Amalfi, piena di picciole città, di giardini e di fontane, e d&#39;uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatantia sì come alcuni altri. Tralle quali cittadette n&#39;è una chiamata Ravello, nella quale, come oggi v&#39;abbia di ricchi uomini, ve n&#39;ebbe uno il quale fu ricchissimo, chiamato Landolfo Rufolo</em> (…)»</p><p>(Giovanni Boccaccio, Decameron - II giornata, IV novella)</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ravello &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Raviello&lt;/em&gt; in campano) è un comune i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Ravellesi &lt;/strong&gt;e fa parte della Costiera Amalfitana nella provincia di Salerno (SA) in Campania.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È un rinomato centro turistico e culturale, conosciuta altresì con l&amp;#39;appellativo di &amp;#34;Città della musica&amp;#34;, qui si svolge ogni estate il Ravello Festival, dedicato al compositore tedesco Richard Wagner.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«(…) &lt;em&gt;la costa d&amp;#39;Amalfi, piena di picciole città, di giardini e di fontane, e d&amp;#39;uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatantia sì come alcuni altri. Tralle quali cittadette n&amp;#39;è una chiamata Ravello, nella quale, come oggi v&amp;#39;abbia di ricchi uomini, ve n&amp;#39;ebbe uno il quale fu ricchissimo, chiamato Landolfo Rufolo&lt;/em&gt; (…)»&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(Giovanni Boccaccio, Decameron - II giornata, IV novella)&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Wed, 14 Jul 2021 21:53:14 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SCALA più antico borgo della Costiera Amalfitana (Campania)</itunes:title>
                <title>SCALA più antico borgo della Costiera Amalfitana (Campania)</title>

                <itunes:episode>43</itunes:episode>
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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Scala (Campania)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Scala is a town whose inhabitants are called Scalesi and is part of the Amalfi Coast in the province of Salerno (SA) in Campania.

The structure of the town, typically medieval, is based on decentralized villages.

The small town of Scala, the oldest town on the Amalfi Coast, is set back on the southern side of the Lattari Mountains at about 400 meters above sea level.

According to tradition, the city was founded by a group of Roman families who in 400 BC, headed for the new Rome (Constantinople), were shipwrecked along the coasts of the Amalfi Peninsula.

There they decided to found a small settlement called Melfi, but after several enemy raids the inhabitants decided to move their settlement further upstream to a strategic place for defense and which had two perennial streams (the Dragon and the Canneto) giving thus originated in Scala.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Scala </strong>è un comune i cui abitanti son detti <strong>Scalesi </strong>e fa parte della Costiera Amalfitana nella provincia di Salerno (SA) in Campania.</p><p>La struttura del paese, tipicamente medievale, è a borghi decentrati.</p><p>La piccola città di Scala, il paese più antico della Costiera Amalfitana, sorge arretrato, nel versante Sud dei Monti Lattari a circa 400 metri sul livello del mare.</p><p>Secondo la tradizione la città venne fondata da un gruppo di famiglie Romane che nel 400 a.C., diretti nella nuova Roma (Costantinopoli), naufragarono lungo le coste della Penisola Amalfitana. </p><p>Lì decisero di fondare un piccolo insediamento chiamato Melfi, ma dopo diverse incursioni nemiche gli abitanti decisero di spostare il loro insediamento più a monte in un luogo strategico per la difesa e che presentava  due corsi d’acqua perenni (il Dragone e il Canneto) dando così origine a Scala.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Scala &lt;/strong&gt;è un comune i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Scalesi &lt;/strong&gt;e fa parte della Costiera Amalfitana nella provincia di Salerno (SA) in Campania.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La struttura del paese, tipicamente medievale, è a borghi decentrati.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La piccola città di Scala, il paese più antico della Costiera Amalfitana, sorge arretrato, nel versante Sud dei Monti Lattari a circa 400 metri sul livello del mare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Secondo la tradizione la città venne fondata da un gruppo di famiglie Romane che nel 400 a.C., diretti nella nuova Roma (Costantinopoli), naufragarono lungo le coste della Penisola Amalfitana. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lì decisero di fondare un piccolo insediamento chiamato Melfi, ma dopo diverse incursioni nemiche gli abitanti decisero di spostare il loro insediamento più a monte in un luogo strategico per la difesa e che presentava  due corsi d’acqua perenni (il Dragone e il Canneto) dando così origine a Scala.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Wed, 14 Jul 2021 21:44:57 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>AMALFI la bella Repubblica Marinara decaduta (Campania)</itunes:title>
                <title>AMALFI la bella Repubblica Marinara decaduta (Campania)</title>

                <itunes:episode>42</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Amalfi (Campania)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Amalfi is a town whose inhabitants are called Amalfitani and which is part of the Amalfi Coast in the province of Salerno (SA) in Campania.

A thriving maritime republic in the early medieval period (together with Genoa, Pisa and Venice), it is also known for having given its name to the Amalfi Tables, a maritime code used throughout the Mediterranean area from 1100 to 1500.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Amalfi </strong>è un comune i cui abitanti sono detti <strong>Amalfitani </strong>e che fa parte della Costiera Amalfitana nella provincia di Salerno (SA) in Campania.</p><p>Fiorente repubblica marinara in epoca alto-medievale (assieme a Genova, Pisa e Venezia), è altresì nota per aver dato il nome alle Tavole amalfitane, un codice marittimo adoperato in tutta l&#39;area mediterranea dal 1100 al 1500.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Amalfi &lt;/strong&gt;è un comune i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Amalfitani &lt;/strong&gt;e che fa parte della Costiera Amalfitana nella provincia di Salerno (SA) in Campania.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fiorente repubblica marinara in epoca alto-medievale (assieme a Genova, Pisa e Venezia), è altresì nota per aver dato il nome alle Tavole amalfitane, un codice marittimo adoperato in tutta l&amp;#39;area mediterranea dal 1100 al 1500.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Wed, 14 Jul 2021 21:38:50 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SORRENTO grande pace purissima e saluberrima aria (Campania)</itunes:title>
                <title>SORRENTO grande pace purissima e saluberrima aria (Campania)</title>

                <itunes:episode>41</itunes:episode>
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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>SORRENTO (Campania)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Sorrento (Surriento in Neapolitan) is a town whose inhabitants are called Sorrentini, is part of the metropolitan city of Naples (NA) in Campania.

The urban center extends over a high tufaceous terrace, characterized by cliffs, with an average elevation of 47 m above sea level.

The municipal area is characterized by luxuriant vegetation.


“Few cities can boast of its truly enchanting, romantic, delightful, and very pleasant situation, which cannot be expressed in a few words; even for the laughing and very graceful promontory of its famous name, as for the very pure and healthy air, from which it was called naturae miraculo and highly renowned. &#34;

(Gaetano Moroni, Dictionary of historical-ecclesiastical erudition)</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Sorrento</strong> (<em>Surriento</em> in napoletano) è un comune i cui abitanti sono detti <strong>Sorrentini</strong>, fa parte della città metropolitana di Napoli (NA) in Campania.</p><p>Il centro urbano si estende su un alto terrazzo tufaceo, caratterizzato da falesie, con un&#39;elevazione media di 47 m sul livello del mare. </p><p>Il territorio comunale è contraddistinto da una rigogliosa vegetazione.</p><p><br></p><p>«<em>Poche città ponno vantare la sua veramente incantevole, romantica, deliziosa, e quanto mai amenissima situazione, quale non può esprimersi con poche parole; anche pel ridente e leggiadrissimo promontorio del suo nome celebre, come per la purissima e saluberrima aria, onde fu appellata naturae miraculo e altamente rinomata</em>.»</p><p><br></p><p>(Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica)</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sorrento&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;Surriento&lt;/em&gt; in napoletano) è un comune i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Sorrentini&lt;/strong&gt;, fa parte della città metropolitana di Napoli (NA) in Campania.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il centro urbano si estende su un alto terrazzo tufaceo, caratterizzato da falesie, con un&amp;#39;elevazione media di 47 m sul livello del mare. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il territorio comunale è contraddistinto da una rigogliosa vegetazione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«&lt;em&gt;Poche città ponno vantare la sua veramente incantevole, romantica, deliziosa, e quanto mai amenissima situazione, quale non può esprimersi con poche parole; anche pel ridente e leggiadrissimo promontorio del suo nome celebre, come per la purissima e saluberrima aria, onde fu appellata naturae miraculo e altamente rinomata&lt;/em&gt;.»&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica)&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Wed, 14 Jul 2021 21:19:38 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CASTELLAMMARE di STABIA metropoli delle acque e delle terme (Campania)</itunes:title>
                <title>CASTELLAMMARE di STABIA metropoli delle acque e delle terme (Campania)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>CASTELLAMMARE di STABIA (Campania)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Castellammare di Stabia to distinguish it from Castellammare del Golfo which is located in Sicily (Castiellammare in Neapolitan, sometimes also Castllammare) is a municipality whose inhabitants are called Stabiesi and belongs to the metropolitan city of Naples (NA) in Campania.

Castellammare di Stabia is located in the southern part of the metropolitan city of Naples, in the territory between the end of the Vesuvian area and the beginning of the Sorrentine Peninsula.

The city rises on an alluvial-volcanic plain, in a basin of the Gulf of Naples, protected to the south by the chain of the Lattari mountains, while towards the east it is lost in the countryside crossed by the Sarno river, which flows into the sea of ​​Castellammare di Stabia

One of the most prosperous cities of the Kingdom of Naples and then of the Kingdom of the Two Sicilies, the influence of the royals and the first thermal treatments led Castellammare di Stabia to be a fundamental stop on the Grand Tour, so much so that the city is also remembered by Gustave Flaubert in his Madame Bovary.

Renowned spa center since 1800, Castellammare di Stabia makes its water heritage the first source of livelihood for tourism: the two thermal complexes should be remembered which in addition to the function of offering tastings of various types of water also offer therapeutic treatments and cultural shows 

The thermalism is flanked by archeology, with the archaeological excavations of the ancient Roman city of Stabiae, architecture, with the numerous churches and palaces of considerable historical interest and various works of art and votive shrines located mostly in the ancient center .</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Castellammare di Stabia</strong> per distinguerla da Castellammare del Golfo che si trova in Sicilia (<em>Castiellammare</em> in napoletano, talvolta anche <em>Castllammare</em>) è un comune i cui abitanti sono detti <strong>Stabiesi</strong> ed appartiene alla città metropolitana di Napoli (NA) in Campania.</p><p>Castellammare di Stabia è situata nella parte sud della città metropolitana di Napoli, nel territorio compreso tra la fine della zona vesuviana e l&#39;inizio della Penisola Sorrentina. </p><p>La città sorge in una piana di natura alluvionale-vulcanica, in una conca del Golfo di Napoli, protetta a sud dalla catena dei monti Lattari, mentre verso oriente si perde nelle campagne attraversate dal fiume Sarno, il quale sfocia nel mare di Castellammare di Stabia.</p><p>Città tra le più floride del Regno di Napoli e poi del Regno delle Due Sicilie, l&#39;influsso dei reali e le prime cure termali portarono Castellammare di Stabia ad essere una <strong>tappa fondamentale del Grand Tour</strong>, tanto che la città viene ricordata anche da Gustave Flaubert nel suo Madame Bovary.</p><p><strong>Centro turistico</strong>, che deve la sua fama agli scavi archeologici dell&#39;antica città di Stabiae, al termalismo, con ben due strutture termali, tanto da essere definita Metropoli delle acque, dei climi e del mare; è inoltre un affermato centro industriale: da ricordare infatti la presenza dei più antichi cantieri navali italiani, ancora oggi in attività.</p><p><strong>Centro termale</strong> rinomato già dal 1800, Castellammare di Stabia fa del suo patrimonio idrico la prima fonte di sostentamento per il turismo: vanno ricordati i due complessi termali che oltre alla funzione di offrire le degustazioni dei vari tipi di acque offrono anche cure terapeutiche e spettacoli culturali. </p><p>Al termalismo si affianca l&#39;archeologia, con gli scavi archeologici dell&#39;antica città romana di Stabiae, l&#39;architettura, con le numerose chiese e palazzi di notevole interesse storico e varie opere d&#39;arte ed edicole votive dislocate per lo più nel centro antico.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Castellammare di Stabia&lt;/strong&gt; per distinguerla da Castellammare del Golfo che si trova in Sicilia (&lt;em&gt;Castiellammare&lt;/em&gt; in napoletano, talvolta anche &lt;em&gt;Castllammare&lt;/em&gt;) è un comune i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Stabiesi&lt;/strong&gt; ed appartiene alla città metropolitana di Napoli (NA) in Campania.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Castellammare di Stabia è situata nella parte sud della città metropolitana di Napoli, nel territorio compreso tra la fine della zona vesuviana e l&amp;#39;inizio della Penisola Sorrentina. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La città sorge in una piana di natura alluvionale-vulcanica, in una conca del Golfo di Napoli, protetta a sud dalla catena dei monti Lattari, mentre verso oriente si perde nelle campagne attraversate dal fiume Sarno, il quale sfocia nel mare di Castellammare di Stabia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Città tra le più floride del Regno di Napoli e poi del Regno delle Due Sicilie, l&amp;#39;influsso dei reali e le prime cure termali portarono Castellammare di Stabia ad essere una &lt;strong&gt;tappa fondamentale del Grand Tour&lt;/strong&gt;, tanto che la città viene ricordata anche da Gustave Flaubert nel suo Madame Bovary.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Centro turistico&lt;/strong&gt;, che deve la sua fama agli scavi archeologici dell&amp;#39;antica città di Stabiae, al termalismo, con ben due strutture termali, tanto da essere definita Metropoli delle acque, dei climi e del mare; è inoltre un affermato centro industriale: da ricordare infatti la presenza dei più antichi cantieri navali italiani, ancora oggi in attività.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Centro termale&lt;/strong&gt; rinomato già dal 1800, Castellammare di Stabia fa del suo patrimonio idrico la prima fonte di sostentamento per il turismo: vanno ricordati i due complessi termali che oltre alla funzione di offrire le degustazioni dei vari tipi di acque offrono anche cure terapeutiche e spettacoli culturali. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Al termalismo si affianca l&amp;#39;archeologia, con gli scavi archeologici dell&amp;#39;antica città romana di Stabiae, l&amp;#39;architettura, con le numerose chiese e palazzi di notevole interesse storico e varie opere d&amp;#39;arte ed edicole votive dislocate per lo più nel centro antico.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Wed, 14 Jul 2021 21:08:33 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CAPRI l&#39;Isola delle grotte e dei faraglioni (Campania)</itunes:title>
                <title>CAPRI l&#39;Isola delle grotte e dei faraglioni (Campania)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Isola di Capri</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Capri is an island in the Gulf of Naples, belonging to the Campania archipelago, located in front of the Sorrento peninsula.

It has two municipalities: the namesake of the island of Capri with its Capresi and Anacapri with the Anacapresi.

Latin name Capreae, Greek Καπρέαι, probably transposition of an original Italic (Oscan) toponym.

On the island there are numerous religious and civil architectures of historical interest.

Several archaeological remains testify to the presence of the ancient Romans on the island.

It is, in fact, also called the Island of the Emperor as there is another Villa of Tiberius that we find after the one already seen in Sperlonga.

The natural environment is characterized by several caves and rocky peaks.

&#34;Nowhere in the world are there so many occasions of delightful quiet as on this small island&#34; - wrote Charles Dickens more than a century ago, and still true today.

From the Faraglioni to the Salto di Tiberio, to the sparkling sea of ​​Marina Piccola and Marina Grande, everything in Capri invites you to relax, to a sweet and slow life, devoted to the enjoyment of the beauties of nature under the warm Mediterranean sun, immersed in the Mediterranean scrub.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Capri </strong>è un&#39;isola nel Golfo di Napoli, appartenente all&#39;arcipelago campano, situata di fronte alla penisola sorrentina. </p><p>Ha due comuni: l&#39;omonimo dell&#39;isola Capri con i suoi <strong>Capresi </strong>e Anacapri con gli <strong>Anacapresi</strong>.</p><p>Nome latino <em>Capreae</em>, greco Καπρέαι, probabilmente trasposizione di un originario toponimo italico (osco).</p><p>Nell&#39;isola vi sono numerose architetture religiose e civili di interesse storico. </p><p>Diversi resti archeologici testimoniano la presenza degli antichi romani sull&#39;isola. </p><p>You, infatti, detta anche l&#39;Isola dell&#39;Imperatore in quanto c&#39;è un&#39;altra Villa di Tiberio che ritroviamo dopo quella già vista a Sperlonga.</p><p>L&#39;ambiente naturale è caratterizzato da diverse grotte e picchi rocciosi.</p><p>«</p><p>Dai Faraglioni al Salto di Tiberio, al mare luccicante di Marina Piccola e Marina Grande, tutto a Capri invita al relax, a una vita dolce e lenta, votata al godimento delle bellezze della natura sotto l&#39;unico tiepido del Mediterraneo, immergendosi nella macchia mediterranea.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Capri &lt;/strong&gt;è un&amp;#39;isola nel Golfo di Napoli, appartenente all&amp;#39;arcipelago campano, situata di fronte alla penisola sorrentina. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ha due comuni: l&amp;#39;omonimo dell&amp;#39;isola Capri con i suoi &lt;strong&gt;Capresi &lt;/strong&gt;e Anacapri con gli &lt;strong&gt;Anacapresi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nome latino &lt;em&gt;Capreae&lt;/em&gt;, greco Καπρέαι, probabilmente trasposizione di un originario toponimo italico (osco).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nell&amp;#39;isola vi sono numerose architetture religiose e civili di interesse storico. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Diversi resti archeologici testimoniano la presenza degli antichi romani sull&amp;#39;isola. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;You, infatti, detta anche l&amp;#39;Isola dell&amp;#39;Imperatore in quanto c&amp;#39;è un&amp;#39;altra Villa di Tiberio che ritroviamo dopo quella già vista a Sperlonga.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;#39;ambiente naturale è caratterizzato da diverse grotte e picchi rocciosi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dai Faraglioni al Salto di Tiberio, al mare luccicante di Marina Piccola e Marina Grande, tutto a Capri invita al relax, a una vita dolce e lenta, votata al godimento delle bellezze della natura sotto l&amp;#39;unico tiepido del Mediterraneo, immergendosi nella macchia mediterranea.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 10 Jul 2021 20:35:29 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SANT&#39;ANGELO d&#39;ISCHIA il borgo dei pescatori (Campania)</itunes:title>
                <title>SANT&#39;ANGELO d&#39;ISCHIA il borgo dei pescatori (Campania)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Sant&#39;Angelo d&#39;Ischia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Sant’Angelo d’Ischia, in the municipality of Serrara Fontana is an ancient fishing village that extends in front of the characteristic islet of Ischia.

It is the characteristic Mediterranean village with all the colorful houses perched on the tuff ridge of the mountain leaning against each other and overlooking the wonderful panorama of the crystalline sea of ​​Ischia.

Sant’Angelo d’Ischia is one of the most fascinating villages on the island of Ischia. An oasis of peace and tranquility, it is forbidden to cars and, between characteristic alleys and houses leaning against each other, it reflects the typical example of Mediterranean architecture.

Its Piazzetta, open to the marina, is a pedestrian area and meeting place thanks to the many shops and clubs that set their tables outdoors, often full of tourists enjoying the peace and tranquility of the village.

In the tower, the upper part of the islet, in ancient times stood the church dedicated to the Archangel Michael who gave the village its name.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Sant&#39;Angelo d&#39;Ischia</strong>, nel comune di Serrara Fontana è un antico borgo di pescatori che si estende di fronte all&#39;isolotto caratteristico di Ischia.</p><p>It the caratteristico borgo mediterraneo con tutte le case colorate inerpicate sul costone di tufo del monte addossate le une alle altre e affacciate sul meraviglioso panorama del mare cristallino di Ischia.</p><p>Quello di Sant&#39;Angelo d&#39;Ischia è uno dei borghi più affascinanti dell&#39;isola d&#39;Ischia. Oasi di pace e di tranquillità, is interdetto alle auto e, tra vicoletti caratteristici e case addossate le une alle altre, rispecchia il tipico esempio di architettura mediterranea.</p><p>The sua Piazzetta, open sul porticciolo, is a&#39;isola pedonale and luogo of ritrovo also grazie ai numerosi negozi e locali che mettono i loro tavoli all&#39;aperto, spesso pieni di turisti che si è il ritmo e la tranquillità del borgo.</p><p>Nella Torre, la parte superiore dell&#39;isolotto, anticamente sorgeva la chiesetta dedicata all&#39;Arcangelo Michele che ha dato appunto il nome al borgo.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sant&amp;#39;Angelo d&amp;#39;Ischia&lt;/strong&gt;, nel comune di Serrara Fontana è un antico borgo di pescatori che si estende di fronte all&amp;#39;isolotto caratteristico di Ischia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;It the caratteristico borgo mediterraneo con tutte le case colorate inerpicate sul costone di tufo del monte addossate le une alle altre e affacciate sul meraviglioso panorama del mare cristallino di Ischia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quello di Sant&amp;#39;Angelo d&amp;#39;Ischia è uno dei borghi più affascinanti dell&amp;#39;isola d&amp;#39;Ischia. Oasi di pace e di tranquillità, is interdetto alle auto e, tra vicoletti caratteristici e case addossate le une alle altre, rispecchia il tipico esempio di architettura mediterranea.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;The sua Piazzetta, open sul porticciolo, is a&amp;#39;isola pedonale and luogo of ritrovo also grazie ai numerosi negozi e locali che mettono i loro tavoli all&amp;#39;aperto, spesso pieni di turisti che si è il ritmo e la tranquillità del borgo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nella Torre, la parte superiore dell&amp;#39;isolotto, anticamente sorgeva la chiesetta dedicata all&amp;#39;Arcangelo Michele che ha dato appunto il nome al borgo.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 10 Jul 2021 20:27:00 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>PANZA la frazione di Forìo d&#39;Ischia (Campania)</itunes:title>
                <title>PANZA la frazione di Forìo d&#39;Ischia (Campania)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Panza la frazione di Forìo</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Sometimes Panza, also Panza d&#39;Ischia is the only fraction of the Municipality of Forìo, whose inhabitants are Panzesi.

In 1300 the country took on its current name, so much so that Ariosto cited it in Orlando Furioso: &#34;... the rock that in Tifeo stretches out on the arms, on the chest and on the belly&#34;

It preserves, among the natural beauties, in the locality of Chiarito, an important archaeological site for the history of Italy, the Greek House.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Panza </strong>talvolta, anche Panza d&#39;Ischia è l&#39;unica frazione del Comune di Forìo, i cui abitanti sono Panzesi.</p><p>Nel 1300 il Paese assume l&#39;attuale denominazione tanto che l&#39;Ariosto lo citerà nell&#39;Orlando Furioso: «… <em>lo scoglio ch&#39;a Tifeo si stende su le braccia, sul petto e su la pancia</em>»</p><p>Conserva, tra le bellezze naturali, in località Chiarito, un importante sito archeologico per la storia d&#39;Italia, la Casa Greca.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Panza &lt;/strong&gt;talvolta, anche Panza d&amp;#39;Ischia è l&amp;#39;unica frazione del Comune di Forìo, i cui abitanti sono Panzesi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel 1300 il Paese assume l&amp;#39;attuale denominazione tanto che l&amp;#39;Ariosto lo citerà nell&amp;#39;Orlando Furioso: «… &lt;em&gt;lo scoglio ch&amp;#39;a Tifeo si stende su le braccia, sul petto e su la pancia&lt;/em&gt;»&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Conserva, tra le bellezze naturali, in località Chiarito, un importante sito archeologico per la storia d&amp;#39;Italia, la Casa Greca.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 10 Jul 2021 20:20:43 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>FORÌO d&#39;ISCHIA il borgo del raggio verde al tramonto</itunes:title>
                <title>FORÌO d&#39;ISCHIA il borgo del raggio verde al tramonto</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Forìo d&#39;Ischia (Campania)</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Lacco Ameno (U Làcchë in Neapolitan) is one of the municipalities of the island of Ischia whose inhabitants are called Lacchesi.

It is the smallest of the municipalities of the island, and occupies the north-west part extending along the sea and on the first slopes of Mount Epomeo.

It borders to the east with Casamicciola Terme and to the west with Forio.

According to most scholars, the name Lacchus derives from the Greek λάκκος which means “cistern, reservoir, pit”.

On November 18, 1862, the City Council asked King Vittorio Emanuele II to add the adjective &#34;Ameno&#34; to the name Lacco; concession then granted by ministerial decree of 4 January 1863.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Lacco Ameno </strong><em>è</em> uno dei comuni dell&#39;isola d&#39;Ischia i cui abitanti si chiamano <strong>Lacchesi.</strong></p><p>You the less esteso of comuni of the isola, and occupa the parte Nord-Ovest estendendosi lungo il mare e sui primi pendici del Monte Epomeo. </p><p>Confina ad Est con Casamicciola Terme e a Ovest con Forio.</p><p>Secondo la maggior parte degli studiosi, il nome Lacco deriva dal greco λάκκος che significa &#34;cisterna, serbatoio, fossa&#34;.</p><p>Il 18 novembre 1862 il Consiglio comunale chiese al re Vittorio Emanuele II l&#39;aggiunta dell&#39;aggettivo &#34;Ameno&#34; al nome Lacco; concessione poi accordata con decreto ministeriale del 4 gennaio 1863.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Lacco Ameno &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;è&lt;/em&gt; uno dei comuni dell&amp;#39;isola d&amp;#39;Ischia i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Lacchesi.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;You the less esteso of comuni of the isola, and occupa the parte Nord-Ovest estendendosi lungo il mare e sui primi pendici del Monte Epomeo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Confina ad Est con Casamicciola Terme e a Ovest con Forio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Secondo la maggior parte degli studiosi, il nome Lacco deriva dal greco λάκκος che significa &amp;#34;cisterna, serbatoio, fossa&amp;#34;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il 18 novembre 1862 il Consiglio comunale chiese al re Vittorio Emanuele II l&amp;#39;aggiunta dell&amp;#39;aggettivo &amp;#34;Ameno&amp;#34; al nome Lacco; concessione poi accordata con decreto ministeriale del 4 gennaio 1863.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 10 Jul 2021 18:48:35 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>LACCO AMENO il salotto tra benessere e cinema dell&#39;isola d&#39;Ischia (Campania)</itunes:title>
                <title>LACCO AMENO il salotto tra benessere e cinema dell&#39;isola d&#39;Ischia (Campania)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Lacco Ameno</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Lacco Ameno (U Làcchë in Neapolitan) is one of the municipalities of the island of Ischia whose inhabitants are called Lacchesi.

It is the smallest of the municipalities of the island, and occupies the north-west part extending along the sea and on the first slopes of Mount Epomeo.

It borders to the east with Casamicciola Terme and to the west with Forio.

According to most scholars, the name Lacchus derives from the Greek λάκκος which means “cistern, reservoir, pit”.

On November 18, 1862, the City Council asked King Vittorio Emanuele II to add the adjective &#34;Ameno&#34; to the name Lacco; concession then granted by ministerial decree of 4 January 1863.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Lacco Ameno </strong><em>è</em> uno dei comuni dell&#39;isola d&#39;Ischia i cui abitanti si chiamano <strong>Lacchesi.</strong></p><p>You the less esteso of comuni of the isola, and occupa the parte Nord-Ovest estendendosi lungo il mare e sui primi pendici del Monte Epomeo. </p><p>Confina ad Est con Casamicciola Terme e a Ovest con Forio.</p><p>Secondo la maggior parte degli studiosi, il nome Lacco deriva dal greco λάκκος che significa &#34;cisterna, serbatoio, fossa&#34;.</p><p>Il 18 novembre 1862 il Consiglio comunale chiese al re Vittorio Emanuele II l&#39;aggiunta dell&#39;aggettivo &#34;Ameno&#34; al nome Lacco; concessione poi accordata con decreto ministeriale del 4 gennaio 1863.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Lacco Ameno &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;è&lt;/em&gt; uno dei comuni dell&amp;#39;isola d&amp;#39;Ischia i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Lacchesi.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;You the less esteso of comuni of the isola, and occupa the parte Nord-Ovest estendendosi lungo il mare e sui primi pendici del Monte Epomeo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Confina ad Est con Casamicciola Terme e a Ovest con Forio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Secondo la maggior parte degli studiosi, il nome Lacco deriva dal greco λάκκος che significa &amp;#34;cisterna, serbatoio, fossa&amp;#34;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il 18 novembre 1862 il Consiglio comunale chiese al re Vittorio Emanuele II l&amp;#39;aggiunta dell&amp;#39;aggettivo &amp;#34;Ameno&amp;#34; al nome Lacco; concessione poi accordata con decreto ministeriale del 4 gennaio 1863.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 10 Jul 2021 18:38:31 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CASAMICCIOLA e le sue terme (Campania)</itunes:title>
                <title>CASAMICCIOLA e le sue terme (Campania)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Casamicciola e le sue terme</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Casamicciola Terme is one of the municipalities of the island of Ischia whose inhabitants are called Casamicciolesi.

In 1956, due to the abundance of its thermal waters, it assumed the nickname Terme.

The town of Casamicciola Terme is located on the northern side of the Island of Ischia.

From the historical point of view it represents the municipality of the island with the oldest tourist vocation.

Originally, in addition to the amenity of the places, the tourist attraction came from the presence of many thermal water sources, which the Casamicciolesi wisely exploit since time immemorial.

The disastrous earthquake of July 1883, the most darkly famous of the Ischia earthquakes that practically razed the town to the ground, became a slang expression “to make a Casamicciola” as a rhodomontesque threat of upheaval.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Casamicciola Terme</strong> è uno dei comuni dell&#39;Isola d&#39;Ischia i cui abitanti si chiamano <strong>Casamicciolesi</strong>.</p><p>Nel 1956 a ragione dell&#39;abbondanza delle sue acque termali assunse l&#39;appellativo Terme.</p><p>Il comune di Casamicciola Terme è situato nel versante settentrionale dell&#39;Isola d&#39;Ischia. </p><p>Dal punto di vista storico rappresenta il comune dell&#39;isola con la più antica vocazione turistica. </p><p>Oltre all&#39;amenità dei luoghi, il richiamo turistico proveniva dalla presenza di molte fonti d&#39;acqua termale, che i Casamicciolesi sapientemente sfruttano da tempi immemorabili.</p><p>Il disastroso terremoto del luglio 1883, il più cupamente celebre dei terremoti ischitani che praticamente rase al suolo il comune, diventò espressione gergale &#34;fare una Casamicciola&#34; quale rodomontesca minaccia di sconquassi.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Casamicciola Terme&lt;/strong&gt; è uno dei comuni dell&amp;#39;Isola d&amp;#39;Ischia i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Casamicciolesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel 1956 a ragione dell&amp;#39;abbondanza delle sue acque termali assunse l&amp;#39;appellativo Terme.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il comune di Casamicciola Terme è situato nel versante settentrionale dell&amp;#39;Isola d&amp;#39;Ischia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dal punto di vista storico rappresenta il comune dell&amp;#39;isola con la più antica vocazione turistica. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oltre all&amp;#39;amenità dei luoghi, il richiamo turistico proveniva dalla presenza di molte fonti d&amp;#39;acqua termale, che i Casamicciolesi sapientemente sfruttano da tempi immemorabili.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il disastroso terremoto del luglio 1883, il più cupamente celebre dei terremoti ischitani che praticamente rase al suolo il comune, diventò espressione gergale &amp;#34;fare una Casamicciola&amp;#34; quale rodomontesca minaccia di sconquassi.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 10 Jul 2021 18:30:57 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>ISCHIA l&#39;isola verde delle terme (Campania)</itunes:title>
                <title>ISCHIA l&#39;isola verde delle terme (Campania)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Ischia l&#39;isola verde delle terme</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Ischia is an island in Italy that belongs to the archipelago of the Flegrean islands, the island that everyone calls &#34;the green island&#34; for the numerous woods, the color of the tuff and the emerald sea that in ancient times was known by the name Pithekoussai or Pithecusae (in Greek Πιθηκοῦσσαι).

Located at the northern end of the Gulf of Naples and a short distance from the islands of Procida and Vivara, in the Tyrrhenian Sea, it is the largest of the Flegreans and an important destination for international tourism.

It is the third most populous Italian island, after Sicily and Sardinia.

The thermal waters of the island of Ischia have been well known and used since ancient times.

Its volcanic nature makes Ischia one of the largest spas in Europe.

The landing in Ischia Porto with the view of Ischia Ponte is a real immersion in a world of sounds, scents and colors that immediately infect in the first, and the ancient village in the second, in which it is advisable to take a walk between the typical ancient white houses, the characteristic alleys, the balconies, between stairs and gardens, the shops, palaces and churches, the art galleries and the Museum of the Sea, unmissable testimony of the seafaring life of the island.

Here you can see the contrast between noble and poor architecture, with the leaning houses and the typical arched houses of the fishermen.

Nearby stands the magnificent Aragonese Castle, a 15th century fortress that contains a prison, churches and gardens: the symbol of the island of Ischia.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Ischia </strong>è un&#39;isola dell&#39;Italia che appartiene all&#39;arcipelago delle isole Flegree, l&#39;isola che tutti chiamano &#34;l&#39;isola verde&#34; per i numerosi boschi, per il colore del tufo e per quello smeraldo del mare che nell&#39;antichità era nota col nome Pithekoussai o Pithecusae (in greco Πιθηκοῦσσαι).</p><p>Posta all&#39;estremità settentrionale del golfo di Napoli e a poca distanza dalle isole di Procida e Vivara, nel mar Tirreno, è il maggiore delle Flegree ed un&#39;importante meta del turismo internazionale. </p><p>È la terza più popolosa isola italiana, dopo Sicilia e Sardegna.</p><p>Le acque termali dell&#39;Isola d&#39;Ischia sono ben conosciute e utilizzate fin dall&#39;antichità. </p><p>La sua natura vulcanica rende Ischia uno dei maggiori centri termali d&#39;Europa. </p><p>Lo sbarco a <strong>Ischia Porto</strong> con la vista di <strong>Ischia Ponte</strong> è una vera e propria immersione in un mondo di suoni, profumi e colori che contagiano all&#39;istante nel primo, e il borgo <strong>antico </strong>nel secondo, in quale si consiglia di fare una passeggiata tra le tipiche casette antiche bianche, i caratteristici vicoletti, le balconate, tra scale e giardini, le botteghe, palazzi e chiese, le gallerie d&#39;arte e il Museo del Mare, imperdibile testimonianza della vita marinara dell&#39;isola.</p><p>Qui si nota il contrasto tra architettura nobile e povera, con le case addossate e le tipiche abitazioni ad arco dei pescatori. </p><p>Lì vicino si erge il magnifico <strong>Castello Aragonese</strong>, una fortezza del 1400 che racchiude al suo interno carcere, chiese e giardini: il simbolo dell&#39;isola di Ischia.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ischia &lt;/strong&gt;è un&amp;#39;isola dell&amp;#39;Italia che appartiene all&amp;#39;arcipelago delle isole Flegree, l&amp;#39;isola che tutti chiamano &amp;#34;l&amp;#39;isola verde&amp;#34; per i numerosi boschi, per il colore del tufo e per quello smeraldo del mare che nell&amp;#39;antichità era nota col nome Pithekoussai o Pithecusae (in greco Πιθηκοῦσσαι).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Posta all&amp;#39;estremità settentrionale del golfo di Napoli e a poca distanza dalle isole di Procida e Vivara, nel mar Tirreno, è il maggiore delle Flegree ed un&amp;#39;importante meta del turismo internazionale. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;È la terza più popolosa isola italiana, dopo Sicilia e Sardegna.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le acque termali dell&amp;#39;Isola d&amp;#39;Ischia sono ben conosciute e utilizzate fin dall&amp;#39;antichità. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La sua natura vulcanica rende Ischia uno dei maggiori centri termali d&amp;#39;Europa. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lo sbarco a &lt;strong&gt;Ischia Porto&lt;/strong&gt; con la vista di &lt;strong&gt;Ischia Ponte&lt;/strong&gt; è una vera e propria immersione in un mondo di suoni, profumi e colori che contagiano all&amp;#39;istante nel primo, e il borgo &lt;strong&gt;antico &lt;/strong&gt;nel secondo, in quale si consiglia di fare una passeggiata tra le tipiche casette antiche bianche, i caratteristici vicoletti, le balconate, tra scale e giardini, le botteghe, palazzi e chiese, le gallerie d&amp;#39;arte e il Museo del Mare, imperdibile testimonianza della vita marinara dell&amp;#39;isola.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Qui si nota il contrasto tra architettura nobile e povera, con le case addossate e le tipiche abitazioni ad arco dei pescatori. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lì vicino si erge il magnifico &lt;strong&gt;Castello Aragonese&lt;/strong&gt;, una fortezza del 1400 che racchiude al suo interno carcere, chiese e giardini: il simbolo dell&amp;#39;isola di Ischia.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 10 Jul 2021 18:14:32 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>NAPOLI (Campania)</itunes:title>
                <title>NAPOLI (Campania)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Napoli</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Naples (Napule in Neapolitan) is the capital city of the Campania region, of the homonymous metropolitan city and center of one of the most populous and densely populated metropolitan areas in Europe, whose inhabitants are called Neapolitans from the refoundation name Neapolis or Partenopei from the name of Parthènope foundation.

Founded by the Cumans in 800 BC, it was among the most important cities of Magna Graecia and played a notable commercial, cultural and religious role towards the surrounding Italic populations.

After the collapse of the Roman Empire, in 700 d. C. the city formed an autonomous duchy independent of the Byzantine Empire; later, from 1200 and for more than five hundred years, it was the capital of the Kingdom of Naples; with the Restoration it became the capital of the Kingdom of the Two Sicilies under the Bourbons until the unification of Italy.

It is at the origin of a distinctive form of theater, a world-famous song and a peculiar culinary tradition that includes foods that take on the role of global icons, such as Neapolitan pizza, and the art of its pizza makers which has been declared intangible heritage of humanity by UNESCO.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Napoli </strong><em>è</em> un comune capoluogo della regione Campania, della città metropolitana e centro di una delle più popolose e densamente popolate aree metropolitane d&#39;Europa,<strong> </strong>i cui abitanti si chiamano <strong>Napoletani </strong>dal nome di rifondazione Neapolis o <strong>Partenopei </strong>dal nome della fondazione<strong> </strong>Parthènope. </p><p>Fondata dai cumani nell&#39;800 a.C., fu tra le città più importanti della Magna Grecia e giocò un notevole ruolo commerciale, culturale e religioso nei confronti delle popolazioni italiche circostanti.</p><p>Dopo il crollo dell&#39;Impero romano, nel 700 d. C. la città formò un ducato autonomo indipendente dall&#39;Impero bizantino; in seguito, dal 1200 e per più di cinquecento anni, fu capitale del Regno di Napoli; con la Restaurazione capitale del Regno delle Due Sicilie sotto i Borbone fino all&#39;Unità d&#39;Italia.</p><p>You all&#39;origine di una forma distintiva di teatro, di una canzone di fama mondiale e di una peculiare tradizione culinaria che comprende alimenti che assumono il ruolo di icone globali, come la pizza napoletana, e l&#39;arte dei suoi pizzaioli che è stato dichiarata dall&#39;UNESCO patrimonio immateriale dell&#39;umanità.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Napoli &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;è&lt;/em&gt; un comune capoluogo della regione Campania, della città metropolitana e centro di una delle più popolose e densamente popolate aree metropolitane d&amp;#39;Europa,&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Napoletani &lt;/strong&gt;dal nome di rifondazione Neapolis o &lt;strong&gt;Partenopei &lt;/strong&gt;dal nome della fondazione&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;Parthènope. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fondata dai cumani nell&amp;#39;800 a.C., fu tra le città più importanti della Magna Grecia e giocò un notevole ruolo commerciale, culturale e religioso nei confronti delle popolazioni italiche circostanti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dopo il crollo dell&amp;#39;Impero romano, nel 700 d. C. la città formò un ducato autonomo indipendente dall&amp;#39;Impero bizantino; in seguito, dal 1200 e per più di cinquecento anni, fu capitale del Regno di Napoli; con la Restaurazione capitale del Regno delle Due Sicilie sotto i Borbone fino all&amp;#39;Unità d&amp;#39;Italia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;You all&amp;#39;origine di una forma distintiva di teatro, di una canzone di fama mondiale e di una peculiare tradizione culinaria che comprende alimenti che assumono il ruolo di icone globali, come la pizza napoletana, e l&amp;#39;arte dei suoi pizzaioli che è stato dichiarata dall&amp;#39;UNESCO patrimonio immateriale dell&amp;#39;umanità.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 10 Jul 2021 18:02:59 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SPERLONGA Borgo più Bello d&#39;Italia (lazio)</itunes:title>
                <title>SPERLONGA Borgo più Bello d&#39;Italia (lazio)</title>

                <itunes:episode>31</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Sperlonga - Borgo più Bello d&#39;Italia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Sperlonga (Špëlònghë in the local dialect) is a town in the province of Latina in southern Lazio whose inhabitants are called Sperlongani.

It is part of the circuit of the most beautiful villages in Italy.

The ancient village is on a spur of rock overlooking the sea and has its roots in myth, in the cave-nymphaeum of Tiberius, in the speluncae that gave it its name, caressed by the rebellious waves, inhabited by the graceful marine figures of Roman mosaics .

The Villa of Tiberius with its cave-nymphaeum is marvelous and evocative, one of the villas of the Roman emperor who loved to have it built in pleasant locations and which, in fact, we will also find along the itinerary in Capri.

Before the Saracen raids that prompted fishermen to take refuge and paint the houses white to dazzle the pirates, already tried by long voyages at sea, the blinding light was that of the myth of Ulysses, which accompanied the wandering of ships in the blue and treacherous Mediterranean.

Tiberius&#39;s cave was furnished with large sculptures with wriggling muscles inspired by the exploits of the Homeric hero.

The origins of Sperlonga date back to ancient Greek legends.

Its limestone caves welcomed the lithe nymphs of the sea: the most beautiful, says Hesiod, was called Sperlonga, like the cave he inhabited, and had made Jupiter fall in love that one night, in the form of a fiery meteorite, landed between his legs , while resting on the beach.

The dazzling cliffs of Sperlonga were born from the earthquake caused by the mythical embrace.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Sperlonga </strong><em>è</em> un comune della provincia di Latina nel Lazio meridionale i cui abitanti si chiamano <strong>Sperlongani.</strong> </p><p>Fa parte del circuito dei <a href="https://www.blogger.com/blog/post/edit/4238539460401252222/8412431337324986341" rel="nofollow">Borghi più Belli d&#39;Italia</a>.</p><p>L&#39;antico borgo sta su uno sperone di roccia a picco sul mare e affonda le radici nel mito, nella grotta-ninfeo di Tiberio, nelle speluncae che gli hanno dato il nome, accarezzate dalle onde ribelli, abitate dalla figura leggiadre marine dei mosaici romani. </p><p>Meravigliosa e suggestiva la Villa di Tiberio con la grotta-ninfeo, una delle ville dell&#39;Imperatore romano che amava farsene costruire in località amene e che, infatti, ritroveremo lungo l&#39;itinerario anche a Capri. </p><p>Prima delle scorrerie saracene che hanno spinto i pescatori ad arroccarsi e a dipingere di bianco le case per abbacinare i corsari, già provati dai lunghi viaggi in mare, la luce accecante era quella del mito di Ulisse, che accompagnava il peregrinare delle navi nell&#39;azzurro e infido Mediterraneo. </p><p>L&#39;antro di Tiberio era arredato con le grandi sculture dai muscoli guizzanti ispirate alle imprese dell&#39;eroe omerico. </p><p>Le origini di Sperlonga risalgono alle antiche leggende greche.</p><p>Le sue grotte di calcare accoglievano le flessuose ninfe del mare: la più bella, narra Esiodo, si chiamava Sperlonga, come l&#39;antro che abitava, e aveva fatto innamorare Giove che una notte, sotto forma di meteorite infuocato, atterrò tra le sue gambe, mentre riposava sulla spiaggia. </p><p>Le abbaglianti falesie di Sperlonga sono nate dal terremoto suscitato dal mitico amplesso.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sperlonga &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;è&lt;/em&gt; un comune della provincia di Latina nel Lazio meridionale i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Sperlongani.&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fa parte del circuito dei &lt;a href=&#34;https://www.blogger.com/blog/post/edit/4238539460401252222/8412431337324986341&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&gt;Borghi più Belli d&amp;#39;Italia&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;#39;antico borgo sta su uno sperone di roccia a picco sul mare e affonda le radici nel mito, nella grotta-ninfeo di Tiberio, nelle speluncae che gli hanno dato il nome, accarezzate dalle onde ribelli, abitate dalla figura leggiadre marine dei mosaici romani. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Meravigliosa e suggestiva la Villa di Tiberio con la grotta-ninfeo, una delle ville dell&amp;#39;Imperatore romano che amava farsene costruire in località amene e che, infatti, ritroveremo lungo l&amp;#39;itinerario anche a Capri. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Prima delle scorrerie saracene che hanno spinto i pescatori ad arroccarsi e a dipingere di bianco le case per abbacinare i corsari, già provati dai lunghi viaggi in mare, la luce accecante era quella del mito di Ulisse, che accompagnava il peregrinare delle navi nell&amp;#39;azzurro e infido Mediterraneo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;#39;antro di Tiberio era arredato con le grandi sculture dai muscoli guizzanti ispirate alle imprese dell&amp;#39;eroe omerico. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le origini di Sperlonga risalgono alle antiche leggende greche.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le sue grotte di calcare accoglievano le flessuose ninfe del mare: la più bella, narra Esiodo, si chiamava Sperlonga, come l&amp;#39;antro che abitava, e aveva fatto innamorare Giove che una notte, sotto forma di meteorite infuocato, atterrò tra le sue gambe, mentre riposava sulla spiaggia. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le abbaglianti falesie di Sperlonga sono nate dal terremoto suscitato dal mitico amplesso.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 10 Jul 2021 17:53:58 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SABAUDIA la città razionalista (Lazio)</itunes:title>
                <title>SABAUDIA la città razionalista (Lazio)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Sabaudia la città razionalista</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Sabaudia is a town in the province of Latina in Lazio whose inhabitants are called Sabaudiani.

The city is located in the heart of the Agro Pontino, 90 km from Rome and 25 from Latina.

The municipal territory, flat, is characterized by the coast of sandy dunes, by forest areas (once part of the &#34;Selva di Terracina&#34;) and by a series of wet and almost marshy areas, protected by 3 Coastal Lakes: Lake Sabaudia (or of Paola), the Monaci Lake, the Caprolace Lake.

An important part of the municipal territory has been the Circeo National Park since 1934.

It houses the Emilio Greco Museum containing a rich collection of paintings, bronzes and numerous graphic sheets by the artist from Catania who loved Sabaudia and wanted to be buried here.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Sabaudia </strong>è un comune della provincia di Latina nel Lazio i cui abitanti si chiamano <strong>Sabaudiani</strong>. </p><p>La città si trova nel cuore dell&#39;Agro Pontino, a 90 km da Roma e 25 da Latina. </p><p>Il territorio comunale, pianeggiante, è caratterizzato dal litorale di dune sabbiose, da zone a foresta (un tempo parte della &#34;selva di Terracina&#34;) e da una serie di zone umide e quasi paludose, protette da 3 Laghi Costieri: il Lago di Sabaudia (o di Paola), il Lago dei Monaci, il Lago di Caprolace.</p><p>Una parte importante del territorio comunale costituisce dal 1934 il Parco Nazionale del Circeo. </p><p>Ospita il Museo Emilio Greco (<a href="https://www.blogger.com/blog/post/edit/4238539460401252222/8412431337324986341" rel="nofollow">vai al sito</a>) contenente una ricca raccolta di pitture, bronzi e numerosi fogli di grafica dell&#39;artista catanese che amò Sabaudia e qui volle essere sepolto.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sabaudia &lt;/strong&gt;è un comune della provincia di Latina nel Lazio i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Sabaudiani&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La città si trova nel cuore dell&amp;#39;Agro Pontino, a 90 km da Roma e 25 da Latina. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il territorio comunale, pianeggiante, è caratterizzato dal litorale di dune sabbiose, da zone a foresta (un tempo parte della &amp;#34;selva di Terracina&amp;#34;) e da una serie di zone umide e quasi paludose, protette da 3 Laghi Costieri: il Lago di Sabaudia (o di Paola), il Lago dei Monaci, il Lago di Caprolace.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una parte importante del territorio comunale costituisce dal 1934 il Parco Nazionale del Circeo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ospita il Museo Emilio Greco (&lt;a href=&#34;https://www.blogger.com/blog/post/edit/4238539460401252222/8412431337324986341&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&gt;vai al sito&lt;/a&gt;) contenente una ricca raccolta di pitture, bronzi e numerosi fogli di grafica dell&amp;#39;artista catanese che amò Sabaudia e qui volle essere sepolto.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 10 Jul 2021 17:47:38 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>TORVAIANICA (Lazio)</itunes:title>
                <title>TORVAIANICA (Lazio)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Torvaianica</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Torvaianica (also written Torvajanica or Tor Vajanica) is a fraction of the Municipality of Pomezia, in Lazio, whose inhabitants are called Torvaianichensi known for being an important seaside resort on the Roman coast, developed starting from the 1950s between Ostia and Marina di Ardéa ; on these shores, according to legend, Aeneas landed millennia ago along the banks of the Numicus river, as narrated by Virgil in the Aeneid.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Torvaianica </strong>(scritta anche <strong>Torvajanica </strong>o <strong>Tor Vajanica)</strong>è una frazione del Comune di Pomezia, nel Lazio, i cui abitanti sono detti <strong>Torvaianichensi </strong>nota per essere un&#39;importante località balneare del litorale romano, sviluppatasi a partire anni dal 1950 tra Ostia e Marina di Ardéa; su questi lidi, secondo la leggenda, millenni fa sbarcò Enea lungo le rive del fiume Numicus, come narrato da Virgilio nell&#39;Eneide.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Torvaianica &lt;/strong&gt;(scritta anche &lt;strong&gt;Torvajanica &lt;/strong&gt;o &lt;strong&gt;Tor Vajanica)&lt;/strong&gt;è una frazione del Comune di Pomezia, nel Lazio, i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Torvaianichensi &lt;/strong&gt;nota per essere un&amp;#39;importante località balneare del litorale romano, sviluppatasi a partire anni dal 1950 tra Ostia e Marina di Ardéa; su questi lidi, secondo la leggenda, millenni fa sbarcò Enea lungo le rive del fiume Numicus, come narrato da Virgilio nell&amp;#39;Eneide.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 10 Jul 2021 17:33:06 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>OSTIA LIDO il mare di Roma (Lazio)</itunes:title>
                <title>OSTIA LIDO il mare di Roma (Lazio)</title>

                <itunes:episode>28</itunes:episode>
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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Ostia il mare di Roma</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Ostia (officially Lido di Ostia whose inhabitants are called Lidensi or Ostiensi) is the coastal fraction of the Municipality of Roma Capitale and includes the Lido di Ostia Ponente, Lido di Ostia Levante and Lido di Castel Fusano districts, administratively re-entering the territory of the Municipality of Rome X.

Also called &#34;Ostia Nuova&#34; to distinguish it from the ancient Roman city, from which it takes its name, much of the area was built starting from the early 1900s, at the end of the reclamation of the area carried out after the annexation of Rome to Kingdom of Italy.

It overlooks the Tyrrhenian Sea near the mouth of the Tiber River, which also delimits its borders with the Municipality of Fiumicino, and is a seaside resort known for the numerous establishments and free equipped beaches present there.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Ostia</strong> (ufficialmente Lido di Ostia i cui abitanti si chiamano Lidensi o Ostiensi) è la frazione litoranea del Comune di Roma Capitale e comprende i quartieri Lido di Ostia Ponente, Lido di Ostia Levante e Lido di Castel Fusano, rientrando amministrativamente nel territorio del Municipio Roma X.</p><p>Definita anche &#34;Ostia Nuova&#34; per distinguerla dall&#39;antica Città Romana, da cui riprende il nome, gran parte della zona fu edificata a partire dai primi anni del 1900, al termine della bonifica dell&#39;area portata avanti dopo l&#39;annessione di Roma al Regno d&#39;Italia.</p><p>You affaccia sul mar Tirreno nei pressi della foce del fiume Tevere, che ne delimita anche i confini con il Comune di Fiumicino, ed è una località balneare nota per i numerosi stabilimenti e spiagge libere attrezzate ivi presenti.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ostia&lt;/strong&gt; (ufficialmente Lido di Ostia i cui abitanti si chiamano Lidensi o Ostiensi) è la frazione litoranea del Comune di Roma Capitale e comprende i quartieri Lido di Ostia Ponente, Lido di Ostia Levante e Lido di Castel Fusano, rientrando amministrativamente nel territorio del Municipio Roma X.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Definita anche &amp;#34;Ostia Nuova&amp;#34; per distinguerla dall&amp;#39;antica Città Romana, da cui riprende il nome, gran parte della zona fu edificata a partire dai primi anni del 1900, al termine della bonifica dell&amp;#39;area portata avanti dopo l&amp;#39;annessione di Roma al Regno d&amp;#39;Italia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;You affaccia sul mar Tirreno nei pressi della foce del fiume Tevere, che ne delimita anche i confini con il Comune di Fiumicino, ed è una località balneare nota per i numerosi stabilimenti e spiagge libere attrezzate ivi presenti.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sat, 10 Jul 2021 17:25:01 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>FREGENE amata da Fellini (Lazio)</itunes:title>
                <title>FREGENE amata da Fellini (Lazio)</title>

                <itunes:episode>27</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Fregene - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Fregene is a well-known seaside resort located on the Tyrrhenian coast, about 30 km from Rome.

Since the 1950s it has been a well-known seaside tourist resort, frequented by personalities from the world of entertainment and culture.

The pine forest is therefore the media-cinematographic fortune of Fregene.

In &#34;The White Sheik&#34; here are the pines of Fregene and, in the center, the swing on which the photo novel actor Fernando Rivoli played by Alberto Sordi swings, and it is superfluous to add more.

From there, then from some scenes of «La Dolce vita», of «Giulietta degli Spiriti» the Fregene myth of Fregene.

&#34;It was in Fregene that I became a director&#34;, Fellini often said in interviews.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Fregene </strong>è un noto centro balneare situato sulla Costa Tirrenica, a circa 30 km da Roma. </p><p>A partire dagli anni 1950 è una nota località turistico balneare, frequentata da personalità del mondo dello spettacolo e della cultura.</p><p>La pineta è quindi la fortuna mediatico-cinematografica di Fregene. </p><p>Ne &#34;Lo sceicco bianco&#34; ecco i pini di Fregene e, al centro, l&#39;altalena su cui dondola l&#39;attore di fotoromanzi Fernando Rivoli interpretato da Alberto Sordi, ed è superfluo aggiungere altro. </p><p>Nasce da lì, poi da alcune scene de «La Dolce vita», di «Giulietta degli Spiriti» il mito felliniano di Fregene. </p><p>&#34;È un Fregene che sono diventato regista&#34;, diceva spesso Fellini nelle interviste.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Fregene &lt;/strong&gt;è un noto centro balneare situato sulla Costa Tirrenica, a circa 30 km da Roma. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;A partire dagli anni 1950 è una nota località turistico balneare, frequentata da personalità del mondo dello spettacolo e della cultura.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La pineta è quindi la fortuna mediatico-cinematografica di Fregene. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ne &amp;#34;Lo sceicco bianco&amp;#34; ecco i pini di Fregene e, al centro, l&amp;#39;altalena su cui dondola l&amp;#39;attore di fotoromanzi Fernando Rivoli interpretato da Alberto Sordi, ed è superfluo aggiungere altro. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nasce da lì, poi da alcune scene de «La Dolce vita», di «Giulietta degli Spiriti» il mito felliniano di Fregene. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;#34;È un Fregene che sono diventato regista&amp;#34;, diceva spesso Fellini nelle interviste.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 04 Jul 2021 18:09:45 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SANTA MARINELLA la perla del Tirreno (Lazio)</itunes:title>
                <title>SANTA MARINELLA la perla del Tirreno (Lazio)</title>

                <itunes:episode>25</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Santa Marinella - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Santa Marinella is a municipality at 7 m a.s.l. whose inhabitants are called Santamarinellesi, having the title of City, of the Metropolitan City of Rome Capital in Lazio.

Called by many the pearl of the Tyrrhenian Sea, above all thanks to its particular position on the sea and the climate, characteristics that make it a city truly prepared for tourism.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Santa Marinella</strong> è un Comune a 7 m s.l.m. i cui abitanti son detti <strong>Santamarinellesi</strong>, avente il Titolo di Città, della Città Metropolitana di Roma Capitale nel Lazio.</p><p>Da molti denominata la perla del Tirreno, soprattutto grazie alla sua particolare posizione sul mare e al clima, caratteristiche che il rendono una città veramente predisposta al turismo.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Santa Marinella&lt;/strong&gt; è un Comune a 7 m s.l.m. i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Santamarinellesi&lt;/strong&gt;, avente il Titolo di Città, della Città Metropolitana di Roma Capitale nel Lazio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da molti denominata la perla del Tirreno, soprattutto grazie alla sua particolare posizione sul mare e al clima, caratteristiche che il rendono una città veramente predisposta al turismo.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 04 Jul 2021 17:54:26 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>PORTO SANTO STEFANO (Toscana)</itunes:title>
                <title>PORTO SANTO STEFANO (Toscana)</title>

                <itunes:episode>24</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Porto Santo Stefano - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Porto Santo Stefano at 2 m asl is the seat of the scattered Municipality of Monte Argentario (with Porto Ercole it constitutes one of the 2 major settlements that form the Municipality), in the province of Grosseto, in Tuscany, whose inhabitants are called Santostefanesi, Portosantostefanesi or Sanstefanesi .

Nice Marine and Fishing Center and a popular resort and seaside resort with good accommodation facilities, in a picturesque position around an inlet and on the backstreet slopes of the Argentario.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Porto Santo Stefano</strong> a 2 m slm è la sede del Comune sparso di Monte Argentario (con Porto Ercole costituisce uno dei 2 abitati maggiori che formano il Comune), nella provincia di Grosseto, in Toscana, i cui abitanti sono detti <strong>Santostefanesi</strong>, Portosantostefanesi o Sanstefanesi.</p><p>Grazioso Centro Marinaro e Peschereccio e frequentata Stazione di Soggiorno e Balneare con buona Attrezzatura Ricettiva, in pittoresca posizione attorno ad un insenatura e sul retrostati pendici dell&#39;Argentario.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Porto Santo Stefano&lt;/strong&gt; a 2 m slm è la sede del Comune sparso di Monte Argentario (con Porto Ercole costituisce uno dei 2 abitati maggiori che formano il Comune), nella provincia di Grosseto, in Toscana, i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Santostefanesi&lt;/strong&gt;, Portosantostefanesi o Sanstefanesi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Grazioso Centro Marinaro e Peschereccio e frequentata Stazione di Soggiorno e Balneare con buona Attrezzatura Ricettiva, in pittoresca posizione attorno ad un insenatura e sul retrostati pendici dell&amp;#39;Argentario.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 04 Jul 2021 17:46:49 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>MONTE ARGENTARIO (Toscana)</itunes:title>
                <title>MONTE ARGENTARIO (Toscana)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Monte Argentario - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Monte Argentario whose inhabitants are called Argentarini, is located in the Province of Grosseto, in Tuscany; located in the Maremma Grossetana and part of the &#34;Costa d&#39;Argento&#34; at the southern end of Tuscany is a conspicuous elliptical promontory protruding 12 km from the coast to which it is linked by 2 sandy cords or Tòmboli (the Tombolo della Giannella and the Tombolo della Feniglia ), 450 m wide, within which the Orbetello Lagoon is enclosed.

It has a perimeter of 39 km entirely mountainous culminating in Monte Telegrafo (685 m).

It is made up of the Municipality of Porto Santo Stefano located on the North-West Coast and the hamlet of Porto Ercole on the South-East Coast.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Monte Argentario</strong> i cui abitanti si chiamano <strong>Argentarini</strong>, si trova nella Provincia di Grosseto, in Toscana; posto nella Maremma Grossetana e parte della &#34;Costa d&#39;Argento&#34; all&#39;estremità meridionale della Toscana è un cospicuo Promontorio a forma ellittica sporgente 12 km dalla Costa a cui lo legano 2 cordoni sabbiosi o Tòmboli (il Tombolo della Giannella e il Tombolo della Feniglia), larghi 450 m, entro i quali è racchiusa la Laguna di Orbetello.</p><p>Ha un perimetro di 39 km interamente montuoso culmina nel Monte Telegrafo (m 685).</p><p>È costituito dal Comune Porto Santo Stefano situato sulla Costa Nord-Occidentale e dalla Frazione Porto Ercole sulla Costa Sud-Orientale.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Monte Argentario&lt;/strong&gt; i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Argentarini&lt;/strong&gt;, si trova nella Provincia di Grosseto, in Toscana; posto nella Maremma Grossetana e parte della &amp;#34;Costa d&amp;#39;Argento&amp;#34; all&amp;#39;estremità meridionale della Toscana è un cospicuo Promontorio a forma ellittica sporgente 12 km dalla Costa a cui lo legano 2 cordoni sabbiosi o Tòmboli (il Tombolo della Giannella e il Tombolo della Feniglia), larghi 450 m, entro i quali è racchiusa la Laguna di Orbetello.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ha un perimetro di 39 km interamente montuoso culmina nel Monte Telegrafo (m 685).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È costituito dal Comune Porto Santo Stefano situato sulla Costa Nord-Occidentale e dalla Frazione Porto Ercole sulla Costa Sud-Orientale.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 04 Jul 2021 17:39:49 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CÈCINA la Costa degli Etruschi (Toscana)</itunes:title>
                <title>CÈCINA la Costa degli Etruschi (Toscana)</title>

                <itunes:episode>22</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Cècina - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Cècina is a Municipality at 15 m asl whose inhabitants are Cecinesi, in the Province of Livorno in Tuscany, in the area historically known as Maremma Pisana (today also called Maremma Livornese).

The municipal territory, mainly flat, falls within the &#34;Etruscan Coast&#34;

2.5 km westwards, on the sea, is Marina di Cècina m 3, a seaside resort at the mouth of the river, near the Antico Castello Mediceo, with a wide beach and a beautiful pine forest.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Cècina</strong> è un Comune a 15 m slm i cui abitanti <strong>Cecinesi</strong>, della Provincia di Livorno in Toscana, nella zona storicamente conosciuta come Maremma Pisana (detta oggi anche Maremma Livornese). </p><p>Il territorio comunale, prevalentemente pianeggiante ricade nella «<em>Costa degli Etruschi</em>»</p><p>A km 2,5 verso Ovest, sul mare, è <strong>Marina di Cècina</strong> m 3, centro balneare alla foce del fiume, presso L&#39;Antico Castello Mediceo, con ampio arenile è bella pineta.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cècina&lt;/strong&gt; è un Comune a 15 m slm i cui abitanti &lt;strong&gt;Cecinesi&lt;/strong&gt;, della Provincia di Livorno in Toscana, nella zona storicamente conosciuta come Maremma Pisana (detta oggi anche Maremma Livornese). &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il territorio comunale, prevalentemente pianeggiante ricade nella «&lt;em&gt;Costa degli Etruschi&lt;/em&gt;»&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A km 2,5 verso Ovest, sul mare, è &lt;strong&gt;Marina di Cècina&lt;/strong&gt; m 3, centro balneare alla foce del fiume, presso L&amp;#39;Antico Castello Mediceo, con ampio arenile è bella pineta.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 04 Jul 2021 17:30:49 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>LIVORNO (Toscana)</itunes:title>
                <title>LIVORNO (Toscana)</title>

                <itunes:episode>21</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Livorno - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Livorno is a municipality at 3 meters above sea level whose inhabitants are called Livornesi or Labronici, the capital of the province of the same name in Tuscany.

It is located along the coast of the Ligurian Sea and is one of the most important Italian ports, both as a commercial port and as a tourist port; of all the Tuscan cities it is usually considered the most modern, although in its territory there are various historical, artistic and architectural testimonies.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Livorno </strong>è un Comune a 3 m slm i cui abitanti si chiamano <strong>Livornesi </strong>o <strong>Labronici</strong>, capoluogo della provincia di omonima in Toscana.</p><p>You can the Costa of Mar Ligure ed è uno dei più importanti Porti Italiani, sia come Scalo Commerciale, sia come Scalo Turistico; tra tutte le Città Toscane è solitamente ritenuta la più moderna, anche sul suo territorio sono presenti diverse testimonianze storiche, artistiche e architettoniche.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Livorno &lt;/strong&gt;è un Comune a 3 m slm i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Livornesi &lt;/strong&gt;o &lt;strong&gt;Labronici&lt;/strong&gt;, capoluogo della provincia di omonima in Toscana.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;You can the Costa of Mar Ligure ed è uno dei più importanti Porti Italiani, sia come Scalo Commerciale, sia come Scalo Turistico; tra tutte le Città Toscane è solitamente ritenuta la più moderna, anche sul suo territorio sono presenti diverse testimonianze storiche, artistiche e architettoniche.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 04 Jul 2021 17:25:13 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>TIRRENIA la città del cinema (Toscana)</itunes:title>
                <title>TIRRENIA la città del cinema (Toscana)</title>

                <itunes:episode>20</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Tirrenia - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Tirrenia is a hamlet at 3 m asl of the Municipality of Pisa, in Tuscany, whose inhabitants are called Tirreniesi.

Modern and elegant seaside tourist resort founded in the 1930s, immersed in a vast pine forest and center of film production, takes its name from the homonymous sea, while overlooking the Ligurian Sea, according to the agreements of the Hydrographic Institute of the Marina.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Tirrenia </strong>è una Frazione a 3 m slm del Comune di Pisa, in Toscana, i cui abitanti si chiamano <strong>Tirreniesi</strong>.</p><p>Moderna ed elegante località turistica balneare fondata negli anni 1930, immersa in una vasta pineta e centro di produzione cinematografica, prende il nome dal mare omonimo, pur affacciandosi, secondo le convenzioni dell&#39;Istituto Idrografico della Marina, sul Mar Ligure.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tirrenia &lt;/strong&gt;è una Frazione a 3 m slm del Comune di Pisa, in Toscana, i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Tirreniesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Moderna ed elegante località turistica balneare fondata negli anni 1930, immersa in una vasta pineta e centro di produzione cinematografica, prende il nome dal mare omonimo, pur affacciandosi, secondo le convenzioni dell&amp;#39;Istituto Idrografico della Marina, sul Mar Ligure.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 04 Jul 2021 17:02:42 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>VIAREGGIO (Toscana)</itunes:title>
                <title>VIAREGGIO (Toscana)</title>

                <itunes:episode>20</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Viareggio - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Viareggio is a town 2 meters above sea level in the province of Lucca (LU) in Tuscany, whose inhabitants are called Viareggini.

It is known as a seaside tourism resort, for fishing, for floriculture and for Carnival.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Viareggio </strong>è un Comune a 2 m slm della provincia di Lucca (LU) in Toscana, i cui abitanti si chiamano <strong>Viareggini</strong>.</p><p>You conosciuta come località di turismo balneare, per la pesca, per la floricoltura e per il Carnevale.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Viareggio &lt;/strong&gt;è un Comune a 2 m slm della provincia di Lucca (LU) in Toscana, i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Viareggini&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;You conosciuta come località di turismo balneare, per la pesca, per la floricoltura e per il Carnevale.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 04 Jul 2021 16:36:57 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>FORTE DEI MARMI  - Versilia (Toscana)</itunes:title>
                <title>FORTE DEI MARMI  - Versilia (Toscana)</title>

                <itunes:episode>19</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Forte dei Marmi  - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Municipality at 2 m asl Forte dei Marmi in the province of Lucca in Tuscany, whose inhabitants are called Fortemarmini

Seaside holiday resort overlooking the Ligurian Sea, takes its name from the homonymous fortress that rises in the center of the city, commissioned by the Grand Duke Leopold I in 1788 to defend the landing, around which the first nucleus of the town developed, and from marbles that from the Apuan Alps, not far away, were transported to the jetty and then took the sea route.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Comune a 2 m slm <strong>Forte dei Marmi </strong>della provincia di Lucca in Toscana, i cui abitanti si chiamano <strong>Fortemarmini</strong></p><p>Località marittima di villeggiatura affacciata sul Mar Ligure, prende il nome dall&#39;omonima <em>Fortezza </em>che sorge al centro della Città, voluta dal Granduca Leopoldo I nel 1788 a difesa dell&#39;approdo, attorno alla quale si sviluppò il primo nucleo dell&#39;abitato, e dai marmi che dalle Alpi Apuane, poco distanti, venivano trasportati fino al pontile per poi prendere la via del mare.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Comune a 2 m slm &lt;strong&gt;Forte dei Marmi &lt;/strong&gt;della provincia di Lucca in Toscana, i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Fortemarmini&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Località marittima di villeggiatura affacciata sul Mar Ligure, prende il nome dall&amp;#39;omonima &lt;em&gt;Fortezza &lt;/em&gt;che sorge al centro della Città, voluta dal Granduca Leopoldo I nel 1788 a difesa dell&amp;#39;approdo, attorno alla quale si sviluppò il primo nucleo dell&amp;#39;abitato, e dai marmi che dalle Alpi Apuane, poco distanti, venivano trasportati fino al pontile per poi prendere la via del mare.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 04 Jul 2021 16:24:26 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CINQUALE - Versilia (Toscana)</itunes:title>
                <title>CINQUALE - Versilia (Toscana)</title>

                <itunes:episode>18</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Cinquale  - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Cinquale is a fraction of the municipality of Montignoso, 5 m above sea level in the province of Massa-Carrara (MS) which develops in the Versilia stretch at the southern limits of the Apuan Coast whose inhabitants are called Cinqualini.
The beach of the popular resort is about 5 km long</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Cinquale </strong>è una frazione del comune di Montignoso, un slm di 5 m in provincia di Massa-Carrara (MS) che si sviluppa ai limiti meridionali della Costa Apuana i cui abitanti si chiamano <strong>Cinqualini</strong>.</p><p>La spiaggia del popolare luogo di villeggiatura è lunga circa 5 km.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cinquale &lt;/strong&gt;è una frazione del comune di Montignoso, un slm di 5 m in provincia di Massa-Carrara (MS) che si sviluppa ai limiti meridionali della Costa Apuana i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Cinqualini&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La spiaggia del popolare luogo di villeggiatura è lunga circa 5 km.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 04 Jul 2021 16:15:20 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>La VERSILIA (Toscana)</itunes:title>
                <title>La VERSILIA (Toscana)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>La versilia tra mare e montagna in Toscana</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Versilia, extending for about 165 km² between the ridge of the Apuan Alps and the sea and between Lake Massaciùccoli and the mouth of the Cinquale, corresponds in part to the ancient Vicariate of Pietrasanta.

It is bathed by the river of the same name, which crosses the short plain and the bed of the dried up Lago di Porta, flowing into the sea at the Cinquale.

It is a picturesque and well-cultivated region, surrounded by high mountains; in them up to 1500 silver mines were exploited and for centuries material has been obtained from the very rich marble quarries.

Along the coast there are some of the most popular and worldly bathing stations.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>La <strong>Versilia</strong>, estesa per circa 165 km² tra il crinale delle Alpi Apuane e il mare e tra il lago di Massaciùccoli e la foce del Cinquale, corrisponde in parte all&#39;antico Vicariato di Pietrasanta.</p><p>You bagnata from fiume omonimo, che attraversa la breve pianura e l&#39;alveo del prosciugato <em>Lago di Porta,</em>sfociando nel mare presso il Cinquale.</p><p>Is regione pittoresca e ben coltivata, cinta da elevate montagne; in esse fino al 1500 si sfruttarono miniere d&#39;argento e da secoli si trae materiale dalle ricchissime cave di marmo.</p><p>Lungo il litorale si allineano Stazioni Balneari tra le più frequentate e mondane.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;Versilia&lt;/strong&gt;, estesa per circa 165 km² tra il crinale delle Alpi Apuane e il mare e tra il lago di Massaciùccoli e la foce del Cinquale, corrisponde in parte all&amp;#39;antico Vicariato di Pietrasanta.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;You bagnata from fiume omonimo, che attraversa la breve pianura e l&amp;#39;alveo del prosciugato &lt;em&gt;Lago di Porta,&lt;/em&gt;sfociando nel mare presso il Cinquale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Is regione pittoresca e ben coltivata, cinta da elevate montagne; in esse fino al 1500 si sfruttarono miniere d&amp;#39;argento e da secoli si trae materiale dalle ricchissime cave di marmo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lungo il litorale si allineano Stazioni Balneari tra le più frequentate e mondane.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Sun, 04 Jul 2021 15:58:42 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>LÈRICI  - Golfo dei Poeti (Liguria)</itunes:title>
                <title>LÈRICI  - Golfo dei Poeti (Liguria)</title>

                <itunes:episode>16</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Lérici  - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Lérici (Lerxi in Ligure, Lerze in the local variant) is a municipality at 10 m a.s.l., in the province of La Spezia in Liguria, whose inhabitants are called Lericini.

It is located at the southern end of the homonymous breast, a coastal center that played an important strategic function in the Middle Ages.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Lérici </strong>(<em>Lerxi </em>in Ligure, <em>Lerze </em>nella variante locale) è un Comune a 10 m s.l.m., della provincia della Spezia in Liguria, i cui abitanti si chiamano <strong>Lericini</strong>.</p><p>Si trova all&#39;estremità meridionale del seno omonimo, Centro Costiero che svolse in Età Medievale una rilevante funzione strategica.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Lérici &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Lerxi &lt;/em&gt;in Ligure, &lt;em&gt;Lerze &lt;/em&gt;nella variante locale) è un Comune a 10 m s.l.m., della provincia della Spezia in Liguria, i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Lericini&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si trova all&amp;#39;estremità meridionale del seno omonimo, Centro Costiero che svolse in Età Medievale una rilevante funzione strategica.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 02 Jul 2021 17:58:17 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SAN TERENZO - Golfo dei Poeti (Liguria)</itunes:title>
                <title>SAN TERENZO - Golfo dei Poeti (Liguria)</title>

                <itunes:episode>15</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>San Terenzo - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>San Terenzo is a hamlet at 3 m above sea level whose inhabitants are called Santerenzini, in the Municipality of Lerici, in the province of La Spezia.

Destination of Artists
The Borgo attracted the attention of English Romantic Artists as early as the early 1800s: from April to September 1822 it was lived in by Percy and Mary Shelley.

It hosted, among others, the writer Sem Benelli, to whom we owe the nickname &#34;Gulf of Poets&#34; attributed to the Bay that includes Lerici and San Terenzo, forged on 30 August 1910, in the context of the funeral oration of Paolo Mantegazza , another writer</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>San Terenzo</strong> è una frazione a 3 m s.l.m i cui abitanti son detti <strong>Santerenzini</strong>, del Comune di Lerici, in provincia della Spezia.</p><p>Meta di Artisti</p><p>Il Borgo attirò l&#39;attenzione degli Artisti Romantici Inglesi già dagli inizi del 1800: da aprile a settembre 1822 fu vissuta da Percy e Mary Shelley.</p><p>Ospitò, tra gli altri, lo scrittore Sem Benelli, a cui si deve l&#39;appellativo di &#34;<strong>Golfo dei Poeti</strong>&#34; attribuito alla Baia che comprende Lerici e San Terenzo, forgiato, il 30 agosto 1910, nel contesto dell&#39;orazione funebre per lo scienziato Paolo Mantegazza</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;San Terenzo&lt;/strong&gt; è una frazione a 3 m s.l.m i cui abitanti son detti &lt;strong&gt;Santerenzini&lt;/strong&gt;, del Comune di Lerici, in provincia della Spezia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Meta di Artisti&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Borgo attirò l&amp;#39;attenzione degli Artisti Romantici Inglesi già dagli inizi del 1800: da aprile a settembre 1822 fu vissuta da Percy e Mary Shelley.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ospitò, tra gli altri, lo scrittore Sem Benelli, a cui si deve l&amp;#39;appellativo di &amp;#34;&lt;strong&gt;Golfo dei Poeti&lt;/strong&gt;&amp;#34; attribuito alla Baia che comprende Lerici e San Terenzo, forgiato, il 30 agosto 1910, nel contesto dell&amp;#39;orazione funebre per lo scienziato Paolo Mantegazza&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 02 Jul 2021 17:48:17 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>LA SPEZIA (Liguria)</itunes:title>
                <title>LA SPEZIA (Liguria)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>La Spezia - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>La Spezia (Spèza in Spezzino dialect) is a municipality at 3 m a.s.l. whose inhabitants are called Spezzini, capital of the province of the same name in Liguria.

The city is located in the extreme east of the Liguria region, a few kilometers from the border with Tuscany, in the center of a deep natural gulf to which it gives its name and is surrounded by a continuous chain of hills.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>La</strong> Spezia<em>è </em>un Comune di 3 metri s.l.m. i cui abitanti si chiamano <strong>Spezzini</strong>, Capoluogo della Provincia omonima in Liguria.</p><p>La Città si trova all&#39;estremo levante della Regione Liguria, a pochi chilometri dal confine con la Toscana, al centro di un profondo Golfo Naturale al quale dà il nome ed è cinta da una catena di alture continua.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La&lt;/strong&gt; Spezia&lt;em&gt;è &lt;/em&gt;un Comune di 3 metri s.l.m. i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Spezzini&lt;/strong&gt;, Capoluogo della Provincia omonima in Liguria.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La Città si trova all&amp;#39;estremo levante della Regione Liguria, a pochi chilometri dal confine con la Toscana, al centro di un profondo Golfo Naturale al quale dà il nome ed è cinta da una catena di alture continua.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 02 Jul 2021 17:06:45 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>CHIÀVARI (Liguria)</itunes:title>
                <title>CHIÀVARI (Liguria)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Chiàvari - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Chiàvari (Ciävai in Ligure) is a municipality at 5 m a.s.l. of the Metropolitan City of Genoa in Liguria, whose inhabitants are called Chiavaresi.

Commercial center of Tigullio, it was the birthplace of the fathers of Nino Bixio, Giuseppe Mazzini and Giuseppe Garibaldi, who, after the cession of Nice to France, became a citizen of Chiavari by virtue of his family origins, which allowed him to remain an Italian citizen .</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Chiàvari </strong>(<em>Ciävai </em>in Ligure) è un Comune a 5 m s.l.m. della Città Metropolitana di Genova in Liguria, i cui abitanti si chiamano <strong>Chiavaresi</strong>.</p><p>Centro commerciale del Tigullio, ha dato i natali ai padri di Nino Bixio, Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, il quale, dopo la cessione di Nizza alla Francia, divenne cittadino chiavarese in forza delle sue origini familiari, il che l&#39;permise di rimanere cittadino italiano.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Chiàvari &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Ciävai &lt;/em&gt;in Ligure) è un Comune a 5 m s.l.m. della Città Metropolitana di Genova in Liguria, i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Chiavaresi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Centro commerciale del Tigullio, ha dato i natali ai padri di Nino Bixio, Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, il quale, dopo la cessione di Nizza alla Francia, divenne cittadino chiavarese in forza delle sue origini familiari, il che l&amp;#39;permise di rimanere cittadino italiano.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 02 Jul 2021 16:30:30 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>RAPALLO la Gemma del Tigullio (Liguria)</itunes:title>
                <title>RAPALLO la Gemma del Tigullio (Liguria)</title>

                <itunes:episode>12</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Rapallo - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Rapallo is a municipality at 3 m a.s.l. of the metropolitan city of Genoa in Liguria, whose inhabitants are called Rapallesi.

Lying in an arch in the innermost inlet of the Gulf of Tigullio, and on the wide alluvial plain of the Boate and San Francesco streams, it is the largest and best equipped resort on the Riviera di Levante.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Rapallo </strong>è un Comune a 3 m s.l.m. della città metropolitana di Genova in Liguria, i cui abitanti si chiamano <strong>Rapallesi</strong>.</p><p>Adagiata ad arco nell&#39;insenatura più interna del Golfo del Tigullio, e sull&#39;ampia piana alluvionale dei Torrenti Boate e San Francesco, è la maggiore e più attrezzata Stazione di Soggiorno della Riviera di Levante.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Rapallo &lt;/strong&gt;è un Comune a 3 m s.l.m. della città metropolitana di Genova in Liguria, i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Rapallesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Adagiata ad arco nell&amp;#39;insenatura più interna del Golfo del Tigullio, e sull&amp;#39;ampia piana alluvionale dei Torrenti Boate e San Francesco, è la maggiore e più attrezzata Stazione di Soggiorno della Riviera di Levante.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 02 Jul 2021 15:28:58 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SANTA MARGHERITA LIGURE la perla del Tigullio</itunes:title>
                <title>SANTA MARGHERITA LIGURE la perla del Tigullio</title>

                <itunes:episode>11</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Santa Margherita Ligure - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Santa Margherita Ligure (Santa Margàita in Ligure) is a municipality at 13 m a.s.l. of the Metropolitan City of Genoa in Liguria whose inhabitants are called Sammargheritesi.

It occupies a basin closed by the last offshoots of the North-Eastern side of the Portofino Promontory, which slopes gently to the sea covered by woods of pine and chestnut trees and further down, by olive groves.

The inhabited area takes place with a ribbon structure, along 2 inlets, and around the hill that divides them.

Tourism, which in the mid-1800s gradually replaced the traditional activities related to maritime and agriculture, made it a climatic and bathing center for the most popular and prestigious of the Riviera di Levante.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Santa Margherita Ligure</strong> <em>è</em> un Comune di 13 m s.l.m. della Città Metropolitana di Genova in Liguria i cui abitanti sono chiamati <strong>Sammargheritesi</strong>.</p><p>Occupa una conca chiusa dalle ultime propaggini del versante Nord-Orientale del Promontorio di Portofino, che digrada dolcemente a mare coperto da Boschi di Pini e Castagni e più in basso, da Uliveti.</p><p>The Abitato si svolge con una struttura a nastro, lungo 2 Insenature, e intorno alla collina che le divide.</p><p>Il Turismo, che alla metà del 1800 vi ha gradualmente sostituito le tradizionali attività legate alla Marineria e all&#39;Agricoltura, ne ha fatto un Centro Climatico e Balneare per più frequentati e prestigiosi della Riviera di Levante.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Santa Margherita Ligure&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;è&lt;/em&gt; un Comune di 13 m s.l.m. della Città Metropolitana di Genova in Liguria i cui abitanti sono chiamati &lt;strong&gt;Sammargheritesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Occupa una conca chiusa dalle ultime propaggini del versante Nord-Orientale del Promontorio di Portofino, che digrada dolcemente a mare coperto da Boschi di Pini e Castagni e più in basso, da Uliveti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;The Abitato si svolge con una struttura a nastro, lungo 2 Insenature, e intorno alla collina che le divide.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Turismo, che alla metà del 1800 vi ha gradualmente sostituito le tradizionali attività legate alla Marineria e all&amp;#39;Agricoltura, ne ha fatto un Centro Climatico e Balneare per più frequentati e prestigiosi della Riviera di Levante.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 02 Jul 2021 10:07:32 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>PORTOFINO (Liguria)</itunes:title>
                <title>PORTOFINO (Liguria)</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Portofino - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Portofino (Portofin in Ligure) is a town at 5 m s.l.m., of the Metropolitan City of Genoa in Liguria, whose inhabitants are called Portofinesi.

It is a small seaside village that has long been renowned as a Tourist Center, located in a deep inlet at the south-eastern end of the homonymous promontory, protected to the south by a rocky peninsula and to the north-west by a circle of mountains that have a rich vegetation with mixed crops .</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Portofino </strong><em>è </em>un comune di 5 m s.l.m., della Città Metropolitana di Genova in Liguria, i cui abitanti si chiamano <strong>Portofinesi.</strong></p><p>È un piccolo Borgo Marinaro da tempo rinomato Centro Turistico, disposto in una profonda insenatura all&#39;estremità Sud-Orientale del Promontorio omonimo, protetta a Sud da una Penisola rocciosa e a Nord-Ovest da una cerchia di Monti che presentano una ricca vegetazione a colture promiscue.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Portofino &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;è &lt;/em&gt;un comune di 5 m s.l.m., della Città Metropolitana di Genova in Liguria, i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Portofinesi.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È un piccolo Borgo Marinaro da tempo rinomato Centro Turistico, disposto in una profonda insenatura all&amp;#39;estremità Sud-Orientale del Promontorio omonimo, protetta a Sud da una Penisola rocciosa e a Nord-Ovest da una cerchia di Monti che presentano una ricca vegetazione a colture promiscue.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 02 Jul 2021 10:00:28 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>GENOVA &#34;La superba&#34; (Liguria)</itunes:title>
                <title>GENOVA &#34;La superba&#34; (Liguria)</title>

                <itunes:episode>9</itunes:episode>
                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Genova - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Genoa (in Ligurian Zena) is a municipality at 20 m a.s.l., capital of the homonymous metropolitan city and of the Liguria region, whose inhabitants are called Genoese.

Its port, the largest in Italy, is one of the most important in Europe.

Overlooking the Ligurian Sea, Genoa was the capital of one of the Maritime Republics from the year 1000 to 1797.

In particular, from 1100 to 1400, the city played a leading role in trade in Europe, becoming, at the time, one of the largest naval powers on the continent and considered among the richest cities in the world.

It was also nicknamed &#34;the Superb&#34; by Francesco Petrarca.

Since 2006 part of its historic center, the Strade Nuove and the Palazzi dei Rolli system, is included among the UNESCO World Heritage Sites.

Genoa is also home to the University which has a history dating back to 1400.

The &#34;physical&#34; symbol of the City is its Lighthouse, known as «the Lantern», while it is traditionally represented by the St. George&#39;s Cross.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Genova </strong>(in ligure <em>Zena)</em>è un Comune a 20 m s.l.m, capoluogo della città metropolitana e della Regione Liguria, i cui abitanti sono detti <strong>Genovesi</strong>.</p><p>The suo porto, the more esteso d&#39;Italia, is one of more important a livello Europeo.</p><p>Affacciata sul Mar Ligure, Genova è stata la capitale di <strong>una delle Repubbliche Marinare</strong> dall&#39;anno 1000 al 1797.</p><p>In particolare, dal 1100 al 1400, la Città ha svolto un ruolo di primo piano nel commercio in Europa, diventando, all&#39;epoca, una delle più grandi potenze navali del continente e considerata tra le città più ricche del mondo.</p><p>Fu anche soprannominata «<strong>la Superba</strong>» da Francesco Petrarca.</p><p>Dal 2006 parte del suo Centro Storico, le Strade Nuove ed il Sistema dei Palazzi dei Rolli, è compreso tra i siti <strong>Patrimonio Mondiale</strong> dell&#39;Umanità tutelati<strong>dall&#39;UNESCO.</strong></p><p>Genova è anche sede dell&#39;Università che ha una storia che risale al 1400.</p><p>Symbol &#34;fisico&#34; della Città è il suo Faro, conosciuto come «<strong>la Lanterna</strong>», mentre è tradizionalmente dalla croce di San Giorgio.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Genova &lt;/strong&gt;(in ligure &lt;em&gt;Zena)&lt;/em&gt;è un Comune a 20 m s.l.m, capoluogo della città metropolitana e della Regione Liguria, i cui abitanti sono detti &lt;strong&gt;Genovesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;The suo porto, the more esteso d&amp;#39;Italia, is one of more important a livello Europeo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Affacciata sul Mar Ligure, Genova è stata la capitale di &lt;strong&gt;una delle Repubbliche Marinare&lt;/strong&gt; dall&amp;#39;anno 1000 al 1797.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In particolare, dal 1100 al 1400, la Città ha svolto un ruolo di primo piano nel commercio in Europa, diventando, all&amp;#39;epoca, una delle più grandi potenze navali del continente e considerata tra le città più ricche del mondo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fu anche soprannominata «&lt;strong&gt;la Superba&lt;/strong&gt;» da Francesco Petrarca.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dal 2006 parte del suo Centro Storico, le Strade Nuove ed il Sistema dei Palazzi dei Rolli, è compreso tra i siti &lt;strong&gt;Patrimonio Mondiale&lt;/strong&gt; dell&amp;#39;Umanità tutelati&lt;strong&gt;dall&amp;#39;UNESCO.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Genova è anche sede dell&amp;#39;Università che ha una storia che risale al 1400.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Symbol &amp;#34;fisico&amp;#34; della Città è il suo Faro, conosciuto come «&lt;strong&gt;la Lanterna&lt;/strong&gt;», mentre è tradizionalmente dalla croce di San Giorgio.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 02 Jul 2021 09:51:27 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SPOTÒRNO (Liguria)</itunes:title>
                <title>SPOTÒRNO (Liguria)</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Spotórno - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Spotórno (Spöturno in Ligure) municipality at 7 m a.s.l. of the province of Savona in Liguria, whose inhabitants are called Spotornesi.

You enter the inlet of Spotorno, closed at the bottom by Capo di Noli, along which the severity of the landscape damage caused by the building &#34;crust&#34; that continues on the hill towards the South-West from the hinterland of Capo Maiolo is clearly evident. Seaside center stretched out in an arch along the bay.

The Historic Nucleus preserves the typical layout of the Ligurian seaside village, with linear development at the edge of the coastal path, but has been profoundly modified by tourist exploitation.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Spotórno </strong>(<em>Spöturno </em>in Ligure) a 7 m s.l.m. della provincia di Savona in Liguria, i cui abitanti si chiamano <strong>Spotornesi</strong>.</p><p>Si entra nell&#39;insenatura di Spotorno, chiusa in fondo dal Capo di Noli, lungo la quale si evidenzia con chiarezza la gravità del guasto paesistico provocato dalla &#34;crosta&#34; edilizia che dal retroterra di Capo Maiolo continua sulla Collina verso Sud-Ovest. Centro Balneare disteso ad arco lungo l&#39;insenatura.</p><p>Il Nucleo Storico conserva l&#39;impianto tipico di Borgo Marinaro Ligure, uno sviluppo lineare ai margini del percorso costiero, ma è stato profondamente modificato dallo sfruttamento turistico.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Spotórno &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Spöturno &lt;/em&gt;in Ligure) a 7 m s.l.m. della provincia di Savona in Liguria, i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Spotornesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si entra nell&amp;#39;insenatura di Spotorno, chiusa in fondo dal Capo di Noli, lungo la quale si evidenzia con chiarezza la gravità del guasto paesistico provocato dalla &amp;#34;crosta&amp;#34; edilizia che dal retroterra di Capo Maiolo continua sulla Collina verso Sud-Ovest. Centro Balneare disteso ad arco lungo l&amp;#39;insenatura.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Nucleo Storico conserva l&amp;#39;impianto tipico di Borgo Marinaro Ligure, uno sviluppo lineare ai margini del percorso costiero, ma è stato profondamente modificato dallo sfruttamento turistico.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 02 Jul 2021 09:44:19 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>ALASSIO la perla della Riviera Ligure di Ponente</itunes:title>
                <title>ALASSIO la perla della Riviera Ligure di Ponente</title>

                <itunes:episode>7</itunes:episode>
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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Alassio - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Alàssio (Aȓàsce in Ligure, formerly known as Alascio) is a town 6 m above sea level. of the province of Savona in Liguria, whose name of the inhabitants is Alassini.

One of the best known and most popular seaside towns in Liguria, lying in the wide inlet limited by Capo Santa Croce and Capo Mele.

Its tourist vocation, favored by assumptions such as the mildness of the climate, the vastness of the beach (which stretches for 3 km and is composed of pure, fine but very clean quartz sand), the beauty of the surrounding hills, was &#34;discovered&#34; at end of 1800 by the English Tourism, in which Alassio became one of the main centers on the Riviera and to which it owes the planting of many of its gardens and villas on the slopes of the hills.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><strong>Alàssio </strong>(<em>Aȓàsce </em>in Ligure, anticamente conosciuta col nome <em>Alascio</em>) è un comune a 6 m s.l.m. della provincia di Savona in Liguria, il cui nome degli abitanti è <strong>Alassini</strong>.</p><p>Cittadina balneare tra le più conosciute e apprezzate della Liguria, distesa nell&#39;ampia insenatura limitata da Capo Santa Croce e dal Capo Mele.</p><p>The the the vocazione turistica, favorita da presupposti quali la mitezza del Clima, la vastità della Spiaggia (che si allunga per 3 km ed è composta da sabbia di quarzo puro, fine ma pulitissima), la bellezza delle Colline circostanti, fu &#34;scoperta&#34; alla fine del 1800 dal Turismo Inglese, nella quale Alassio divenne uno dei principali centri in Riviera e al quale deve l&#39;impianto di molti dei suoi Giardini e delle Ville sulle pendici delle Colline.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Alàssio &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;Aȓàsce &lt;/em&gt;in Ligure, anticamente conosciuta col nome &lt;em&gt;Alascio&lt;/em&gt;) è un comune a 6 m s.l.m. della provincia di Savona in Liguria, il cui nome degli abitanti è &lt;strong&gt;Alassini&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Cittadina balneare tra le più conosciute e apprezzate della Liguria, distesa nell&amp;#39;ampia insenatura limitata da Capo Santa Croce e dal Capo Mele.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;The the the vocazione turistica, favorita da presupposti quali la mitezza del Clima, la vastità della Spiaggia (che si allunga per 3 km ed è composta da sabbia di quarzo puro, fine ma pulitissima), la bellezza delle Colline circostanti, fu &amp;#34;scoperta&amp;#34; alla fine del 1800 dal Turismo Inglese, nella quale Alassio divenne uno dei principali centri in Riviera e al quale deve l&amp;#39;impianto di molti dei suoi Giardini e delle Ville sulle pendici delle Colline.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 02 Jul 2021 09:34:36 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>SANREMO la Città dei Fiori (Liguria)</itunes:title>
                <title>SANREMO la Città dei Fiori (Liguria)</title>

                <itunes:episode>6</itunes:episode>
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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Sanremo - La lunga strada di sabbia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Sanremo (Sanreummo or Sanrémmo in Ligure, more ancient Sanreummoro, Sant Rémol in Occitan, Villa Matutiae or Civitas Sancti Romuli in Latin) is a town in the province of Imperia, in Liguria whose inhabitants are called Sanremesi, Sanremaschi or Matuziani.

Located along the Riviera dei Fiori, it is a well-known tourist resort, renowned for the cultivation of flowers, hence the nickname of City of Flowers.

Lying at 15 m asl in a happy natural environment on the slopes of the ridge that divides the Vallette of the San Francesco and San Romolo streams, and in the Piana overlooking the sea in the center of the wide coastal arch bordered by Cape Verde and Capo Nero, it is City that has multiple reasons of interest.

The Old Town, consisting of the medieval village of the Pigna, now separated from the demolition of its appendix in the Piano gathered around the Cathedral of San Siro, maintains, despite the transformations, an urban typology of significant environmental value.
Of the nineteenth-century addition, also broken in its equilibrium by the disordered building expansions, the original aspect of a city modeled entirely on the basis of elite tourism is still legible.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Sanremo (<em>Sanreummo </em>o <em>Sanrémmo </em>in Ligure, più anticamente <em>Sanreummoro</em>, <em>Sant Rémol</em> in Occitano, <em>Villa Matutiae</em> o <em>Civitas Sancti Romuli</em> in latino) è un comune della provincia di Imperia, in Liguria i cui abitanti si chiamano <strong>Sanremesi</strong>, <strong>Sanremaschi </strong>o <strong>Matuziani</strong>.</p><p><strong>Posta lungo la Riviera dei Fiori</strong>, è una nota località turistica, rinomata per la coltivazione dei fiori, da cui il soprannome di Città dei Fiori.</p><p>Adagiata a 15 m slm in felice ambiente naturale sulle pendici della dorsale che dividono le Vallette dei Torrenti San Francesco e San Romolo, e nella Piana che si affaccia sul mare al centro dell&#39;ampio Arco Costiero delimitato da Capo Verde e dal Capo Nero, è Città che presenta molteplici motivi di interesse.</p><p>Il Centro Storico, costituito dal Borgo Medievale della Pigna, oggi separato dalle demolizioni della sua appendice in Piano raccolta attorno alla Cattedrale di San Siro, mantiene nonostante le trasformazioni, una tipologia urbana di rilevante pregio ambientale.</p><p>Dell&#39;addizione ottocentesca, spezzata anch&#39;essa nel suo equilibrio dalle disordinate espansioni edilizie, è ancora leggibile l&#39;aspetto originario della città tutta modellata in funzione del turismo d&#39;élite.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Sanremo (&lt;em&gt;Sanreummo &lt;/em&gt;o &lt;em&gt;Sanrémmo &lt;/em&gt;in Ligure, più anticamente &lt;em&gt;Sanreummoro&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Sant Rémol&lt;/em&gt; in Occitano, &lt;em&gt;Villa Matutiae&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;Civitas Sancti Romuli&lt;/em&gt; in latino) è un comune della provincia di Imperia, in Liguria i cui abitanti si chiamano &lt;strong&gt;Sanremesi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Sanremaschi &lt;/strong&gt;o &lt;strong&gt;Matuziani&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Posta lungo la Riviera dei Fiori&lt;/strong&gt;, è una nota località turistica, rinomata per la coltivazione dei fiori, da cui il soprannome di Città dei Fiori.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Adagiata a 15 m slm in felice ambiente naturale sulle pendici della dorsale che dividono le Vallette dei Torrenti San Francesco e San Romolo, e nella Piana che si affaccia sul mare al centro dell&amp;#39;ampio Arco Costiero delimitato da Capo Verde e dal Capo Nero, è Città che presenta molteplici motivi di interesse.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Centro Storico, costituito dal Borgo Medievale della Pigna, oggi separato dalle demolizioni della sua appendice in Piano raccolta attorno alla Cattedrale di San Siro, mantiene nonostante le trasformazioni, una tipologia urbana di rilevante pregio ambientale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dell&amp;#39;addizione ottocentesca, spezzata anch&amp;#39;essa nel suo equilibrio dalle disordinate espansioni edilizie, è ancora leggibile l&amp;#39;aspetto originario della città tutta modellata in funzione del turismo d&amp;#39;élite.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Fri, 02 Jul 2021 09:19:13 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>Via Italiana della Seta - Le Città del Centro Nord</itunes:title>
                <title>Via Italiana della Seta - Le Città del Centro Nord</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Le Città della seta del Centro Nord</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>The development of sericulture in the main cities of the Center-North, was an important income to support the agricultural economy and the production and trade of fabrics, together with that of wool, a very profitable industry that gave wealth and power to the Corporations that they practiced, as it was in Florence where the Art of Silk was recognized as one of the 7 Arts.

Industries of silk yarns flourished in Lucca and later, at the end of 1200 (13th century) in Bologna: the &#34;Bolognese mill&#34; is thus described in a chronicle of 1621:

In Lombardy the production of Silk flourished in 1300 (XIV century): the Duke Galeazzo Maria Sforza imposed on the landowners a forced planting of mulberries, a practice that his uncle Ludovico il Moro (nicknamed by the scientific name of mulberries, bombix mori), in later, it intensified bringing the region to be one of the best known for silk production in Europe.

Finally we arrive in Trentino and more precisely in Rovereto, where the silk factories were located in the heart of the city where special canals carried the water necessary for the operation of the spinning machines.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Lo sviluppo della bachicoltura nelle principali Città del Centro‐Nord, fu un importante reddito di supporto all&#39;economia agricola e la produzione e commercio di tessuti, assieme a quella della lana, un&#39;industria molto redditizia che diede ricchezza e potere alle Corporazioni che la praticavano, come fu a <strong>Firenze </strong>dove l&#39;Arte della Seta venne riconosciuta una delle 7 Arti.</p><p><br></p><p>Industrie dei filati serici fiorirono a <strong>Lucca </strong>ed in seguito, alla fine del 1200 (XIII secolo) a <strong>Bologna</strong>: il &#34;mulino alla bolognese&#34; viene così descritto in una cronaca del 1621:</p><p><br></p><p>«<em>Certe macchine grandi, le quali mosse da un piccolo canaletto d&#39;acqua di Reno fanno ciascuna di loro con molta prestezza filare, torcere e adopiare quattro mila fila di seta, operando in un istante quel che farebbero quattro filatrici</em>.»</p><p><br></p><p>In <strong>Lombardia </strong>la produzione della Seta fiorì nel <strong>1300 </strong>(XIV secolo): il <strong>Duca Galeazzo Maria Sforza</strong> impose ai proprietari terrieri una piantumazione forzata di gelsi, pratica che lo zio <strong>Ludovico il Moro</strong> (soprannominato così dal nome scientifico dei gelsi, bombix mori), in seguito, intensificò portando la regione ad essere una delle più conosciute per la produzione serica in Europa.</p><p><br></p><p>Infine arriviamo in <strong>Trentino </strong>e più precisamente a <strong>Rovereto</strong>, in cui le fabbriche della seta si trovavano nel cuore della città dove appositi canali portavano l&#39;acqua necessaria al funzionamento dei filatoi</p><p>Un&#39;epoca d&#39;oro giace tra le pieghe della storia di Rovereto e della Valle Lagarina, alla confluenza tra il torrente Leno e il fiume Adige, in Trentino Alto Adige: un&#39;epoca in cui Rovereto era sulla bocca di tutti i commercianti di seta d&#39;Europa per la qualità del suo filato brillante e lucente.</p><p>Camminando tra le rogge, canali scavati nel cuore della città per rendere accessibile alle fabbriche la forza motrice del torrente, e le facciate settecentesche delle case di commercio in cui si faceva sfoggio del prodotto, si sente ancora l&#39;eco di quella fase aurea iniziata sul finire del 1500 e che per 4 secoli ha connotato la Città della Seta. </p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Lo sviluppo della bachicoltura nelle principali Città del Centro‐Nord, fu un importante reddito di supporto all&amp;#39;economia agricola e la produzione e commercio di tessuti, assieme a quella della lana, un&amp;#39;industria molto redditizia che diede ricchezza e potere alle Corporazioni che la praticavano, come fu a &lt;strong&gt;Firenze &lt;/strong&gt;dove l&amp;#39;Arte della Seta venne riconosciuta una delle 7 Arti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Industrie dei filati serici fiorirono a &lt;strong&gt;Lucca &lt;/strong&gt;ed in seguito, alla fine del 1200 (XIII secolo) a &lt;strong&gt;Bologna&lt;/strong&gt;: il &amp;#34;mulino alla bolognese&amp;#34; viene così descritto in una cronaca del 1621:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;«&lt;em&gt;Certe macchine grandi, le quali mosse da un piccolo canaletto d&amp;#39;acqua di Reno fanno ciascuna di loro con molta prestezza filare, torcere e adopiare quattro mila fila di seta, operando in un istante quel che farebbero quattro filatrici&lt;/em&gt;.»&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In &lt;strong&gt;Lombardia &lt;/strong&gt;la produzione della Seta fiorì nel &lt;strong&gt;1300 &lt;/strong&gt;(XIV secolo): il &lt;strong&gt;Duca Galeazzo Maria Sforza&lt;/strong&gt; impose ai proprietari terrieri una piantumazione forzata di gelsi, pratica che lo zio &lt;strong&gt;Ludovico il Moro&lt;/strong&gt; (soprannominato così dal nome scientifico dei gelsi, bombix mori), in seguito, intensificò portando la regione ad essere una delle più conosciute per la produzione serica in Europa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Infine arriviamo in &lt;strong&gt;Trentino &lt;/strong&gt;e più precisamente a &lt;strong&gt;Rovereto&lt;/strong&gt;, in cui le fabbriche della seta si trovavano nel cuore della città dove appositi canali portavano l&amp;#39;acqua necessaria al funzionamento dei filatoi&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un&amp;#39;epoca d&amp;#39;oro giace tra le pieghe della storia di Rovereto e della Valle Lagarina, alla confluenza tra il torrente Leno e il fiume Adige, in Trentino Alto Adige: un&amp;#39;epoca in cui Rovereto era sulla bocca di tutti i commercianti di seta d&amp;#39;Europa per la qualità del suo filato brillante e lucente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Camminando tra le rogge, canali scavati nel cuore della città per rendere accessibile alle fabbriche la forza motrice del torrente, e le facciate settecentesche delle case di commercio in cui si faceva sfoggio del prodotto, si sente ancora l&amp;#39;eco di quella fase aurea iniziata sul finire del 1500 e che per 4 secoli ha connotato la Città della Seta. &lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Mon, 21 Jun 2021 22:21:39 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>Via Italiana della Seta - Napoli e la Real Colonia di San Leucio città della seta</itunes:title>
                <title>Via Italiana della Seta - Napoli e la Real Colonia di San Leucio città della seta</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Napoli e la Real Colonia di San Leucio città della seta</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>Still in the South between the second half of the 1500s and the early 1600s, Naples became one of the most populous capitals of Europe and a city in which the pace of life of most of the population was marked by the work of silk.
Swarming with spinning machines, silk workshops, &#34;dyes&#34;, weaving factories, warehouses of merchants, foreigners and financial and commercial activities, the city changed its face in that period also from an urban point of view.

The artifice of the affirmation and development of the silk manufacturing in Naples is the Aragonese Sovereign Ferrante who in the space of 2 decades, starting from 1465, lays the foundations for the training and specialization of the workers, for the enactment of protectionist legislation, for the establishment of a permanent corporate trade structure.
This project is embodied in the promotion of the transfer to Naples of highly specialized foreign workers, in the exclusivity granted to the squares of Naples and Catanzaro for the processing of raw material, in the establishment of the Consulate of the Art of Silk which, born in 1477, would be for centuries it was the protagonist of the history of the Neapolitan Manufacture, of which it controlled access to the trade, the production and circulation of the raw material, the special jurisdiction recognized to its members.

San Leucio the City of Silk, a fraction of the Municipality of Caserta known for historical and artistic reasons, located 3.5 km northwest of the city.
The royal site, together with the Royal Palace of Caserta, has been recognized as a World Heritage Site by UNESCO.
The Complex of San Leucio in its current form extends over an area of ​​16,871 m² and has a 354 m long facade interspersed with a double order of pilasters, also characterized by 2 orders of windows and 2 string courses with a central tympanum: monumental is the staircase double ramp that marks the main entrance to the structure.

King Ferdinand IV of Bourbon decided to build a &#34;Hospice for the poor&#34; in the province where he wanted a factory so as not to keep them idle.
The Colony grew rapidly so that it was decided to build further buildings to improve its functionality including: a parish, housing for educators and pavilions for machinery.

Thus was formed in 1778, a community known as the &#34;Real Colonia di San Leucio&#34;, based on its own rules.

The Sovereign signed in 1789 an exemplary work containing the founding principles of the new Community of San Leucio: origin of the population of San Leucio and its progress up to the present day with the laws corresponding to the good governance of it by Ferdinand IV, King of Sicily, more commonly known as the &#34;Statutes of San Leucio&#34;, Code published by the Royal Printing House of the Kingdom of Naples in 150 copies.
The text, in 5 chapters and 22 paragraphs, reflects the aspirations of the enlightened despotism of the time to interpret the ideals of social and economic equality and pays great attention to the role of women.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Ancora nel Meridione tra la seconda metà del 1500 e i primi del 1600 <strong>Napoli </strong>divenne una delle più popolose capitali d’Europa e una città nella quale il ritmo di vita della maggior parte della popolazione era scandito dal lavoro della seta. </p><p>Brulicante di filatoi, botteghe di setaioli, «tinte», tessitorie, fondaci di mercanti, di stranieri e di attività finanziarie e commerciali, la città cambiò in quel periodo il suo volto anche dal punto di vista urbanistico. </p><p><br></p><p><strong>Origini e apogeo della Manifattura Napoletana</strong></p><p><br></p><p>Artefice dell’affermazione e dello sviluppo della manifattura serica a Napoli è il Sovrano Aragonese Ferrante che nel giro di 2 decenni, a partire dal 1465, pone le basi per la formazione e specializzazione delle maestranze, per l’emanazione di una legislazione protezionistica, per l’istituzione di una struttura corporativa permanente di mestiere. </p><p>Tale progettualità si sostanzia nella promozione del trasferimento a Napoli di maestranze straniere altamente specializzate, nell’esclusiva concessa alle piazze di Napoli e Catanzaro per la lavorazione della materia greggia, nell’istituzione del Consolato dell’Arte della Seta che, nato nel 1477, sarebbe stato per secoli protagonista della storia della Manifattura Napoletana, di cui controllava l’accesso al mestiere, la produzione e la circolazione della materia prima, la giurisdizione speciale riconosciuta ai suoi membri.</p><p><br></p><p><strong>San Leucio la Città della Seta</strong>, frazione del Comune di Caserta nota per ragioni storiche ed artistiche, posta a 3,5 km a nord ovest della città. </p><p>Il sito reale, insieme alla Reggia di Caserta, è stato riconosciuto come <strong>Patrimonio dell&#39;Umanità dall&#39;UNESCO</strong>.</p><p>Il Complesso di San Leucio nella sua veste attuale si estende su una superficie di 16.871 m² e ha una facciata lunga 354 m intervallata da un doppio ordine di lesene, caratterizzata inoltre da 2 ordini di finestre e 2 marcapiani con timpano centrale: monumentale è la scalinata a doppia rampa che segna l&#39;ingresso principale alla struttura.</p><p><br></p><p>Il <strong>Re Ferdinando IV di Borbone</strong> decise di erigere un “Ospizio per i poveri” della provincia presso il quale volle un Opificio per non tenerli in ozio.</p><p>La Colonia crebbe rapidamente così che si decise di costruire ulteriori edifici per migliorarne le funzionalità tra i quali: una parrocchia, degli alloggi per gli educatori e padiglioni per i macchinari. </p><p><br></p><p>Fu così costituita nel 1778, una Comunità nota come “<strong>Real Colonia di San Leucio</strong>”, basata su norme proprie. </p><p><br></p><p>Ai lavoratori delle seterie era, infatti, assegnata una casa all&#39;interno della colonia, ed era, inoltre, prevista per i figli l&#39;istruzione gratuita potendo beneficiare, difatti, della prima scuola dell&#39;obbligo d&#39;Italia che iniziava fin da 6 anni e che comprendeva le materie tradizionali quali la matematica, la letteratura, il catechismo, la geografia, l&#39;economia domestica per le donne e gli esercizi ginnici per i maschi.</p><p>I figli erano ammessi al lavoro a 15 anni, con turni regolari per tutti, ma con un orario ridotto rispetto al resto d&#39;Europa. </p><p>Le abitazioni furono progettate tenendo presente tutte le regole urbanistiche dell&#39;epoca, per far sì che durassero nel tempo (abitate tuttora) e fin dall&#39;inizio furono dotate di acqua corrente e servizi igienici.</p><p><br></p><p>Il Sovrano firmò nel 1789 un&#39;opera esemplare contenente i principi fondanti della nuova Comunità di San Leucio: origine della popolazione di San Leucio e suoi progressi fino al giorno d&#39;oggi colle leggi corrispondenti al buon governo di essa di Ferdinando IV Re delle Sicilie, conosciuti più comunemente come gli «Statuti di San Leucio», Codice pubblicato dalla Stamperia Reale del Regno di Napoli in 150 esemplari. </p><p>Il testo, in 5 capitoli e 22 paragrafi, rispecchia le aspirazioni del dispotismo illuminato dell&#39;epoca ad interpretare gli ideali di uguaglianza sociale ed economica e pone grande attenzione al ruolo della donna.</p><p><br></p><p>Diverse opportunità erano offerte anche agli invalidi del lavoro che potevano rimanere in loco dopo l&#39;infortunio; per questi fu progettato un Ospizio apposito, la “Casa degli infermi”, che però non fu possibile portare a compimento a causa della discesa di Napoleone Bonaparte in Italia e della nascita della Repubblica Partenopea nel 1799.</p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Ancora nel Meridione tra la seconda metà del 1500 e i primi del 1600 &lt;strong&gt;Napoli &lt;/strong&gt;divenne una delle più popolose capitali d’Europa e una città nella quale il ritmo di vita della maggior parte della popolazione era scandito dal lavoro della seta. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Brulicante di filatoi, botteghe di setaioli, «tinte», tessitorie, fondaci di mercanti, di stranieri e di attività finanziarie e commerciali, la città cambiò in quel periodo il suo volto anche dal punto di vista urbanistico. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Origini e apogeo della Manifattura Napoletana&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Artefice dell’affermazione e dello sviluppo della manifattura serica a Napoli è il Sovrano Aragonese Ferrante che nel giro di 2 decenni, a partire dal 1465, pone le basi per la formazione e specializzazione delle maestranze, per l’emanazione di una legislazione protezionistica, per l’istituzione di una struttura corporativa permanente di mestiere. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tale progettualità si sostanzia nella promozione del trasferimento a Napoli di maestranze straniere altamente specializzate, nell’esclusiva concessa alle piazze di Napoli e Catanzaro per la lavorazione della materia greggia, nell’istituzione del Consolato dell’Arte della Seta che, nato nel 1477, sarebbe stato per secoli protagonista della storia della Manifattura Napoletana, di cui controllava l’accesso al mestiere, la produzione e la circolazione della materia prima, la giurisdizione speciale riconosciuta ai suoi membri.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;San Leucio la Città della Seta&lt;/strong&gt;, frazione del Comune di Caserta nota per ragioni storiche ed artistiche, posta a 3,5 km a nord ovest della città. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il sito reale, insieme alla Reggia di Caserta, è stato riconosciuto come &lt;strong&gt;Patrimonio dell&amp;#39;Umanità dall&amp;#39;UNESCO&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Complesso di San Leucio nella sua veste attuale si estende su una superficie di 16.871 m² e ha una facciata lunga 354 m intervallata da un doppio ordine di lesene, caratterizzata inoltre da 2 ordini di finestre e 2 marcapiani con timpano centrale: monumentale è la scalinata a doppia rampa che segna l&amp;#39;ingresso principale alla struttura.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;Re Ferdinando IV di Borbone&lt;/strong&gt; decise di erigere un “Ospizio per i poveri” della provincia presso il quale volle un Opificio per non tenerli in ozio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La Colonia crebbe rapidamente così che si decise di costruire ulteriori edifici per migliorarne le funzionalità tra i quali: una parrocchia, degli alloggi per gli educatori e padiglioni per i macchinari. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fu così costituita nel 1778, una Comunità nota come “&lt;strong&gt;Real Colonia di San Leucio&lt;/strong&gt;”, basata su norme proprie. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ai lavoratori delle seterie era, infatti, assegnata una casa all&amp;#39;interno della colonia, ed era, inoltre, prevista per i figli l&amp;#39;istruzione gratuita potendo beneficiare, difatti, della prima scuola dell&amp;#39;obbligo d&amp;#39;Italia che iniziava fin da 6 anni e che comprendeva le materie tradizionali quali la matematica, la letteratura, il catechismo, la geografia, l&amp;#39;economia domestica per le donne e gli esercizi ginnici per i maschi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I figli erano ammessi al lavoro a 15 anni, con turni regolari per tutti, ma con un orario ridotto rispetto al resto d&amp;#39;Europa. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le abitazioni furono progettate tenendo presente tutte le regole urbanistiche dell&amp;#39;epoca, per far sì che durassero nel tempo (abitate tuttora) e fin dall&amp;#39;inizio furono dotate di acqua corrente e servizi igienici.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Sovrano firmò nel 1789 un&amp;#39;opera esemplare contenente i principi fondanti della nuova Comunità di San Leucio: origine della popolazione di San Leucio e suoi progressi fino al giorno d&amp;#39;oggi colle leggi corrispondenti al buon governo di essa di Ferdinando IV Re delle Sicilie, conosciuti più comunemente come gli «Statuti di San Leucio», Codice pubblicato dalla Stamperia Reale del Regno di Napoli in 150 esemplari. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il testo, in 5 capitoli e 22 paragrafi, rispecchia le aspirazioni del dispotismo illuminato dell&amp;#39;epoca ad interpretare gli ideali di uguaglianza sociale ed economica e pone grande attenzione al ruolo della donna.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Diverse opportunità erano offerte anche agli invalidi del lavoro che potevano rimanere in loco dopo l&amp;#39;infortunio; per questi fu progettato un Ospizio apposito, la “Casa degli infermi”, che però non fu possibile portare a compimento a causa della discesa di Napoleone Bonaparte in Italia e della nascita della Repubblica Partenopea nel 1799.&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Mon, 21 Jun 2021 22:02:56 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>Via Italiana della Seta - Calabria: Catanzaro</itunes:title>
                <title>Via Italiana della Seta - Calabria: Catanzaro</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Calabria: Catanzaro città dlla seta</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>it is believed that the art of silk was introduced in Catanzaro in 1072, by a Caste of Orientals who lived in the city.
According to a Catanzaro tradition, both the mulberry and the worm were introduced precisely in that century that saw the birth of the city and some hypotheses make the name of the city derive from the term &#34;Katartarioi&#34; or &#34;silk spinners&#34;; or even Katantzárion, which could be traced back to the Greek verb katartizen, whose meaning is &#34;to prepare&#34;, &#34;to pack&#34; and also &#34;to work&#34; and clearly denotes the action that belongs to some preparatory process, with reference to a place &#34; secret &#34;(ant)&#34; placed under &#34;(katà)&#34; the terraces &#34;(anzar)&#34; of a mountain &#34;.

In fact, Catanzaro was a city that let the countryside &#34;penetrate&#34; to the urban center, with large private gardens that still refer to the toponym of &#34;Kata-Antsarion&#34; or &#34;the city of flower gardens&#34;, with flowered and cultivable terraced sites within its walls (intra moenia).</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Si ritiene che l&#39;arte della seta sia stata introdotta a Catanzaro nel 1072, da una Casta di Orientali che abitava la Città. </p><p>Secondo una tradizione catanzarese, sia il gelso che il baco sarebbero stati introdotti proprio in quel secolo che vide la nascita della città e alcune ipotesi fanno derivare il nome stesso della Città dal termine &#34;Katartarioi&#34; ovvero &#34;filatori di seta&#34;; o anche Katantzárion, che potrebbe essere fatto risalire al verbo greco katartizen, il cui significato è &#34;preparare&#34;, &#34;confezionare&#34; ed anche &#34;lavorare&#34; e denota chiaramente l&#39;azione che appartiene ad un qualche processo preparatorio, con riferimento ad un luogo &#34;segreto&#34; (ant) &#34;posto sotto&#34; (katà) &#34;le terrazze&#34; (anzar) &#34;di un monte&#34;.</p><p><br></p><p>Infatti Catanzaro fu una città che lasciò “penetrare” la campagna fin nel centro urbano, con grandi giardini privati che a tutt’oggi rimandano al toponimo di “Kata-Antsarion” ovvero “la città sui giardini fioriti”, con siti terrazzati fioriti e coltivabili fra le sue mura (intra moenia). </p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Si ritiene che l&amp;#39;arte della seta sia stata introdotta a Catanzaro nel 1072, da una Casta di Orientali che abitava la Città. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Secondo una tradizione catanzarese, sia il gelso che il baco sarebbero stati introdotti proprio in quel secolo che vide la nascita della città e alcune ipotesi fanno derivare il nome stesso della Città dal termine &amp;#34;Katartarioi&amp;#34; ovvero &amp;#34;filatori di seta&amp;#34;; o anche Katantzárion, che potrebbe essere fatto risalire al verbo greco katartizen, il cui significato è &amp;#34;preparare&amp;#34;, &amp;#34;confezionare&amp;#34; ed anche &amp;#34;lavorare&amp;#34; e denota chiaramente l&amp;#39;azione che appartiene ad un qualche processo preparatorio, con riferimento ad un luogo &amp;#34;segreto&amp;#34; (ant) &amp;#34;posto sotto&amp;#34; (katà) &amp;#34;le terrazze&amp;#34; (anzar) &amp;#34;di un monte&amp;#34;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Infatti Catanzaro fu una città che lasciò “penetrare” la campagna fin nel centro urbano, con grandi giardini privati che a tutt’oggi rimandano al toponimo di “Kata-Antsarion” ovvero “la città sui giardini fioriti”, con siti terrazzati fioriti e coltivabili fra le sue mura (intra moenia). &lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Mon, 21 Jun 2021 21:50:43 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>Via Italiana della Seta - Storia della Seta e Sicilia</itunes:title>
                <title>Via Italiana della Seta - Storia della Seta e Sicilia</title>

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                <itunes:season>1</itunes:season>
                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Storia della Seta e Sicilia</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>How many know that in ancient times Italy had its own Silk Road from South to North, a flourishing silk production and that it also made the history of European production?

A real puzzle for historians is the problem of the origins of silk production and its subsequent spread in Italy and Europe for which there are those who lean towards the Arab matrix, those for the Byzantine and those for the Norman.

However, since 1100 (12th century) Italy has established itself as the largest European silk producer.

So it all starts from Southern Italy, starting from Sicily and Calabria which were particularly renowned for the processing of silk and which were most heavily influenced by the East: Sicily as it had been Islamic, while Calabria was still part of the Byzantine Empire.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p>Quanti sanno che in tempi remoti l’Italia ebbe la sua personale Via della Seta da Sud a Nord, una fiorente produzione della Seta e che fece la storia anche della produzione europea?</p><p>Un vero rompicapo per gli storici è il problema delle origini della produzione della Seta e della sua successiva diffusione in Italia ed Europa per la quale c’è chi propende per la matrice Araba, chi per la Bizantina e chi per la Normanna.</p><p><br></p><p>Ma la stessa origine dell&#39;allevamento del baco da seta si perde nella leggenda. </p><p>L’unica cosa certa è che la sericoltura, ossia l’allevamento dei bachi da seta per la produzione di seta grezza, sia un’invenzione Cinese.</p><p>In uno dei libri di Confucio si trova ricordata una tradizione secondo la quale un&#39;Imperatrice Cinese, avrebbe insegnato ad allevare il baco da seta e ad estrarre la seta dal bozzolo, più di 2600 anni a. C.; per questo beneficio recato al suo popolo fu divinizzata ed adorata come Dea della Seta. </p><p>Secondo uno storico Cinese, invece, in un tempo ancora più remoto, nel 2900 a. C., la seta era già adoperata per fare le 36 corde del liuto. </p><p>Certo è che l&#39;uso di allevare il baco, in Cina, fu sempre tenuto in grande onore presso la Corte Imperiale e dalla Corte fu diffuso ed insegnato a tutto il popolo. </p><p>Si ha ragione di ritenere, altresì, che i Cinesi fossero gelosissimi di questa loro coltura e cercassero con ogni mezzo di conservarne il segreto. </p><p>Ciò nonostante, nel sec. IV dell&#39;era volgare, una Principessa che andò sposa al Re di Kothan (oggi Turkestan Cinese), per non rinunciare al suo abbigliamento, portò fuori del suo paese, nascoste nei capelli, le uova del prezioso insetto, che poi passò in India e quasi contemporaneamente nel Giappone.</p><p><br></p><p>I Greci e i Romani dei primi secoli dell&#39;Era Cristiana adoperavano la seta senza conoscerne l&#39;origine.</p><p>Si sapeva che quel tessuto veniva da una non ben precisata terra dei Seri (chiamarono infatti i Cinesi &#34;Seres&#34;, dal greco seres che significa seta), ma non se ne conosceva l’origine. </p><p>Sta di fatto che la Seta non era portata a Roma direttamente dai Cinesi, ma vi arrivava con l’intermediazione dei Parti, prima, e dei commercianti di Palmira e Petra poi, trasportata via mare dai marinai di Antiochia, Tiro e Sidone; la comperavano dai mercanti, pagandola a peso d&#39;oro.</p><p><br></p><p>Comunque dal 1100 (XII secolo) l&#39;Italia si attesta come la maggior produttrice europea di seta.</p><p><br></p><p>Quindi tutto ha inizio dal Meridione d&#39;Italia, a partire dalla Sicilia e dalla Calabria che erano particolarmente rinomate per la lavorazione della seta e che subivano maggiormente gli influssi provenienti da Oriente: la Sicilia in quanto era stata islamica, mentre la Calabria faceva ancora parte dell&#39;Impero Bizantino.</p><p><br></p><p>La diffusione in Sicilia, sarebbe comunque avvenuta attorno all&#39;anno 1000 durante il Regno di Ruggero II d’Altavilla, anche se una delle testimonianze più antiche dell’arte della Seta realizzata nella Fabbrica Reale di Palermo (laboratorio in cui lavoravano, oltre a operai della seta, orefici e gioiellieri) riporta una datazione anteriore: si tratta del “mantello dell’incoronazione” del Re di Sicilia Ruggero II</p><p><br></p><p>La seta che non veniva esportata grezza era destinata alle Botteghe di Filatori e Tessitori delle uniche 3 città isolane, Messina, Palermo e Catania, a poter effettuare le fasi successive del ciclo produttivo. </p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;Quanti sanno che in tempi remoti l’Italia ebbe la sua personale Via della Seta da Sud a Nord, una fiorente produzione della Seta e che fece la storia anche della produzione europea?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un vero rompicapo per gli storici è il problema delle origini della produzione della Seta e della sua successiva diffusione in Italia ed Europa per la quale c’è chi propende per la matrice Araba, chi per la Bizantina e chi per la Normanna.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma la stessa origine dell&amp;#39;allevamento del baco da seta si perde nella leggenda. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’unica cosa certa è che la sericoltura, ossia l’allevamento dei bachi da seta per la produzione di seta grezza, sia un’invenzione Cinese.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In uno dei libri di Confucio si trova ricordata una tradizione secondo la quale un&amp;#39;Imperatrice Cinese, avrebbe insegnato ad allevare il baco da seta e ad estrarre la seta dal bozzolo, più di 2600 anni a. C.; per questo beneficio recato al suo popolo fu divinizzata ed adorata come Dea della Seta. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Secondo uno storico Cinese, invece, in un tempo ancora più remoto, nel 2900 a. C., la seta era già adoperata per fare le 36 corde del liuto. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Certo è che l&amp;#39;uso di allevare il baco, in Cina, fu sempre tenuto in grande onore presso la Corte Imperiale e dalla Corte fu diffuso ed insegnato a tutto il popolo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si ha ragione di ritenere, altresì, che i Cinesi fossero gelosissimi di questa loro coltura e cercassero con ogni mezzo di conservarne il segreto. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ciò nonostante, nel sec. IV dell&amp;#39;era volgare, una Principessa che andò sposa al Re di Kothan (oggi Turkestan Cinese), per non rinunciare al suo abbigliamento, portò fuori del suo paese, nascoste nei capelli, le uova del prezioso insetto, che poi passò in India e quasi contemporaneamente nel Giappone.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I Greci e i Romani dei primi secoli dell&amp;#39;Era Cristiana adoperavano la seta senza conoscerne l&amp;#39;origine.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si sapeva che quel tessuto veniva da una non ben precisata terra dei Seri (chiamarono infatti i Cinesi &amp;#34;Seres&amp;#34;, dal greco seres che significa seta), ma non se ne conosceva l’origine. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sta di fatto che la Seta non era portata a Roma direttamente dai Cinesi, ma vi arrivava con l’intermediazione dei Parti, prima, e dei commercianti di Palmira e Petra poi, trasportata via mare dai marinai di Antiochia, Tiro e Sidone; la comperavano dai mercanti, pagandola a peso d&amp;#39;oro.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Comunque dal 1100 (XII secolo) l&amp;#39;Italia si attesta come la maggior produttrice europea di seta.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quindi tutto ha inizio dal Meridione d&amp;#39;Italia, a partire dalla Sicilia e dalla Calabria che erano particolarmente rinomate per la lavorazione della seta e che subivano maggiormente gli influssi provenienti da Oriente: la Sicilia in quanto era stata islamica, mentre la Calabria faceva ancora parte dell&amp;#39;Impero Bizantino.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La diffusione in Sicilia, sarebbe comunque avvenuta attorno all&amp;#39;anno 1000 durante il Regno di Ruggero II d’Altavilla, anche se una delle testimonianze più antiche dell’arte della Seta realizzata nella Fabbrica Reale di Palermo (laboratorio in cui lavoravano, oltre a operai della seta, orefici e gioiellieri) riporta una datazione anteriore: si tratta del “mantello dell’incoronazione” del Re di Sicilia Ruggero II&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La seta che non veniva esportata grezza era destinata alle Botteghe di Filatori e Tessitori delle uniche 3 città isolane, Messina, Palermo e Catania, a poter effettuare le fasi successive del ciclo produttivo. &lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Mon, 21 Jun 2021 21:32:40 &#43;0000</pubDate>
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                <itunes:title>Minoranze Etniche e Linguistiche d’Italia</itunes:title>
                <title>Minoranze Etniche e Linguistiche d’Italia</title>

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                <itunes:author>Giuseppe Cocco</itunes:author>
                <itunes:subtitle>Ma quante e quali sono le minoranze etnico linguistiche presenti in Italia?</itunes:subtitle>
                <itunes:summary>How many Italians know of the existence of a minor Italy with a capital M made up of villages and populations of ancient roots, present for centuries in the area in which they are based, as diverse as they are rich in culture and traditions and protected by the state.

But how many and which are the ethnic linguistic minorities present in Italy?
A calculation in this sense is not at all simple, and it should be remembered in advance that, referring to this category, the Italian legislation refers exclusively to those of ancient roots.</itunes:summary>
                <description><![CDATA[<p><span>Quanti Italiani sanno dell’esistenza di un’Italia minore con la M maiuscola fatta di Borghi e popolazioni d’antico radicamento, presenti da secoli sul territorio in cui sono insediate, diverse quanto ricche di cultura e tradizioni e tutelate dallo Stato.</span></p><p><br></p><p><strong>Ma quante e quali sono le minoranze etnico linguistiche presenti in Italia? </strong></p><p><span>Un computo in tal senso non è affatto semplice, e va ricordato preliminarmente che, riferendosi a tale categoria, la legislazione italiana [</span><a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?482%21vig=&urn%3Anir%3Astato%3Alegge%3A1999-12-15=" rel="nofollow">Legge n. 482/1999 Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche</a><span>] fa esclusivo riferimento a </span><strong>quelle di antico radicamento</strong><span>.</span></p><p><br></p><p><span>In base alla Legge viene comunque tutelata in Italia “la lingua delle popolazioni”:</span></p><p><br></p><p><span>- </span><strong>Albanesi</strong><span>, o Arbëreshë‎, in Italia meridionale (tra le 70 e le 100.000 persone), come conseguenza di antiche migrazioni verificatesi fra il 1400 e il 1700 in alcune decine di Comuni sparsi dalla </span><strong>Sicilia </strong><span>alla </span><strong>Calabria </strong><span>(dove vi è la maggiore concentrazione), dalla </span><strong>Basilicata </strong><span>alla </span><strong>Campania</strong><span>, dalla </span><strong>Puglia </strong><span>al </span><strong>Molise </strong><span>e all’</span><strong>Abruzzo</strong></p><p><br></p><p><span>- </span><strong>Germaniche</strong><span>, lungo l’</span><strong>arco alpino</strong><span>, in una varietà di situazioni storiche e sociolinguistiche</span></p><p><br></p><p><span>- </span><strong>Greche</strong><span>, o Grecaniche, in </span><strong>Aspromonte </strong><span>e nel </span><strong>Salento</strong></p><p><br></p><p><span>- </span><strong>Slovene </strong><span>(circa 60.000 persone) lungo il confine orientale in provincia di </span><strong>Trieste </strong><span>e di </span><strong>Gorizia</strong><span>, compresa una parte delle popolazioni dei 2 capoluoghi. </span></p><p><span>In </span><strong>provincia di Udine</strong><span>, lungo la frontiera, si parlano dialetti slavi dei quali la popolazione locale tende ad affermare l’originalità rispetto allo sloveno standard</span></p><p><br></p><p><span>- </span><strong>Croate </strong><span>(circa 3.000 persone) in 3 piccoli centri del </span><strong>Molise</strong><span>;</span></p><p><br></p><p><span>- </span><strong>Catalane </strong><span>(circa 15.000 persone) ad </span><strong>Alghero </strong><span>in Sardegna;</span></p><p><br></p><p><span> La legge parla inoltre di popolazioni parlanti</span></p><p><br></p><p><span>- </span><strong>Francese</strong><span>, intendendo l’uso ufficiale di tale lingua in </span><strong>Valle d’Aosta</strong><span> e il suo utilizzo tradizionale come lingua di cultura in alcuni </span><strong>centri montani della provincia di Torino</strong><span> (ma tali usi non coincidono con un’effettiva diffusione della pratica parlata)</span></p><p><br></p><p><span>- </span><strong>Francoprovenzale</strong><span> (dalle 50 alle 70.000 persone), che è un insieme di varietà dialettali con caratteri originali, diffuse nell’uso parlato in </span><strong>Val d’Aosta</strong><span> e in parte della </span><strong>fascia montana della provincia di Torino</strong><span>, praticate anche, in seguito a un’antica emigrazione, in 2 piccoli centri della </span><strong>Puglia</strong></p><p><br></p><p><span>- </span><strong>Friulano</strong><span>, praticato in gran parte del </span><strong>Friuli</strong><span>, con un’appendice in </span><strong>provincia di Venezia</strong></p><p><br></p><p><span>- </span><strong>Ladino </strong><span>(circa 30.000 persone) diffuso in alcune </span><strong>valli della provincia di Bolzano</strong><span> (dove la popolazione ha per seconda lingua il tedesco e gode di maggiori prerogative nell’uso delle varietà locali), e in aree delle </span><strong>province di Trento e Belluno</strong><span> (dove lo si parla accanto all’italiano)</span></p><p><br></p><p><span>- </span><strong>Occitano </strong><span>(dalle 20 alle 40.000 persone) parlato nelle </span><strong>alte valli alpine del Piemonte</strong><span> occidentale tra la </span><strong>Vermenagna </strong><span>e la </span><strong>Val di Susa</strong><span> e (in seguito a un’antica immigrazione) in un comune della </span><strong>Calabria</strong><span>; </span></p><p><br></p><p><span>- </span><strong>Sardo </strong><span>(circa un milione di persone) praticato nelle sue diverse varietà in gran parte della </span><strong>Sardegna</strong><span>, ad esclusione delle </span><strong>isole linguistiche </strong><strong>Catalane </strong><span>e </span><strong>Tabarchine </strong><span>e della fascia settentrionale dell’isola, dove prevalgono invece </span><strong>dialetti </strong><strong>Còrsi</strong><span> </span><span>(e per inciso, il Còrso è riconosciuto come lingua minoritaria in Francia ma non in Italia)</span></p>]]></description>
                <content:encoded>&lt;p&gt;&lt;span&gt;Quanti Italiani sanno dell’esistenza di un’Italia minore con la M maiuscola fatta di Borghi e popolazioni d’antico radicamento, presenti da secoli sul territorio in cui sono insediate, diverse quanto ricche di cultura e tradizioni e tutelate dallo Stato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ma quante e quali sono le minoranze etnico linguistiche presenti in Italia? &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;Un computo in tal senso non è affatto semplice, e va ricordato preliminarmente che, riferendosi a tale categoria, la legislazione italiana [&lt;/span&gt;&lt;a href=&#34;http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?482%21vig=&amp;urn%3Anir%3Astato%3Alegge%3A1999-12-15=&#34; rel=&#34;nofollow&#34;&gt;Legge n. 482/1999 Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche&lt;/a&gt;&lt;span&gt;] fa esclusivo riferimento a &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;quelle di antico radicamento&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;In base alla Legge viene comunque tutelata in Italia “la lingua delle popolazioni”:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;- &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Albanesi&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, o Arbëreshë‎, in Italia meridionale (tra le 70 e le 100.000 persone), come conseguenza di antiche migrazioni verificatesi fra il 1400 e il 1700 in alcune decine di Comuni sparsi dalla &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Sicilia &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;alla &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Calabria &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;(dove vi è la maggiore concentrazione), dalla &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Basilicata &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;alla &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Campania&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, dalla &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Puglia &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;al &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Molise &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;e all’&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Abruzzo&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;- &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Germaniche&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, lungo l’&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;arco alpino&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, in una varietà di situazioni storiche e sociolinguistiche&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;- &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Greche&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, o Grecaniche, in &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Aspromonte &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;e nel &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Salento&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;- &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Slovene &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;(circa 60.000 persone) lungo il confine orientale in provincia di &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Trieste &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;e di &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Gorizia&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, compresa una parte delle popolazioni dei 2 capoluoghi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;In &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;provincia di Udine&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, lungo la frontiera, si parlano dialetti slavi dei quali la popolazione locale tende ad affermare l’originalità rispetto allo sloveno standard&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;- &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Croate &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;(circa 3.000 persone) in 3 piccoli centri del &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Molise&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;- &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Catalane &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;(circa 15.000 persone) ad &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Alghero &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;in Sardegna;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt; La legge parla inoltre di popolazioni parlanti&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;- &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Francese&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, intendendo l’uso ufficiale di tale lingua in &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Valle d’Aosta&lt;/strong&gt;&lt;span&gt; e il suo utilizzo tradizionale come lingua di cultura in alcuni &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;centri montani della provincia di Torino&lt;/strong&gt;&lt;span&gt; (ma tali usi non coincidono con un’effettiva diffusione della pratica parlata)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;- &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Francoprovenzale&lt;/strong&gt;&lt;span&gt; (dalle 50 alle 70.000 persone), che è un insieme di varietà dialettali con caratteri originali, diffuse nell’uso parlato in &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Val d’Aosta&lt;/strong&gt;&lt;span&gt; e in parte della &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;fascia montana della provincia di Torino&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, praticate anche, in seguito a un’antica emigrazione, in 2 piccoli centri della &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Puglia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;- &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Friulano&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, praticato in gran parte del &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Friuli&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, con un’appendice in &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;provincia di Venezia&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;- &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Ladino &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;(circa 30.000 persone) diffuso in alcune &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;valli della provincia di Bolzano&lt;/strong&gt;&lt;span&gt; (dove la popolazione ha per seconda lingua il tedesco e gode di maggiori prerogative nell’uso delle varietà locali), e in aree delle &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;province di Trento e Belluno&lt;/strong&gt;&lt;span&gt; (dove lo si parla accanto all’italiano)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;- &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Occitano &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;(dalle 20 alle 40.000 persone) parlato nelle &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;alte valli alpine del Piemonte&lt;/strong&gt;&lt;span&gt; occidentale tra la &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Vermenagna &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;e la &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Val di Susa&lt;/strong&gt;&lt;span&gt; e (in seguito a un’antica immigrazione) in un comune della &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Calabria&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;- &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Sardo &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;(circa un milione di persone) praticato nelle sue diverse varietà in gran parte della &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Sardegna&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;, ad esclusione delle &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;isole linguistiche &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Catalane &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Tabarchine &lt;/strong&gt;&lt;span&gt;e della fascia settentrionale dell’isola, dove prevalgono invece &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;dialetti &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Còrsi&lt;/strong&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;(e per inciso, il Còrso è riconosciuto come lingua minoritaria in Francia ma non in Italia)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content:encoded>
                
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                <pubDate>Thu, 17 Jun 2021 17:02:21 &#43;0000</pubDate>
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